C/S: Negligenza dei soldati israeliani espone bambini palestinesi a rischio sul tragitto verso la scuola, colline a Sud di Hebron

dicembre 28, 2012 at 8:57 pm
At-Tuwani – 26 dicembre, 2012

Oggi la scorta militare israeliana ha lasciato incustoditi tredici bambini palestinesi di Tuba e di Magayir Al-Abeed lungo la strada per la scuola vicino all’avamposto israeliano di Havat Ma’on. Questo tratto è pericoloso poiché i bambini sono stati più volte attaccati dai coloni dell’avamposto. La scorta ha avuto oltre un’ora di ritardo all’andata ed al ritorno non si è presentata, senza dare spiegazioni. Dopo due ore di attesa, tra l’avamposto e il villaggio palestinese di At-Tuwani, alcuni internazionali hanno accompagnato a casa i bambini attraverso una strada più lunga (circa un ora invece di venti minuti) nella quale si verificano comunque aggressioni da parte dei coloni.

La scorta militare è stata istituita nel 2004 dal “Comitato per i Diritti dell’Infanzia” della Knesset, per proteggere i bambini a seguito dei diversi attacchi dei coloni di Havat Ma’on susseguitisi dal 2001 sul tragitto che porta a scuola.

VIDEO: Mosque demolished in Al Mufaqarah, 4th December 2012

dicembre 27, 2012 at 4:55 pm

C/S: Tre palestinesi arrestati mentre lavorano la propria terra nei pressi della colonia israeliana di Suseya, South Hebron Hills

dicembre 22, 2012 at 8:35 pm

22 dicembre 2012

At-Tuwani – Questa mattina alle ore 10:30 tre palestinesi, Eisa Shamisty, Azmi Shamisty e Mahmoud Shamisty, sono stati arrestati mentre lavoravano un terreno di proprietà palestinese nei pressi dell’avamposto israeliano di Havat Ya’er vicino alla colonia di Suseya. Erano con loro circa quaranta palestinesi, uomini, donne e bambini insieme a attivisti israeliani e internazionali.

Dopo una decina di minuti di lavoro, sono sopraggiunti una ventina di coloni che, con insulti e aggressioni, hanno provato a cacciare i lavoratori. Sul posto, chiamati dagli stessi coloni, sono arrivate sei camionette dell’esercito e la border police. L’esercito ha dichiarato la zona “area militare chiusa” e ha allontanato palestinesi, internazionali e attivisti israeliani. Ai coloni non è stato vietato di restare. Insieme ai tre palestinesi sono stati arrestati anche due attivisti israeliani.

L’espulsione di Leonardo

dicembre 17, 2012 at 5:03 pm

La notizia dell’espulsione di Leonardo dall’areoporto di Tel Aviv giunge imprevista come una freccia e mi colpisce. Su quella freccia è imbevuto del veleno che mi entra nel sangue e mi inquina corpo e mente. Si tratta di una miscela pericolosa, un mix letale di ingiustizia e impotenza.
Ingiustizia.
L’espulsione di Leonardo è una delle tante accezioni della parola ingiustizia.
Purtroppo molte sono le ingiustizie di questo mondo e la Colomba è uno dei migliori strumenti per combatterle.
Ingiusto è trattenere un essere umano in un centro detentivo senza che questa persona abbia compiuto alcun reato, sia esso nigeriano in Italia, sia esso sudanese in Grecia, sia esso italiano in Israele.
Ingiusto è interrogarlo fino allo sfinimento, espellerlo e spedirlo come un pacco di Natale verso una destinazione ignota. É ingiusto e non fa altro che alimentare l’ingiustizia in un circolo vizioso; utile solo a ampliare le tabelle sulla sicurezza e le statistiche sui “terroristi” e su “coloro che minano la sicurezza del nostro Stato”.
Ingiusto è questo Stato.
Autore di gravissime violazioni dei diritti umani, è lo stesso Stato che alza muri, separa, demolisce, bombarda. E, forse ancora più grave, nasconde.
Nasconde la verità su quello che accade, non desidera occhi occidentali, videocamere, Leonardi che girano. Ecco, il motivo per cui Leonardo non è a Tuwani oggi.
Da quando era stato ad At-Tuwani la prima volta, qualche anno fa con una delegazione di Don Nandino, aveva deciso di rompere il silenzio e raccontare e testimoniare la verità su quei luoghi.

Comete nere nel cielo sopra Tuwani

dicembre 10, 2012 at 6:34 am

E’ scesa la notte su Tuwani. Esco fuori e mi lascio la pesante porta della casa alle spalle. Dentro, la luce; fuori, io e il buio. Il cielo è colorato da stelle luminose, minuscoli puntini che si rincorrono nella galassia, una delle poche certezze di questo mondo assurdo. Alzo lo sguardo, e mi perdo nell’infinito. Le osservo con minuzia, ad una ad una. Le immagino e le distruggo, le costruisco e le cancello, come un Piccolo Principe in giro per l’universo. Le stelle sono innocenti, brillanti e pure. Quanto contrasto con quello che succede qui sulla Terra.

Mi inoltro nell’oscurità sconfinata, e attraverso con lo sguardo ogni singolo puntino luminoso di questa notte stellata mozzafiato. Chiudo gli occhi, non ho bisogno di vedere, le immagini scorrono veloci nella mia mente. I morti di Gaza, i pianti dei sopravvissuti, i volti segnati dalla vita. Come in una proiezione cinematografica. Ma non sono al cinema, non sono seduta su nessuna poltrona. L’unico schermo che ho davanti, qui, è la vita.

A POCHI PASSI SULLA SINISTRA

dicembre 8, 2012 at 10:33 am

Arriviamo sul crinale dell’ultima collina: Nail è laggiù con le sue pecore che continuano tranquille a brucare l’erba. Ci viene incontro con quel suo sguardo fermo che manterrà per tutto il tempo nonostante quel che è appena capitato, nonostante quel che sta per capitare.

I soldati si sono da poco allontanati, ma sono ancora lì…a pochi passi sulla sinistra.

A pochi passi sulla sinistra sorge l’avamposto di Avigayil. Un avamposto è un insediamento di coloni non autorizzato, dunque illegale persino per lo stato d’Israele. Nail ha ancora la videocamera in mano. Ci mostra il filmato che ha appena fatto: i soldati gli urlano addosso “devi andartene da qui tu e le tue pecore” lui da dietro la camera risponde: “questa è la mia terra, sono in regola…”

C/S: L’esercito israeliano demolisce la moschea di al Mufaqarah, nelle colline a sud di Hebron

dicembre 4, 2012 at 3:36 pm

4 Dicembre, 2012

At-Tuwani

Martedì 4 dicembre alle ore 6.30 del mattino due bulldozer seguiti da un veicolo della Border Police, 4 automobili del District Coordination Office (DCO) e 5 camionette dell’esercito sono giunti nel villaggio palestinese di al Mufaqarah e hanno demolito la moschea.

La moschea era stata demolita dall’esercito israeliano un anno fa, il 24 novembre 2011. Lo scorso ottobre gli abitanti del villaggio avevano appena finito di ricostruirla.

Il villaggio di al Mufaqarah si trova in area C, sotto controllo amministrativo e militare israeliano. All’interno di quest’area ogni costruzione deve essere approvata dall’amministrazione israeliana. Secondo un rapporto dell’ONU, costruire è vietato su circa il 70% della Cisgiordania, con il 30% rimanente in cui vengono applicate tutta una serie di restrizioni che eliminano di fatto la possibilità di ottenere un permesso.

Mentre nei villaggi palestinesi dell’aerea C continua la politica di demolizioni, nel vicino avamposto di Avigayil, illegale secondo la stessa legge israeliana, i coloni costruiscono nuovi edifici. Queste costruzioni abusive vengono tollerate dall’esercito e dalla polizia nonostante le ripetute segnalazioni degli internazionali e attivisti israeliani.

Operazione Colomba mantiene una presenza costante nel villaggio di At-Tuwani e nell’area delle colline a sud di Hebron dal 2004.

 

Foto dell’incidente: http://snipurl.com/25rxbnq

Video dell’incidente girato da un palestinese: http://youtu.be/coRulIDuXvk

Il video di Operazione Colomba sarà disponibile a breve.

[Note: secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.]

QUANTO DISTA GAZA DAL NOSTRO DOLORE

dicembre 2, 2012 at 3:06 pm

Chiudo gli occhi e sento il rumore.

Rumore di morte.

E allora realizzo che la guerra non è poi così lontana. E inizio a contorcermi nel letto, stremata dai dolori allo stomaco. Il mio Zenith piange, come non riesco a fare io. Il dolore mi avvicina alla guerra e vomito il mio disgusto per il mondo. Gli aerei volano sulla mia testa, mentre provo a chiudere gli occhi sul mondo. Un mondo che non chiude gli occhi su niente. Neanche di notte. Una notte che non ferma la guerra. E mi chiedo come sia possibile. Come sia possibile dormire, ridere, mangiare mentre qualcuno muore sotto le bombe della nostra irresponsabilità.

E allora tutto si ferma mentre il massacro prosegue.

Qui tutti aspettano notizie, azzardano previsioni, organizzano veglie, pregano. E di nuovo sono un unico popolo. Hamas li ha uniti, sotto la sua egida, contro un mostruoso Golia.

Quanto dista Gaza da qui?