Direzione Giustizia!

settembre 16, 2017 at 5:01 pm

Fermarsi, cliccare “pausa” e togliere il volume. Ne avremmo bisogno tutti ora, non per fuggire da questo istante così complicato, ma per essere immersi ancora di più in questa  assurdità e trovare lo spazio per essere cortocircuiti di giustizia efficace.
Invece le cose scorrono veloci, e anche oggi il sole è sorto alle spalle dell’avamposto illuminando i nostri visi ancora increduli per gli accadimenti di questi giorni.

Ho bisogno di scorrere gli istanti dolorosi e violenti, analizzarli, ma ancora più forte è la necessità di ricordare i momenti gioiosi, di vita semplice, la quotidianità che scorreva tra un’ ingiustizia e l’altra.
Un raid notturno, violenza di quella che appiccica, che lascia segni. Rabbia e detenzioni immotivate, ragazzini impauriti che si fanno forza, due mani che si stringono, come a dire: “fa paura, ma siamo insieme dentro a quest’assurdità”.
Dormire in grotta nell’attesa di un ritorno, del ritorno di anime innocenti, obbligate ad affrontare interrogatori insensati, anzi un senso c’era: quello di portare allo sfinimento la ribellione interiore, la corsa alla giustizia. Le ore notturne rotte da una risata di gioia di chi torna, con racconti terrificanti, ma anche con battute che ci fanno ridere fino all’alba.
Le anime ribelli non sono state soffocate, anzi sorridono ancora e si sono strette per essere più forti.
Un arresto improvviso e mirato, quattro uomini inespressivi pronti a difendere con arroganza l’ingiustizia, un ragazzo giovane, ma che ha scelto, ha scelto di vivere, vivere con dignità.
Studiava le nozioni e le teorie, e continua a farlo, ma ha scelto anche di essere giustizia ed è per questo che oggi non vedrà l’aula universitaria, ma solo una cella con la speranza di poter parlare davanti ad una corte. Questo assurdo arresto però ha richiamato alla realtà tutti quelli che piano piano si stavano accomodando e cedevano alla normalità, che normale non era, un risveglio traumatico forse, ma necessario. Le donne hanno alzato la testa, le ragazze hanno tirato fuori la voce, gli uomini hanno ripreso la corsa alla dignità.
E infine un ragazzino tra le braccia della nonna. Un padre che perde un altro figlio per aver scelto la nonviolenza, per aver creduto in un mondo giusto. Ma qui non c’è niente di giusto, quattro uomini inespressivi gravitano attorno al ragazzino e altri 4 soldati armati non badano alla presenza dei piccoletti che con occhi sgranati fissano la scena. Le sorelle urlano a gran voce l’assurdità della situazione, la madre e le zie a testa alta portano avanti i valori per i quali i loro figli ora portano le manette, i giovani amici si arrabbiano e si indignano. Ed ecco un padre che oggi dovrà consegnare il secondo figlio alle autorità, consegnare un giovanissimo lottatore di giustizia all’esercito dell’ingiustizia.
Un’altra notte, un altro cielo stellato, il telefono suona per qualche emergenza, dalla firing zone risuonano i rumori dei training militari, e domani i bambini scortati da soldati, troppo giovani per tutto quel potere, raggiungeranno la scuola.
E noi? A nessuno di noi è mai venuto il dubbio che fosse troppo, che fosse finita!
La vita scorre nonostante tutto questo: i padri sorseggiano caffè nel tetto di casa, le donne cucinano, i bambini giocano sulla porta. Anche noi andiamo avanti, direzione Giustizia.
G.

UPDATE: Israeli settlers attack schoolchildren and they couldn’t reach the school

settembre 12, 2017 at 9:18 am

(Italian follows)

Israeli soldiers that have to escort children from Tuba, showed up two hours late. The schoolchildren (6-16 years old) had to wait them, instead  of attending class.  When soldiers arrived the children start to move in their direction, but the military jeep left, leaving the children alone in an illegal Israeli outpost. Israeli settlers started to shout at the children and run towards them.

Children escaped and come back home, missing a day of school.

Military escort is not  an appropriate measure in order to guarantee right to education to Palestinian children, without putting them every day in danger.

UPDATE: Studenti di Tuba attaccati dai coloni israeliani sulla strada per la scuola

I soldati israeliani che dovrebbero scortare i bambini di Tuba questa mattina si sono presentati due ore in ritardo. I bambini (6-16 anni) hanno dovuto aspettarli, invece che essere a lezione nelle loro classi.

Quando i soldati sono arrivati, alle 9.30, i bambini si sono mossi verso di loro, ma la jeep militare improvvisamente se n’è andata, lasciando i bambini da soli dentro un avamposto israeliano illegale. I coloni israeliani hanno iniziato a urlare e correre verso i bambini, che sono scappati verso casa, perdendo un intero giorno di scuola.

La scorta militare non è un mezzo adatto a garantire il diritto all’educazione dei bambini palestinesi senza metterli ogni giorno in pericolo.

UPDATE: Palestinian activists release

settembre 7, 2017 at 8:18 am

(Italian follows)

Yesterday night Sami (20 years old) was released from Israeli military prison of Ofer, after being processed yesterday morning. He spent three nights in prison, after the Israeli police arrested him in Sarura village/Sumud camp, where he’s leading the nonviolent resistance.

Also his brother Hammudi (13 years old) came back home yesterday. After one day and half of waiting in Kyriat Arba police station, the Israeli police interrogated him and detained him for some hours.

This morning Sami and Hammudi could go back to school and university.

UPDATE: Attivisti palestinesi rilasciati

Sami (20 anni) è stato rilasciato ieri notte dal carcere militare di Ofer, dopo il suo processo che si è tenuto ieri mattina. Sami è stato tre notti in prigione, dopo che la polizia israeliana l’ha arrestato nel villaggio di Sarura/Sumud Camp, dove sta portando avanti una resistenza non violenta. 

Anche suo fratello Hammudi (13 anni) è tornato a casa ieri sera. Dopo aver passato un giorno e mezza di attesa nella stazione di polizia di Kyriat Arba, è finalmente stato interrogato e poi detenuto per qualche ora.

Stamattina Sami e Hammudi hanno potuto tornare a scuola e all’università.

UPDATE: Human rights activist SAMI HUREINI arrested at Sumud Camp in Sarura village

settembre 4, 2017 at 1:14 pm

Israeli police unmarked car drive away from Sarura village after the arrest of the Palestinian human rights activist

Sami Hureini during a nonviolent demonstration

(Italian follows)

On the morning of September 3 an Israeli unmarked car arrived on the Palestinian village of Sarura and four policeman without uniform arrested a young Palestinian man, Sami Hureini, 20-years-old. He leads the nonviolence resistance of Sumud camp. Israeli military did not give any explanations.

UPDATE: L’attivista per i diritti umani SAMI HUREINI arrestato al Sumud Camp nel villaggio di Sarura

La mattina del 3 settembre quattro poliziotti in borghese sono arrivati nel villaggio palestinese di Sarura con una macchina civile israeliana e hanno arrestato un giovane palestinese, Sami Hureini, di soli 20 anni. Il ragazzo arrestato ha guidato in questi mesi le azioni di resistenza nonviolenta del Sumud camp. La polizia non ha dato nessuna spiegazione.

Israeli policemen in plainclothes arrest the Palestinian human rights activist in Sarura on September 3, 2017

SARURA VILLAGE: being arrested because of Sumud

settembre 2, 2017 at 2:16 pm

UPDATE: Palestinian well damaged in Qawawis

agosto 24, 2017 at 2:12 pm

(Italian follows)

In the night of August 23 the well used by the Palestinian shepherds of the village of Qawawis was damaged. The day after with the support of Od volunteers and Israeli activists the Palestinian owner complained to the Israeli Police.

During the last years the Palestinians living in Qawawis suffered several harassments and damages from the Israeli settlers living in the surrounding settlements and illegal outposts.

UPDATE: Danneggiato pozzo palestinese nel villaggio di Qawawis

Nella notte del 23 agosto un pozzo usato dai pastori palestinesi del villaggio di Qawawis è stato danneggiato. Il giorno seguente il proprietario palestinese, supportato dai volontari di Operazione Colomba e da attivisti israeliani, ha denunciato l’accaduto alla polizia israeliana.

Negli ultimi anni gli abitanti di Qawawis sono stati attaccati o hanno subito danni materiali in diverse occasioni, ad opera dei coloni israeliani che vivono nelle colonie e negli avamposti illegali circostanti il villaggio.

VIDEO UPDATE: 2017-05-25 Israeli Army raid in Sarura

maggio 27, 2017 at 9:05 am

VIDEO: 2016 another year of occupation

marzo 28, 2017 at 2:12 pm

UPDATE: At-Tuwani schoolchildren on the nonviolent path

marzo 9, 2017 at 7:03 pm

(Italian follows)

On March 9 all the students from At-Tuwani school and their teachers gathered near the illegal Israeli outpost of Havat Ma’on and Ma’on settlement.
They flew kites and ate food cooked by the Palestinian women from the village.
With this simple and nonviolent action children, teachers, and women from the South Hebron Hills claimed all togethers their basic rights, as the right to education and freedom of movement. These rights are denied daily by the Israeli occupation.
Indeed the schoolchildren from the Palestinian villages of Tuba and Maghayr al Abeed have to face with the settlers’ violence and Israeli Army misconduct on their way to school.
The nonviolent action continued despite the presence of Israeli Army, DCO ( Israeli Civil Administration) and settlers.

UPDATE: Gli studenti della scuola di At-Tuwani sulla strada della non violenza

Il 9 marzo gli studenti della scuola di At-Tuwani e i loro insegnanti si sono riuniti vicino all’avamposto illegale israeliano di Havat Ma’on e la colonia di Ma’on.

Hanno fatto volare aquiloni e mangiato il cibo cucinato per loro dalle donne del villaggio di At-Tuwani.

Con questa semplice e non violenta azione i bambini, gli insegnanti e le donne delle colline a sud di Hebron vogliono ribadire i loro diritti fondamentali, come il diritto all’educazione e alla libertà di movimento. Questi diritti sono negati ogni giorno dall’occupazione israeliana. Infatti gli studenti dei villaggi palestinesi di Tuba e Maghayr Al Abeed devono affrontare la violenza dei coloni e le negligenze dell’esercito israeliano per raggiungere la scuola.
L’azione non violenta è continuata nonostante la presenza di soldati israeliani, amministrazione civile e coloni.

Report – January 2017: Human Rights Violations and Popular Struggle in South Hebron Hills

febbraio 17, 2017 at 7:44 am

Read full report (PDF):
http://www.operationdove.org/docs/report/Report_HR_SHH_2017-01_Jan.pdf

General Overview

The month of January 2017 saw the approval of a massive construction program of new settlement homes, in clear opposition of December’s UN security council resolution, which described settlement building as a “flagrant violation” of international law and an obstacle to peace. Israeli authorities announced the plan to build almost 600 new houses in occupied East Jerusalem and other 2,500 in the West Bank, the possibility of annexing Ma’ale Adumim settlement, and the willingness to give the Palestinians “not exactly a state with full authority, rather a state minus”.

In the South Hebron Hills area Operation Dove volunteers recorded a wide range of human rights violations against Palestinians carried out by both Israeli forces and Israeli settlers.