UPDATE: Palestinian child arrested during an Israeli settlers march, in the South Hebron Hills

settembre 30, 2015 at 10:16 am

On September 29 about 200 Israeli settlers walked from the enter of At-Tuwani Palestinian village to the swimming pool in Al-Birkeh palestinian village. Israelis claim the pool as an archeological site.The settlers came from the nearby settlements and illegal outposts of South Hebron Hills area.

The settlers procession went on for about four hours. During the all time the settlers were escorted by a convoy of Israeli army, Border police, and Police, that closed the road to Palestinians.

When the settlers reached the Palestinian swimming pool, thanks to the presence of the Israeli forces, they could swim without any problem.

During the event, one Palestinian child was arrested. In absence of any fault, the ten years old kid has later been released.

Israeli settlers walking from the enter of At-Tuwani Palestinian village to the swimming pool in Al-Birkeh

Israeli settlers walking from the enter of At-Tuwani Palestinian village to the swimming pool in Al-Birkeh

 

Settlers swimming escorted by Israeli forces

Settlers swimming escorted by Israeli forces

Bambino palestinese arrestato durante una marcia di coloni israeliani in un villaggio palestinese

Il 29 settembre circa duecento coloni hanno marciato dall’entrata del villaggio palestinese di At-Tuwani fino alla piscina presente nel vicino villaggio palestinese di Al-Birkeh. Gli israeliani sostengono che la piscina sia un sito archeologico.

I coloni che hanno preso parte all’iniziativa provenivano dalle vicine colonie e avamposti illegali, presenti nelle colline al sud di Hebron.

La manifestazione è durata circa 4 ore,e per tutto il tempo, i coloni sono stati scortati da un convoglio di forze israeliane, composto da esercito,polizia di frontiera e polizia.

A causa di ciò il regolare transito dei palestinesi sulla strada è stato ostacolato.Quando i coloni hanno raggiunto la piscina palestinese,grazie alla presenza delle autorità israeliane,essi hanno potuto divertirsi senza alcun problema.

Durante l’evento un bambino palestinese di 10 anni è stato arrestato,e successivamente data la sua innocenza, è stato rilasciato senza ulteriori complicazioni.

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Palestinian child arrested during the event

Palestinian child arrested during the event

UPDATE: Israeli Army confiscate one sheep and raid in Tuba village on the Eid’s day

settembre 26, 2015 at 8:09 am

On September 24th, in the morning of Eid, one of the most important celebration for Palestinians, in one hill near  Tuba, a small Palestinian village, three soldiers harassed two Palestinians sheperds, that were grazing their flocks, and confiscated one sheep. For identify the owner of the sheep they went inside the village of Tuba and raided three house, meanwhile the inhabitants  were preparing the celabration.
Two young men from the village, together with Internationals, decided to go talking with the soldiers in order to get the sheep back. The soldiers threatened to arrest the Palestinians if  they will see them in the same area again, asserting that is not Palestinian land. Finally the Palestinians succeeded to bring the sheep back home, a precious value for the economy of the village, mostfull sheperds and farmers.

Soldiers confiscating one sheep

Soldiers confiscating one sheep

Esercito israeliano sequestra una pecora e irrompe nel villaggio palestinese di Tuba durante i festeggiamenti dell’ Eid

Il 24 Settembre, nella mattinata dell’Eid, una della feste più importanti per i palestinesi, in una collina vicino a piccolo villaggio di Tuba, tre soldati hanno intimidito e inseguito due pastori palestinesi, che stavano pascolando i loro greggi,e catturato una delle loro pecore. Per identificare il proprietario dell’animale sono entrati nel villaggio di Tuba facendo irruzione in quasi tutte le case, mentre gli abitanti stavano preparando i festeggiamenti.
Due ragazzi del villaggio,accompagnati dagli internazionali, hanno accetto di andare ad incontrare i soldati per recuperare la pecora. Durante la discussione i soldati hanno affermato, minacciandoli, che li avrebbero arrestati se li avessero sorpresi nuovamente a pascolare in quell’area, sottolineando più volte il fatto che quella non è terra palestinese. Infine i palestinesi sono riusciti ad ottenere indietro la pecora, un bene prezioso per gli abitanti dell’area, che sono soprattutto pastori e contadini.

A Palestinian man talking wth the soldier

A Palestinian man talking with an Israeli soldier

Israeli soldiers in the Palestinian village of Tuba

Israeli soldiers in the Palestinian village of Tuba

UPDATE: Israeli military escort late again for the school patrol

settembre 23, 2015 at 4:28 pm

In the morning of September 21, due to an anticipated school closing time, the schoolchildren from Tuba and Maghayir al Abeed arrived at the designated escort meeting place with an advance of 3 hours, at 10.30. The Israeli soldiers who should escort the palestinian children through the shorter route that connect the villages of At-Tuwani and Tuba didn’t appear, although informed.
The children had to wait for the escort one hour and exposed themselves in a dangerous place between Ma’on Israeli settlement and Havat Ma’on illegal outpost, risking to be attacked by violent national-religious Israeli settlers that lives here.
Since the beginning of the school year the escort was late several times, forcing the children to wait on the street and putting themselves at risk.

Palestinian children waiting for the Israeli military escort

Palestinian children waiting for the Israeli military escort

Scorta militare israeliana nuovamente in ritardo per lo school patrol

Nella mattinata del 21 Settembre, in seguito alla riduzione dell’orario scolastico, gli alunni provenienti dai villaggi di Tuba e Maghaiyr al Abeed sono arrivati sul posto prestabilito per essere accompagnati a casa dalla scorta militare israeliana con tre ore di anticipo. I soldati che devono scortare i bambini palestinesi per la strada più breve che collega il villaggio di At Tuwani a quello di Tuba, non si sono presentati, nonostante fossero stati informati.
I bambini hanno dovuto aspettare la scorta per un’ora e restare in un posto molto pericoloso tra la colonia israeliana di Ma’on e l’avamposto illegale di Havat Ma’on, correndo il rischio di essere attaccati dai coloni nazionalisti-religiosi che vivono lì.
Fin dall’inizio dell’anno scolastico la scorta ha accumulato ritardo in diverse occasioni, obbligando i bambini ad aspettare lungo la strada mettendo a rischio la loro incolumità.

After one hour the children can go home

After one hour the children can go home

UPDATE: Two settlers harassments in one week

settembre 23, 2015 at 4:15 pm

On the third week of Semptember settlers from Ma’on and the illegal outpost of Havat Ma’on injuried and harassed Palestinians.
In the afternoon of Semptember 16, in the Palestinian village of At-Tuwani, an Israeli settler from the near settlement of Ma’on harassed a twelve years old palestinian sheperd while he was grazing his flock in a palestinian owned land not far from the settlement.
The settler was walking by the street behind the fence dividing Ma’on from the Palestinian owned land. Noticing the palestinian sheperd, the settler started injuring him in hebrew. In addition he showed up a  palestinian flag, using it in an offensive way and throwed it on the ground several times before leaving the place.
Three days later, on the September 19 afternoon, eleven settlers, all minors from the illegal outpost of Havat Ma’on harassed a Palestinian man who was returning home in Maghaiyr Al Abeed, a small village near At-Tuwani. The settlers blocked the road standing in the middle of it. For this reason, the Palestinian had to take a long road to return home and avoid the risk of being attacked.  Once the interational volounteers reached the place the settlers slowly returned to Havat Ma’on.

Settlers blocking the road

Settlers blocking the road

Due aggressioni da parte di coloni in una settimana

Nel corso della terza settimana di Settembre i coloni di Ma’on e dell’avamposto illegale di Havat Ma’on hanno offeso e intimidito alcuni palestinesi.
Nel pomeriggio del 16 settembre, nel villaggio di At-Tuwani, un colono israeliano proveniente dalla vicina colonia di Ma’on ha intimidito un pastore palestinese di dodici anni, che stava pascolando il proprio gregge in un’area di proprietà palestinese adiacente alla colonia.
Il colono stava passeggiando su una strada interna alla colonia, separata dalle proprietà palestinesi da una rete, quando, dopo essersi accorto della presenza del pastore comincia ad insultarlo in ebraico. Inoltre, il colono, espone una piccola bandiera palestinese e usandola in maniera offensiva la calpesta ripetutamente prima di andarsene.
Tre giorni più tardi, nel pomeriggio del 19 Settembre, undici coloni, tutti minori provenienti dall’avamposto illegale di Havat Ma’on hanno bloccato la strada ad un Palestinese che stava tornando verso la propria abitazione  nel piccolo villaggio di Maghaiyr Al Abeed, vicino al villaggio di At-Tuwani. Per questa ragione il Palestinese ha dovuto percorrere una strada più lunga per tornare a casa ed evitare il rischio di essere attaccato. In seguito all’arrivo di volontari internazionali i coloni sono lentamente rientrati nell’avamposto illegale di Havat Ma’on.

Young settlers from the illegal outpost of Havat Ma'on

Young settlers from the illegal outpost of Havat Ma’on

a Palestinian had to take a long road to return home

A Palestinian taking a long road to return home

UPDATE: Together at school to stop violence

settembre 16, 2015 at 1:52 pm

In the mornings of September 13th and 15th 2015, in the school of At-Tuwani the South Hebron Hills Popular Committee organized some activities that involved students of every class and most of their moms. The initiative was called: “At-Tuwani school volunteers for the end of violence”.
Boys and girls took part in three kinds of workshops. The first, called “My school is my home”, consisted in transforming the ordinary chemistry and physics laboratory into a kitchen. Moms and children prepared some traditional sweets as balouza or the typical Palestinian bread, the sajj, with olive oil and zaatar. One of the most committed women of the village jokes with a bread in her hands and says in front of the camera: “Here’s the Palestinian heritage and civilization! ”
In the second activity, “My mother read me a story. My mother is my friend “, a mother read a story to the younger children, before letting them draw freely.
Finally, the last day, boys and girls of At-Tuwani learned how to use a video camera.

Preparing sajj with olive oil and zaatar

Preparing sajj with olive oil and zaatar

A scuola per fermare la violenza

Nelle mattinate del 13 e del 15 settembre 2015, nella scuola di At-Tuwani si sono svolte delle
attività organizzate dal Comitato Popolare delle Colline a sud di Hebron che hanno coinvolto le alunne e gli alunni di tutte le classi e molte dello loro mamme. Il titolo dell’iniziativa era: “La scuola di At-Tuwani s’impegna per la fine della violenza”.
I ragazzi e le ragazze hanno partecipato a tre tipi di attività. La prima, intitolata “La mia scuola è la mia casa”, consisteva nel trasformare l’abituale laboratorio di chimica e fisica in una cucina, dove mamme e bambine si sono affaccendate per preparare dolci tradizionali come la balouza o il tipico pane palestinese, il sajj, arricchito con olio e zaatar. Una delle donne più impegnate del villaggio scherza con un pane fra le mani, davanti alla telecamera : “Ecco a voi il patrimonio e la civiltà palestinese !”
Nella seconda attività, “Mia madre mi legge una storia. Mia madre è mia amica”, una mamma ha letto una storia ai più piccoli, prima di lasciarli disegnare in libertà.
Infine, l’ultimo giorno, i ragazzi e le ragazze di At-Tuwani hanno imparato come usare
una video camera.

Moms and children prepare balouza

Moms and children prepare balouza

 

Learning together how to use a video camera

Learning together how to use a video camera

UPDATE: Stop work order delivered for school in South Hebron Hills

settembre 3, 2015 at 8:22 am

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On September 2, in the morning, Israeli District Coordination Office (DCO) and soldiers broke into the school of Shaab al-Butum, a Palestinian village situated in the South Hebron Hills.
DCO and soldiers irrupted into the backyard of the school and delivered stop work order for all the structure, including the fences. Therefore, they intimidated the children and interrupted the lessons.
The school is a brand-new structure that was inaugurated just last week. It encompasses the first six classes and receives thirty-two children coming from Shaab al-Butum and the surrounding villages. Without this school, the children would have to go to the further village of At-Tuwani or to the cities of Al-Birkeh and Yatta to attend classes.

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UPDATE: Ordine di fermo dei lavori consegnato ad una scuola nelle colline a sud di Hebron

Nella mattina del 2 settembre, ufficiali della Amministrazione civile israeliana (DCO) e soldati dell’esercito israeliano hanno fatto irruzione nella scuola di Shaab al-Butum, un villaggio palestinese situato nell’area delle colline a Sud di Hebron.
DCO e soldati sono entrati nel cortile della scuola e hanno consegnato ordini di fermo dei lavori per l’intera struttura, comprese le recinzioni esterne. Così facendo, hanno spaventato i bambini ed interrotto le lezioni.
La scuola è una struttura di recentissima costruzione, inaugurata soltanto la settimana scorsa. Comprende le classi dalla prima alla sesta ed accoglie trentadue bambini provenienti da Shaab al-Butum e dai villaggi limitrofi. Senza questa scuola, i bambini sarebbero costretti ad arrivare fino al villaggio di At-Tuwani o nelle città di Al-Birkeh e Yatta, molto più distanti, per frequentare le lezioni.

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