UPDATE: At-Tuwani schoolchildren on the nonviolent path

marzo 9, 2017 at 7:03 pm

(Italian follows)

On March 9 all the students from At-Tuwani school and their teachers gathered near the illegal Israeli outpost of Havat Ma’on and Ma’on settlement.
They flew kites and ate food cooked by the Palestinian women from the village.
With this simple and nonviolent action children, teachers, and women from the South Hebron Hills claimed all togethers their basic rights, as the right to education and freedom of movement. These rights are denied daily by the Israeli occupation.
Indeed the schoolchildren from the Palestinian villages of Tuba and Maghayr al Abeed have to face with the settlers’ violence and Israeli Army misconduct on their way to school.
The nonviolent action continued despite the presence of Israeli Army, DCO ( Israeli Civil Administration) and settlers.

UPDATE: Gli studenti della scuola di At-Tuwani sulla strada della non violenza

Il 9 marzo gli studenti della scuola di At-Tuwani e i loro insegnanti si sono riuniti vicino all’avamposto illegale israeliano di Havat Ma’on e la colonia di Ma’on.

Hanno fatto volare aquiloni e mangiato il cibo cucinato per loro dalle donne del villaggio di At-Tuwani.

Con questa semplice e non violenta azione i bambini, gli insegnanti e le donne delle colline a sud di Hebron vogliono ribadire i loro diritti fondamentali, come il diritto all’educazione e alla libertà di movimento. Questi diritti sono negati ogni giorno dall’occupazione israeliana. Infatti gli studenti dei villaggi palestinesi di Tuba e Maghayr Al Abeed devono affrontare la violenza dei coloni e le negligenze dell’esercito israeliano per raggiungere la scuola.
L’azione non violenta è continuata nonostante la presenza di soldati israeliani, amministrazione civile e coloni.

VIDEO-UPDATE: Israeli settlers accompanied by Israeli Forces invade the village of At Tuwani after a Palestinian women’s nonviolent action

febbraio 6, 2017 at 9:56 am

UPDATE: Long and dangerous path to school for the children of Tuba and Maghayir al Abeed

gennaio 3, 2017 at 4:25 pm

(italian follows)

Children of Tuba  near the illegal outpost of Havat Ma'on on the morning

Children of Tuba near the illegal outpost of Havat Ma’on on the morning

On January 2 the Israeli army failed to escort Palestinian schoolchildren from the villages of Tuba and Maghayir al Abeed both on the way to reach the school in At Tuwani and on the way back home.

In the morning, after 45 minutes waiting for the soldiers, the schoolchildren decided to walk on a longer and more dangerous path, accompanied by Operation Dove (OD) volunteers. The Israeli army claimed on the phone that the soldiers were engaged in a military training and couldn’t escort the children. The two youngest children of the group had to come back home because the alternative path was too hard and they couldn’t attend school. The children finally reached the school walking more than one hour and changing their path because of the presence on their way of Israeli settlers from the illegal outpost of Havat Ma’on.  Because of the Israeli army negligence, the schoolchildren lost more than one hour of lesson.

Israeli military escort  delay on the afternoon

 Israeli military escort delay on the afternoon

In the afternoon of the same day the Israeli forces didn’t show up at the meeting point, violating their own duty. After one hour and half waiting, the schoolchildren decided to move, accompanied by OD volunteers, through the longer path. On the way the group met an Israeli army jeep meandering around the illegal outpost of Havat Ma’on. As OD volunteers demanded an explanation for their delay, Israeli soldiers replied they were looking for the meeting point with the children. The schoolchildren succeeded to come back to Tuba and Maghayir al Abeed escorted by the Israeli soldiers and accompanied by OD volunteers, through the long path, itself dangerous. On the way back, some Israeli settlers from Havat Ma’on illegal outpost chased OD volunteers, without reaching them. Some of the settlers gathered near the army jeep speaking with the soldiers.

The Israeli army has the duty to protect the children from the Palestinian villages of Tuba and Maghayir al Abeed on their way to school, but many times their misconduct puts the children in danger or forces them to wait hours and to walk in an area where settlers often have attacked them. Once again, Israeli army negligence didn’t guarantee basic and fundamental rights of the children, as the right to education.

The shortest route connecting the villages of Tuba and Maghayir al Abeed to the rest of the area is a main public road that passes between Ma’on settlement and Havat Ma’on illegal outpost. Because of the presence of Israeli settlements and the ongoing violence from Israeli settlers, Palestinians are not able to use that road anymore.

Schoolchildren escorted by Israeli soldiers and OD volunteers

  Schoolchildren accompanied by Israeli soldiers and OD volunteers

On the longer and dangerous path to the village of Tuba and Magayir al Abeed

On the longer and dangerous path to the village of Tuba and Maghayir al Abeed


UPDATE: La lunga e pericolosa strada verso scuola per i bambini dei villaggi di Tuba e Maghayir al Abeed

Il 2 gennaio 2017 l’ esercito israeliano non ha garantito la sicurezza dei bambini palestinesi provenienti dai villaggi di Tuba e Maghayir al Abeed sia durante il percorso verso la scuola di At Tuwani sia durante il tragitto di ritorno.

Alla mattina infatti, dopo aver atteso per 45 minuti i soldati, i bambini hanno deciso di raggiungere la scuola percorrendo la strada più lunga e pericolosa accompagnati dai volontari di Operazione Colomba. L’ esercito israeliano aveva infatti comunicato telefonicamente che i soldati erano impegnati in un’ esercitazione e che quindi non avrebbero potuto accompagnare i bambini. I due più piccoli sono dovuti tornare a casa essendo il percorso troppo arduo per loro e non hanno quindi potuto raggiungere la scuola. Gli altri bambini hanno invece camminato per più di un’ ora per raggiungere At Tuwani allungando maggiormente il tragitto a causa della presenza, lungo il percorso, di alcuni coloni dell’ avamposto illegale di Havat Ma’on. A causa della negligenza dei soldati israeliani i bambini hanno perso più di un’ ora di scuola.

Nel pomeriggio dello stesso giorno la scorta militare non si è presentata al punto d’ incontro; non rispettando ancora una volta il loro compito. Dopo un’ ora e mezza i bambini accompagnati dai volontari di Operazione Colomba hanno di nuovo intrapreso il cammino più lungo. Percorrendo la strada il gruppo ha incontrato una jeep dell’ esercito israeliano che si aggirava nei pressi dell’ avamposto illegale di Havat Ma’on. Alla richiesta di spiegazioni per il ritardo maturato, i soldati hanno risposto ai volontari che stavano cercando il luogo di incontro con i bambini. I bambini sono riusciti a fare ritorno nei loro villaggi di Tuba e Maghayir Al Abeed accompagnati dai soldati israeliani e dai volontari di Operazione Colomba percorrendo il tragitto più lungo, anch’esso pericoloso. Sulla via del ritorno i coloni dell’ avamposto illegale di Havat Ma’on hanno rincorso i volontari di Operazione Colomba non riuscendo tuttavia a raggiungerli. Alcuni di loro si sono poi fermati nei pressi della jeep dell’ esercito per parlare con i soldati.

L’ esercito israeliano ha il compito di proteggere i bambini dei villaggi palestinesi di Tuba e Maghayir al Abeed durante il tragitto verso scuola. Tuttavia molte volte la loro cattiva condotta mette in pericolo gli scolari, li costringe ad aspettare per ore o a camminare in un’ area dove i coloni li hanno spesso attaccati. Ancora una volta le forze israeliane non hanno garantito i diritti fondamentali dei bambini, come il diritto all’ istruzione. La strada più corta che connette i villaggi di Tuba e Maghayir al Abeed al resto dell’ area è una strada pubblica che passa tra la colonia di Ma’on e l’ avamposto illegale di Havat Ma’on. A causa della presenza degli insediamenti israeliani e della continua violenza dei coloni i Palestinesi non possono più percorrerla.

 

Israeli settlers coming out running from Havat Ma'on illegal outpost

 Israeli settlers coming out running from Havat Ma’on illegal outpost

Israeli soldier with the Palestinian schoolchildren

 Israeli soldier with the Palestinian schoolchildren

UPDATE: Israeli army stops the works on a Palestinian road for more than 6 hours and confiscates a bulldozer

agosto 31, 2016 at 6:48 pm

(italian follows)

On August 30 Israeli forces (Army and DCO) stopped the works for the renovation of the road between At-Tuwani and Al-Birkeh Palestinian villages, in South Hebron Hills.

The DCO ( Israeli Civil Administration) also confiscated the identity card and the mobile phone of the driver of the bulldozer, that was working on the road, preventing him to leave the area.

After 6 hours (at 9.00pm) the Israeli soldiers gave back the identity card and cellphone, but confiscated the bulldozer. In the meanwhile they also called the Israeli police in order to confiscate a Palestinian car.

With this actions, Israeli forces deny the right of movement of Palestinians people recognized in Article 13 of the Universal Declaration of Human Rights, and in Article 12 of the International Covenant on Civil and Political Rights. They also deny the exercise of other basic rights set in the International Covenant on Economic, Social and Cultural Rights as the right to work, to an adequate standard of living, to health, to education, and to protection of family life.

UPDATE: L’ESERCITO ISRAELIANO FERMA I LAVORI DI COSTRUZIONE DI UNA STRADA PALESTINESE PER PIU’ DI SEI ORE E CONFISCA UN BULLDOZER

Il 30 agosto le forze militari israeliane,esercito e DCO, hanno bloccato i lavori di costruzione della strada che collega il villaggio palestinese di At-Tuwani con quello di Al-Birkeh, nelle colline a Sud di Hebron.

La DCO ( amministrazione civile israeliana) ha confiscato i documenti d’identità e il telefono dell’autista del bulldozer che stava lavorando la strada, impedendogli di abbandonare l’area.

Dopo sei ore, alle 21.00, l’ufficiale della DCO ha riconsegnato il documento d’identità e il cellulare all’autista, confiscando tuttavia il bulldozer. Contemporaneamente i soldati israeliani hanno chiamato la polizia per confiscare una macchina palestinese, presente sul luogo.

Con queste azioni, le forze militari israeliane negano il diritto di movimento dei palestinesi riconosciuto dall’articolo 13 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, e dall’articolo 12 del Patto Internazionale dei Diritti Civili e Politici. Negano inoltre  l’esercizio degli altri diritti di base enunciati dal Patto Internazionale dei diritti Economici, Sociali e Culturali come il diritto al lavoro, ad un adeguato standard di vita, alla salute, all’educazione e alla protezione della vita famigliare.

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UPDATE: Solidarity and rebuilding in Umm Al Kheir

agosto 13, 2016 at 6:49 pm

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(Italian follows)

On the morning of August 13, Palestinians, Israelis and Internationals gathered in Umm Al Kheir Palestinian village to give solidarity to the local community after the recent demolitions carried out by Israeli forces. Human rights activists and people from South Hebron Hills cleared the area from the rubble and began rebuilding.

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UPDATE: Solidarietà e ricostruzione in Umm Al Kheir

La mattina del 13 Agosto palestinesi, israeliani ed internazionali si sono riuniti nel villaggio palestinese di Umm Al Kheir per portare la loro solidarietà alla comunità locale dopo le ultime demolizioni messe in atto dalle forze israeliane. Attivisti per i diritti umani e abitanti delle colline a sud di Hebron hanno ripulito l’area dalle macerie e hanno iniziato la ricostruzione.

VIDEO UPDATE: Popular reaction to Israeli Army abuses in At-Tuwani

luglio 27, 2016 at 6:07 am

UPDATE: Harvesting time

aprile 18, 2016 at 12:20 pm

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(Italian follows)

The month of April is time for the harvesting in the South Hebron Hills. Palestinians from At-Tuwani and other nearby villages harvest “cursanni”, a plant used to feed sheep and goats in winter season when fields are empty.
A lot of Palestinian’s fields in this area are nearby Israely settlements or outposts, so even a simply activity like harvesting became a challenge that exposes Palestinian to settlers’s attacks or Israeli soldier harassment. Even thought Palestinians keep on with their daily activities facing the Israeli occupation. Also this is “Everyday Resistence”.

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UPDATE: Tempo di raccolto

Il mese di aprile è un mese di raccolto nelle South Hebron Hills. Gli abitanti palestinesi di At-Tuwani e dei villaggi vicini raccolgono il “cursanni”, una pianta usata per sfamare pecore e capre nei mesi invernali quando non c’è più vegetazione nei campi.
Molti dei campi palestinesi di questa zona sono situati nei pressi delle colonie e degli avamposti israeliani e così anche un gesto semplice come il raccolto si tramuta in una sfida che espone a possibili attacchi da parte dei coloni o problemi con i soldati israeliani. Ciò nonostante i palestinesi continuano la loro vita sfidando con i loro gesti quotidiani le insidie dell’occupazione israeliana. Anche questa è resistenza.

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After the demolitions people of Um Al Kher don’t give up and start to build again

aprile 9, 2016 at 4:52 pm

Today Palestinian inhabitants of the village, Israeli peace activists and Internationals joined together to start rebuilding. Nonviolent Popular Resistance doesn’t stop.

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Dopo le demolizioni i Palestinesi di Um Al Kher non si arrendono e cominciano a costruire di nuovo.

Oggi gli abitanti del villaggio palestinese, attivisti per la pace israeliani ed internazionali si son ritrovati insieme per iniziare a ricostruire. La Resistenza Popolare Nonviolenta non si ferma.

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UPDATE: Israeli soldiers detain Palestinian shepherd near the illegal outpost of Avigayil

marzo 18, 2016 at 10:12 am

(italian follows)

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On March 17 at about 3:30 pm a settler from the Illegal Israeli outpost of Avigayil, located in the South Hebron Hills, approached a Palestinian shepherd from the nearby Palestinian village of Qawawis who was grazing a flock on Palestinian land. The shepherd began filming as the settler called the Israeli army.

Israeli soldiers arrived on foot from the outpost . They told the shepherd they were detaining him because he was in a closed military zone and prevented him from exercising his right to access the land. When a Palestinian human rights worker and two international volunteers arrived the soldiers began to yell at them and ordered them to leave the area as well. The soldiers showed them a map and claimed that the area was a closed military zone.

The soldiers confiscated the shepherd’s camera and deleted the video, then blindfolded the shepherd and took him into the illegal outpost of Avigayil. They then transported him to the military base at Susya,. They released him at about 6:00pm.

Residents of the village of Qawawis have experienced years of intimidation and harassment by Israeli soldiers and settlers from the illegal Israeli outposts of Avigayil and Mitzpe Yair, including assault, serious injury, burning and destruction of crops, vandalism, military demolitions of homes, animal enclosures and agricultural buildings, and arrest and detention of shepherds as they access their land.

The Israeli outposts of Avigayil and Mitzpe Yair are illegal under both International and Israeli law, as are all of the outposts in the West Bank.

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UPDATE: Pastore palestinese detenuto da soldati israeliani vicino all’ avamposto illegale di Avigayil

Nel pomeriggio del 17 marzo mentre un pastore palestinese del villaggio di Qawawis, nelle colline a sud di Hebron, stava pascolando il suo gregge su terreni palestinesi vicino all’ avamposto  illegale di Avigayil, un colono,avvicinatosi, ha immediatamente chiamato l’esercito israeliano.   

Una volta arrivati, i soldati hanno minacciato il pastore di arrestarlo, in quanto quei terreni sarebbero stati area militare chiusa e gli hanno negato il diritto di accedere alla propria terra. L’esercito israeliano ha  ordinato di lasciare l’ area anche ai due volontari internazionali e ad un attivista palestinese presenti durante l’accaduto.

I soldati  hanno inoltre confiscato la videocamera del pastore e cancellato ogni video del fatto. Dopo averlo ammanettato e bendato  l’ hanno portato nell’ avamposto  di Avigayil ed in seguito trasferito nella base militare di Susya. Il pastore palestinese è stato rilasciato all’ incirca alle sei dello stesso giorno.

Gli abitati del villaggio di Qawawis subiscono da anni da parte dell’ esercito israeliano e dei coloni degli avamposti illegali di Avigayil e Mitzpe Yair,   intimidazioni e aggressioni, che comprendono: distruzione delle coltivazioni, atti di vandalismo, demolizioni di case e ripari per gli animali; detenzioni,arresti e attacchi ai danni dei pastori palestinesi, impedendo l’ accesso alle loro terre.

Gli avamposti di Avigayil e Mitzpe Yair sono illegali sia per il diritto internazionale che per la stessa legge israeliana, come tutti gli avamposti in West bank.

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UPDATE: Demonstration in solidarity with arrested activists and Al Mufaqarah village

gennaio 24, 2016 at 4:51 pm

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(Italian follows)

On January 23, Palestinians, Israelis and Internationals gathered in At-Tuwani village and walked to Al Mufaqarah Palestinian village to remark their commitment in the joint struggle against Israeli military occupation of the Palestinian Territories.

They joined together to express their solidarity to three activists, Israelis and Palestinian, that are still in Israeli jail without any clear charge and exposed to degrading treatment. Demonstrators also express their support to the inhabitants of Al Mufaqarah village, targeted in the last week by demolitions, confiscations of building materials and night raid by Israeli Army.

Despite repressive and unwarranted measures implemented by Israeli Army, the participants of the demonstration expressed their will to continue popular nonviolent resistance in South Hebron Hills.

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UPDATE:  Manifestazione in solidarietà ai tre attivisti detenuti e al villaggio di Mufaqarah

Il 23 gennaio, palestinesi, israeliani e internazionali si sono riuniti nel villaggio di At-Tuwani e hanno marciato fino al villaggio di Al Mufaqarah per rimarcare il loro impegno nella comune lotta contro l’occupazione militare israeliana dei Territori Palestinesi.

I partecipanti hanno espresso la loro solidarietà ai tre attivisti, due israeliani e un palestinese, ancora nelle prigioni israeliane, senza un’accusa precisa e sottoposti a trattamenti degradanti. Il supporto dei partecipanti è andato anche agli abitanti del villaggio palestinese di Mufaqarah, che nell’ultima settimana è stato l’obiettivo di demolizioni, della confisca di materiale da costruzione e di raid notturni da parte dell’esercito israeliano.

Nonostante le misure repressive e ingiustificate messe in atto dalle forze di occupazione israeliane, i partecipanti alla manifestazione hanno espresso con forza la volontà di portare avanti la resistenza popolare non violenta nelle colline a sud di Hebron.

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