Limes / Viaggio in Palestina: Qalqilya

agosto 31, 2010 at 3:32 pm

di Andrea de Georgio

Il muro che circonda Qalqilya rende la città un giardino segreto con un’unica entrata ed un un’unica uscita. Questa zona rappresenta un esempio lampante dello strangolamento sociale ed economico che subiscono quotidianamente alcune comunità locali.

Omar è un ragazzo di ventisei anni che vive e lavora a Ramallah. E’ nato ad Habla, un villaggio della periferia sud di Qalqilya, dove tuttora abita la sua numerosa famiglia: gli anziani genitori, quattro fratelli e due sorelle con rispettive mogli e mariti e almeno due figli piccoli per coppia. Quasi ogni fine settimana, soprattutto durante il Ramadan, Omar prende la macchina e percorre un centinaio di chilometri per far visita alla famiglia. Vivono nella grande casa che ha costruito il padre con le proprie mani. Una graziosa costruzione di tre piani con una scalinata all’esterno e un giardino rigoglioso di alberi di guava che dà sulla strada. La loro casa, come l’intero sobborgo di Habla e le 32 comunità nei dintorni di Qalqilya, sorge in Area C ed è circondata e divisa dalle proprie terre dal muro israeliano.

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Nena News / Israele: 40 attori dicono no ai coloni

agosto 31, 2010 at 3:10 pm

Fonte: NENA News

Ma governo e stampa si scatenano contro gli artisti che rifiutano di esibirsi nell’insediamento ebraico di Ariel, nella Cisgiordania palestinese.

Gerusalemme, 29 agosto 2010, Nena News – La ricomparsa  dei quotidiani israeliani oggi in edicola, dopo la pausa dello shabat ebraico, ha prodotto una valanga di accuse contro gli attori, attrici, autori e registi (una quarantina), che rifiutano di esibirsi nel «Palazzo della Cultura» di Ariel, la seconda per grandezza delle colonie ebraiche costruite da Israele nella Cisgiordania palestinese sotto occupazione militare. Tutti, ad eccezione del liberal Haaretz, lanciano accuse durissime contro gli artisti, da quella più soft di «insensibilità» a quella pesantissima di «tradimento». Secondo la maggioranza degli editorialisti «gli ebrei non possono boicottare altri ebrei» anche se sono coloni che occupano le terre palestinesi, proprio come afferma la campagna avviata nei mesi scorsi dalla destra contro gli ebrei che sostengono il boicottaggio locale e internazionale degli insediamenti colonici e dello Stato di Israele, sino a quando non avrà fine l’occupazione militare dei territori palestinesi.

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“100% lavoro ebraico”

agosto 23, 2010 at 7:35 am

הבית של יהושפט תור – 100% עבודה עברית

Una casa all’interno dell’avamposto illegale di Havat Ma’on, pescata in giro sul web. La didascalia riporta: “Casa di Y.T.. 100% lavoro ebraico”.

Cicogne a Tuwani

agosto 20, 2010 at 7:52 pm

Electricity in Tuwani!

agosto 18, 2010 at 2:24 pm

12 agosto 2010: At-Tuwani viene collegata alla rete elettrica.

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Clown in Tuba #4

agosto 9, 2010 at 7:48 am

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Clown in Tuba #3

agosto 9, 2010 at 6:58 am

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Clown in Tuba #2

agosto 9, 2010 at 6:35 am

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Clowns in Tuba #1

agosto 9, 2010 at 6:24 am

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C/S: Danneggiata recinzione di proprietà palestinese nel villaggio di At-Tuwani

agosto 8, 2010 at 7:07 am

5 Agosto 2010 – At-Tuwani – Colline a sud di Hebron

Nella mattina di mercoledì 4 agosto, i palestinesi di At-Tuwani hanno trovato distrutta la recinzione eretta tra il villaggio e il bosco che delimita l’avamposto di Havat Ma’on. La rete metallica, la cui costruzione è stata finanziata da ECHO (European Commission for Humanitarian Aid), UAWC (Union of Agricoltural Work Committee) e Save the Children UK, era stata innalzata nel mese di marzo 2010 con l’obiettivo di proteggere il raccolto delimitando i campi coltivati di proprietà palestinese, anche in risposta alla progressiva e rapida espansione del vicino insediamento di Ma’on e dell’avamposto di Havat Ma’on e, di conseguenza, con l’effetto di proteggere il villaggio da incursioni da parte dei coloni israeliani (come già successo lo scorso 26 gennaio, vedi comunicato: snipurl.com/w54to, e il 12 giugno 2010, vedi comunicato: snipurl.com/xluvk)

Questa mattina, diciasette pali che sorreggono la recinzione sono stati trovati divelti lungo tutto il percorso che costeggia le terre palestinesi occupate dall’avamposto di Havat Ma’on, per un totale di circa 100 metri di recinzione abbattuta e tagliata a pezzi. I proprietari del terreno sospettano che gli autori di questo gesto siano proprio i coloni israeliani dell’avamposto. Da quando è stata eretta la recinzione è già stata danneggiata un’altra volta, lo scorso 11 maggio (vedi comunicato: snipurl.com/xjcgy). In quell’occasione, il proprietario della terra ha sporto denuncia presso la polizia israeliana senza però aver mai ricevuto alcun riscontro rispetto agli sviluppi delle indagini.

Questo attacco alla proprietà è solo l’ultimo di una lunga serie di continue provocazioni da parte di esercito e coloni israeliani a danno delle comunità palestinesi delle colline a sud di Hebron che, in risposta, hanno intrapreso una strategia di resistenza nonviolenta.

Operazione Colomba e Christian Peacemaker Teams mantengono una presenza costante nel villaggio di At-Tuwani e nell’area delle colline a sud di Hebron dal 2004.

Foto dell’incidente: snipurl.com/106pjr

[Note: secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.]