+972: Threat of demolition looms over Palestinian village in West Bank

gennaio 31, 2013 at 6:43 am

The Palestinian village of Susya, which has been through numerous demolitions and forced expulsions, beginning in 1986, is facing yet another threat to its existence. This time, the fate of the entire village lays in the hands of Israel’s Supreme Court.

By Rabbis for Human Rights

On Thursday, Israel’s Supreme Court will hold two sessions regarding two petitions affecting the future of the Palestinian village Susya. One will discuss the possibility of expediting the demolition of most of the village, while the other seeks to prevent the villagers’ remaining lands from being rendered off limits to them.

gennaio 29, 2013 at 9:13 am

Il prezzo della resistenza

gennaio 24, 2013 at 10:52 am

Sabato 19 gennaio sono stati arrestati 9 palestinesi durante un’azione nonviolenta nelle colline a sud di Hebron (vedi comunicato stampa). Dei palestinesi arrestati, 8 sono stati rilasciati senza cauzione la sera del 19 gennaio, tranne Reema Ismael Aleyyan Awad, di 31 anni, che era stata trasportata alla stazione di polizia di Kiryiat Arba insieme a sua figlia Qamar, di meno di due anni. La bambina è stata rilasciata la sera dello stesso sabato mentre Reema, accusata di aggressione nei confronti di agenti di polizia e militari israeliani, è stata prima trasferita nella prigione di Al Maskubiyya (Gerusalemme) e in seguito ha subito un processo presso la Corte Militare di Ofer, la mattina di domenica 20 gennaio. La donna è stata rilasciata col pagamento di una cauzione di 5000 shekel israeliani (equivalenti a circa 1000 euro).

I volontari di Operazione Colomba hanno visitato Reema e la sua famiglia nei giorni scorsi. Insieme a lei sono stati arrestati il padre e il marito. Lo sguardo forte e luminoso della donna si oscura quando racconta della paura di essere separata dalla bambina (che ancora allatta), degli interrogatori e della prigione. Per lei è stata la prima esperienza simile spiega. Racconta che, come tutti i sabati, era andata sulla loro terra con suo marito e i suoi quattro bambini per riuscire a coltivarla, cerca di far capire che la sua lotta è, prima di tutto, per i suoi figli. Saluta i volontari dicendo che spera di rivederli sabato prossimo, lei sarà di nuovo sulla sua terra con suo marito e i loro quattro bambini.

 

Avete il diritto di capire

gennaio 23, 2013 at 8:49 am

È il 15 dicembre e nel quartiere arabo di Wadi Nis Nas (Haifa) si festeggia “la festa delle feste”, un evento che celebra contemporaneamente Hannukah, Eid Al-Adha e Natale. C’è chi lo considera un bel modo di ribadire la tradizionale tolleranza della città, chi lo guarda con sospetto e chi invece lo taccia d’ipocrisia. Per i bambini significa “zucchero filato” e per noi, invece, che ci metteremo una vita ad attraversare il centro.
Stiamo andando alla Prigione Militare numero 6, una modesta costruzione che si trova a ridosso del Monte Carmelo, proprio dietro alla zona balenare. Ci sarà una manifestazione per Nathan, un ragazzo imprigionato dopo aver rifiutato la leva come atto di protesta contro l’occupazione.

 

C/S: L’esercito israeliano demolisce in due villaggi e danneggia una strada principale, colline a sud di Hebron

gennaio 22, 2013 at 5:01 pm

22 gennaio 2013

At-Tuwani – Il 21 gennaio 2013 l’esercito israeliano ha demolito una costruzione e una cisterna d’acqua nei villaggi palestinesi di Ar Rifa’iyya e Hawara; successivamente ha danneggiato l’unica strada che connette Tuwani e i villaggi vicini con la città palestinese di Yatta, nell’area delle colline a sud di Hebron. Tutte le tre località sono dichiarate come area C.

Intorno alle 8.30 due bulldozer e tre veicoli del DCO (District Coordination Office) hanno fatto irruzione nel villaggio di Ar Rifa’iyya, scortati da cinque veicoli della Border Police. Hanno demolito una casa appartenente a Amed Mohammad Jaber Amor e la sua famiglia, composta da 20 persone. Suo fratello Sabbri ha dichiarato che precedentemente la casa era stata demolita due volte, perché situata tre metri fuori dal piano regolatore del villaggio. Alle ore 9.00, l’esercito israeliano si è diretto verso il villaggio di Hawara, distruggendo una cisterna piena d’acqua, di proprietà di Musa Abu Aram. Nelle colline a sud di Hebron l’approvvigionamento idrico è particolarmente critico. I due villaggi sono situati lungo la strada 317.

Successivamente il convoglio militare e i due bulldozer si sono recati all’entrata del villaggio di At Tuwani, dove hanno danneggiato la strada che connette i villaggi dell’area di Massafer Yatta con la città settentrionale di Yatta. Hanno distrutto parte dei muretti costruiti lungo i lati della strada, per poi ammassarne le rovine nel mezzo della strada, causando rallentamenti alla viabilità. Il rappresentante del Consiglio locale ha dichiarato di non aver mai ricevuto un ordine di demolizione per la strada, ha inoltre aggiunto che il Consiglio si era appellato all’amministrazione civile israeliana per ottenere un permesso dei lavori per quella strada, senza ottenere alcuna risposta.

“Lo scopo delle demolizioni è di espellerci fuori da qui e di spostarci sull’altro lato della strada 317”, dice Sabbri M. J. Amor di Ar Rifa’iyya, “Non stante ciò, noi ricostruiremo questa casa. La resistenza palestinese è come l’erba: si secca, ma quando piove cresce di nuovo”.

Le politiche messe in atto dalle autorità israeliane in Area C restringono le possibilità di accesso ai bisogni primari per i residenti palestinesi e impediscono lo sviluppo delle comunità locali. Una ricerca dell’agenzia Onu OCHA oPt mostra come in alcune comunità le famiglie sono costrette a trasferirsi a causa delle politiche israeliane applicate in Area C.

Operazione Colomba mantiene una presenza costante nel villaggio di At-Tuwani e nell’area delle colline a sud di Hebron dal 2004.

Foto dell’incidente: http://snipurl.com/266yo15

Video dell’incidente: presto disponibile

[Note: secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.]

C/S: Nove palestinesi e cinque attivisti israeliani arrestati durante un’azione nonviolenta nelle colline a sud di Hebron

gennaio 20, 2013 at 12:49 pm

20 gennaio 2013

At-Tuwani – La mattina del 19 gennaio 2013 nove palestinesi e cinque attivisti israeliani sono stati arrestati dall’esercito e dalla polizia israeliani durante un’azione nonviolenta, che aveva come obiettivo la coltivazione delle terre palestinesi nell’area di Umm Al Arayes, vicino all’avamposto israeliano di Mitzpe Yair, nelle colline a sud di Hebron.

Intorno alle 10.30 un centinaio di uomini, donne e bambini palestinesi, tra cui i proprietari delle terre, e diciotto attivisti israeliani si sono recati sul posto, dove erano già presenti l’esercito, la Border Police e la polizia israeliani. Paventando ragioni di sicurezza, l’area è stata dichiarata zona militare chiusa dalle forze israeliane. Ai presenti è stato intimato di uscirne entro cinque minuti. Secondo alcuni palestinesi presenti, le persone stavano defluendo, quando un palestinese è stato arrestato dai militari israeliani. Allora i palestinesi e gli attivisti si sono rifiutati di lasciare l’area. Tra i 9 palestinesi arrestati un anziano oltre i 60 anni; due ragazze intorno ai 20 anni; un palestinese di circa 30 anni e sua moglie, che è stata trasportata alla stazione di polizia con la figlia di 18 mesi.

Tutti gli arrestati sono stati rilasciati senza cauzione entro le ore 21.00 del 19 gennaio, tranne un’attivista israeliana e la madre della bambina (che è stata riportata a casa dal padre, appena rilasciato), entrambe accusate di aggressione nei confronti di agenti di polizia e militari israeliani. L’attivista e la donna palestinese saranno processate oggi (20 gennaio 2013), la prima presso il tribunale di Gerusalemme, la seconda, invece, presso il tribunale di Ofer. Ogni settimana i proprietari palestinesi rivendicano il diritto all’accesso alle loro terre in quest’area attraverso azioni nonviolente. Le precedenti settimane, come ieri, la dichiarazione dell’area militare chiusa, da parte dell’esercito israeliano, ha impedito loro di usufruire di questo diritto. Dal 2001 i palestinesi si trovano ad affrontare limiti di accesso a queste terre.

Operazione Colomba mantiene una presenza costante nel villaggio di At-Tuwani e nell’area delle colline a sud di Hebron dal 2004.

Foto dell’incidente da B’tselem: http://snipurl.com/266d6cj

Per informazioni:

Operazione Colomba, +972 54 99 25 773

[Note: secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.]

 

+972: IDF evicts Palestinians from their land, arrests 15, including mother with baby

gennaio 20, 2013 at 12:41 pm

Mairav Zonsein- January 19, 2013

The Israeli army arrested 10 Palestinians and five Israelis in the South Hebron Hills today (Saturday) while they were trying to reach Palestinian-owned land next to the illegal outpost called Mitzpeh Yair, in the southern West Bank.

VIDEO: l’arresto di una donna con sua figlia di 18 mesi durante un’azione nonviolenta, colline a sud di Hebron

gennaio 19, 2013 at 9:47 pm

Video by Ta’ayush, 19/01/2013

VIDEO: 2013-01-14 Israeli army demolishes in Hawara village

gennaio 17, 2013 at 12:11 pm

UN official calls for action, as Volvo machines used to demolish Palestinian homes

gennaio 17, 2013 at 11:53 am

Adri Nieuwhof,  electronicintifada (http://snipurl.com/265hh5n)

On 4 December 2012, Israeli forces used Volvo equipment to demolish a mosque in the Palestinian village al-Mufaqarah in the south Hebron hills.

At sunrise, Israeli police and soldiers arrived to protect the Volvo machine and to keep Palestinians at a distance. The mosque was built on the ruins of another mosque that was destroyed about a year ago. Watch the raw footage of the destruction, above, as published by the al-Tuwani project (http://snipurl.com/265hj1q).

Volvo Group’s activities have drawn the attention of UN Special Rapporteur Richard Falk. In a recent report to the UN General Assembly, Falk addresses the legal responsibility of business enterprises and corporations in activities relating to Israel’s settlements in the occupied West Bank, presenting Volvo as a case study.

Falk recommends civil society to “vigorously pursue initiatives to boycott, divest and sanction” the companies mentioned in his report, until they bring their policies and practices into line with international laws and standards.