La strada per il mare

agosto 30, 2015 at 10:56 am

It is summer, time of holiday. Even in the South Hebron Hills the desire of the sea fills people’s minds. On August 28 in a hot morning, around 40 people, all women and children, left the village of At-Tuwani in the direction of the sea. A hardly reachable destination, because for Palestinians the freedom of movement is still a goal to achieve. At the checkpoint to enter Israel, women and children underwent long and humiliating inspections.
Rashid, 9 years old, has been questioned alone, without the presence of his mother. The woman could not manage the situation and the chance to reach the sea has been denied to her and her child.
Despite this unpleasant fact, the women did not lose their good mood. Most of them haven’t had the chance to see the sea, but this time, despite the oppression of the Israeli occupation, they could enjoy a cheerful day.

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Estate, è tempo di vacanza. Anche nelle colline a sud di Hebron c’è voglia di mare. Nella mattinata di un caldo 28 agosto, un gruppo di circa 40 persone, tra donne e bambini, è partito dal villaggio di At-Tuwani alla volta del mare. Un mare che non è semplice da raggiungere, perché quando sei palestinese la tua libertà di movimento non è mai scontata. Al checkpoint per entrare in Israele, le donne e i bambini hanno subito controlli lunghi e umilianti.
Rashid, 9 anni,  si è ritrovato da solo ad essere interrogato. La sua mamma non ha potuto fare nulla e al piccolo è stata negata la possibilità di andare al mare.
Ma tutto ciò non è bastato a scoraggiare queste donne. Molte di loro non avevano mai avuto la possibilità di vedere il mare ma, nonostante i soprusi dell’occupazione israeliana, hanno potuto vivere una giornata di spensieratezza.

UPDATE: First days of school in the South Hebron Hills

agosto 25, 2015 at 12:36 pm

August 24 was the first day of school in At Tuwani Palestinian village, in the South Hebron Hills. The school in At Tuwani gathers children from age 6 to 18, coming from the villages of At Tuwani, Al Mufaqarah, Ar Rakeez, Al Birkeh, Tuba and Maghayir al Abeed. For the 11th year in a row the schoolchildren from Tuba and Maghayir al Abeed are coming to school and going back home escorted by the Israeli army. The road that connects Tuba and Maghayir al Abeed to At Tuwani, main gateway to the South Hebron Hills area, became impassable since 15 years ago Havat Ma’on Israeli illegal outpost was built next to the already existing settlement of Ma’on, leaving the road inbetween under continuos threat of violence for the Palestinians. The only Palestinians allowed on the road are the schoolchildren, twice a day, accompanied by an Israeli military escort established in 2004 to protect them from the violence of Israeli settlers.

Schoolchildren gathering in the Palestinian village of Tuba.

Schoolchildren gathering in the Palestinian village of Tuba.

Schoolchildren at the meeting point with the Israeli military escort, between Havat Ma'on illegal outpost and Ma'on settlement.

Schoolchildren at the meeting point with the Israeli military escort, between Havat Ma’on illegal outpost and Ma’on settlement.

Schoolchildren reaching the Palestinian village of At Tuwani, where the school is situated.

Schoolchildren reaching the Palestinian village of At Tuwani, where the school is situated.

Primi giorni di scuola nelle colline a sud di Hebron

Il 24 agosto è iniziata la scuola nel villaggio palestinese di At Tuwani, nelle colline a sud di Hebron. La scuola di At Tuwani è frequentata da bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni, provenienti dai villaggi di At Tuwani, Al Mufaqarah, Ar Rakeez, Al Birkeh, Tuba and Maghayir al Abeed. Per l’undicesimo anno scolastico di fila i bambini di Tuba e Maghayir al Abeed raggiungono la scuola e tornano a casa accompagnati da una scorta militare israeliana. La strada che collega Tuba e Maghayir al Abeed ad At Tuwani, principale ingresso all’area delle colline a sud di Hebron, è divenuta impraticabile 15 anni fa, quando è stato costruito l’avamposto israeliano illegale di Havat Ma’on di fianco alla già esistente colonia di Ma’on, lasciando la strada tra i due sotto continua minaccia di violenze per i palestinesi. Gli unici palestinesi ammessi sulla strada sono gli alunni della scuola, due volte al giorno, accompagnati da una scorta militare israeliana stabilita nel 2004 per proteggerli dalle violenze dei coloni israeliani.

UPDATE: Israeli settlers and army harass Palestinian shepherds in the South Hebron Hills

agosto 23, 2015 at 7:45 am

In the afternoon of August 21, in the Palestinian village of At Tuwani, Israeli settlers from Ma’on threw stones to two Palestinian kids who were shepherding their flocks. Palestinian inhabitants of the village immediately reached the kids, while two Army jeeps arrived and stood near the grazing land.

In the early morning of August 22, four Palestinian shepherds were grazing their flocks on Palestinian owned lands substanding the Israeli illegal outpost of Mitzpe Yair, when two settlers came from the outpost and chased away the flocks. A few minutes later an army jeep arrived on the place and pushed the shepherds in the direction of Palestinian villages, away from the Israeli outpost. At the same time  Israeli army, Border Police and DCO arrived on the place and declared the area as military closed and prevented the Palestinian owner of the land Umm Al Arayes, who arrived with his family to claim their right to access the land, from entering it as it happens every saturday since 2012. Israeli settlers stood watching the scene for most of the time, without any consequence.

Palestinian kid shepherding in Khelly valley, At Tuwani village, after the settlers' attack.

Palestinian kid shepherding in Khelly valley, At Tuwani village, after the settlers’ attack.

Palestinians and Internationals arrive in Khelly valley, At Tuwani village, after the settlers' attack.

Palestinians and Internationals arrive in Khelly valley, At Tuwani village, after the settlers’ attack.

Coloni ed esercito israeliani aggrediscono pastori palestinesi, nelle colline a sud di Hebron

Il pomeriggio del 21 agosto, nel villaggio palestinese di At Tuwani due coloni israeliani di Ma’on hanno lanciato pietre contro due ragazzini palestinesi che stavano pascolando le loro greggi. Gli abitanti palestinesi del villaggio hanno immediatamente raggiunto i ragazzini, mentre due jeep dell’esercito sono arrivate e sono rimaste vicino al pascolo.

La mattina del 22 agosto, quattro pastori palestinesi stavano pascolando le loro greggi su terre di proprietà palestinese sottostanti l’avamposto israeliano illegale di Mitzpe Yair, quando sono arrivati due coloni e hanno cacciato le greggi. Pochi minuti dopo è arrivata sul posto una camionetta dell’esercito israeliano che ha spinto i pastori in direzione dei villaggi palestinesi, allontanandoli dall’avamposto. Allo stesso tempo sono arrivati sul posto esercito israeliano, polizia di frontiera e DCO (District Coordination Office) che hanno dichiarato l’area militare chiusa impedendone l’accesso al proprietario, arrivato con la famiglia a reclamare il suo diritto ad accedere alla terra di Umm Al Arayes, come fanno ogni sabato dal 2012. I coloni israeliani sono rimasti a guardare la scena per tutto il tempo, senza alcuna conseguenza.

Israeli settlers chase away a Palestinian flock from the Palestinan owned land of Umm Al Arayes.

Israeli settlers chase away a Palestinian flock from the Palestinan owned land of Umm Al Arayes.

Israeli army, Border Police and DCO prevent Palestinian owners of the land in Umm Al Arayes from entering it.

Israeli army, Border Police and DCO prevent Palestinian owners of the land in Umm Al Arayes from entering it.

Camping in Susiya

agosto 16, 2015 at 1:07 pm

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Camping in Susiya

On August 14th, the Popular Struggle Coordination Committee called for action in Susiya village, in the South Hebron Hills. More than 60 people gathered between palestinians from all over the West Bank and some internationals. The event was part of the support campaign for Susiya population, who is living under demolition threat.

In the afternoon the group inaugurated a memorial for Ali Dawabsha at the entrance of the village, the baby killed in a settlers’ attack in Duma in the end of july. During the event, Israeli soldiers from Suseya settlement fired some shots to the sky while people from the village were flying kites.

Evening and night kept going with a dinner, followed by dabka dances, songs, testimonies and prayers.

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Camping in Susiya

Venerdì 14 agosto il Popular Struggle Coordination Committee ha organizzato un’azione nel villaggio palestinese di Susiya, nelle colline a Sud di Hebron, a cui hanno partecipato più di 60 persone, tra palestinesi provenienti da tutti i Territori Occupati e internazionali. L’evento è parte della campagna di supporto alla popolazione di Susiya, che continua a vivere sotto minaccia di demolizione.

Nel pomeriggio si è inaugurato all’entrata del villaggio un memoriale per Ali Dawabsha, il bambino ucciso in un attacco di coloni a Duma. Durante l’evento, mentre le persone del villaggio stavano facendo volare degli aquiloni, i soldati israeliani nella colonia di Susiya hanno sparato alcuni colpi di arma da fuoco verso il cielo.

La serata è continuata con la cena, le dabke (balli tradizionali palestinesi), canzoni, preghiere e testimonianze.

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Moschea in costruzione

agosto 13, 2015 at 3:37 pm

La comunità di At Tuwani, nel mese di giugno 2015, ha iniziato i lavori di costruzione di una nuova moschea. Gli abitanti del villaggio hanno infatti deciso che era giunto il momento di avere un vero e proprio luogo dove poter pregare, che non fosse più solamente una semplice stanza.
Durante questi mesi gli uomini del villaggio, dai più anziani ai più giovani, ogni giorno hanno dato il loro contributo affinchè tutto ciò potesse realizzarsi. Questo ha comportato che anche nei giorni di Ramadan, quando la vita è più lenta e faticosa, gli uomini, calata la sera, si ritrovassero per continuare la costruzione. Dopo molti sforzi il 12 di agosto si sono conclusi i lavori del primo piano, sotto lo sguardo soddisfatto e orgoglioso di tutta la comunità.
In un villaggio palestinese come questo, in Area C, dove il costruire è un atto di coraggio, la nuova moschea è resistenza. La resistenza di una comunità che unita continua a lottare.

Lavori notturni durante il Ramadan.

Lavori notturni durante il Ramadan.

Conclusione del primo piano.

Conclusione del primo piano.

UPDATE: Ongoing threats by Israeli settlers and authorities in the South Hebron Hills Palestinian communities

agosto 12, 2015 at 7:58 am

On August 10, in the morning, two israeli settlers coming from Avigayil illegal outpost, accompanied with a dog, entered the Palestinian village of At Tuwani with the excuse of doing jogging. Palestinian inhabitants and International volunteers tried to prevent them on their way in, but the settlers claimed their right to do jogging and passed through the village. Since Israeli settlers living in the area of the South Hebron Hills represent a serious threat for the people and their assets, Palestinians got immediately scared and nervous.

Palestinian communities in the South Hebron Hills are under continuos threat of eviction by the Israeli Administration of the Occupied Palestinian Territories. In these days the policy of demolitions is targeting the Beduin village of Umm al Kheir, where Palestinians are frightened of remaining once again without a shelter as it happened last autumn. In the meanwhile the adjacent Israeli settlement of Karmel keeps expanding, reducing the living space of Palestininas who rebuilt  new structures in the same place of the demolished ones. This is what gives the DCO the excuse for demolish them once again.

According to the Fourth Geneva Convention, the Hague Regulations, the International Court of Justice, and several United Nations resolutions, all Israeli settlements and outposts in the Occupied Palestinian Territories are illegal. Most settlement outposts, are considered illegal also under Israeli law.

Continue minacce da parte dei coloni e delle autorità israeliane alle comunità palestinesi nelle colline a Sud di Hebron

La mattina del 10 agosto, due coloni israeliani accompagnati da un cane, provenienti dall’avamposto illegale di Avigayil, sono entrati nel villaggio palestinese di At Tuwani con il pretesto di fare jogging. Gli abitanti palestinesi e i volontari internazionali hanno tentato di impedire loro l’ingresso ma i coloni hanno reclamato il loro diritto a fare jogging liberamente e hanno attraversato il villaggio. Poiché i coloni israeliani che vivono nell’area delle colline a sud di Hebron rappresentano una forte minaccia per le persone e i loro beni, i palestinesi si sono subito spaventati ed innervositi.

Nelle colline a sud di Hebron le comunità palestinesi vivono sotto continua minaccia di espulsione da parte dell’amministrazione civile dei Territori Palestinesi Occupati. Negli ultimi giorni la politica israeliana di demolizioni sta colpendo il villaggio beduino di Umm al Kheir, dove i palestinesi rischiano di trovarsi nuovamente senza un riparo, come è già successo lo scorso autunno. Nel frattempo l’adiacente colonia israeliana di Karmel continua ad espandersi, riducendo lo spazio vitale dei palestinesi che hanno ricostruito nuove strutture sulle macerie di quelle demolite. Questo dà alla DCO (Disctrict Coordination Office) il pretesto per demolirle di nuovo.

Secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.

Umm al Kheir : One of the plated structeres, used as homes, built after the demolitions of last autumn.

Umm al Kheir : One of the plated structeres, used as homes, built after the demolitions of last autumn.

Ongoing expansion works in Karmel Israeli settlement.

Ongoing expansion works in Karmel Israeli settlement.

One of the new houses under construction in Karmel Israeli settlement.

One of the new houses under construction in Karmel Isareli settlement.

UPDATE: New demolitions in South Hebron Hills

agosto 5, 2015 at 12:46 pm

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UPDATE: New demolitions in South Hebron Hills

(Italian follows)

While the entire international attention is focused on Susiya, allowing its Palestinian inhabitants to resist the forced eviction, the Israeli policy of destruction of Palestinian villages is still going on, far from the gaze of the main medias.

On August 4, three villages in the South Hebron Hills area have been subjected to demolitions. In Umm ad Daraj two sheep shelters have been flattened, right before in Umm Dirit a 900 square meters wide fence has been destroyed with the flock inside while only women and children were present in the village. The fence was standing on Palestinian land, a few meters from the Israeli illegal outpost of Avigayil. Finally, in Jawwaya the Israeli water company Mekorot destroyed the pipes that supplied water to the village, essential for the men’s and animal’s survival.

According to the UN, in West Bank and East Jerusalem, in the last three months 92 structures have been demolished, among houses, agricultural equipment and wash items, affecting a total of 674 people, most of them children.

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UPDATE: Nuove demolizioni nelle colline a Sud di Hebron

Mentre tutta l’attenzione internazionale è concentrata su Susiya, permettendo ai suoi abitanti di resistere all’evacuazione forzata, la politica israeliana di distruzione dei villaggi palestinesi non si ferma, lontano dallo sguardo dei media.

Il 4 agosto tre villaggi nelle colline a sud di Hebron sono stati soggetti a demolizioni. Ad Umm ad Daraj sono stati rasi al suolo due ricoveri per pecore, mentre nel villaggio di Umm Dirit è stata distrutta una recinzione ampia 900 metri quadri mentre vi erano delle pecore all’interno e nel villaggio erano presenti solo donne e bambini. La recinzione si trovava su terra di proprietà palestinese, a pochi metri dall’avamposto israeliano illegale di Avigayil. Infine, a Jawwaya la compagnia idrica israeliana Mekorot ha distrutto le tubature che fornivano acqua al villaggio, essenziale per la sopravvivenza di uomini e animali.

Secondo l’ONU, in Cisgiordania e a Gerusalemme est, negli ultimi tre mesi 92 strutture sono state demolite, tra abitazioni, attrezzi agricoli e vasche per raccolta d’acqua, colpendo un totale di 674 persone, molte delle quali bambini.

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J.

agosto 3, 2015 at 7:19 am

“Sono poche le persone che ritengono di non essere buone, ma se imparassimo il dolore che può creare anche il nostro semplice esistere forse incominceremmo a dare più valore e peso alla nostra libertà. Se c’è una cosa che sto imparando in questa fiera di paure, ideologie, fanatismi e belle parole -che a volte sembrano perfette per un museo dell’orrore e dell’idiozia umana- è che la Libertà è un dovere. Libertà di pensiero, di pensare senza nascondersi dietro ad una rispettabile convenienza sociale, un ordine ricevuto, una legge democratica, un dogma di fede assorbito acriticamente o un frettoloso quanto devastante “Non mi riguarda”. Liberi nonostante le crisi della nostra fallace e preziosa umanità, liberi di seguire la propria coscienza distinguendo la pigrizia di questa dalla fiducia nell’altro, liberi di essere sereni e impegnati anche di fronte al nostro errore.”

J.

UPDATE: Hundreds in Susiya against the demolition of the village

luglio 25, 2015 at 6:04 pm

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UPDATE: Hundreds in Susiya against the demolition of the village

(Italian follows)

On July 24 hundreds of Palestinian, Israeli and international activists gathered in Susiya village to support the struggle of the Palestinian inhabitants against the Israel’s decision to demolish their village.

More than 600 people walked through Susiya village, recounting the stories of the families that daily are facing the threat of eviction. Activists and Palestinians claimed that the nonviolent popular resistance, sustained by the international solidarity and the pressure made by BDS campaigns, is the most effective way to face the Israeli occupation.

Despite the international diplomatic attention, above all U.S. State Department and the European foreign ministers, the Israeli Civil Administration informed the residents of Susiya that it intends to demolish nearly half of the buildings in the village before the pronouncement of the High Court on August 3.

The struggle of the 450 inhabitants of Susiya is the struggle of many Palestinian villages in South Hebron Hills and in the whole Area C of the West Bank, that suffer housing demolitions and forced transfer of the residents.

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UPDATE: In centinaia a Susiya contro la demolizione del villaggio

Il 24 luglio centinaia tra palestinesi, israeliani e attivisti internazionali si sono riuniti nel villaggio di Susiya in sostegno alla lotta dei suoi abitanti contro la decisione dello Stato israeliano di demolire il villaggio.

Più di 600 persone hanno camminato attraverso il villaggio di Susiya, narrando le storie delle famiglie che ogni giorno vivono nella minaccia di essere trasferiti altrove. Attivisti e Palestinesi hanno ribadito come la resistenza popolare non violenta, supportata dalla solidarietà internazionale e dalle pressioni fatte dalle campagne BDS, sia la strada più efficace per affrontare l’occupazione israeliana.

Nonostante l’attenzione della diplomazia internazionale, su tutti il Dipartimento di Stato USA e i ministri degli esteri dell’Unione Europea, l’ Amministrazione Civile Israeliana ha comunicato agli abitanti di Susiya, che intende comunque demolire circa la metà degli edifici del villaggio prima della pronuncia della Corte Suprema israeliana il prossimo 3 agosto.

La lotta dei 450 abitanti di Susya è la lotta di tanti villaggi palestinesi nelle colline a sud di Hebron e in tutta l’Area C della Cisgiordania che soffrono le demolizioni delle proprie case e trasferimento forzato delle comunità residenti.

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BDS Italia: Renzi, “sterile e stupido” non è il boicottaggio di Israele, ma non far rispettare il diritto internazionale

luglio 23, 2015 at 12:46 pm

da BDS Italia

Nel corso della sua visita in Israele, Matteo Renzi ha pronunciato un discorso alla Knesset in cui ha enfatizzato il legame e l’amicizia tra Italia e Israele e ha garantito che “l’Italia sarà sempre in prima linea contro ogni forma di boicottaggio sterile e stupido”. Renzi così dimostra di non conoscere affatto il movimento per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS), movimento lanciato nel luglio 2005 da una ampia coalizione della società civile palestinese, come risposta necessaria e morale per fermare le continue violazioni del diritto internazionale da parte di Israele, laddove le istituzioni hanno fallito.