UPDATE: Palestinian boy injured by Israeli settlers in At Tuwani

aprile 3, 2017 at 8:09 am

Palestinian boy attacked by Havat Ma’on Israeli settlers

(Italian follows)

On April 1, in the early afternoon, some young settlers coming from Havat Ma’on Israeli illegal outpost attacked a Palestinian boy with Down syndrome while he was reaching his family in the Palestinian land that is located near the outpost.

According to the witnesses, the settlers threw rocks with slingshot, hitting him in the hand and the head. The Palestinian boy sustained moderate injuries.

Only in the month of March 2017 Havat Ma’on Israeli settlers harassed more than ten times the Palestinians who were moving, grazing or working on their own land close to the outpost. On March 7 two settlers beat up International volunteers and on March 26 the settlers attacked with slingshot a Palestinian shepherd.

Havat Ma’on settlers’ violence denies every day the basic human rights of the nearby Palestinian communities, constantly threatening their own lives.

UPDATE: Ragazzo palestinese ferito da coloni israeliani in Tuwani

Nel primo pomeriggio del 1 Aprile, dei giovani coloni israeliani, provenienti dall’avamposto illegale di Havat Ma’on, hanno attaccato un ragazzo palestinese affetto dalla sindrome di Down, mentre stava raggiungendo la sua famiglia nelle terre palestinesi vicino l’avamposto.

Testimoni riferiscono che i coloni hanno tirato delle pietre con una fionda, colpendo il giovane sulla testa e sulla mano.

Solo nel mese di Marzo 2017 i coloni di Havat Ma’on hanno aggredito più di dieci volte gli abitanti palestinesi che stavano muovendosi, pascolando o lavorando le loro terre nei pressi dell’avamposto. Il 7 Marzo gli stessi coloni hanno attaccato e picchiato i volontari internazionali e il 26 Marzo hanno aggredito con la fionda un pastore palestinese.

La violenza dei coloni di Havat Ma’on continua ogni giorno a minacciare le vite delle comunità palestinesi limitrofe, negando i loro diritti umani fondamentali.

VIDEO UPDATE: 2017-03-10 Settlers attack Palestinian and Internationals in Qawawis

marzo 10, 2017 at 8:42 pm

VIDEO UPDATE: 2017-03-07 Israeli settlers attack Internationals in At-Tuwani

marzo 7, 2017 at 8:14 pm

UPDATE: Israeli settlers poison Palestinian crops and uproot olive trees in At-Tuwani

marzo 6, 2017 at 6:03 pm

Palestinian crops poisoned by Israeli settlers

Israeli policeman with the Palestinian owner of the land

(Italian follows)

In the morning of March 5, a Palestinian farmer found part of his cultivated land poisoned by Israeli settlers, who also uprooted 15 olive trees planted in the last months. The poisoned crop is located between At-Tuwani Palestinian village and Ma’on Israeli settlement.

This kind of damages, implemented by Israeli forces and settlers, are part of an organized strategy for dispossessing Palestinians from their land.

The Palestinian owner of the land complained to the Israeli Police that reached the spot with the Israeli Civil Administration, but he will face the legal reality of the Israeli occupation: as reported by Yeshdin Israeli organization the 85% of investigation into ideologically motivated offenses against Palestinians are closed due to Israeli Police failure. Only the 1,9% of complaints filed by Palestinians result in conviction.

In the last week Israeli settlers damaged also a Palestinian well in Magayr Al Abeed village.

Palestinians sitting on the poisoned land with Israeli Police and DCO officers

Palestinian land where Israeli settlers uprooted 15 olive trees

Coloni israeliani avvelenano campi coltivati e sradicano ulivi palestinesi in At-Tuwani

La mattina del 5 marzo, un contadino palestinese ha trovato parte dei suoi campi avvelenati dai coloni israeliani. Gli stessi hanno anche sradicato 15 ulivi, piantati negli ultimi mesi. Le coltivazioni avvelenate si trovano tra il villaggio Palestinese di At-Tuwani e la colonia israeliana di Ma’on.

Questo tipo di danni, provocati dalle forze israeliane e dai coloni, sono parte di una strategia per espropriare I palestinesi dalle loro terre.

Il proprietario palestinese dei campi ha sporto denuncia alla polizia israeliana, che si è recata sul luogo insieme all’amministrazione civile, ma si troverà a dover affrontare la realtà giuridica dell’occupazione israeliana: come riportato dall’organizzazione israeliana Yeshdin, l’85% delle indagini relative a reati ideologicamente motivati contro i palestinesi sono chiuse a causa del fallimento delle indagini della polizia israeliana. Solo il 1,9% delle denunce presentate dai palestinesi porta a una sentenza di condanna.

Nell’ultima settimana i coloni israeliani hanno danneggiato anche un pozzo, nel villaggio palestinese di Magayr Al Abeed.

UPDATE: Israeli forces demolish the only well of the shepherds of Saraya

febbraio 23, 2017 at 5:28 pm

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On the morning of February 23, two Israeli bulldozers, escorted by two jeeps of Border Police and two of DCO (Israeli Civil Administration), treaded the main road that lead to the Israeli settlement of Karmel towards the Bedouin Valley called Saraya. Passing by the Palestinian village of Umm al Kheir, in South Hebron Hills.

The goal was the demolition of the well, the only one in the area, that serves as an important drinking point for flocks of the shepherds of the Saraya valley.

The demolition, which was not completed due to the overthrow of one of the two bulldozers, has entailed damage to the water system. Local residents reported to the volunteers of Operation Dove that today is the second demolition on the same ground.

Since the beginning of 2017, as reported by the European Union, there have been already 135 demolition orders, confiscations and evictions: to this estimation it must be added the action of today that once again intended undermining the livelihoods and the economy of the palestinan residents of South Hebron Hills.

UPDATE: Forze israeliane demoliscono l’unico pozzo per i pastori di Saraya

Nella mattinata del 23 febbraio due bulldozer israeliani, scortati da due mezzi della Border Police e altrettanti della DCO (Amministrazione Civile Israeliana), hanno percorso la strada principale che porta dalla colonia israeliana di Karmel alla valle beduina di Saraya, a sud del villaggio palestinese di Umm al Kheir, nelle colline a Sud di Hebron.

L’obiettivo era la demolizione dell’unico pozzo che funge da importante punto di abbeveraggio per le greggi dei pastori della valle di Saraya.

La demolizione, non completata, ma che comunque ha recato danni al sistema idrico, è terminata a causa del rovesciamento di una delle due ruspe. Gli abitanti della zona hanno riportato ai volontari di Operazione Colomba presenti che quella di oggi è la seconda demolizione sul medesimo terreno.

Dall’inizio del 2017, come riporta l’Unione Europea, sono stati registrati già 135 ordini di demolizioni, confische e sfratti: a questa stima si aggiunge oggi questo ulteriore atto dichiaratamente teso a minare la sussistenza e l’economia dei residenti delle colline a sud di Hebron.

Protetto: SIMAP JANUARY 2017

febbraio 11, 2017 at 7:11 pm

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UPDATE: New roots for the non-violent resistance

febbraio 11, 2017 at 6:18 pm


(Italian follow)

Apparently it is a crime to plant a tree in the South Hebron Hills: an unwritten law, hidden in the code of the Israeli occupation and applying only to Palestinians. About one hudred people gathered yesterday in the village of At Tuwani to plant dozens of olive trees on Palestinian land. As families arrived and joined the nonviolent action the air was filled with the shouts and calls of children and the aroma of bread being prepared nearby by the women of the village. As the stones warmed in small fires and the bread began to rise, settlers from the Israeli settlement of Ma’on and the illegal outpost of Havat Ma’on appeared at the edge of the outpost, talking on phones, alerting the Israeli army, police and civil administration. As the bread began to bake, Israeli soldiers, border police, civil police, civil administration personnel and armed settlers appeared amongst the cherry trees of the outpost, ready to remove the Palestinians and the trees from their land. Today the village resisted, settling the new trees into the land, boiling kettles of tea, and coating fresh bread with fragrant zatar and olive oil. Families ate together while above them on the hill the jeeps of the Israeli military circled, and settlers watched the new trees, perhaps dreaming of how they will uproot them in the night. Today is the hebrew holiday of Tu Bishvat; the New Year of the Trees. In the South Hebron hills freedom to plant trees only exists for the Israelis.

 

UPDATE: Nuove radici per la resistenza non-violenta.

Sembra che piantare ulivi sia reato nelle colline a Sud di Hebron. Una legge non scritta che vale solo per i palestinesi, inserita idealmente nel codice dell’Occupazione israeliana. Ieri a Tuwani si sono ritrovati circa cento palestinesi per mettere in dimora decine e decine di ulivi, su terreno palestinese. Tante famiglie per un’azione non violenta, molti bambini e donne intente a cuocere il pane su pietre. Situazione che ha portato i coloni israeliani di Ma’On e dell’avamposto di Havat Ma’On ad allertare esercito, polizia e Amministrazione israeliana. Così, poco dopo, dai filari dei ciliegi sono salite jeep di militari e della polizia, accompagnate da coloni armati, giunte sul posto per allontanare i palestinesi. Allontanarli dalla loro terra. Il villaggio ha deciso di resistere organizzando un pranzo a base di pane e zatar mentre il carosello di mezzi militari e di coloni sfiorava i nuovi ulivi, già presi di mira. Gli stessi coloni che si stanno preparando per il Tu BiShvat, ossia il Capodanno degli Alberi, che si festeggia proprio oggi. Nelle colline a Sud di Hebron la libertà di piantare alberi esiste solo per gli israeliani.

UPDATE: The tent resists

gennaio 26, 2017 at 9:41 am

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Soldiers, settlers and Israeli Civil Administration (DCO) passed by. They looked  at the tent built by the Palestinians of At Tuwani for the schoolchildren who have to wait  for an Israeli military escort in order to walk home from school past the Israeli settlement of Ma’on and the illegal outpost of Havat Ma’on. For four days and three nights the tent has resisted the threat of demolition by the Israeli  Army and Civil Administration.  Dozens of Palestinians kept watch over the area until nightfall.

Outside the tent is the Israeli settlement of Ma’on,  illuminated by 59 lampposts. Inside  the tent there is a fire to warm the hearts of the people. The fire Illuminates the writing on the tent: ” Our children have the right to education”.

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UPDATE: La tenda resiste

Sono passati soldati, coloni e Dco. Hanno gettato i loro sguardi sulla tenda costruita dai palestinesi per i bambini che vanno a scuola; studenti che devono attendere all’aperto la scorta militare dell’esercito israeliano per rientrare a casa, attraversando la colonia di Ma’On. La tenda resiste da 4 giorni e 3 notti. Dopo le minacce di demolizione da parte di Dco ed esercito israeliano decine di palestinesi hanno presidiato l’area. Fino a notte fonda.

Da un lato della valle la colonia illuminata da 59 lampioni, dall’altra la tenda palestinese ospita fuoco per scaldare thè e animi. Un fuoco che illumina il messaggio scritto sui lati della struttura: “Our children have the right to education”.    

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UPDATE: Israeli Army threatens children tent with demolition before completion

gennaio 23, 2017 at 7:35 pm

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This morning men and women from the Palestinian village of At Tuwani gathered at the edge of the village to build a new tent to provide shelter for the children from nearby villages who have to wait after school in At Tuwani for a military escort in order to walk home. On days when the Israeli soldiers are late the children sometimes have to wait for as much as an hour in rain or intense sun. The present tent is a reconstruction; this is the third time that the village has gathered to build a tent for the children. The first tent was built in 2014 and was immediately demolished and confiscated by the Israeli army without a demolition order. The second tent was built in 2015 and was also demolished by Israeli soldiers shortly after it was constructed. The village hopes that this third tent will last for the remainder of this school year.

Soldiers are not normally present on the private Palestinian land where the tent now stands, however today the small plot of land received three visits from the Israeli army. During the first visit soldiers arrived by jeep, photographed the tent, and left. In the second visit the soldiers warned the assembled villagers that they considered the tent to be illegal, and in their third visit the soldiers told the people that, “If you do not remove the tent others will come to demolish it” As the soldiers were leaving the area a settler drove along the nearby road leading out from the Illegal Israeli outpost of Havat Ma’on.

Women and men from the village remained gathered in the tent, drinking tea near a fire as the sun went down. The hope is to see the tent standing and whole in the morning.

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UPDATE: L’Esercito Israeliano minaccia di distruggere la tenda per i bambini prima che venga ultimata

Questa mattina donne e uomini di Tuwani si sono riuniti ai bordi del villaggio per costruire una nuova tenda. Tenda pensata per accogliere i bambini che, come ogni giorno, attendono all’aperto la scorta militare per l’accompagnamento da scuola a casa. Un’attesa che può durare anche ore, sotto la pioggia o il sole cocente. Più che di una costruzione si tratta di ricostruzione: è la terza volta che i palestinesi montano una tenda del genere. La prima nel 2014 a cui è seguita immediata demolizione da parte dell’amministrazione israeliana, con confisca della struttura senza alcun ordine di demolizione ufficiale, la seconda nel 2015 anche questa demolita poco dopo, la terza, quella di oggi, tutti sperano che possa durare per l’intero anno scolastico.

Non è un caso che per tutta la giornata si siano ripetute visite dell’Esercito israeliano. Su terreno privato palestinese. Prima per fare fotografie ai lavori, poi per avvisare che la tenda sarebbe illegale, infine la minaccia: “se non la buttate giù voi, verranno gli altri a demolirla”. Gli “altri” sono i coloni di Ma’On e dell’avamposto illegale di Havat Ma’On o forse l’esercito stesso. Così le donne e gli uomini di Tuwani hanno deciso di accendere un fuoco dentro la tenda, preparando un thé, finché il sole è calato.

La speranza è di rivedere la tenda ancora integra domani mattina.

 

 

UPDATE: Closure and demolition of a road in Bani Na’im

gennaio 12, 2017 at 2:04 pm
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On January 11 Israeli Army and DCO blocked and destroyed part of the agricultural road that links the two Palestinian towns of Bani Na’im and Yatta in the Hebron governorate.

One bulldozer destroyed the road digging holes and building earthmounds along the way.

In the area was present about a dozen between soldiers and DCO officers in order to control the demolition. One Palestinian activist who was monitoring the situation was frisked by Israeli soldiers.

Because of this action the road, completed last summer and funded by Netherland Representative Office, is now impracticable and the farmers can’t move freely in the area.

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UPDATE: Chiusura e distruzione di una strada a Bani Na’im

L’11 Gennaio l’esercito israeliano e la Dco hanno bloccato e distrutto parte di una strada ad uso agricolo che collega le due città palestinesi di Bani Na’im e Yatta, nel distretto di Hebron.

Un bulldozer ha divelto la strada scavando buche e ammassando cumuli di detriti lungo la via di comunicazione.

Nell’area erano presenti una dozzina tra soldati  e funzionari della DCO, arrivati sul posto per controllare i lavori di demolizione. Un attivista palestinese, che stava monitorando la situazione, è stato perquisito da soldati israeliani.

La strada in questione è stata ultimata l’estate scorsa tramite un finanziamento del “Netherland Reprentative Office” e la sua demolizione la rende impraticabile per i contadini. Questi ultimi non potranno più muoversi liberamente nell’area.

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