NENA News / Israele: chi finanzia l’occupazione?

ottobre 31, 2010 at 12:18 pm

Pubblichiamo questo articolo del 30 Ottobre apparso su Nena News (www.nena-news.com), riguardante il controverso sistema di finanziamento dell’occupazione.

La nuova ricerca di Whoprofit.org: il coinvolgimento diretto delle banche israeliane nelle attività di colonizzazione della Cisgiordania e del Golan.
di Barbara Antonelli

Gerusalemme, 30 ottobre 2010, Nena News – Sono le banche israeliane a fornire il supporto finanziario a tutte le attività che perpetuano l’occupazione illegale dei territori palestinesi e del Golan. Senza tale supporto, l’espansione delle colonie non sarebbe possibile. Se è vero infatti che la colonizzazione israeliana ha dietro di sé motivazioni di ordine politico ed ideologico, è anche vero che tale sistema comporta implicazioni economiche estremamente importanti, in base a cui le banche e gli istituti finanziari israeliani risultano essere i primi attori a trarne benefici economici.

La distanza delle parole

ottobre 21, 2010 at 4:02 pm

Diceva che erano gli altri a volerla etichettare come filo israeliana, ma lei non si riconosceva affatto in quella veste.

Diceva che entrambe le parti avevano le loro ragioni, ma che nel profondo noi non possiamo capirle.

Diceva che lei non aveva gli strumenti per giudicare i torti e le ragioni degli uni e degli altri.

Un pesce fuor d’acqua. Roberto Saviano su Israele

ottobre 21, 2010 at 9:46 am

Quello che segue è il contributo di Roberto Saviano alla maratora oratoria “Per la verità, per Israele”.

At-Tuwani Sketches

ottobre 14, 2010 at 10:39 am

Un nuovo video sulla resistenza nonviolenta di At-Tuwani e delle colline a sud di Hebron.
Prodotto da SMK Videofactory e disponibile su Youtube.

Una maratona per Israele?

ottobre 7, 2010 at 7:23 am

Pubblichiamo il comunicato del team “Tutti a raccolta” di Pax Christi, unendoci allo sdegno che ci provoca il dover assistere a manifestazioni come la “Maratona oratoria per Israele”, prevista per il 7 ottobre a Roma, di cui riportiamo parte dell’appello degli organizzatori:

La delegittimazione di Israele avviene a tutte le latitudini e senza freno: Israele, il Paese più apertamente minacciato del mondo, può essere sicuro di venire condannato dalle istituzioni e dalla stampa internazionale qualsiasi cosa faccia, sia che cerchi di difendersi da attacchi terroristici, che si impegni a cercare di fermare il rifornimento di armi per Gaza, sia che semplicemente svolga le normali attività di qualsiasi Paese democratico.

Le sue acquisizioni scientifiche, sportive, culturali, sociali, economiche, vengono sistematicamente boicottate e vilipese anche con la violenza. Il doppio standard è lo standard consueto per Israele: l’ONU, dedicandogli l’80% delle sue risoluzioni, lo condanna ad ogni passo, mentre i Paesi che violano i diritti umani, che compiono stermini e pulizie etniche, non vengono mai sanzionati.

Se salisse sul palco Daoud…
Per la verità, per Israele: verità su Israele

Team di ‘Tutti a raccolta’, Pax Christi Italia, Campagna Ponti e non muri

Betlemme, 6 ottobre 2010

Il palco da dove Papa Benedetto tuonò pochi mesi fa contro il muro dell’apartheid che fa di Betlemme una prigione, si trova proprio a due passi dalle gabbie in cui stanotte all’alba siamo stati attoniti spettatori della quotidiana umiliazione di migliaia di palestinesi che ammassati dietro le sbarre tentano di passare il check-point per andare a lavorare a Gerusalemme.

Dalla stampa apprendiamo con stupore e indignazione che molte personalità internazionali, parlamentari e artisti saliranno domani su un palco a Roma dando la loro adesione e la loro voce alla manifestazione internazionale “Per la verità, per Israele”. Se ci sta veramente a cuore Israele, se vogliamo essere veri amici di Israele come del popolo palestinese, non possiamo fingere di non vedere il sistema di apartheid che da decenni umilia e distrugge i palestinesi e di conseguenza dobbiamo aiutare Israele a riconoscere le sue responsabilità.

Fa davvero un effetto strano immaginare questa maratona di parole mentre, viaggiando da una parte all’altra della Palestina, siamo testimoni della concreta oppressione che quotidianamente milioni di uomini e donne sono costretti a sopportare e che ha un solo nome da amplificare e non nascondere: l’occupazione militare israeliana.

Non riusciamo ad immaginare come tanti discorsi che verranno pronunciati nel nome della pace e della giustizia, non cadano ancora una volta nell’ipocrisia di chi finge di non sapere che l’ostacolo più grande alla pace sono proprio quelle centinaia di cantieri edili che continuano a rubare illegalmente la terra ai villaggi palestinesi. Ci chiediamo anche a quale sicurezza, libertà e verità stiano pensando coloro che si alterneranno nella maratona pro-Israele passandosi la fiaccola della sua difesa.

Tutti noi chiediamo la sicurezza per Israele come per i suoi vicini palestinesi, ed è esattamente “per la verità, per Israele” che va riconosciuta e affermata la realtà dei fatti, come unica via per una pace giusta. Quei drammatici “fatti” che in questi giorni ritroviamo nella totale umiliazione subita dai palestinesi e nella costante violazione dei diritti umani e delle leggi internazionali da parte dello stato d’Israele.

Acmos: “Il futuro occupato”, tributo alla resistenza di At-Tuwani

ottobre 2, 2010 at 9:07 am