UPDATE: Closures in Massafer Yatta, Firing zone 918

novembre 16, 2017 at 7:18 pm

Today Operation Dove have taken a tour to some villages in the so-called “Firing zone 918”. The situation is quite alarming: yesterday a Israeli  Military convoy closed all the entrances to the Palestinian villages of Bir al Idd, Jimba, Shi’b al Butum, Khairbet al Fakheit, Halaweh, Khallet Athaba and Al-Mufaqarah. It means that more than five hundred Palestinians living in those villages are completely isolated.

UPDATE: Chiusure in Massafer Yatta, Firing Zone 918

Oggi le volontarie di Operazione Colomba hanno fatto un giro di visite nella cosiddetta “Firing Zone 918”. La situazione è alquanto allarmante: ieri, infatti, un convoglio militare israeliano ha chiuso tutte le entrate ai villaggi palestinesi di Bir al Idd, Jimba, Shi’b al Butum, Khairbet al Fakheit, Halaweh, Khallet Athaba and Al-Mufaqarah. Nel concreto significa che più di cinquecento palestinesi che vivono in quei villaggi sono totalmente isolati.

Demolition and stop-working orders in Khallet Athaba

novembre 15, 2017 at 7:53 pm

(Italian follows)

Khallet Athaba village. South Hebron Hills. Firing Zone 918. 15 families, 80 people.

Two days ago a demolition order came. For one of these families – mother, father and their three children – this order means that their home will be destroyed. Seven days after this order Israeli bulldozers can come at any time, and according to the protocol of the Israeli Army, the “non-authorized” buildings should not only be demolished, but the owners are supposed to demolish their own home themselves – or to pay for the work of the bulldozers. A lawyer is following the case.

Another seven stop-working orders – which comes right before the demolition one – were delivered in the past month of October.

On top of that, a week ago a group of Israeli settlers stormed into Khallet Athaba with motorcycles and guns in the middle of the night, frightening the whole village.

Ordini di demolizione e stop-working a Khallet Athaba

Il villaggio di Khallet Athaba. Colline a sud di Hebron, nella Firing Zone 918. Quindici famiglie, 80 persone.

Due giorni fa è arrivato un ordine di demolizione. Per una di queste famiglie – madre, padre e i loro tre figli – questo ordine significa che la loro casa verrà distrutta. Sette giorni dopo questo ordine i bulldozer israeliani potranno arrivare in qualunque momento, e secondo il protocollo dell’Esercito Israeliano, gli edifici “non-autorizzati” non solo dovrebbero essere demoliti, ma i proprietari dovrebbero provvedere a demolire la loro stessa casa – o pagare il lavoro dei bulldozer che lo faranno. Un avvocato sta seguendo il caso.

Altri sette ordini di stop-working – l’ordine che precede quello di demolizione – sono stati consegnati il mese scorso.

Come se non bastasse, una settimana fa un gruppo di coloni Israeliani sono entrati a Khallet Athaba in moto e armati di pistole, terrorizzando l’intero villaggio.

VIDEO UPDATE 2017-10-20 Havat Ma’on settlers’ attack

ottobre 20, 2017 at 3:55 pm

On October 20 Israeli settlers from Havat Ma’on illegal outpost attacked a Palestinian boy on his way from Tuba to At Tuwani Palestinian village.

UPDATE Demolition VS expansion: whose right is it?

ottobre 20, 2017 at 9:18 am

Israeli forces demolish house in Halaweh Palestinian village

(Italian follows)

On October 19, Israeli Army demolished two houses in the Palestinian village of Halaweh and one in Humra hill, close to At-Tuwani, leaving two families without home. At the same time, Israeli settlers where building new houses inside Ma’on settlement. The aim of the new constructions is to expand the settlement area, built on a stolen land that belongs to Palestinians.

Just two days ago the Spokesperson for EU Foreign Affairs and Security Policy/European Neighbourhood Policy and Enlargement Negotiations stated “all settlement activity is illegal under international law, and it undermines the viability of the two-state solution and the prospect for a lasting peace.” (https://eeas.europa.eu/headquarters/headquarters-homepage/34139/statement-recent-israeli-decisions-promote-thousands-settlement-units_en)

Ma’on Israeli settlement expansion works

UPDATE Demolizioni VS espansioni: di che diritti stiamo parlando?

Il 19 ottobre l’esercito israeliano ha demolito due case nel villaggio palestinese di Halaweh a una nella collina di Humra, vicino ad At-Tuwani, lasciando due famiglie senza casa. Allo stesso tempo i coloni israeliani stavano costruendo delle nuove abitazioni all’interno della colonia di Ma’on. Lo scopo delle nuove costruzioni è quello di espandere l’area dell’insediamento israeliano, che è stato costruito su terra sottratta ai legittimi proprietari palestinesi.

Solo due giorni fa il portavoce degli Affari Esteri dell’Unione Europa ha dichiarato “tutte le attività delle colonie israeliane sono illegali secondo il diritto internazionale, e minano possibilità di arrivare ad una soluzioni a due stati nella prospettiva di una pace duratura”  (https://eeas.europa.eu/headquarters/headquarters-homepage/34139/statement-recent-israeli-decisions-promote-thousands-settlement-units_en)

Palestinian house demolished in At Tuwani. In the background the illegal Israeli outpost of Havat Ma’on

Military escort for schoolchildren: an alarming trend

ottobre 13, 2017 at 10:30 am


(Italian follows)

On October 10th the Israeli army failed to escort Palestinian schoolchildren from the villages of Tuba and Maghayir al Abeed on their way to school in At Tuwani.

Tired of waiting and being late at school everyday, yesterday morning the children decided to walk the path between the illegal Israeli outpost of Havaat Ma’on and the Israeli settlement of Ma’on, despite the escort’s absence. On the same road, before the establishment of the escort by the Israeli army, Palestinian children have been repeatedly and brutally attacked by Israeli settlers.

On the same day, in the afternoon, the Israeli army escort arrived more than 30 minutes late, forcing the Palestinian children to wait in a dangerous area.

Another incident occurred on October 11th during the afternoon school patrol the Israeli army jeep left ahead of schedule leaving the Palestinian children alone in the middle of their way back home. As the soldiers went away an Israeli settlers’ car arrived on the spot and tried to run over the Palestinian children. Luckily the children were able to avoid the car and ran back home.

Despite school started only one and a half month ago (32 school days), data on the Israeli Army escort’s misconducts show already an alarming trend: – in the morning, the escort arrived late 16 times (50%) causing the loss of152 minutes of school – in the afternoon, the escort arrived late 26 times (81%), forcing the Palestinian children to wait 651 minutes (nearly 11 hours) before going home. Moreover, in this short period of time the escort didn’t show up 2 time and in one of those Palestinian children have been attacked by Israeli settlers (September 12th).

Under Israeli Knesset Committee for Children’s Rights order, the Israeli army has the duty to protect and escort the children from the Palestinian villages of Tuba and Maghayir al Abeed both on their way to school and on their way back home, but many times they misconduct, putting the children in danger or forcing them to wait hours and to walk alone in an area where settlers have often attacked them.

Israeli army escort is not a sufficient and efficient measure in order to guarantee the right to education to Palestinian children, a basic and fundamental right of all children.

Scorta militare per i bambini della scuola: un trend allarmante

Il 10 ottobre l’ esercito israeliano non ha garantito la sicurezza dei bambini palestinesi provenienti dai villaggi di Tuba e Maghayir al Abeed durante il loro percorso verso la scuola di At Tuwani.

Stanchi di aspettare e di arrivare tardi a scuola ogni giorno, ieri mattina i bambini hanno deciso di percorrere la strada che passa tra l’avamposto israeliano illegale di Havat Ma’on e la colonia di Ma’on, nonostante l’assenza della scorta militare. Su quella stessa strada, prima che fosse istituita la scorta militare israeliana, i bambini erano stati aggrediti ripetutamente e brutalmente dai coloni israeliani.

Lo stesso giorno, nel pomeriggio, la scorta israeliana è arrivata più di 30 minuti in ritardo, obbligando i bambini palestinesi ad aspettare in una zona pericolosa.

Anche l’ 11 Ottobre i bambini sono stati in pericolo nella strada verso casa: infatti la jeep della scorta militare  li ha lasciati a metà del percorso, andandosene. Quando i bambini si sono trovati soli una macchina di coloni israeliani li ha inseguiti. Fortunatamente i bambini sono scappati verso casa e la macchina non li ha raggiunti.

Nonostante la scuola sia iniziata solo un mese e mezzo fa (32 giorni di scuola effettivi) i dati sulle negligenze della scorta militare israeliana mostrano un trend preoccupante:

– al mattino la scorta è arrivata in ritardo 16 volte (50%) causando ai bambini la perdita di 152 minuti di scuola

-al pomeriggio la scorta è arrivata in ritardo 26 volte (81%) obbligando i bambini palestinesi ad aspettare 651 minuti (quasi 11 ore) prima di tornare a casa.

Inoltre, in questo breve periodo di tempo, la scorta non si è presentata 2 volte ed una di queste volte i bambini palestinesi sono stati attaccati dai coloni israeliani (12 settembre).

In forza di un ordine della Commissione per i diritti dei bambini del parlamento israeliano, l’esercito israeliano ha il dovere di proteggere e scortare i bambini dai villaggi palestinesi di Tuba e Maghayir al Abeed sia nel tragitto verso la scuola che in quello per tornare a casa, ma molte volte i soldati sono negligenti, mettendo in pericolo i bambini ed obbligandoli ad aspettare per delle ore in zone dove i coloni li hanno spesso attaccati.

La scorta militare non è una misura sufficiente e efficiente per garantire il diritto all’istruzione ai bambini palestinesi, un diritto fondamentale per tutti i bambini.

UPDATE: Settlers’ attack at Sarura Palestinian village, Sumud Camp

ottobre 11, 2017 at 3:26 pm

(Italian follows)

Two nights ago, some Israeli settlers from the illegal outpost of Havat Ma’on, irrupted inside Sumud Camp. On this spot since last May a nonviolent action has taken place involving young Palestinians and Israelis aiming at the reconstruction of the Palestinian village of Sarura. In fact, in the ‘90s Palestinian families were forced to leave their own houses and lands due to the constant violences perpetuated by Israeli settlers.

On October 9th, at about 10:30 pm, while Palestinian guys were having dinner inside a cave, a group of settlers irrupted in the village damaging the works of the last months, especially the entrance sign and some plants. The Palestinians scared by the noises, went out from the cave and managed only to see the damages and the settlers’ escape.

Despite feeling let down from what happened, the Palestinians keep on living and working everyday at Sumud Camp hoping to see it inhabited again.

UPDATE: Attacco dei coloni al villaggio palestinese di Sarura, Sumud Camp

Due notti fa, alcuni coloni israeliani provenienti dall’avamposto illegale di Havat Ma’on, hanno fatto irruzione nel Sumud Camp, dove dal mese di maggio i giovani palestinesi e israeliani stanno portando avanti un’azione non violenta, ricostruendo il villaggio di Sarura. Infatti, negli anni ’90 le famiglie palestinesi che vi abitavano erano state costrette ad abbandonare il villaggio a causa delle violenze subite dai coloni.

Alle 22.30 del 9 ottobre, mentre i ragazzi palestinesi cenavano all’interno di una delle grotte alla quale stanno lavorando, un gruppo di coloni è entrato al villaggio distruggendo il cartello d’entrata, alcune piante e danneggiando i lavori degli ultimi mesi. I palestinesi spaventati dai rumori sono usciti dalla grotta, facendo così fuggire i coloni.

Nonostante la frustrazione nel vedere distrutto il lavoro di mesi in pochi secondi, i ragazzi continuano a vivere e lavorare ogni giorno al Sumud Camp nella speranza di rivederlo abitato.

UPDATE: Popular action against arrest

ottobre 8, 2017 at 10:22 am

(Italian follows)

Yesterday night soldiers detained a Palestinian boy without any charge.

Palestinian women and men of At-Tuwani village took the road in order to protest against the abusive and humiliating behavior of Israeli soldiers. They conducted a nonviolent popular action, and they succeeded: after a while the soldiers release the boy and went away.

UPDATE: Azione popolare per fermare un arresto

Ieri notte soldati israeliani hanno detenuto un ragazzo palestinese, senza nessuna accusa.

Donne e uomini palestinesi del villaggio di At-Tuwani sono scesi in strada per protestare contro i comportamenti abusivi e umilianti dei soldati israeliani. Hanno portato avanti un’azione popolare e non violenta, finché non hanno raggiunto il loro scopo: il ragazzo è stato rilasciato e i soldati se ne sono andati.

From the Firing zone 918, South Hebron Hills

ottobre 6, 2017 at 7:55 am

(Italian follows)

The so called “Firing Zone 918” is considered from Israeli Army a training area for military operation.

Operation Dove volunteers yesterday visited new houses and families who move in the area, new school, new road, new dwell.

Military violence is not enough to stop the active energy of people that just need to live in dignity in their own land.

Dalla Firing Zone 918, colline a sud di Hebron:

La cosiddetta “Firing Zone 918” è considerata dall’esercito israeliano un’area per training e operazioni militari.

I volontari di Operazione Colomba ieri hanno visitato nuove famiglie che si sono trasferite a vivere lì, una nuova scuola, nuove case, nuove strade, nuovi pozzi.

La violenza militare non è sufficiente a fermare l’energia vitale di persone che chiedono di poter restare dignitosamente nella propria terra.

UPDATE: Israeli soldiers beat Palestinian man in Jawwaya village

settembre 26, 2017 at 5:34 pm

Palestinian man beat by Israeli forces in Jawwaya

(Italian follows)

On the morning of September 26 Israeli army beat a Palestinian man in Jawwaya village, in the south Hebron hills. The man was accused of stealing water from “Mekorot” (Israeli national water company) and when he asked the soldiers if they had some proofs they replied by hitting him. The Israeli soldiers also took the phone of one witness and deleted photos and videos of the beating.

Israeli soldiers in Jawwaya Palestinian village, South Hebron hills

UPDATE: Palestinese picchiato dai soldati israeliani nel villaggio di Jawwaya

La mattina del 26 settembre soldati israeliani hanno picchiato un palestinese nel villaggio di Jawwaya, nelle colline a sud di Hebron. L’uomo era stato accusato di aver rubato dell’acqua alla Mekorot (compagnia idrica nazionale israeliana), e quando ha chiesto se ci fossero delle prove i soldati hanno risposto picchiandolo. I militari israeliani hanno anche preso il telefono di uno dei testimoni, cancellando foto e video del pestaggio.

Injuries of the Palestinian man beat by Israeli soldiers

UPDATE: Israeli soldiers raid Jinba village

settembre 15, 2017 at 9:09 am

Israeli soldiers storm a party in Jinba Palestinian village

(Italian follows)

Yesterday, September 14, at 11 pm Israeli army raided the Palestinian village of Jinba, in the South Hebron Hills, during a party organized by the Palestinian inhabitants. The soldiers beat and arrested one Palestinian boy (18 years old) because he refused to turn off the music. The soldiers also confiscated two Palestinian vehicles and arrested one of the drivers (19 years old).

The Palestinian community of Jinba village, located inside the so called “Firing Zone 918”, is constantly victim of violence, abuses and damages by the Israeli army who continues to use the Palestinian village as military training area.

UPDATE: Soldati israeliani assaltano il villaggio palestinese di Jinba

Nella notte del 14 settembre, alle ore 23, l’esercito israeliano ha fatto un raid nel villaggio palestinese di Jinba, nelle colline a sud di Hebron, mentre si stava svolgendo una festa organizzata dagli abitanti del villaggio. I soldati hanno picchiato ed arrestato un giovane palestinese di 18 anni perché si era rifiutato di spegnere la musica. I militari israeliani hanno inoltre confiscato due veicoli palestinesi e arrestato un palestinese di 19 anni che era alla guida di uno dei mezzi.

La comunità palestinese del villaggio di Jinba, situato all’interno della cosiddetta “Firing Zone 918”, è quotidianamente vittima della violenza, degli abusi e dei danneggiamenti compiuti dall’esercito israeliano, che usa il villaggio palestinese come area di addestramento.