BDS Italia: Renzi, “sterile e stupido” non è il boicottaggio di Israele, ma non far rispettare il diritto internazionale

luglio 23, 2015 at 12:46 pm

da BDS Italia

Nel corso della sua visita in Israele, Matteo Renzi ha pronunciato un discorso alla Knesset in cui ha enfatizzato il legame e l’amicizia tra Italia e Israele e ha garantito che “l’Italia sarà sempre in prima linea contro ogni forma di boicottaggio sterile e stupido”. Renzi così dimostra di non conoscere affatto il movimento per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS), movimento lanciato nel luglio 2005 da una ampia coalizione della società civile palestinese, come risposta necessaria e morale per fermare le continue violazioni del diritto internazionale da parte di Israele, laddove le istituzioni hanno fallito.

 

Update: June 8, International and Palestinian authorities bring their support and solidarity to the Palestinian village of Susiya

giugno 9, 2015 at 5:23 pm

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On June 8, International and Palestinian authorities came to the Palestinian Village of Susiya to bring their solidarity and their support to the inhabitants.

During the morning, the international delegation from European Parliament, a representative of United Nation, the prime Palestinian minister Rami Hamdallah and representative of Palestinian Authority from Yatta and Hebron met the people of Susiya to express publicly their position against the demolition plan of the village.

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The international authorities declared their concern about the situation in Susiya and about Israeli policy in Area C, where different villages are under threat of demolition and deportation. They also asserted that this situation represent a serious violation of Palestinian human rights.

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UPDATE : 8 Giugno, le autorità internazionali e palestinesi portano il loro supporto e solidarietà al villaggio palestinese di Susiya

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L’8 Giugno, le autorità internazionali e palestinesi si sono recati al villaggio palestinese di Susiya per portare la loro solidarietà ed il loro supporto ai suoi abitanti.

Durante la mattinata, una delegazione internazionale del Parlamento Europeo, una rappresentanza delle Nazioni Unite, il primo Ministro Palestinese, Rami Hamdallah, e rappresentanti dell’Autorità Palestinese di Yatta ed Hebron hanno incontrato gli abitanti di Susiya per esprimere pubblicamente la loro posizione contro il piano di demolizione del villaggio.

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Le autorità internazionali presenti hanno dichiarato la loro preoccupazione riguardo la situazione di Susiya e circa la politica israeliana in Area C, dove ci sono diversi villaggi sotto minaccia di demolizione e deportazione. Hanno anche dichiarato che questa situazione rappresenta una seria violazione dei diritti umani per i Palestinesi.

 

P/R: Operation Dove strongly condemns ‘Protective Edge’ military operation against Gaza

luglio 16, 2014 at 5:56 am

The Israeli occupation continues to “normalize” the violation of the Palestinian human rights

(Italian follows)
July 15, 2014

At Tuwani – Operation Dove, Nonviolent Peace Corps of the Pope John XXIII Community-Association, maintains a constant presence in the South Hebron hills, Palestinian Occupied Territory, continuing from 10 years to accompany and support the Palestinians of the area in their struggle choice by nonviolent methods in order to protect their lives and their rights.

“On the seventh day since the beginning of the Israeli state ‘Protective Edge’ military operation against the Gaza Strip (which has already killed at least 180 people and injured more than 1200), the situation here is alarming,” says a volunteer. “Although no serious things happened during the past 7 days, the local population is very apprehensive and scared. It is expected that in parallel with the Israeli bombing of the Gaza Strip, the Israeli army and settlers could begin a new massive violence phase in the area. A lot of shepherds, that we usually accompany by non-armed escort during their everyday activities, now they stay in their houses and don’t approach work areas close to Israeli settlements or outposts, because scared of attacks that could attempt on their safety. ”

Operation Dove strongly condemns this further outbreak of violence: in addition to the massacre and the humanitarian disaster in Gaza, the Israeli military operation that followed the kidnapping and murder of three young Israelis, in the West Bank has led to at least 10 people killed including children, and 150 injured during the raids. More than 500 people have been kidnapped and imprisoned, many of them subjected to “administrative detention”, so without charge. More than two thousand properties were raided, damaged or looted. Towns, villages and refugee camps have been put under siege by checkpoints and roadblocks.

Operation Dove strongly condemns the Israeli occupation of the Palestinian Territories  that dehumanizes the occupier and the occupied. This dehumanization, institutionalized, sought and wanted by the occupying state, makes possible the murder of three young Israelis by two Palestinians, as it seems, or the barbaric murder of a 16 year old Palestinian from East Jerusalem, burned alive by Israeli extremists. This occupation “normalizes” the continued human rights violations of the Palestinian people.

Operation Dove has maintained an international presence in At-Tuwani and the South Hebron Hills since 2004.

For further information:
Operation Dove, 054 99 25 773

[Note: According to the Fourth Geneva Convention, the Hague Regulations, the International Court of Justice, and several United Nations resolutions, all Israeli settlements and outposts in the Occupied Palestinian Territories are illegal. Most settlement outposts, including Havat Ma’on (Hill 833), are considered illegal also under Israeli law.]


COMUNICATO STAMPA
Operazione Colomba condanna fortemente l’operazione militare “Protective Edge” contro Gaza
L’occupazione israeliana continua a “normalizzare” la violazione dei diritti umani dei palestinesi

 

15 luglio 2014

At Tuwani – Operazione Colomba, Corpo Nonviolento di Pace della Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, mantiene una presenza costante nelle colline a sud di Hebron, Territori Palestinesi Occupati, continuando ad accompagnare e supportare da ormai dieci anni i palestinesi della zona nella loro scelta di lottare con metodi nonviolenti per la tutela della propria vita e dei propri diritti.

“Al settimo giorno dall’inizio dell’operazione “Protective Edge” dello Stato israeliano contro la Striscia di Gaza (che ha già ucciso almeno 180 persone e ferite più di 1200), la situazione qui è preoccupante” racconta un volontario. “Nonostante non siano successi fatti gravi negli ultimi 7 giorni, la popolazione locale è molto in apprensione e spaventata. Si aspetta che parallelamente ai bombardamenti israeliani sulla striscia di Gaza, militari e coloni israeliani possano dare inizio a una nuova fase di violenza massiccia nell’area. Molti pastori che ogni giorno scortiamo in maniera non armata nelle attività quotidiane stanno in casa e non si avvicinano alle zone di lavoro adiacenti alle colonie e agli avamposti israeliani per paura di attacchi che possano attentare alla loro incolumità”.

Operazione Colomba guarda con sgomento e condanna  questa ulteriore esplosione di violenza: oltre al massacro e al disastro umanitario a Gaza, l’operazione militare israeliana seguita al sequestro e all’uccisione di tre giovani israeliani, in Cisgiordania ha portato ad almeno 10 persone uccise, tra cui bambini, e 150 ferite durante le incursioni. Più di 500 persone sono state sequestrate ed incarcerate, di cui una buona parte sottoposte a “detenzione amministrativa”, cioè senza un’accusa. Più di duemila proprietà sono state perquisite, danneggiate o saccheggiate. Città, villaggi e campi profughi sono stati messi sotto assedio da checkpoint e roadblock.

Operazione Colomba condanna l’ occupazione israeliana dei Territori Palestinesi  che disumanizza l’occupante e l’occupato. E’ questa disumanizzazione, istituzionalizzata, cercata e voluta dallo stato occupante, che  rende possibili l’assassinio di tre giovani israeliani ad opera di due palestinesi, come pare, o il barbaro assassinio di un 16enne palestinese di Gerusalemme est, bruciato vivo da estremisti israeliani. E’ questa occupazione che “normalizza” la continua violazione dei diritti umani del popolo palestinese.

Operazione Colomba mantiene una presenza costante nel villaggio di At-Tuwani e nell’area delle colline a sud di Hebron dal 2004.

Per informazioni:
Operazione Colomba, +972 54 99 25 773

[Note: secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.]

Peace through the eye of a needle

giugno 6, 2014 at 2:29 pm

The At Tuwani village Women’s Cooperative together with Israeli women gave life to Two Neighbors: an against-the-odds business partnership that defies politics in favor of beauty, common sense, and shared economic benefit. The new project is leaded by a team made by Israeli women, Palestinian women and American men and women who founded the Center for Emerging Futures that holds gatherings for Israelis and Palestinians on the border between Israel and the West Bank. 

 

After spending time at a Global Village Square meeting organized by the Center for Emerging Futures, women from both sides of the conflict decided they would like to work together producing beautiful items which showcased their talents and heritage. They wanted to do this together, showing that Israelis and Palestinian women, who were tired of waiting for the politicians to declare peace, could work together now to improve their economic condition and demonstrate peaceful relations on a grass roots level.

http://twoneighbors.com

Two Neighbors – Due vicini di casa
La Cooperativa delle Donne del villaggio di At Tuwani ha dato vita insieme ad alcune donne israeliane al progetto Two Neighbors: un partenariato contro il business il cui obiettivo è il solo profitto, che sfida la politica a favore della bellezza, il senso comune e il beneficio economico condiviso. Il nuovo progetto è guidato da un team composto da donne israeliane e donne palestinesi, insieme a uomini e donne americani già fondatori del Center for Emerging Futures che da anni organizza incontri per israeliani e palestinesi al confine tra Israele e la Cisgiordania.
Dopo aver trascorso del tempo in incontri organizzati dal Center for Emerging Futures, donne provenienti da entrambe le parti del conflitto hanno deciso di lavorare insieme, facendo oggetti belli che mostrassero il loro talento e il loro patrimonio storico-culturale. Volevano farlo insieme, dimostrando che donne israeliane e palestinesi, stanche di aspettare che siano i politici a dichiarare la pace, possono lavorare insieme per migliorare le proprie condizioni economiche e mettere le radici di relazioni pacifiche.

Elezioni in Israele

febbraio 16, 2013 at 6:57 am

Il partito Yesh Atid (lett. c’è un futuro), divenendo il secondo partito dopo il Likud, è la sorpresa di queste nuove elezioni in Israele. Terzo, è il vecchio partito laburista. Gli osservatori politici pensano che il partito di Mr. Lapid (leader di Yesh Atid) dovrà appoggiare l’attuale leader Netanyahu, ma con un interesse dichiarato per le questioni di politica interna, come la riforma degli alloggi e la riforma dell’istruzione. Anche in Israele è forte la protesta per ottenere riforme sociali come in tanti altri paesi del mondo, protesta che ha trovato nel gruppo Yesh Atid la sua manifestazione.