VIDEO UPDATE: Susya settlers entered Palestinian land in front of Israeli soldiers

luglio 31, 2017 at 6:35 am

UPDATE: Israeli forces left without electricity part of Susya Palestinian village

dicembre 7, 2016 at 3:55 pm
Israeli forces seize Palestinian solar panel system, in the background Mitzpe Yair Israeli illegal outpost

Israeli forces seize Palestinian solar panels system, in the background Mitzpe Yair Israeli illegal outpost

Israeli soldiers "protects" the destruction of electrical system inside a Palestinian tent

Israeli soldier “protects” the destruction of electrical system inside a Palestinian tent

(Italian follows)

In the morning of December 6 Israeli Army and Civil Administration (DCO) officers burst into Susya Palestinian village in order to dismantle a solar panel system.

Israeli soldiers cut electrical cables, seizing solar panel’s fixing structures and some electrical control boxes, leaving the east side of the village without electricity.

For one hour Israeli forces moved inside Susya, taking pictures and looking for alleged new installations.

Waiting for Israeli government decision about the entire demolition of Susya Palestinian village, day after day the Israeli Civil Administration (pushed by settlers’ movement) continue to deny fundamental human rights to Susya’s community.

Israeli soldiers escort DCO officer in Susya Palestinian village

Israeli soldiers escort DCO officer in Susya Palestinian village

Electrical cables cut by Israeli forces

Electrical cables cut by Israeli forces

UPDATE: Le forze israeliane lasciano senza elettricità una parte del villaggio palestinese di Susya

Nella mattina del 6 Dicembre, forze armate e ufficiali dell’Amministrazione Civile israeliana hanno fatto irruzione nel villaggio palestinese di Susya allo scopo di smantellare dei pannelli solari.

I militari israeliani hanno reso inutilizzabile l’impianto elettrico, tagliandone i cavi e sequestrando la struttura di fissaggio dei pannelli e delle centraline di controllo, lasciando così senza elettricità la parte est del villaggio.

Per un’ora i soldati israeliani si sono mossi tra le abitazioni palestinesi, cercando e fotografando le presunte nuove installazioni.

In attesa che il governo israeliano si pronunci sulla demolizione dell’intero villaggio di Susya, giorno dopo giorno l’Amministrazione Civile israeliana, sotto la pressione dei gruppi che rappresentano i coloni, continua a negare i diritti umani fondamentali agli abitanti di questo villaggio.

Israeli masked worker confiscates electrical control box

Israeli masked worker confiscates electrical control box

UPDATE: Israeli settlers still prevent Palestinians to use their own land

agosto 25, 2016 at 9:01 am
OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Palestinian shepherd shows to Israeli soldier the order that allows Palestinians in the area

SnapShot-2016-08-25-10h44m47s200.png

Civilian Security Coordinator of Susya settlement close the access road to the Palestinian land

(Italian follows)

In these days Operation Dove volunteers reported many episodes in which settlers from Susya Israeli settlement and Mitzpe Yair illegal outpost prevented Palestinian shepherds to graze their flocks on their own land, near the settlement and the illegal outpost.

On August 19 an Israeli settler got out of his car and started to run with a nylon cloth in order to chase away a Palestinian shepherd, that was grazing his flock in a Palestinian land close to Israelis.

On August 21-22 the Civilian Security Coordinator of Susya settlement controlled from his car the Palestinian shepherds for more than two hours, trying to upset and scare them with his presence. He also closed the access road to the Palestinian land with wood and waste materials.

Daily Israeli settlers threaten Palestinian shepherds on the land near the settlement of Susya, violating the Israeli civil Administration orders. Israeli settlers violence deny to the Palestinians the right to access their own land, also when an area is recognized as Palestinian land close to Israeli by the law.

SnapShot-2016-08-25-11h13m00s204.png

Israeli settler chase away Palestinian shepherd and flock

SnapShot-2016-08-25-11h04m26s186.png

Israeli settler run after Palestinian flock with a nylon cloth

UPDATE: Coloni israeliani continuano ad impedire ai palestinesi l’accesso alla propria terra

Negli ultimi giorni i volontari di Operazione Colomba hanno riportato molti episodi in cui coloni israeliani provenienti dalla colonia di Susya e dall’avamposto illegale di Mitzpe Yair hanno impedito ai pastori palestinesi di pascolare le loro greggi sulla propria terra nei pressi dei due insediamenti.

Il 19 agosto un colono israeliano è sceso dalla propria auto e ha iniziato a correre sventolando un pezzo di nylon in modo da scacciare il gregge di un pastore palestinese che pascolava in una terra palestinese il cui accesso è chiuso agli israeliani.

Il 21-22 agosto il capo della sicurezza della colonia di Susya ha controllato dalla sua auto i pastori palestinesi per più di due ore, cercando di intimorirli con la sua presenza. No riuscendoci ha chiuso la strada di accesso alla terra palestinese con legno e materiali di scarto.

Quotidianamente i coloni israeliani minacciano i pastori palestinesi che lavorano sulla propria terra vicino l’insediamento di Susya, in violazione degli ordini dell’amministrazione civile israeliana. La violenza dei coloni israeliani impedisce ai palestinesi l’accesso alle proprie terre anche quando questo diritto è sancito dalla legge israeliana.

VIDEO UPDATE: Demolitions in the Palestinian villages of Wadi Jheish and Deirat

giugno 19, 2016 at 7:32 pm

UPDATE: Demonstration in solidarity with arrested activists and Al Mufaqarah village

gennaio 24, 2016 at 4:51 pm

SnapShot-2016-01-23-17h08m58s218.png

12631557_843744882419246_2142400956384313619_n

(Italian follows)

On January 23, Palestinians, Israelis and Internationals gathered in At-Tuwani village and walked to Al Mufaqarah Palestinian village to remark their commitment in the joint struggle against Israeli military occupation of the Palestinian Territories.

They joined together to express their solidarity to three activists, Israelis and Palestinian, that are still in Israeli jail without any clear charge and exposed to degrading treatment. Demonstrators also express their support to the inhabitants of Al Mufaqarah village, targeted in the last week by demolitions, confiscations of building materials and night raid by Israeli Army.

Despite repressive and unwarranted measures implemented by Israeli Army, the participants of the demonstration expressed their will to continue popular nonviolent resistance in South Hebron Hills.

P1120385

UPDATE:  Manifestazione in solidarietà ai tre attivisti detenuti e al villaggio di Mufaqarah

Il 23 gennaio, palestinesi, israeliani e internazionali si sono riuniti nel villaggio di At-Tuwani e hanno marciato fino al villaggio di Al Mufaqarah per rimarcare il loro impegno nella comune lotta contro l’occupazione militare israeliana dei Territori Palestinesi.

I partecipanti hanno espresso la loro solidarietà ai tre attivisti, due israeliani e un palestinese, ancora nelle prigioni israeliane, senza un’accusa precisa e sottoposti a trattamenti degradanti. Il supporto dei partecipanti è andato anche agli abitanti del villaggio palestinese di Mufaqarah, che nell’ultima settimana è stato l’obiettivo di demolizioni, della confisca di materiale da costruzione e di raid notturni da parte dell’esercito israeliano.

Nonostante le misure repressive e ingiustificate messe in atto dalle forze di occupazione israeliane, i partecipanti alla manifestazione hanno espresso con forza la volontà di portare avanti la resistenza popolare non violenta nelle colline a sud di Hebron.

SnapShot

P1030825

UPDATE: Israeli forces demolish four tents in South Hebron Hills

gennaio 21, 2016 at 10:23 am

P1030718

P1030731

(Italian follows)

On January 20, Israeli Army, DCO (District Coordination office) and Border Police demolished two tents in Suseya Palestinian village. Soldiers didn’t give Palestinian family enough time to save all their properties before the tents were demolished.

Shortly after Israeli forces reached Al Mufaqarah Palestinian village where they destroyed another two tents, despite the attempt of the Palestinian community to prevent the demolition.

According to OCHA (UN agency) over 13,000 Palestinian-owned structures are affected by demolition orders. Due to the lack of adequate planning and discriminatory allocation of public land, it is nearly impossible for Palestinians to obtain building permits in most of Area C, that encompasses more than 60 per cent of the West Bank, under direct control of Israeli occupying forces.

P1120309

SnapShot-2016-01-20-15h31m55s133.png

P1120313

UPDATE: Forze israeliane demoliscono quattro tende nelle colline a sud di Hebron

Il 20 gennaio, l’esercito israeliano, DCO (Amministrazione civile nei Territori occupati) e Border Police hanno demolito due tende nel villaggio palestinese di Suseya. I soldati non hanno dato alla famiglia palestinese il tempo necessario per mettere in salvo tutte le loro proprietà prima di distruggere completamente la loro abitazione.

Poco dopo le forze israeliane hanno raggiunto il villaggio palestinese di Al Mufaqarah dove, nonostante il tentativo della comunità palestinese di impedire la demolizione, hanno distrutto altre due tende.

Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite OCHA oltre 13.000 strutture di proprietà palestinese sono sotto ordine di demolizione. A causa della mancanza di un’adeguata pianificazione e dell’assegnazione discriminatoria del suolo pubblico, è quasi impossibile per i palestinesi ottenere permessi di costruzione nella maggior parte dell’Area C, che comprende oltre il 60 per cento della Cisgiordania, sotto il diretto controllo delle forze di occupazione israeliane.

P1120325

P1120324

PRESS RELEASE: Solidarity with Israeli and Palestinian activists detained

gennaio 20, 2016 at 6:44 pm

(Italian follows)

January 20, 2016

Operation Dove expresses solidarity with the activists from Ta’ayush and B’tselem, arrested by the Israeli forces in the past ten days. Two of them were caught by Israeli forces last night with a raid in their homes.

Israeli authorities are now targeting all the Israeli-Palestinian human rights organizations taking part to the popular nonviolent struggle against the occupation of the Palestinian territories and against the injustices inflicted to civilians.

These injustices, perpetrated through policies of settlements expansion, collective punishment, freedom of speech prevention and other illegal policies are daily harassing and humiliating Palestinian population.

————

COMUNICATO STAMPA: Solidarietà agli attivisti palestinesi e israeliani detenuti

20 Gennaio 2016

Operazione Colomba esprime solidarietà agli attivisti di Ta’ayush e B’Tselem arrestati dalle forze israeliane negli ultimi 10 giorni. Due di loro sono stati prelevati con dei raid nelle loro case ieri notte.

Le autorità israeliane stanno prendendo di mira tutte le organizzazioni per i diritti umani israelo-palestinesi che prendono parte alla lotta popolare nonviolenta contro l’occupazione dei Territori Palestinesi e contro le ingiustizie inflitte alla popolazione civile.

Queste ingiustizie, perpetrate attraverso politiche di espansione delle colonie, punizioni collettive, limitazioni alla libertà di espressione e altre condotte illegali, attaccano e umiliano la popolazione palestinese ogni giorno.

Operation Dove concern about the ongoing escalation of violence in the West Bank

ottobre 6, 2015 at 12:45 pm

 

Tension increased up to the South Hebron Hills: several attacks against Palestinians

(italian follows)

Tensions between Palestinians and Israeli settlers in the occupied West Bank have soared in recent days after two Israeli settlers were shot dead near Nablus on Thursday October 1 by suspected Palestinian attackers. Since the shootings, there has been an upsurge of settler attacks against Palestinian people and their property.

Clashes have erupted across the occupied West Bank, including East Jerusalem, as a result of ongoing confrontations between Palestinians and Israeli forces at the Al-Aqsa Mosque compound. Palestinians religious authority claim that the continuos and repeated settler’s tours on the al-Aqsa mosque are provocating and violating the sacratility of one of the most important places for the muslims worshippers.

Israeli police says they are restricting access to the Old City of Jerusalem aftera Palestinian man killed two Israelis in the historic neighborhood.Only Israeli citizens, Old City residents, tourists, businesspeople working in the area and students studying there will be allowed to enter, police said in a statement Sunday.

A large number of Israeli settler attacks were reported across South Hebron Hills area during the weekend.

On October 3 at around 10 pm a group of settlers were reported to have stormed al-Birkeh (nearby Yatta), and assaulted an unarmed elderly Palestinian park guard (65 years old), locals said.

On October 3 at night, as Maan News reported, a group of settlers smashed the windows of a car belonging to a Palestinian doctor, Imad Abu Iram, near the village of Zif, south of Hebron.

On October 4, at about 2 am, Israeli settlers attacked the Palestinian village of As-Seefer. After having teared down the fence dividing the village from the settlement of Metzadot Yehuda which surround the palestinian village, the settlers started throwing stones to houses. The attack in the middle of the night scared all families living there and damaged a car, an aluminum canopy and solar panels. Children of As-Seefer, the day after the attack, were too afraid to cross the checkpoint to go to school, and decided to stay at home.

In the early morning of October 4, settlers from Mitzpe Yair illegal outpost closed the road from Birr al Idd to Jinba with a roadblock preventing Palestinian teachers to arrive on time to Jinba school.

On Monday October 5 in order to re-open the road,Palestinians and Ta’ayush Israeli activists removed the roadblock.

On October 5 in At-Tuwani village an army jeep entered the village at 11.25 p.m. and threw 4 stun granades between the houses scaring Palestinians in the middle of the night.

On Thursday October 6, at around 2:00 a.m. settlers raided the village of As-Sefeer for the second time in three days. Settlers threw stones against houses and families, injuring one children of 12 years old from the Abu Qpeita’s family. Settlers also damaged again the solar panels of the village. The injured children was took to Yatta hospital.

 

OD is registering a very fast escalation of settlers and Israeli military violence in all the West Bank.

This violence against Palestinian civil population cannot be considered as a “war against terrorism” neither cannot be justified with Israeli security needs, but is the direct consequence of the Israeli Occupation plan. 

OD looks at the Israeli occupation of the West Bank and the Gaza siege, with its continuing settlement expansion and military repression, as the frame which this escalation is developing in.

OD rejects any kind of violence and recourse to weapon and, at the same time, recognizes the right for Palestinian people to resist.

OD is accompanying and supporting the palestinian nonviolent popular struggle.

OD has maintained an international presence in At-Tuwani and the South Hebron Hills since 2004.

 

Link to Photos : http://goo.gl/KkduWy

—————————————————–

Operazione Colomba esprime preoccupazione per la continua escalation di violenza in Cisgiordania

Sale la tensione nelle Colline a Sud di Hebron : diversi gli attacchi ai danni dei Palestinesi

Le tensioni tra palestinesi e coloni israeliani si sono acuite negli ultimi giorni dopo che 2 coloni sono stati uccisi vicino Nablus giovedì 1 Ottobre in un attacco di cui sono sospettati i palestinesi. Da quel momento si è verificato un massiccio incremento di attacchi dei coloni contro la popolazione civile palestinese e le proprietà.

Gli scontri sono scoppiati in tutta la Cisgiordania, Gerusalemme Est compresa, come risultato del continuo confronto tra palestinesi e militari israeliani per il complesso della Moschea di Al-Aqsa. Le autorità religiose palestinesi recriminano per i continui e ripetuti tour dei coloni nella moschea di Al-Aqsa che sono stati percepiti come una provocazione e hanno violato la sacralità di uno dei luoghi più importanti per i fedeli mussulmani.

La polizia sraeliana comunica che le restrizioni all’accesso nella Città Vecchia di Gerusalemme sono dovute all’omicidio di due israeliani per mano di un palestinese avvenuto nel centro storico.

Solo i cittadini israeliani, i residenti della Città Vecchia, i turisti, gli uomini d’affari che lavorano nell’area e gli studenti che vi studiano hanno il permesso di entrarvi, come riferito domenica da un comunicato della polizia.

Operazione Colomba ha registrato diversi attacchi nell’area delle colline a Sud di Hebron.

Nella notte di sabato 3 ottobre, attorno alle 22:00 un gruppo di coloni dopo essere entrato nel villaggio di Al Birkeh (vicino alla città di Yatta), ha attaccato la guardia anziana disarmata (65 anni) del parco del villagio, come riportano i locali.

Sempre nella notte di sabato 3 ottobre un gruppo di coloni ha distrutto i vetri della macchina del dottor Imad Abu Iram, nella cittadina di Ziff, situata a sud di Hebron.

Domenica mattina 4 ottobre attorno alle 2 del mattino, coloni israeliani hanno attaccato il villaggio di As Seefer. dopo aver abbattuto la rete che divide il villaggio dalla colonia di Metzadot Yehuda(che circonda il villaggio palestinese), i coloni hanno iniziato a lanciare pietre contro le case e le tende. L’attacco, avvenuto a notte fonda, ha terrorizzato gli abitanti di As Seefer e ha portato al danneggiamento di una macchina, due pannelli solari e una tettoia. I bambini di As Seefer , il giorno seguente l’attacco , erano troppo spaventati di attraversare il checkpoint per raggiungere la scuola e hanno deciso di rimanere a casa.

La mattina presto sempre del 4 ottobre, i coloni dell’avamposto illegale di Mitzpe Yair hanno bloccato la strada che connette Birr al Idd con Jinba con un roadblock, impedendo agli insegnanti palestinesi provenienti dalla città di Yatta di raggiungere la scuola di Jinba in tempo.

La mattina del 5 ottobre per riaprire la suddetta strada, palestinesi e attivisti del gruppo Ta’ayush hanno rimosso il roadblock.

Attorno alle ore 23:25 del 5 ottobre , una jeep militare israeliana è entrata nel villaggio di At-Tuwani e ha lanciato 4 granate assordanti, terrorizzando i palestinesi nel cuore della notte.

Attorno alle ore 02:00 del 6 ottobre un gruppo di coloni ha compiuto un raid nel villaggio di As Seefer per la seconda volta in due giorni. I coloni hanno tirato pietre contro case e famiglie che dormivano all’aperto, ferendo un bambino di 12 anni della famiglia Abu Qpeita. il bambino è stato trasportato dalla famiglia all’ospedale di Yatta.

 

Operazione Colomba sta registrando una rapida escalation della violenza militare e dei coloni in Cisgiordania. 

Questa violenza contro la popolazione civile palestinese non può essere considerata come guerra al terrorismo, né giustificata da ragioni di sicurezza per Israele, ma è la diretta conseguenza del piano di occupazione israeliano.

Operazione Colomba identifica nell’occupazione della Cisgiordania e dall’assedio della striscia di Gaza come la cornice in cui questa escalation si sta sviluppando. 

Operazione Colomba oltre a rigettare la violenza e l’uso delle armi riconosce il diritto del popolo palestinese alla resistenza, rimanendo accanto e supportando chi come nei villaggi delle colline a sud di Hebron ha intrapreso un cammino di lotta popolare nonviolenta.

Link alle foto :  http://goo.gl/KkduWy

Camping in Susiya

agosto 16, 2015 at 1:07 pm

P1090997 copia

Camping in Susiya

On August 14th, the Popular Struggle Coordination Committee called for action in Susiya village, in the South Hebron Hills. More than 60 people gathered between palestinians from all over the West Bank and some internationals. The event was part of the support campaign for Susiya population, who is living under demolition threat.

In the afternoon the group inaugurated a memorial for Ali Dawabsha at the entrance of the village, the baby killed in a settlers’ attack in Duma in the end of july. During the event, Israeli soldiers from Suseya settlement fired some shots to the sky while people from the village were flying kites.

Evening and night kept going with a dinner, followed by dabka dances, songs, testimonies and prayers.

11845095_10204737377943003_8369012412354499287_o

P1100002 copia

Camping in Susiya

Venerdì 14 agosto il Popular Struggle Coordination Committee ha organizzato un’azione nel villaggio palestinese di Susiya, nelle colline a Sud di Hebron, a cui hanno partecipato più di 60 persone, tra palestinesi provenienti da tutti i Territori Occupati e internazionali. L’evento è parte della campagna di supporto alla popolazione di Susiya, che continua a vivere sotto minaccia di demolizione.

Nel pomeriggio si è inaugurato all’entrata del villaggio un memoriale per Ali Dawabsha, il bambino ucciso in un attacco di coloni a Duma. Durante l’evento, mentre le persone del villaggio stavano facendo volare degli aquiloni, i soldati israeliani nella colonia di Susiya hanno sparato alcuni colpi di arma da fuoco verso il cielo.

La serata è continuata con la cena, le dabke (balli tradizionali palestinesi), canzoni, preghiere e testimonianze.

P1100009 copia

UPDATE: Hundreds in Susiya against the demolition of the village

luglio 25, 2015 at 6:04 pm

P1090858P1090873

UPDATE: Hundreds in Susiya against the demolition of the village

(Italian follows)

On July 24 hundreds of Palestinian, Israeli and international activists gathered in Susiya village to support the struggle of the Palestinian inhabitants against the Israel’s decision to demolish their village.

More than 600 people walked through Susiya village, recounting the stories of the families that daily are facing the threat of eviction. Activists and Palestinians claimed that the nonviolent popular resistance, sustained by the international solidarity and the pressure made by BDS campaigns, is the most effective way to face the Israeli occupation.

Despite the international diplomatic attention, above all U.S. State Department and the European foreign ministers, the Israeli Civil Administration informed the residents of Susiya that it intends to demolish nearly half of the buildings in the village before the pronouncement of the High Court on August 3.

The struggle of the 450 inhabitants of Susiya is the struggle of many Palestinian villages in South Hebron Hills and in the whole Area C of the West Bank, that suffer housing demolitions and forced transfer of the residents.

P1090775

UPDATE: In centinaia a Susiya contro la demolizione del villaggio

Il 24 luglio centinaia tra palestinesi, israeliani e attivisti internazionali si sono riuniti nel villaggio di Susiya in sostegno alla lotta dei suoi abitanti contro la decisione dello Stato israeliano di demolire il villaggio.

Più di 600 persone hanno camminato attraverso il villaggio di Susiya, narrando le storie delle famiglie che ogni giorno vivono nella minaccia di essere trasferiti altrove. Attivisti e Palestinesi hanno ribadito come la resistenza popolare non violenta, supportata dalla solidarietà internazionale e dalle pressioni fatte dalle campagne BDS, sia la strada più efficace per affrontare l’occupazione israeliana.

Nonostante l’attenzione della diplomazia internazionale, su tutti il Dipartimento di Stato USA e i ministri degli esteri dell’Unione Europea, l’ Amministrazione Civile Israeliana ha comunicato agli abitanti di Susiya, che intende comunque demolire circa la metà degli edifici del villaggio prima della pronuncia della Corte Suprema israeliana il prossimo 3 agosto.

La lotta dei 450 abitanti di Susya è la lotta di tanti villaggi palestinesi nelle colline a sud di Hebron e in tutta l’Area C della Cisgiordania che soffrono le demolizioni delle proprie case e trasferimento forzato delle comunità residenti.

P1090854