International Day of Solidarity with the Palestinian People

novembre 29, 2015 at 8:36 am

(Italian follows)

For Operation Dove solidarity with the Palestinian People means a constant presence, side by side for 365 days a year, sharing life and protecting people, in order to support the Popular Nonviolent Resistance in the South Hebron Hills, #TogetherAtTuwani.

Please, keep on supporting #TogetherAtTuwani campaign. We almost succeeded but we still need the last 20%: one more effort and we’ll be able to ensure the presence of the volunteers on the ground!

Everybody #TogetherAtTuwani

http://www.operazionecolomba.it/togetherattuwani

#PalestineSolidarityDay #PalestineDay #N29Palestine #IDSPP #PSD2015

 

Giornata Mondiale di Solidarietà con il Popolo Palestinese

Solidarietà con il Popolo Palestinese per Operazione Colomba è soprattutto una presenza costante di condivisione, accompagnamento e protezione, 365 giorni all’anno a supporto della Resistenza Popolare Nonviolenta dei Palestinesi delle colline a sud di Hebron, #InsiemeATuwani.

Continuate a sostenere la campagna #InsiemeATuwani.
Non manca molto, ancora uno sforzo e potremo continuare a garantire la presenza dei volontari sul campo!
Tutti #InsiemeATuwani

#PalestineSolidarityDay #PalestineDay #N29Palestine #IDSPP #PSD2015

 

UPDATE: Palestinians plowing their own land on Old Havat Ma’on

novembre 28, 2015 at 12:50 pm

(italian follows)

On november 28, Operation Dove volunteers and Israeli activists from Ta’ayush accompanied Palestinian farmers plowing their own land on Old Havat Ma’on hill. Since 10 years this is the first time Palestinians succeed in plowing their land without being attacked by settlers of nearby Havat Ma’on illegal outpost.

Plowing Old Havat Ma'on hill

UPDATE: Palestinesi lavorano la propria terra su Old Havat Ma’on

Il 28 novembre, volontari di Operazione Colomba insieme ad attivisti israeliani di Ta’ayush hanno accompagnato contadini palestinesi per l’aratura delle loro terre sulla collina di old Havat Ma’on. Per la prima volta in 10 anni i palestinesi hanno potuto lavorare queste terre senza subire attacchi da parte dei coloni del vicino avamposto illegale di Havat Ma’on.

VIDEO-UPDATE : Women from Massafer-Yatta call to support

novembre 25, 2015 at 6:34 am

UPDATE : The closure of Hebron and Yatta.

novembre 22, 2015 at 5:56 pm

(italian follows)

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On November 22, Operation Dove volunteers and a B’Tselem operator documented the closure of all the access roads to Al-Khalil (Hebron) except for the one of Beit Ummar.

Israeli army has also placed hundreds of physical obstacles in the form of concrete blocks, piles or dirt,  spike strips and trenches, which prevent access to and from Al Khalil (Hebron) where live around 200.000 Palestinians.

Movement restrictions were imposed again (link) as a collective punishment after four Israelis were killed in two separate attacks on both sides of the Green Line thursday afternoon.

This closure policy constitute the most severe restriction on movement of Palestinians living in this area. Despite freedom of movement is an inalienable human right, Israeli forces policy aims to deny it to Palestinians.

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UPDATE: La chiusura di Hebron e Yatta

Il 22 novembre volontari di Operazione Colomba e un operatore di B’Tselem hanno documentato la chiusura di tutte le strade di accesso ad Hebron tranne quella che passa da Beit Ummar.

L’esercito israeliano ha inoltre collocato centinaia di ostacoli fisici come blocchi di cemento, mucchi di materiale di scarto e strisce chiodate che impediscono l’accesso da e per Hebron.

Le restrizioni di movimento sono state imposte un’altra volta ( link ) come punizione collettiva, dopoché che quattro israeliani sono morti (due a Tel Aviv e due nei Territori palestinesi Occupati) giovedì pomeriggio.

Questa politica di chiusura costituisce la più severa restrizione di movimento per i palestinesi che vivono in quest’area. Nonostante la libertà di movimento sia un diritto umano inalienabile, le forze israeliane stanno puntando a negarlo ai palestinesi.

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Nel posto giusto al momento giusto

novembre 21, 2015 at 4:19 pm

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Nel posto giusto al momento giusto

la risultante dei pensieri che riempiono la mia mente

condividere un pezzo della mia vita con chi la sua ha invasa dalla violenza
con chi da quando è nato sa che un giorno alla violenza riuscirà a dire addio per sempre

stare in ascolto, non proporre soluzioni, non azzardare medicine

stare vicino a chi soffre, a chi l’esercito occupante vuole superarlo alla distanza

una distanza che non si conosce, da percorrere a piedi o a dorso d’asino, fatta di umiliazioni quotidiane e di resistenza nonviolenta

camminare di nuovo sulla propria terra, dove stanno gli ulivi, dove sta la storia

quel pezzo di terra che fino a pochi anni fa gli era stato sottratto, zona militare chiusa era stata dichiarata

tornare ad arare per non smettere di lottare, solcare i campi con l’aratro per lasciare il segno, raccogliere le olive per assaporare la vittoria

chi meglio di loro sa di cosa c’è bisogno, chi meglio di loro conosce la ricetta della libertà

li guardo lavorare e i miei occhi si perdono tra le colline, confini invisibili tratteggiano il panorama

confini che impongono limiti dove prima limiti non esistevano, che mangiano terra a chi di terra si deve sfamare

Inshallah è arrivata la pioggia che i confini vuole cancellare

la natura si cambia d’abito, quello verde, sono mesi che aspettava di indossarlo

un nuovo equilibrio si diffonde tutto intorno, la collina rubata non è più la sola a mostrare l’abito della speranza

i coloni non sono più i soli a calpestare l’erba davanti a casa, è arrivata la pioggia a restituire l’acqua rubata

il banchetto è servito, il gregge si sparpaglia ed il pastore sta in allerta

un fischio da lontano, ci guardiamo

colono o soldato, stare o scappare, a lui sta la scelta

apro la videocamera e gli sorrido, non c’è problema è il nostro mantra

comunque vada oggi si è camminato, la terra non si è sentita sola, la terra non è stata dimenticata

comunque vada io la mia scelta l’ho fatta, nel posto giusto al momento giusto.

 

Abu Tawil

UPDATE: Israeli Police arrested Palestinian driver and confiscated his truck, badly affecting communities water need

novembre 19, 2015 at 8:12 am

(italian follows)

Yesterday during a checkpoint at At-Tuwani village entrance, Israeli police arrested a Palestinian young, who was driving a tank truck laden with water.
Operation Dove volunteers tried to approach the Palestinian detained in order to give him legal assistance, but were prevented by one policeman who pointed at them the M16 rifle lock and load.
The police confiscated the truck after having emptied it from all the water.
Israeli policy of arrests and confiscations is still affecting Palestinians families economy: in this case furthermore the arrest of the young and the loss of the water load, the family have also to pay a bill of 1500 shekel for the confiscated truck.

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Polizia Israeliana arresta autista palestinese e ne confisca il camion, danneggiando il fabbisogno idrico delle comunità

Ieri durante un checkpoint all’entrata del villaggio di At-Tuwani, la polizia israeliana ha arrestato un giovane palestinese che stava guidando un camion cisterna carico d’acqua.
I volontari di Operazione Colomba hanno tentato di avvicinarsi al palestinese detenuto per fornirgli assistenza legale, ma son stati fermati da un poliziotto che ha puntato e caricato il fucile verso di loro. La polizia ha confiscato il camion dopo averlo vuotato del carico d’acqua.
La politica israeliana di arresti e confische continua a danneggiare l’economia delle famiglie palestinesi: in questo caso oltre all’arresto dell’autista e la perdita del carico d’acqua, la famiglia dovrà anche pagare una multa di 1500 shekel (360 euro) per il camion confiscato

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Isareli army raids Jimba village in South Hebron Hills

novembre 18, 2015 at 8:23 am

This morning Isareli army raided the village of Jimba in Massafer Yatta area. Isreli soldiers forced the inhabitants to come out from their houses searching inside and breaking Palestinian property assets without any reason.
The soldiers also damaged a tent donated by Italian Cooperation through DIVSI Italian association.
The army left the village as Operation Dove volunteers arrived on the spot.

Details information about the area: http://www.btselem.org/south_hebron_hills/firing_zone_918

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L’esercito israeliano fa irruzione nel villaggio di Jimba, Colline a sud di Hebron

Questa mattina l’esercito israeliano ha fatto irruzione nel villaggio di Jimba situato nell’area del Massafer Yatta. I soldati hanno costretto gli abitanti ad uscire dalle loro case e le hanno perquisite, rompendo beni di proprietà palestinese.

I soldati hanno inoltre danneggiato una tenda donata dalla Cooperazione Italiana allo Sviluppo, tramite l’associazione DIVSI.

L’esercito ha lasciato il villaggio non appena i volontari di Operazione Colomba sono arrivati sul posto.

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VIDEO-UPDATE : Palestinians remove roadblock In Southern Hebron HIlls.

novembre 16, 2015 at 10:40 pm

Yatta totally isolated through 41 roadblocks

novembre 15, 2015 at 10:39 am

This morning Operation Dove volunteers drove around Yatta area registering a total of 41 roadblocks placed by Israeli army yesterday night.

Yatta is the only city in the area with hospital, university and relevant economic activities. Isolating this city means prevent all Palestinians living in the sourranding villages to reach their job, schools, health care facilities and their relatives.

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Yatta completamente isolata a causa di 41 blockroad

Questa mattina i volontari di Operazione Colomba hanno monitorato l’area intorno alla città di Yatta, documentando 41 roadblock posizionati durante la notte dall’esercito israeliano.

Yatta è la principale città della zona, l’unica con un ospedale, l’università ed attività economiche rilevanti. Isolare uan città così significa impedire ai Palestinesi che vivono nei villaggi circostanti di raggiungere il loro luogo di lavoro, le scuole, le strutture sanitarie e i propri famigliari.

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Closure of the main gateway to Yatta isolates Massafer Yatta villages

novembre 14, 2015 at 11:03 pm

Around midnight the Israeli Army closed through roadblocks two access roads to the city of Yatta.

The closure of this main gateway to Massafer Yatta isolates 16 villages of the South Hebron Hills from the main city, badly affecting palestinians dailylife.

This is a further demonstration of the Israeli collective punishments policy against Palestinian civilians after yesterday killings of two settlers.

The right to freely moving is central to decent life and its violation affects other rights such as the right to work, education and health.

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Bloccato l’unico ingresso per Yatta: isolati i villaggi del Massafer Yatta

Intorno alla mezzanotte l’esercito israeliano ha chiuso con dei roadblock due strade di accesso alla città di Yatta.

La chiusura di quest’ingresso principale all’area del Massafer Yatta isola completamente 16 villaggi delle colline a sud di Hebron dalla città di riferimento, colpendo pesantemente la vita quotidiana dei Paslestinesi.

Questa è un’ulteriore dimostrazione della politica israeliana di punizioni collettive ai danni dei civili palestinesi, avvenuta in seguito all’uccisione di ieri di due coloni.

Il diritto alla libertà di movimento è fondamentale per una vita dignitosa e le sue violazioni costituiscono ulteriori violazioni di altri diritti come il diritto al lavoro, all’educazione e alla salute.

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