UPDATE: Palestinians families demand the return of the bodies held by Israel

dicembre 19, 2015 at 4:19 pm

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On December 17 Operation Dove volunteers participated to the march called by 21 families of the Palestinians recently killed by the Israeli forces .

Families of those killed, and a number of Palestinian officials, gathered to protest against Israel’s policy of withholding the bodies of Palestinians who carried out attacks on Israelis, or who were suspected of doing so.

Participants condemned the use of collective punishment as severe restrictions on movement, mass arrest campaigns and martyrs’ home demolitions.

Are called “martyrs” all the Palestinians died or killed by the Israeli forces in the Palestine liberation struggle.

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UPDATE: Manifestazione per chiedere la restituzione dei corpi trattenuti da Israele

Il 17 dicembre i volontari di Operazione Colomba hanno partecipato alla marcia organizzata da 21 famiglie di palestinesi uccisi negli ultimi mesi dalle forze israeliane.

I familiari dei caduti, e diverse autorità palestinesi, si sono riuniti per protestare contro la politica israeliana del trattenere i corpi dei palestinesi che hanno compiuto attacchi contro israeliani, o sono sospettati di averlo fatto.

I partecipanti hanno condannato l’uso di punizioni collettive come le rigide limitazioni di movimento, campagne di arresti di massa e demolizioni delle case dei martiri. Vengono chiamati “martiri” tutti i palestinesi morti o uccisi dalle forze israeliane nella lotta di liberazione della Palestina.

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UPDATE: Misconduct of Israeli Army escort endangers two girls attending school in At Tuwani village

dicembre 18, 2015 at 1:12 pm

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On December 17, the Israeli soldiers who every day escort the children of Tuba and Maghayir Al Abeed Palestinian villages from home to the school in At Tuwani village, refused to escort two girls and exposed them to the risk of attacks from the settlers of the Ma’on settlement and the Havat Ma’on illegal outpost.

For no reason the escort refused to accompany more than eleven kids. They told the eldest girls (18 and 19 years old) that they would not be responsible for them and that they should walk by their own, behind the Army jeep, far from the others. Since there was a very thick fog, the two girls could not see the jeep and the other children, and where very scared. At about half way the Army jeep stopped to tell the girls that they were too close and they had to walk farther, while a soldier started walking with them. On their way an Israeli settler approached them and whistled in order to call other settlers. The two girls, although very scared, could eventually reach the end of the route.

The two girls, as well as the other schoolchildren, every day have to wait for the escort in order to walk through the dangerous route that passes between the Israeli settlement and the outpost, and every misconduct of the soldiers (such as delays and negligence) put them at serious risk. Since the beginning of this school year, the soldiers for five times did not complete the path with the schoolchildren leaving them in the middle of the path. Once, they remained far from the children who were harassed by a settler in a car and in one occasion they threatened to arrest a kid for playing with a tire near the jeep. For four times the escort arrived late for a hour or more, and in two of these circumstances the children eventually decided to walk through the long way escorted by the International volunteers.

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UPDATE: La scorta militare con il suo comportamento mette in pericolo due alunne della scuola di At Tuwani

Il 17 dicembre i soldati che ogni giorno scortano i bambini dei villaggi di Tuba e Maghayir Al Abeed da casa alla scuola situata nel villaggio di At Tuwani, si sono rifiutati di accompagnare due ragazze, esponendole così al rischio di attacchi da parte dei coloni israeliani della colonia di Ma’on e dell’avamposto illegale di Havat Ma’on.

Senza nessun motivo i militari si sono rifiutati di accompagnare più di undici bambini e hanno detto alle ragazze più grandi (di 18 e 19 anni) che non sarebbero stati responsabili per loro e che avrebbero dovuto camminare da sole, dietro la jeep dei militari, lontano da tutti gli altri. A causa di una fitta nebbia, le due ragazze non potevano vedere la jeep e gli altri bambini ed erano molto spaventate. A circa metà del tragitto la jeep dei soldati si è fermata e questi hanno detto alle ragazze che erano troppo vicine e che avrebbero dovuto stare più lontane, mentre un soldato ha iniziato a camminare con loro. Lungo il percorso un colono israeliano si è avvicinato e ha iniziato a fischiare per richiamare altri coloni. Le due ragazze, seppur molto spaventate, sono riuscite a raggiungere la fine del tragitto.

Le due ragazze, insieme a tutti gli altri bambini, ogni giorno devono aspettare la scorta per poter percorrere in sicurezza la strada che passa tra la colonia e l’avamposto israeliani, e ogni ritardo e negligenza dei soldati li mettono in serio pericolo. Dall’inizio dell’anno scolastico la scorta non ha completato il percorso con i bambini per cinque volte, lasciandoli soli a metà strada. In un’occasione i soldati sono rimasti lontani dai bambini mentre un colono gli bloccava la strada con la macchina, e in un’altra hanno minacciato di arrestare un bambino che stava giocando con un copertone vicino alla jeep militare. La scorta è arrivata con un’ora o più di ritardo in quattro occasioni, e in due di queste circostanze i bambini alla fine hanno deciso di percorrere un tragitto più lungo, accompagnati dai volontari internazionali.

Per la Giornata Internazionale dei Diritti Umani è online il video completo SO FAR SO CLOSE 3

dicembre 10, 2015 at 8:32 am

Per la Giornata Internazionale dei Diritti Umani, 10 dicembre 2015, Operazione Colomba ha il piacere di pubblicare online la versione completa del video SO FAR SO CLOSE III: Operazione Colomba e la Resistenza Popolare Nonviolenta Palestinese nelle colline a sud di Hebron, in Palestina.

Palestinesi, israeliani, italiani, attraverso questo video raccontano, oltre gli stereotipi, come nasce e si porta avanti giorno dopo giorno una lotta nonviolenta condivisa e come si possono affermare i diritti senza l’uso delle armi. La telecamera riprende luoghi, situazioni, documenta uno spaccato del conflitto che dura da più di mezzo secolo… violenze e soprusi ma anche la speranza di una modalità diversa di rispondere: è il Sumud, l’esistere per resistere, che non è sacrificio di se ma il mettersi al servizio dei valori della libertà e dei diritti umani”.

Sostieni la presenza di Operazione Colomba #InsiemeATuwani, clicca qui: http://www.operazionecolomba.it/insiemeatuwani

The last effort… all #TogetherAtTuwani

dicembre 10, 2015 at 5:41 am

For sure we were aware that the Palestinian Popular Resistance is something very powerful and precious…
For sure we knew of having many friends, volunteers, supporters…
However we could not imagine, to reach 85% of the fundraising #TogetherAtTuwani campaign in such a short time with this speed, with this push, with all this energy!
It is the strength, it is the love, it is the responsibility that we take on every day living in At-Tuwani, running in the stones and in the dust of the South Hebron Hills, supporting those who, with their lives, chose to resist in a nonviolent way to injustice and abuse.
But it is not over yet !!!
The climb is short now, but we still need a little effort …
All #TogetherAtTuwani
http://www.operazionecolomba.it/togetherattuwani

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Ancora un piccolo sforzo… tutti #InsiemeATuwani

Certo, avevamo una grande consapevolezza: la resistenza popolare palestinese è qualcosa di veramente potente e prezioso.
Certo, sapevamo anche di avere tanti amici, volontari, sostenitori…
Ciò che non potevamo nemmeno immaginare, era di arrivare all’85% della raccolta fondi #InsiemeATuwani con questa velocità, con questa spinta, con tutta questa energia!
E’ forza, è amore, è responsabilità di cui ogni giorno ci facciamo carico vivendo ad At-Tuwani, correndo tra i sassi e la polvere delle colline a sud di Hebron, sostenendo chi, con la propria vita, ha scelto di resistere in maniera nonviolenta alle ingiustizie e ai soprusi.
Ma non è ancora finita!!!
La salita ormai è breve, ma c’è bisogno ancora di un piccolo sforzo…
tutti #InsiemeATuwani
www.operazionecolomba.it/insiemeatuwani

Per saperne di più ti invitiamo a guadare il video SO FAR SO CLOSE III, ora online nella versione completa (45 min.): https://www.youtube.com/watch?v=7aBh9zMtX6A&feature=youtu.be

UPDATE: Israeli army confiscate building material and a car in the Palestinian village of Tabban

dicembre 9, 2015 at 4:57 pm

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On December 9, Israeli forces entered the Palestinian village of Tabban in Massafer Yatta (so called Firing Zone 918) and confiscated some building materials. Other building materials and tools were confiscated in the same village three days before, on December 6. While they were leaving the area, Israeli army and DCO confiscated also a car with four Palestinians that were directed to Nablus, leaving them on foot.

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When Operation Dove volunteers tried to approach the Palestinians and ask for explanations, soldiers prevented them to get close and aggressively intimated them to leave the area. They also threatened to push them back forcefully.

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People from Massafer Yatta are suffering from the lack of basic services (such as water-supply, electricity connections, building permissions) and because of continuous training of the Israeli forces among the villages.

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UPDATE: L’esercito israeliano confisca materiale da costruzione e un’auto nel villaggio palestinese di Tabban

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Il 9 dicembre, l’esercito israeliano è entrato nel villaggio palestinese di Tabban nella Massafer Yatta (cosiddetta Firing Zone 918) e ha confiscato alcuni materiali da costruzione. Altro materiale e alcuni strumenti di lavoro erano stati confiscati nello stesso villaggio tre giorni prima, il 6 dicembre. Mentre stavano lasciando l’area, la DCO e i soldati israeliani hanno confiscato anche un’auto su cui viaggiavano quattro palestinesi diretti a Nablus, lasciandoli a piedi. Quando i volontari di Operazione Colomba hanno provato ad avvicinarsi ai palestinesi e a chiedere spiegazioni, i soldati glielo hanno impedito e con fare aggressivo gli hanno intimato di lasciare l’area, minacciandoli anche di usare la forza.

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Gli abitanti della Massafer Yatta risentono della mancanza dei servizi di base (fornitura idrica, corrente elettrica, permessi di costruzione) e di continue esercitazioni dell’esercito israeliano tra i villaggi.

UPDATE : Plowing the land near a military base

dicembre 8, 2015 at 9:41 am

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On december 8, Operation Dove volunteers are accompaining Palestinian farmer to plow his land located near an israeli military base in Susiya Even though the farmer should be allow to work his own land, in the past Isreli army has prevented him from enter his fields.

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UPDATE : Arare la propria terra vicino una base militare

I volontari di Operazione Colomba stanno accompagnando un contadino palestinese che ara la propia terra,situata vicino la base militare di Susiya. Nonostante abbia il diritto di lavorare la propria terra, in passato i soldati israeliani glielo hanno impedito numerose volte.

UPDATE: Settler fires a gunshot toward Palestinians in South Hebron Hills

dicembre 7, 2015 at 3:48 pm

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On December 7, a settler fired a gunshot towards two Palestinians in South Hebron Hills. The two Palestinians were walking from At Tuwani to Maghair Al Abeed village, were they live. The route they were walking passes close to the illegal outpost of Havat Maon.  On their way they met a settlers’ car. While the Palestinians were going away a gunshot was fired from the settlers’ car, which then left in the direction of the outpost.The two scared Palestinians ran away in order to reach home. No injured were reported.

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UPDATE: Colono spara verso palestinesi nelle Colline a Sud di Hebron

Il 7 dicembre, un colono ha sparato un colpo di arma da fuoco verso due palestinesi nelle Colline a Sud di Hebron. I palestinesi stavano camminando da Tuwani al villaggio di Maghair al Abeed dove vivono, lungo un tragitto che passa vicino all’avamposto illegale di Havat Ma’on. Per strada hanno incrociato una macchina di coloni. Mentre i palestinesi si allontanavano un colpo di arma da fuoco è partito dalla macchina dei coloni, che si sono poi allontanati in direzione dell’avamposto. I due palestinesi sono scappati spaventati, per raggiungere le loro case. Non sono stati riportati feriti.

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UPDATE: Settlers’ Marathon prevents Palestinian from moving freely in South Hebron Hills

dicembre 4, 2015 at 1:18 pm

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On December 3 Israeli soldiers and settlers closed the entrance of several villages in South Hebron Hills area. With the excuse of a “Marathon” they prevented Palestinians residetns from moving freely for several hours.

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OD volunteers monitored the closure of At-Tuwani where soldiers prevented Palestinian women to reach hospital (located in the nearby city of Yatta), men coming back home after work. Closure continued for one hour after the end of the marathon,and soldiers refused to give any explanation about.

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UPDATE: Maratona di coloni israeliani blocca l’area delle Southern Hebron Hills

Il 3 dicembre soldati e coloni israeliani hanno bloccato le entrate di diversi villaggi nell’area delle Southern Hebron Hills. Con la scusa di una “Maratona” hanno impedito ai palestinesi residenti di muoversi per diverse ore.

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I volontari di Operazione Colomba hanno monitorato la chiusura di At-Tuwani dove i soldati hanno impedito alle donne di raggiungere l’ospedale di Yatta, e agli uomini di tornare alle proprie case dopo il lavoro. Il blocco è continuato fino a un’ora dopo la fine della “maratona” e i soldati si sono rifiutati di dare spiegazione alcuna su questo.

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UPDATE: Demolition orders delivered in Al Mufaqarah village

dicembre 1, 2015 at 9:24 am

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On November 29, two demolition orders have been delivered to a Palestinian family living in Al Mufaqarah village. The demolition orders for one house and one storage follow two stop working orders delivered on July 16, 2012. The thirteen members of the targeted family have three days to appeal to the Court against the decision before the orders become effective, on December 2.

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UPDATE: Ordini di demolizione consegnati nel villaggio di Al Mufaqarah

Il 29 novembre, due ordini di demolizione sono stati consegnati a una famiglia palestinese del villaggio di Al Mufaqarah. Gli ordini di demolizione sono relativi ad una abitazione ed un deposito  e seguono due ordini di stop ai lavori che erano stati consegnati il 16 luglio 2012. La famiglia, composta da tredici membri, ha tre giorni per fare ricorso contro la decisone prima che gli ordini diventino effettivi il 2 dicembre.

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