UPDATE: Israeli settlers still prevent Palestinians to use their own land

agosto 25, 2016 at 9:01 am
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Palestinian shepherd shows to Israeli soldier the order that allows Palestinians in the area

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Civilian Security Coordinator of Susya settlement close the access road to the Palestinian land

(Italian follows)

In these days Operation Dove volunteers reported many episodes in which settlers from Susya Israeli settlement and Mitzpe Yair illegal outpost prevented Palestinian shepherds to graze their flocks on their own land, near the settlement and the illegal outpost.

On August 19 an Israeli settler got out of his car and started to run with a nylon cloth in order to chase away a Palestinian shepherd, that was grazing his flock in a Palestinian land close to Israelis.

On August 21-22 the Civilian Security Coordinator of Susya settlement controlled from his car the Palestinian shepherds for more than two hours, trying to upset and scare them with his presence. He also closed the access road to the Palestinian land with wood and waste materials.

Daily Israeli settlers threaten Palestinian shepherds on the land near the settlement of Susya, violating the Israeli civil Administration orders. Israeli settlers violence deny to the Palestinians the right to access their own land, also when an area is recognized as Palestinian land close to Israeli by the law.

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Israeli settler chase away Palestinian shepherd and flock

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Israeli settler run after Palestinian flock with a nylon cloth

UPDATE: Coloni israeliani continuano ad impedire ai palestinesi l’accesso alla propria terra

Negli ultimi giorni i volontari di Operazione Colomba hanno riportato molti episodi in cui coloni israeliani provenienti dalla colonia di Susya e dall’avamposto illegale di Mitzpe Yair hanno impedito ai pastori palestinesi di pascolare le loro greggi sulla propria terra nei pressi dei due insediamenti.

Il 19 agosto un colono israeliano è sceso dalla propria auto e ha iniziato a correre sventolando un pezzo di nylon in modo da scacciare il gregge di un pastore palestinese che pascolava in una terra palestinese il cui accesso è chiuso agli israeliani.

Il 21-22 agosto il capo della sicurezza della colonia di Susya ha controllato dalla sua auto i pastori palestinesi per più di due ore, cercando di intimorirli con la sua presenza. No riuscendoci ha chiuso la strada di accesso alla terra palestinese con legno e materiali di scarto.

Quotidianamente i coloni israeliani minacciano i pastori palestinesi che lavorano sulla propria terra vicino l’insediamento di Susya, in violazione degli ordini dell’amministrazione civile israeliana. La violenza dei coloni israeliani impedisce ai palestinesi l’accesso alle proprie terre anche quando questo diritto è sancito dalla legge israeliana.

VIDEO UPDATE: 2016-08-24 Demolitions in Umm Al Kheir and Khallet Athaba

agosto 24, 2016 at 6:19 pm

(Italian follows)

On the early morning of August 24 Israeli Army, Border Police and DCO burst into the Palestinian village of Umm Al Kheir, in order to demolish. The Israeli forces chased away people from the area, beat and detained an old Palestinian man. The Army demolished 2 private houses and the community center of the village. One of the houses (previously built with European Union funds) had already been demolished by the same Israeli Army two weeks ago, and it had been rebuilt by the people of the village.

Then the convoy moved to Khallet Athaba Palestinian village, where the Israeli forces destroyed two water cisterns and about 700 olive trees, cutting the trunks of the trees and poisoning them. They also closed the main road that leads to the village and to all Masafer Yatta area, preventing all the Palestinian cars to enter. All the area was closed to Palestinians and Internationals, but an Israeli settler from Regavim Israeli NGO was inside.

In the same time some Israeli soldiers were hiding on the crossroad between Bypass road 317 and the road to Al Birkeh, at the entrance of At Tuwani village. When a Palestinian car tried to cross the bypass road, the soldiers shot at the car four times. The car went towards Al Birkeh; no injured was reported.

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VIDEO UPDATE: 2016-08-24 Demolizioni in Umm Al Kheir and Khallet Athaba

Nelle prime ore del mattino del 24 agosto l’esercito israeliano, Border Police e DCO hanno fatto irruzione nel villaggio palestinese di Umm Al Kheir, al fine di demolire. Le forze israeliane hanno scacciato gli abitanti dall’area, oltre aver aggredito e detenuto un anziano palestinese. L’esercito ha demolito 2 case private e il centro comunitario del villaggio. Una delle case (in precedenza costruita con fondi dell’Unione Europea) era già stata demolita dallo stesso esercito israeliano due settimane fa ed era stata ricostruito dagli abitanti del villaggio.

Il convoglio si è poi spostato nel villaggio palestinese di Khallet Athaba, dove le forze israeliane hanno distrutto due cisterne d’acqua e circa 700 alberi di ulivo, tagliandone i tronchi e mettendo del veleno per impedirne la ricrescita. Hanno anche chiuso la strada principale che conduce al villaggio e a tutta Masafer Yatta, impedendo a tutti i veicoli palestinesi l’ingresso. Tutta l’area è stata chiusa ai palestinesi e agli internazionali ma a un colono israeliano dell’organizzazione Regavim è stato concesso di entrare nell’area.

Nel frattempo alcuni soldati israeliani presidiavano, nascosti, l’incrocio fra la Bypass Road 317 e la strada che porta ad Al Birkeh, all’ingresso del villaggio di At-Tuwani. Quando una macchina palestinese ha cercato di attraversare la strada, i soldati hanno sparato contro l’auto quattro volte. La vettura si è mossa poi verso Al Birkeh, non si segnalano feriti.

UPDATE: Solidarity and rebuilding in Umm Al Kheir

agosto 13, 2016 at 6:49 pm

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(Italian follows)

On the morning of August 13, Palestinians, Israelis and Internationals gathered in Umm Al Kheir Palestinian village to give solidarity to the local community after the recent demolitions carried out by Israeli forces. Human rights activists and people from South Hebron Hills cleared the area from the rubble and began rebuilding.

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UPDATE: Solidarietà e ricostruzione in Umm Al Kheir

La mattina del 13 Agosto palestinesi, israeliani ed internazionali si sono riuniti nel villaggio palestinese di Umm Al Kheir per portare la loro solidarietà alla comunità locale dopo le ultime demolizioni messe in atto dalle forze israeliane. Attivisti per i diritti umani e abitanti delle colline a sud di Hebron hanno ripulito l’area dalle macerie e hanno iniziato la ricostruzione.

VIDEO UPDATE: Demolitions in Umm Al Kheir

agosto 9, 2016 at 4:20 pm

Israeli military forces demolish in Umm Al Kheir, South Hebron Hills

agosto 9, 2016 at 12:57 pm

On August 9 at about 6.30 am the Israeli military forces (Israeli Army, Border Police and DCO) burst into the Palestinian village of Umm Al Kheir and demolished five structures (three of which built with European Union funds), leaving 27 Palestinians homeless, including 16 children. During the demolitions, the Israeli Army also beat and detained a Palestinian old man.

As Palestinians witnesses reported the demolitions of today are directly linked to Regavim settlers organization’s recent activities (here more details) In this case they pushed the Israeli Civil Administration to take measures against Umm al Kheir local Palestinian community. On July 27 members of Regavim entered in Umm Al Kheir village in order to document the construction of houses founded by European Union, for the people who were displaced because of the last demolitions in April. The day after the Israeli Civil Administration officers, with Regavim pictures, come to Palestinian village pointing to all the EU funded buildings.

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Forze militari israeliane demoliscono nel villaggio di Umm Al Kheir, colline a sud di Hebron

Il 9 agosto, alle 06:30 circa, forze militari israeliane (esercito, Border Police e DCO) hanno fatto irruzione nel villaggio palestinese di Umm Al Kheir e demolito cinque strutture (tre delle quali costruite con fondi dell’Unione Europea), lasciando 27 palestinesi senza casa, di cui 16 bambini. Durante le demolizioni, l’esercito israeliano ha anche malmenato e detenuto un anziano signore palestinese.

Fonti palestinesi hanno riferito che le demolizioni di oggi sono direttamente collegati alle recenti attività dell’organizzazione di coloni Regavim (qui maggiori dettagli). In questo caso hanno spinto l’Amministrazione Civile Israeliana a prendere misure contro la comunità palestinese di Umm al Kheir. Il 27 luglio i membri di Regavim infatti sono entrati nel villaggio di Umm Al Kheir al fine di verificare la presenza di abitazioni costruite con i fondi dell’Unione Europea per le persone sfollate nelle demolizioni dell’aprile scorso. Il giorno dopo, i funzionari dell’amministrazione civile israeliana, con le immagini prese da Regavim, sono tornati al villaggio palestinese per individuare gli edifici finanziati dall’UE.

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UPDATE: The Israeli Army closed the main entrances to the Massafer Yatta area

agosto 6, 2016 at 10:21 am

(Italian follows)

On August 5, the Israeli army closed by roadblocks the roads that lead the Massafer Yatta area, isolating 12 Palestinian villages from basic services.

The area has been closed for 20 hours, as arbitrary act made by the Israeli forces, preventing the Palestinian the access to basic needs.

UPDATE: L’esercito israeliano chiude le principali vie d’accesso per il Massafer Yatta

Il 5 di agosto, l’ esercito israeliano ha chiuso con dei roadblock le strade di accesso alla Massafer Yatta area, isolando dai servizi primari 12 villaggi palestinesi.

A causa di questa azione arbitraria delle forze israeliane, l’area è rimasta chiusa per 20 ore, impedendo ai palestinesi l’accesso ai bisogni fondamentali.

VIDEO UPDATE: Popular reaction to Israeli Army abuses in At-Tuwani

luglio 27, 2016 at 6:07 am

UPDATE: The Israeli Army prevents Palestinians freedom of movement closing the road and blocking people for hours

luglio 25, 2016 at 3:09 pm

Blockroad on the road to Al Birkeh

(Italian follows)

Two days ago, on the 23rd of July, the Israeli army closed again the road to the Palestinian city of Yatta. Because of the closure, the cars are forced to pass through the fields in order to reach the city. Since the beginning of June 2016 the Israeli army has closed the road eight times as a collective punishment against Palestinian civil population after the attacks against Israeli citizens.

On the night of July the 24th the Israeli army stopped a car of a Palestinian man driving along the road from Yatta to his home, in the Palestinian village of At -Tuwani. Unexpectedly and without a valid reason the army confiscated the personal ID and the keys of the car to the driver, telling him to wait for their return. The man, together with the OD volunteers, waited for one hour in order to have back his keys and come back home.

The same violation took place this morning, on the 25th of July, when the Israeli army stopped two cars. 4 men and 2 children of 4 and 5 years old were forced to wait  for 3 hours under the sun for the soldiers to give them back their keys and documents.

One of the two cars was obliged to stand in the only passage to go through consequently blocking the access to the other vehicles.

In the last month  the continuous closures of the roads and the harassments from the Israeli soldiers is a clear violation of the right to freedom of movement (Art.13 of Universal Declaration of Human Rights) of the Palestinians living in the South Hebron Hills.

Palestinians waiting for Israeli soldiers with their keys and ID

UPDATE: L’esercito israeliano nega la libertà di movimento ai palestinesi, chiudendo la strada e bloccando le persone per ore

Due giorni fa, il 23 luglio l’esercito israeliano ha chiuso di nuovo l’accesso alla città palestinese di Yatta. A causa della chiusura, le macchine sono obbligate a passare attraverso i campi per riuscire a raggiungere la città. Dall’inizio di giugno l’esercito israeliano ha chiuso questo tratto di strada per otto volte, come punizione collettiva contro la popolazione civile palestinese dopo gli attacchi che hanno colpito cittadini israeliani.

Palestinians waiting for the Israeli soldiers with their keys and ID

La notte del 24 luglio l’esercito israeliano ha bloccato una macchina di un palestinese che stava rientrando dalla città di Yatta a casa sua, nel villaggio di At-Tuwani. Senza una valida ragione l’esercito ha confiscato la carta d’identità e le chiavi della macchina all’autista, dicendogli di aspettare sul luogo. Il palestinese e i volontari di Operazione Colomba hanno aspettato un’ora per riavere indietro le chiavi e il documento.

Lo stesso incidente si è ripetuto questa mattina, 25 luglio, quando l’esercito israeliano ha fermato due macchine. Quattro uomini e due bambini (di 4 e 5 anni) sono stati obbligati a aspettare per 3 ore sotto il sole prima che i soldati tornassero a restituire

le chiavi e i documenti. Una delle due macchine è stata fermata nell’unico passaggio percorribile, bloccando l’accesso a ulteriori veicoli.

Israeli soldier give back the keys to the Palestinian drivers

Nell’ultimo mese le continue chiusure delle strade e violazioni da parte dei soldati israeliani costituiscono una chiara violazione al diritto alla libertà di movimento (Art.13 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani) dei palestinesi che vivono nelle colline a sud di Hebron.


UPDATE: Israeli settler uproots ten Palestinian olive trees near Avigayil illegal outpost

luglio 21, 2016 at 9:46 pm
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A Palestinian showing one of the uprooted olive trees

(italian follows)

In the morning of July the 20th, the Operation Dove volunteers went near Avigayil Israeli illegal outpost where, according to the eyewitnesses, one Israeli settler uprooted ten olive trees while the Palestinian owners were working their own land beside the outpost.

The DCO officers and the Israeli soldiers monitored the area throughout the morning in order to prevent further attacks against Palestinian workers and their properties. The Israeli police arrived on the spot only two hours after the attack.

Palestinian lands surrounding Israeli settlements and outposts are generally object of expansion of the settlements and therefore denied to their rightful Palestinian owners. Even when the Israeli forces recognize this right to access the land to Palestinians, this right is not effective because of settlers’ violence.

DCO officer and Israeli soldiers speaking with a settler of Avigayil illegal outpost

UPDATE: Colono israeliano sradica dieci ulivi palestinesi vicino all’avamposto illegale di Avigayil

La mattina del 20 luglio i volontari di Operazione Colomba si sono recati nei pressi dell’avamposto israeliano illegale di Avigayil dove, secondo i testimoni presenti sul posto, un colono israeliano aveva sradicato dieci ulivi mentre i proprietari palestinesi stavano lavorando la loro terra di fianco all’avamposto.

Durante la mattinata gli ufficiali della DCO e i soldati israeliani hanno monitorato l’area per impedire altre violenze da parte dei coloni contro i lavoratori palestinesi e le loro proprietà. La polizia israeliana è arrivata sul luogo solo due ore dopo l’incidente.

Le terre palestinesi che circondano le colonie e gli avamposti israeliani sono obiettivo dell’espansione degli insediamenti e di conseguenza sono negate ai legittimi proprietari palestinesi. Anche quando le forze israeliane riconoscono questo diritto ai palestinesi, questi non possono avere libero accesso alle proprie terre a causa della violenza dei coloni.

The Palestinian owner of the uprooted trees speaking with Israeli Police, DCO and Army officers

The Palestinian owner of the uprooted trees speaking with the Israeli police, DCO and army.

VIDEO UPDATE: Closure of Yatta prevents Palestinians access medical treatment

luglio 3, 2016 at 7:39 pm