VIDEO UPDATE: Popular reaction to Israeli Army abuses in At-Tuwani

luglio 27, 2016 at 6:07 am

UPDATE: The Israeli Army prevents Palestinians freedom of movement closing the road and blocking people for hours

luglio 25, 2016 at 3:09 pm

Blockroad on the road to Al Birkeh

(Italian follows)

Two days ago, on the 23rd of July, the Israeli army closed again the road to the Palestinian city of Yatta. Because of the closure, the cars are forced to pass through the fields in order to reach the city. Since the beginning of June 2016 the Israeli army has closed the road eight times as a collective punishment against Palestinian civil population after the attacks against Israeli citizens.

On the night of July the 24th the Israeli army stopped a car of a Palestinian man driving along the road from Yatta to his home, in the Palestinian village of At -Tuwani. Unexpectedly and without a valid reason the army confiscated the personal ID and the keys of the car to the driver, telling him to wait for their return. The man, together with the OD volunteers, waited for one hour in order to have back his keys and come back home.

The same violation took place this morning, on the 25th of July, when the Israeli army stopped two cars. 4 men and 2 children of 4 and 5 years old were forced to wait  for 3 hours under the sun for the soldiers to give them back their keys and documents.

One of the two cars was obliged to stand in the only passage to go through consequently blocking the access to the other vehicles.

In the last month  the continuous closures of the roads and the harassments from the Israeli soldiers is a clear violation of the right to freedom of movement (Art.13 of Universal Declaration of Human Rights) of the Palestinians living in the South Hebron Hills.

Palestinians waiting for Israeli soldiers with their keys and ID

UPDATE: L’esercito israeliano nega la libertà di movimento ai palestinesi, chiudendo la strada e bloccando le persone per ore

Due giorni fa, il 23 luglio l’esercito israeliano ha chiuso di nuovo l’accesso alla città palestinese di Yatta. A causa della chiusura, le macchine sono obbligate a passare attraverso i campi per riuscire a raggiungere la città. Dall’inizio di giugno l’esercito israeliano ha chiuso questo tratto di strada per otto volte, come punizione collettiva contro la popolazione civile palestinese dopo gli attacchi che hanno colpito cittadini israeliani.

Palestinians waiting for the Israeli soldiers with their keys and ID

La notte del 24 luglio l’esercito israeliano ha bloccato una macchina di un palestinese che stava rientrando dalla città di Yatta a casa sua, nel villaggio di At-Tuwani. Senza una valida ragione l’esercito ha confiscato la carta d’identità e le chiavi della macchina all’autista, dicendogli di aspettare sul luogo. Il palestinese e i volontari di Operazione Colomba hanno aspettato un’ora per riavere indietro le chiavi e il documento.

Lo stesso incidente si è ripetuto questa mattina, 25 luglio, quando l’esercito israeliano ha fermato due macchine. Quattro uomini e due bambini (di 4 e 5 anni) sono stati obbligati a aspettare per 3 ore sotto il sole prima che i soldati tornassero a restituire

le chiavi e i documenti. Una delle due macchine è stata fermata nell’unico passaggio percorribile, bloccando l’accesso a ulteriori veicoli.

Israeli soldier give back the keys to the Palestinian drivers

Nell’ultimo mese le continue chiusure delle strade e violazioni da parte dei soldati israeliani costituiscono una chiara violazione al diritto alla libertà di movimento (Art.13 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani) dei palestinesi che vivono nelle colline a sud di Hebron.


UPDATE: Israeli settler uproots ten Palestinian olive trees near Avigayil illegal outpost

luglio 21, 2016 at 9:46 pm
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A Palestinian showing one of the uprooted olive trees

(italian follows)

In the morning of July the 20th, the Operation Dove volunteers went near Avigayil Israeli illegal outpost where, according to the eyewitnesses, one Israeli settler uprooted ten olive trees while the Palestinian owners were working their own land beside the outpost.

The DCO officers and the Israeli soldiers monitored the area throughout the morning in order to prevent further attacks against Palestinian workers and their properties. The Israeli police arrived on the spot only two hours after the attack.

Palestinian lands surrounding Israeli settlements and outposts are generally object of expansion of the settlements and therefore denied to their rightful Palestinian owners. Even when the Israeli forces recognize this right to access the land to Palestinians, this right is not effective because of settlers’ violence.

DCO officer and Israeli soldiers speaking with a settler of Avigayil illegal outpost

UPDATE: Colono israeliano sradica dieci ulivi palestinesi vicino all’avamposto illegale di Avigayil

La mattina del 20 luglio i volontari di Operazione Colomba si sono recati nei pressi dell’avamposto israeliano illegale di Avigayil dove, secondo i testimoni presenti sul posto, un colono israeliano aveva sradicato dieci ulivi mentre i proprietari palestinesi stavano lavorando la loro terra di fianco all’avamposto.

Durante la mattinata gli ufficiali della DCO e i soldati israeliani hanno monitorato l’area per impedire altre violenze da parte dei coloni contro i lavoratori palestinesi e le loro proprietà. La polizia israeliana è arrivata sul luogo solo due ore dopo l’incidente.

Le terre palestinesi che circondano le colonie e gli avamposti israeliani sono obiettivo dell’espansione degli insediamenti e di conseguenza sono negate ai legittimi proprietari palestinesi. Anche quando le forze israeliane riconoscono questo diritto ai palestinesi, questi non possono avere libero accesso alle proprie terre a causa della violenza dei coloni.

The Palestinian owner of the uprooted trees speaking with Israeli Police, DCO and Army officers

The Palestinian owner of the uprooted trees speaking with the Israeli police, DCO and army.

VIDEO UPDATE: Closure of Yatta prevents Palestinians access medical treatment

luglio 3, 2016 at 7:39 pm

INTERACTIVE MAP: The closure of Yatta and Bani Na’im

luglio 2, 2016 at 12:29 pm

In the last three days Israeli military forces closed all the main entrances to the Palestinian cities of Yatta and Bani Na’im, including several secondary roads in the south-east Hebron area.

The presence of roadblocks, earthmounds, road gates and checkpoints, set up by Israeli Army, prevents Palestinian to use the roads, also to reach basic services as the hospitals, in violation of the right to freedom of movement (Art.13 of Universal Declaration of Human Rights). This is a clear collective punishment, which is banned under the International law, after the escalation of violence of this day.

Operation Dove condemns this collective punishment that the Israeli government is inflicting once again on the Palestinian population, especially during this days of Ramadan, the holy month for muslims.

 

MAPPA INTERATTIVA: Il blocco delle città di Yatta and Bani Na’im

Le forze militari israeliane, in seguito all’ondata di violenza di questi giorni, hanno bloccato tutti i principali accessi, incluse numerose strade secondarie, alle città palestinesi di Yatta e Bani Na’im, nell’area a sud est di Hebron.

La presenza di blocchi stradali (cumuli di macerie, blocchi di cemento, sbarre..) e checkpoint posizionati dall’esercito israeliano, impediscono ai palestinesi di potersi muovere liberamente, soprattutto per raggiungere servizi essenziali come gli ospedali, in violazione al diritto alla libertà di movimento (Art.13 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo)

Operazione Colomba condanna queste punizioni collettive, vietate dal diritto internazionale, che il governo israeliano per l’ennesima volta infligge alla popolazione palestinese, in particolare durante questi giorni di Ramadan (mese sacro per la popolazione musulmani).

VIDEO UPDATE: Demolitions in the Palestinian villages of Wadi Jheish and Deirat

giugno 19, 2016 at 7:32 pm

UPDATE: Israeli Army still affects Palestinian freedom of movement

giugno 17, 2016 at 10:35 am

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(italian follows)

On the afternoon of the 15th of June at about 2.15 pm Israeli Army started again to block one of the main access to the Palestinian city of Yatta and the area adjacent to the road, digging and damaging the fields, in order to prevent the Palestinian to bypass the roadblock.

After a few hours, at about 9.50 pm the Israeli Army they were there again to open the access on the main road. Besides the Israeli bulldozers,  the presence of the Army is a constant deterrent to the Palestinian right to freely move in the area.  Flying checkpoints and roadblocks are clear examples.

The systematic interference of the Israeli Army over the Palestinian right of movement is a clear collective punishment carried out by the Israeli government after Tel Aviv attack.

Roadblock to Yatta city

Roadblock to Yatta city

UPDATE: L’esercito israeliano continua a condizionare la libertà di movimento palestinese

Nel pomeriggio del 15 di Giugno, intorno alle 14.15, l’esercito Israeliano ha nuovamente bloccato uno degli accessi principali alla città Palestinese di Yatta nonchè l’area adiacente alla strada, scavando e danneggiando i campi per impedire ai palestinesi di aggirare il blocco stradale.

Dopo un paio d’ore, verso le 21.50 l’esercito israeliano si è ripresentato per aprire l’accesso alla strada principale. Oltre ai bulldozer israeliani, la presenza dell’esercito è un deterrente costante al diritto dei palestinesi di muoversi liberamente nell’area. Checkpoint temporanei e blocchi stradali sono un chiaro esempio.

L’interferenza sistematica dell’esercito Israeliano sulla libertà di movimento palestinese è una chiara punizione collettiva  messa in atto dal governo israeliano dopo l’attacco a Tel Aviv.

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Video: Israeli military forces keep blocking the access roads to Yatta

giugno 11, 2016 at 7:49 am

UPDATE: ISRAEL COLLECTIVE PUNISHMENT, ROAD BLOCKS PARALYSE YATTA

giugno 9, 2016 at 7:01 pm

(Italian follows)

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At 8:50 am of Thursday 9th of June Operation Dove’s volunteers went on the road that connects the village of At-Tuwani to Yatta where 6 Army jeeps and a bulldozer were blocking the access to the city with a road block.

The volunteers then checked the other access routes and counted 9 roads over 11 completely blocked.

This reprisal started just a couple of hours after the wednesday shooting in Tel Aviv.

To isolate Yatta which is the main city of the South Hebron Hills area means to cut out the palestinians residents from hospitals, schools, commercial activities and working places. Many familes are forced to split for un indeterminate period of time.To this already heavy situation there is to add the annulment of 83 thousand visas that would have allowed palestinians to travel to Israel and abroad in the holy month of Ramadan, also depriving them of the right of going to pray in Jerusalem.

Operation Dove condemns this collective punishments that the Israeli government is inflicting once again on the palestinian population.

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UPDATE: Punizione colletiva di Israele, road blocks paralizzano Yatta

Alle 8:50 di giovedì 9 Giugno i volontari di Operazione Colomba si sono recati sulla strada che dal villaggio di At- Tuwani porta a Yatta dove 6 camionette dell’esercito e un bulldozer stavano bloccando l’accesso alla città con un road block.

I volontari hanno poi controllato le altre vie di accesso contando 9 strade completamente bloccate su 11.

Questa rappresaglia è iniziata poche ore dopo l’attentato avvenuto mercoledì sera a Tel Aviv.

Isolare Yatta, che è la città pincipale nell’area delle South Hebron Hills, significa tagliare fuori i palestinesi della zona da ospedali, scuole, attività commerciali e luoghi di lavoro. Molte famiglie si vedono costrette a rimanere separate per un periodo di tempo indeterminato. A questa già pesante situazione si va ad aggiungere la revoca di 83 mila permessi per i palestinesi di entrare in Israele e viaggiare all’estero nel mese santo del Ramadan, togliendo loro anche il diritto di andare a pregare a Gerusalemme.

Operazione Colomba condanna le punizioni collettive che il governo di Israele sta infliggendo ancora una volta alla popolazione palestinese.

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UPDATE: THE FRUITS OF THE OCCUPATION

giugno 1, 2016 at 6:21 pm

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(Italian follows)

 

In the morning of the 27th of May OD volunteers while they were with two Palestinian sheperds witnessed the arrival of groups of Israeli in Khelly Valley, the area just between the settlement of Ma’on (including the adjacent illegal outpost of Havat Ma’on) and the Palestinian village of At-Tuwani, for the settlers’ “cherry festival”.

The fruits of these trees add up to the already disproportionate consuption of water by the Israeli settlers compared to the daily use of the West Bank palestinians (the data collected by the IMEU speaks of a 369L per day per Israeli settler versus the 73L per day per west bank palestinian). In addition at least 84 percent of the springs affected by settler activities are located on land recognized by the Israeli Civil Administration (ICA) as privately owned by Palestinians.

Facts in hand, this cherry festival is once again an attempt to deny the exploitation of the Palestinian lands by the Israeli settlements, glorifying the “fruits” of the occupation.

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UPDATE: I frutti dell’occupazione

Nella mattina del 27 di Maggio, i volontari di Operazione Colomba mentre stavano accompagnando due pastori palestinesi hanno assistito e documentato l’arrivo di gruppi di israeliani in Khelly Valley, l’area che separa la colonia di Ma’on (con annesso avamposto illegale di Havat Ma’on) e il villaggio palestinese di At-Tuwani, per il “festival delle ciliegie” dei coloni.

I frutti di questi alberi si vanno ad aggiungere al già sproporzionato consumo di acqua da parte dei coloni israeliani comparato all’uso giornalieri di un palestinese della Cisgiordania (i dati raccolti dal IMEU parlano di un uso giornaliero di 369L per colono israeliano contro i 73L al giorno per un palestinese della Cisgiordania). Inoltre, almeno l’84% delle fonti d’acqua interessate da attività dei coloni sono collocate in terra riconosciuta dall’Amministrazione Civile Israeliana (ICA) come proprietà privata Palestinese.

Fatti alla mano, questo festival delle ciliegie è un ulteriore tentativo di negare lo sfruttamento della terra palestinese da parte delle colonie Israeliane, glorificando i “frutti” dell’occupazione.