HP – La tecnologia dell’oppressione israeliana #IoNonComproHP

maggio 27, 2016 at 2:23 pm

UPDATE: Action in At-Tuwani village

maggio 10, 2016 at 7:07 am

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(Italian follows)

On May 7th more than one hundred Palestinians from different towns of the area gathered on the hill just above At-Tuwani village to plant olive trees all over the hill top. The Palestinian press was also present. The atmosphere was cheerful and relaxed, there were a lot of children playing around and helping the grown ups to plant the trees. Towards the end of the demonstration chief of security of Ma’on’s Israeli settlement called the Israeli Army.  A jeep of soldiers entered the village, three of them got off and searched the area surrounding the action. After the had a look around for some minute they went away. Ma’on’s chief of security kept watching for a while whilst talking to a soldier then he also went away. The demonstration kept going with a final lunch all together under a tree. 

The meaning behind this demonstration was to underline the connection between the Palestinians and their land. Also the tree planted will be taken care by the people in At-Tuwani but they also belong to the people who planted them from around the West Bank. These olive trees are a symbol that brings together not only people of the South Hebron Hills.

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Update: azione nel villaggio di At-Tuwani

Nella giornata del 7 di Maggio, più di cento palestinesi provenienti da diverse città della zona si sono radunati sulla collina che sovrasta il villaggio di At-Tuwani per piantare alberi di ulivo lungo tutta la cresta della collina. La stampa palestinese era presente. L’atmosfera era allegra e rilassata con molti bambini che giocavano in giro e aiutavano gli adulti a piantare gli alberi. Verso la fine della dimostrazione il capo della sicurezza della colonia israeliana di Ma’on ha chiamato l’esercito israeliano. Una camionetta di soldati è quindi arrivata dentro al villaggio, tre di loro sono scesi e hanno perlustrato l’area circostante l’azione. Dopo essersi guardati attorno per alcuni minuti se ne sono andati. Il capo della sicurezza di Ma’on è rimasto ancora un po’ a guardare mentre parlava con un soldato e poi anche lui se n’è andato. La dimostrazione è continuata con un pranzo finale sotto l’albero.
Il significato dietro questa dimostrazione è quello di sottolineare l’attaccamento dei palestinesi alla loro terra. Gli alberi piantati saranno curati dagli abitanti di At-Tuwani ma apparterranno anche a coloro che li hanno piantati, i palestinesi della Cisgiordania. Questi ulivi sono un simbolo che serve a unire i palestinesi delle colline a sud di Hebron.

UPDATE: International volunteers were threatened by israeli settler from the illegal Outpost Of Havat Ma’on

maggio 6, 2016 at 10:02 am

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(Italian follows)

On the afternoon of May 5, at around 6 pm, two Operation Dove volunteers, who were coming back from an escort to Palestinian shepherds in Shabel Shamsti, were threatened by an Israeli settler. As soon as the Israeli settler spotted the two international volunteers he covered his face and started to run towards them. They were chased by him for a while until he reached the street that connects the illegal Israeli outpost of Havat Ma’on to the Old Havat Ma’on hill and then decided to go back.
Since the beginning of March volunteers reported 16 instances in the same area, where Palestinians and Internationals were attacked or forced to leave because of Havat Ma’on settlers violence.

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Update: colono israeliano dell’avamposto illegale di Havat Ma’on minaccia due volontari internazionali
Nel pomeriggio del 5 maggio, verso le 6, due volontari di Operazione Colomba che tornavano da un accompagnamento a pastori palestinesi nella valle di Shabel Shamsti sono stati minacciati da un colono israeliano. Appena il colono israeliano ha visto i due volontari internazionali si è immediatamente coperto il volto e ha iniziato a inseguirli. I due volontari sono stati rincorsi fino alla strada che collega l’avamposto illegale israeliano di Havat Ma’on alla collina di Old Havat Ma’on; dopo di che il colono ha deciso di tornare indietro.
Dall’inizio del mese di marzo sono 16 i casi in cui, nella stessa area, palestinesi o internazionali sono stati attaccati o son dovuti scappare a causa di minacce subite dai coloni israeliani di Havat Ma’on.

UPDATE: The reply of a soldier after the Israeli military escort force the children wait for more than 40 minutes

aprile 28, 2016 at 6:15 am

(Italian follows)

On April 26 at the end of the school Palestinian children had to wait 40 minutes the Israeli Military Escort. When Operation Dove Volunteers ask to the soldiers the cause of their late one of them answer “i was at the Bathroom”
Every day Palestinian schoolchildren have to wait for the escort in order to walk through the dangerous route that passes between the Israeli settlement of Ma’on and the Israeli illegal outpost of Havat Ma’on , and every misconduct of the soldiers (such as delays and negligence) put them at serious risk.

Update: La risposta di un soldato dopo che la scorta militare israeliana costringe i bambini ad attenderli per oltre 40 minuti
26 Aprile, alla fine della giornata scolastica i bambini palestinesi hanno dovuto aspettare l’arrivo della scorta militare israeliana per oltre 40 minuti. Quando i volontari di Operazione Colomba hanno chiesto ai soldati il motivo del loro ritardo, uno di loro ha risposto “ero al bagno”.
Ogni giorno i bambini palestinesi, per recarsi a scuola o per tornare a casa dopo di essa, devono aspettare la scorta militare israeliana per poter percorrere in sicurezza la strada che passa tra la colonia e l’avamposto israeliani, e ogni ritardo e negligenza dei soldati li mettono in serio pericolo.

UPDATE: Israeli settlers enter in the Palestinian village of Al Karmil

aprile 25, 2016 at 8:00 pm

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(Italian follows)

On April 25, during Pesach holiday (the Jewish Eastern) a large group of Israeli forces escort almost one hundred settlers to the pool of the Palestinian village of Al Karmil.  Some settlers present today during this “trip to the pool” live in illegal outposts around this area and some of them were responsible of attacks against Palestinians in the past.
For more than two hours the Israeli Army block the street that connect Al Karmil to the other villages of the South Hebron Hills Area. The Israeli soldiers harassed Palestinian, searching their cars passing near the area and stopping Palestinians that want to go to the pool. The Israeli forces also searched the Palestinian people and in some cases not let them reaching the pool.
Every year, during jewish holidays, Palestinians of Al Karmil village have to face harassment and restriction to their freedom of movement  cause to this kind of Israeli settlers trips.

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UPDATE: Coloni israeliani entrano nel villaggio palestinese di Al Karmil
Il 25 Aprile, nella celebrazione di Pesach (Pasqua ebraica) un corposo gruppo di forze israeliane ha scortato alla piscina del villaggio palestinese di Al Karmil circa cento coloni. Alcuni dei coloni presenti vivono attualmente in avamposti illegali e sono stati responsabili di attacchi verso i palestinesi residenti in quest’area.
L’esercito israeliano ha bloccato la strada che connette Al Karmil agli altri villaggi delle colline a Sud di Hebron per più di due ore, fermando e controllando tutte le macchine palestinesi che passavano nella zona. Inoltre, i palestinesi sono stati perquisiti e in alcuni casi non è stato concesso loro di raggiungere la piscina.
Ogni anno, durante le festività ebraiche, i palestinesi del villaggio di Al Karmil subiscono umiliazioni e restrizioni alla loro libertà di movimento a causa di questo tipo di eventi organizzati dai coloni israeliani.

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UPDATE: Israeli Army forbidded Palestinian farmers harversting

aprile 23, 2016 at 5:08 pm

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(Italian follows)

Al-Mufaqarah- On 22 April at about 8.45 am Israeli soldiers forbidded the work of a group of 20 Palestinian  that were harvesting crops in a Palestinian land near to the Israeli illegal outpost of Avigayil. For the Israeli soldiers the field legally owned by a Palestinian man is too close to the outpost of Avigayil, illegal even for the Israeli law.

April is the month in which Palestinians harvest this kind of crops, but he simple activity of collecting crops become dangerous, especially when the fields are located near to the Israeli settlements and outposts.
In the last two weeks International volunteers accompanied the Palestinians harvesting herbs on their own lands.

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UPDATE: L’esercito Israeliano impedisce ai contadini Palestinesi di lavorare la terra

Al Mufaqarah- Il 22 Aprile alle 8.45 circa del mattino i soldati israeliani hanno impedito ad un gruppo di circa 20 palestinesi, che stavano lavorando vicino all’avamposto israeliano di Avigayil, di completare il raccolto. Secondo i soldati israeliani il campo che i palestinesi stavano lavorando è situato troppo vicino all’avamposto illegale di Avigayil: ininfluente che la terra in questione sia legalmente di proprietà del contadino palestinese e invece l’avamposto di Avigayil sia considerato illegale anche dalla stessa legge israeliana.

Aprile è il mese in cui i Palestinesi raccolgono i frutti della terra, ma il semplice gesto di raccogliere il grano diventa pericoloso, specialmente quando i campi sono situati vicino alle colonie o negli avamposti israeliani.
Nelle ultime due settimane i volontari di Operazione Colomba hanno accompagnato il raccolto dei palestinesi  nelle loro terre.

UPDATE: Harvesting time

aprile 18, 2016 at 12:20 pm

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(Italian follows)

The month of April is time for the harvesting in the South Hebron Hills. Palestinians from At-Tuwani and other nearby villages harvest “cursanni”, a plant used to feed sheep and goats in winter season when fields are empty.
A lot of Palestinian’s fields in this area are nearby Israely settlements or outposts, so even a simply activity like harvesting became a challenge that exposes Palestinian to settlers’s attacks or Israeli soldier harassment. Even thought Palestinians keep on with their daily activities facing the Israeli occupation. Also this is “Everyday Resistence”.

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UPDATE: Tempo di raccolto

Il mese di aprile è un mese di raccolto nelle South Hebron Hills. Gli abitanti palestinesi di At-Tuwani e dei villaggi vicini raccolgono il “cursanni”, una pianta usata per sfamare pecore e capre nei mesi invernali quando non c’è più vegetazione nei campi.
Molti dei campi palestinesi di questa zona sono situati nei pressi delle colonie e degli avamposti israeliani e così anche un gesto semplice come il raccolto si tramuta in una sfida che espone a possibili attacchi da parte dei coloni o problemi con i soldati israeliani. Ciò nonostante i palestinesi continuano la loro vita sfidando con i loro gesti quotidiani le insidie dell’occupazione israeliana. Anche questa è resistenza.

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After the demolitions people of Um Al Kher don’t give up and start to build again

aprile 9, 2016 at 4:52 pm

Today Palestinian inhabitants of the village, Israeli peace activists and Internationals joined together to start rebuilding. Nonviolent Popular Resistance doesn’t stop.

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Dopo le demolizioni i Palestinesi di Um Al Kher non si arrendono e cominciano a costruire di nuovo.

Oggi gli abitanti del villaggio palestinese, attivisti per la pace israeliani ed internazionali si son ritrovati insieme per iniziare a ricostruire. La Resistenza Popolare Nonviolenta non si ferma.

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Video: Israeli military forces demolished six houses and left 35 people homeless in Palestinian village of Um al Kher

aprile 8, 2016 at 8:26 am

UPDATE : Israeli military forces demolishes six houses and left 35 people homeless in the Palestinian villages of Um al Kher in South Hebron Hills

aprile 6, 2016 at 10:30 pm

At about 6,30 am on the morning of April 6, Israeli military forces burst into the Palestinian village of Um al Kher and destroyed six houses, leaving 35 Palestinians homeless, including 17 children.

A Palestinian human rights activist and two Operation Dove volunteers, called by the residents of Um Al Kher, immediately rushed in the village in order to monitor the situation but when they reached the village, the area had already been declared closed by Israeli military forces.

During the demolitions Palestinian inhabitants were obliged to stay far from their houses. When a Palestinian man tried to talk with the soldiers, the Border Police officers pushed him violently away.

Um al Kher is a beduin Palestinian village located in the South Hebron Hills area, whose residents are often threaten by Israeli settlers living in the nearby settlement of Carmel.

According to the United Nation Office for the Coordination of Humanitarian Affairs (OCHA) the number of demolitions in 2016 is greatly alarming: until now over 500 Palestinians have been displaced from their homes – equivalent to the total number of Palestinians displaced in all of 2015.

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UPDATE: l’esercito israeliano demolisce sei case sfollando 35 palestinesi nel villaggio di Um al Kher

Verso le ore 6:00 del mattino del 6 Aprile, le forze militari Israeliane hanno fatto irruzione nel villaggio palestinesi di Um Al Kher e hanno demolito sei case, sfollando 35 Palestinesi, tra cui 17 bambini.

Un attivista palestinese per i diritti umani e due volontari di Operazione Colomba, contattati dai residenti, si sono immediatamente recati al villaggio per monitorare la situazione, ma al loro arrivo i soldati avevano già dichiarato la zona un’ area militare chiusa.

Durante le demolizioni, gli abitanti son stati costretti a rimanere a distanza. L’atmosfera si è mostrata tesa: quando un uomo ha cercato di avvicinarsi per parlare ai soldati, gli ufficiali hanno provveduto ad allontanarlo con violenza.

Um al Kher è un villaggio beduino collocato nelle colline a sud di Hebron, i cui abitanti vivono sotto costante minaccia da parte di coloni israeliani che vivono nell’adiacente colonia di Carmel.

Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA), il numero di demolizioni nel 2016 è fortemente allarmante: fino ad oggi più di 500 palestinesi sono stati sfollati dalle loro case – pari al numero totale di sfollati di tutto il 2015.

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