VIDEO UPDATE: 2017-05-25 Israeli Army raid in Sarura

maggio 27, 2017 at 9:05 am

VIDEO: 2016 another year of occupation

marzo 28, 2017 at 2:12 pm

UPDATE: At-Tuwani schoolchildren on the nonviolent path

marzo 9, 2017 at 7:03 pm

(Italian follows)

On March 9 all the students from At-Tuwani school and their teachers gathered near the illegal Israeli outpost of Havat Ma’on and Ma’on settlement.
They flew kites and ate food cooked by the Palestinian women from the village.
With this simple and nonviolent action children, teachers, and women from the South Hebron Hills claimed all togethers their basic rights, as the right to education and freedom of movement. These rights are denied daily by the Israeli occupation.
Indeed the schoolchildren from the Palestinian villages of Tuba and Maghayr al Abeed have to face with the settlers’ violence and Israeli Army misconduct on their way to school.
The nonviolent action continued despite the presence of Israeli Army, DCO ( Israeli Civil Administration) and settlers.

UPDATE: Gli studenti della scuola di At-Tuwani sulla strada della non violenza

Il 9 marzo gli studenti della scuola di At-Tuwani e i loro insegnanti si sono riuniti vicino all’avamposto illegale israeliano di Havat Ma’on e la colonia di Ma’on.

Hanno fatto volare aquiloni e mangiato il cibo cucinato per loro dalle donne del villaggio di At-Tuwani.

Con questa semplice e non violenta azione i bambini, gli insegnanti e le donne delle colline a sud di Hebron vogliono ribadire i loro diritti fondamentali, come il diritto all’educazione e alla libertà di movimento. Questi diritti sono negati ogni giorno dall’occupazione israeliana. Infatti gli studenti dei villaggi palestinesi di Tuba e Maghayr Al Abeed devono affrontare la violenza dei coloni e le negligenze dell’esercito israeliano per raggiungere la scuola.
L’azione non violenta è continuata nonostante la presenza di soldati israeliani, amministrazione civile e coloni.

VIDEO UPDATE: Havat Ma’on settlers attack Israelis and Internationals

gennaio 8, 2017 at 7:10 pm

UPDATE: Long and dangerous path to school for the children of Tuba and Maghayir al Abeed

gennaio 3, 2017 at 4:25 pm

(italian follows)

Children of Tuba  near the illegal outpost of Havat Ma'on on the morning

Children of Tuba near the illegal outpost of Havat Ma’on on the morning

On January 2 the Israeli army failed to escort Palestinian schoolchildren from the villages of Tuba and Maghayir al Abeed both on the way to reach the school in At Tuwani and on the way back home.

In the morning, after 45 minutes waiting for the soldiers, the schoolchildren decided to walk on a longer and more dangerous path, accompanied by Operation Dove (OD) volunteers. The Israeli army claimed on the phone that the soldiers were engaged in a military training and couldn’t escort the children. The two youngest children of the group had to come back home because the alternative path was too hard and they couldn’t attend school. The children finally reached the school walking more than one hour and changing their path because of the presence on their way of Israeli settlers from the illegal outpost of Havat Ma’on.  Because of the Israeli army negligence, the schoolchildren lost more than one hour of lesson.

Israeli military escort  delay on the afternoon

 Israeli military escort delay on the afternoon

In the afternoon of the same day the Israeli forces didn’t show up at the meeting point, violating their own duty. After one hour and half waiting, the schoolchildren decided to move, accompanied by OD volunteers, through the longer path. On the way the group met an Israeli army jeep meandering around the illegal outpost of Havat Ma’on. As OD volunteers demanded an explanation for their delay, Israeli soldiers replied they were looking for the meeting point with the children. The schoolchildren succeeded to come back to Tuba and Maghayir al Abeed escorted by the Israeli soldiers and accompanied by OD volunteers, through the long path, itself dangerous. On the way back, some Israeli settlers from Havat Ma’on illegal outpost chased OD volunteers, without reaching them. Some of the settlers gathered near the army jeep speaking with the soldiers.

The Israeli army has the duty to protect the children from the Palestinian villages of Tuba and Maghayir al Abeed on their way to school, but many times their misconduct puts the children in danger or forces them to wait hours and to walk in an area where settlers often have attacked them. Once again, Israeli army negligence didn’t guarantee basic and fundamental rights of the children, as the right to education.

The shortest route connecting the villages of Tuba and Maghayir al Abeed to the rest of the area is a main public road that passes between Ma’on settlement and Havat Ma’on illegal outpost. Because of the presence of Israeli settlements and the ongoing violence from Israeli settlers, Palestinians are not able to use that road anymore.

Schoolchildren escorted by Israeli soldiers and OD volunteers

  Schoolchildren accompanied by Israeli soldiers and OD volunteers

On the longer and dangerous path to the village of Tuba and Magayir al Abeed

On the longer and dangerous path to the village of Tuba and Maghayir al Abeed


UPDATE: La lunga e pericolosa strada verso scuola per i bambini dei villaggi di Tuba e Maghayir al Abeed

Il 2 gennaio 2017 l’ esercito israeliano non ha garantito la sicurezza dei bambini palestinesi provenienti dai villaggi di Tuba e Maghayir al Abeed sia durante il percorso verso la scuola di At Tuwani sia durante il tragitto di ritorno.

Alla mattina infatti, dopo aver atteso per 45 minuti i soldati, i bambini hanno deciso di raggiungere la scuola percorrendo la strada più lunga e pericolosa accompagnati dai volontari di Operazione Colomba. L’ esercito israeliano aveva infatti comunicato telefonicamente che i soldati erano impegnati in un’ esercitazione e che quindi non avrebbero potuto accompagnare i bambini. I due più piccoli sono dovuti tornare a casa essendo il percorso troppo arduo per loro e non hanno quindi potuto raggiungere la scuola. Gli altri bambini hanno invece camminato per più di un’ ora per raggiungere At Tuwani allungando maggiormente il tragitto a causa della presenza, lungo il percorso, di alcuni coloni dell’ avamposto illegale di Havat Ma’on. A causa della negligenza dei soldati israeliani i bambini hanno perso più di un’ ora di scuola.

Nel pomeriggio dello stesso giorno la scorta militare non si è presentata al punto d’ incontro; non rispettando ancora una volta il loro compito. Dopo un’ ora e mezza i bambini accompagnati dai volontari di Operazione Colomba hanno di nuovo intrapreso il cammino più lungo. Percorrendo la strada il gruppo ha incontrato una jeep dell’ esercito israeliano che si aggirava nei pressi dell’ avamposto illegale di Havat Ma’on. Alla richiesta di spiegazioni per il ritardo maturato, i soldati hanno risposto ai volontari che stavano cercando il luogo di incontro con i bambini. I bambini sono riusciti a fare ritorno nei loro villaggi di Tuba e Maghayir Al Abeed accompagnati dai soldati israeliani e dai volontari di Operazione Colomba percorrendo il tragitto più lungo, anch’esso pericoloso. Sulla via del ritorno i coloni dell’ avamposto illegale di Havat Ma’on hanno rincorso i volontari di Operazione Colomba non riuscendo tuttavia a raggiungerli. Alcuni di loro si sono poi fermati nei pressi della jeep dell’ esercito per parlare con i soldati.

L’ esercito israeliano ha il compito di proteggere i bambini dei villaggi palestinesi di Tuba e Maghayir al Abeed durante il tragitto verso scuola. Tuttavia molte volte la loro cattiva condotta mette in pericolo gli scolari, li costringe ad aspettare per ore o a camminare in un’ area dove i coloni li hanno spesso attaccati. Ancora una volta le forze israeliane non hanno garantito i diritti fondamentali dei bambini, come il diritto all’ istruzione. La strada più corta che connette i villaggi di Tuba e Maghayir al Abeed al resto dell’ area è una strada pubblica che passa tra la colonia di Ma’on e l’ avamposto illegale di Havat Ma’on. A causa della presenza degli insediamenti israeliani e della continua violenza dei coloni i Palestinesi non possono più percorrerla.

 

Israeli settlers coming out running from Havat Ma'on illegal outpost

 Israeli settlers coming out running from Havat Ma’on illegal outpost

Israeli soldier with the Palestinian schoolchildren

 Israeli soldier with the Palestinian schoolchildren

UPDATE: Israeli settler prevent Palestinians to plow taking their donkey in Umm Al Kheir

dicembre 27, 2016 at 2:41 pm
Israeli settler with the donkey

Israeli settler trying to steal the Palestinian donkey

(Italian follows)

On December 27, an Israeli settler coming from the settlement of Carmel prevent some Palestinians to plow their land in Umm Al Kheir village. The settler tried to steal the donkey of the farmers but the Palestinians succeeded to let him escape. Palestinians left the spot, giving up to finish their work.

When Israeli Police reached the village, the policeman spoke only with the settler. After a while they left the area without taking any measure in order to protect the Palestinian farmer and their work in the area.

Once more the Israeli Forces activity in the area is aimed only to protect Israeli settlers, and not to guarantee the basic rights to the Palestinians, as established by International law.

Policeman Speaking with the Israeli settler

Israeli policeman speaks with the Israeli settler

UPDATE: Colono israeliano impedisce ai Palestinesi di Umm Al Kheir di arare sequestrando un asino

Il 27 dicembre un colono israeliano proveniente dalla colonia di Carmel ha impedito ad alcuni palestinesi di arare la loro terra nel villaggio di Umm Al Kheir. Il colono ha provato a rubare l’asino ai contadini che però sono riusciti a farlo scappare. I Palestinesi hanno poi lasciato la zona, rinunciando a finire il lavoro di semina.

Quando la polizia israeliana ha raggiunto il villaggio, i poliziotti hanno parlato solamente con il colono, andandosene senza prendere nessuna misura per tutelare i contadini Palestinesi e il loro lavoro.

Anche questa volta l’attività delle forze dell’ordine israeliane è stata finalizzata solamente a proteggere i coloni, e non a garantire i diritti fondamentali ai palestinesi, come stabilito dal diritto internazionale.

Palestinians plowing their land

UPDATE: Settlers’ marathon prevents Palestinian to moving freely in the South Hebron Hills

dicembre 24, 2016 at 7:32 am

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(Italian follows)

On the afternoon of December 22 the Israeli forces closed the entrance of the Palestinian village of At Tuwani and the road that leads to the Palestinian village of Al Birkeh.  With the excuse of a “Marathon” they prevented Palestinians residents from moving freely for several hours. OD volunteers monitored the closure of At-Tuwani where Israeli Border Police prevented the passage of several Palestinian cars searching also the ID and the documents of the cars. They also searched one Palestinian man that asked to cross the road walking.

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UPDATE:  Maratona dei coloni israeliani nega la libertà di circolazione nelle colline a Sud di Hebron

Nel pomeriggio del 22 Dicembre le forze militari israeliane hanno chiuso l’ entrata del villaggio palestinese di At Tuwani e la strada che conduce al villaggio di Al Birkeh. Con la scusa di una maratona hanno impedito ai residenti Palestinesi dell’area di potersi spostare per diverse ore. I volontari di Operazione Colomba hanno monitorato la chiusura di At Tuwani, dove la Border Police ha impedito il passaggio di diversi veicoli controllando anche i documenti di identità e i permessi delle macchine. Hanno inoltre perquisito un uomo palestinese che chiedeva di poter attraversare semplicemente a piedi la strada.

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UPDATE: Israeli army negligence and settlers violence in South Hebron Hills

dicembre 23, 2016 at 3:43 pm

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(Italian follows)

On the morning of the 21 of December the schoolchildren from Tuba had to wait 40 minutes the Israeli soldiers, who had to escort them on the path to the school in the Palestinian village of At Tuwani. Also on the morning of the following day the Israeli soldiers put in danger the schoolchildren forcing them to wait in the same dangerous place for 20 minutes.

In the same time Operation Dove volunteers couldn’t succeed to monitor children’s escort because of the presence of Israeli settlers in the area. Six settlers ran out from the illegal outpost of Havat Ma’on and reached the volunteers on the lookout place. The settlers chased the volunteers forcing them to run up to the Palestinian village of Al Mufaqarah preventing them to keep guard the schoolchildren.Furthermore the Israeli settlers entered in the Palestinian village and after a while they came back in the Havat Ma’on illegal outpost.

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UPDATE: Negligenze dei soldati israeliani e violenza dei coloni nelle colline a sud di Hebron

Nella mattinata del 21 dicembre i bambini del villaggio di Tuba hanno dovuto aspettare per 40 minuti i soldati israeliani, che hanno come compito quello di scortarli nel tragitto per raggiungere la scuola situata nel villaggio palestinese di At Tuwani. La stessa cosa è accaduta la mattina del giorno successivo quando i soldati israeliani hanno di nuovo costretto i bambini ad aspettarli nello stesso luogo pericoloso per 20 minuti.

Nello stesso momento i volontari di Operazione Colomba non sono riusciti a monitorare la scorta dei bambini a causa della presenza di coloni nell’area. Sei coloni sono infatti usciti dall’avamposto illegale di Havat Ma’on correndo in direzione dei volontari e provando a raggiungerli sulla collina da cui dovevano controllare lo svolgimento della scorta militare. I coloni hanno costretto i volontari a scappare fino al villaggio Palestinese di Al Mufaqarah. I coloni sono poi entrati nel villaggio, spaventando gli abitanti,prima di tornare nell’avamposto illegale di Havat Ma’on.

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UPDATE: Israeli soldiers refuse to escort a student from Tuwani to Tuba Palestinian village

dicembre 6, 2016 at 6:57 pm

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(Italian follows)

On December 6 two Israeli soldiers refused to escort one Palestinian boy who was coming back from university to his home in Tuba village. Israeli military escort has the duty to accompany schoolchildren from Tuba and Maghayr al Abeed Palestinian villages because Israeli settlers (from the illegal outpost of Havat Ma’on) attacked the children many times.

Today the soldiers refused to escort one of the student because, as they said, “he was too old” and they can “escort only children and women”. The soldiers didn’t give the boy, the International volunteers and the lawyer any other explanations.

They forced the children to wait in a dangerous place for half an hour. After the pressure of Israeli activists and lawyers on DCO (Israeli civil administration) they accepted to escort the boy. At half of the path they stopped again to check the ID of the student, forcing the Palestinian children to wait in very dangerous place close Havat Ma’on outpost for other 15 minutes.

This is a serious misconduct of the Israeli military escort, which, once more doesn’t guarantee the right to education to Palestinian students. Despite Israeli Parliament decision that protects Palestinian children, their safety depends every day on arbitrary conducts of Israeli soldiers.

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UPDATE: I soldati israeliani si rifiutano di scortare uno studente da Tuwani al villaggio palestinese di Tuba

Il 6 Dicembre due soldati israeliani si sono rifiutati di scortare un ragazzo palestinese che stava tornando dall’università a casa sua, nel villaggio di Tuba. La scorta militare israeliana ha il dovere di accompagnare a scuola i bambini dai villaggi palestinesi di Tuba e di Maghayr al Abeed, a causa dei coloni israeliani (dell’avamposto illegale di Havat Ma’on) che hanno attaccato i bambini molte volte.

Oggi i soldati si sono rifiutati di scortare uno degli studenti perché, hanno detto, “era troppo grande” e perché loro possono “scortare solo i bambini e le donne”. I soldati non hanno fornito altre spiegazioni né al ragazzo, né ai volontari internazionali, né all’avvocato.

Hanno obbligato i bambini ad aspettare in un posto pericoloso per mezz’ora fino a che, dopo le pressioni fatte dagli attivisti israeliani e dagli avvocati sulla DCO (amministrazione civile israeliana) i soldati hanno accettato di scortare il ragazzo. A metà percorso però si sono fermati nuovamente per controllare i documenti dello studente, obbligando i bambini palestinesi ad aspettare in un posto molto pericoloso perché vicino all’avamposto illegale di Havat Ma’on, per altri 15 minuti.

Quest’episodio è un esempio di grave negligenza della scorta militare israeliana che ancora una volta non garantisce il diritto all’educazione degli studenti palestinesi. Nonostante la decisone del Parlamento israeliano, che tutela i bambini palestinesi, la sicurezza di questi dipende ogni giorno dalle condotte arbitrarie dei soldati israeliani.

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Aisha

novembre 11, 2016 at 6:07 pm

 

(Italian follows)

My name is Aisha, like a song. I’m 25 years old and I’m Palestinian. I am from the little village of Tuba. In Tuba we live in caverns and tents on a barren hill. Today morning I was been in the city in order to see a doctor. My one year daughter is sick and she keeps crying.

Early I lived Tuba with my little brother,  that is attending the third class of the elementary school. Every day he is escorted by the Israeli soldiers to reach the school in At Tuwani safely and today I walked with the soldiers and the schoolchildren too.

But unfortunately I didn’t succeed to come back in Tuba with them because in the clinic there was a lot of people and I had to wait. I get back on my feet. If you want to reach my village Tuba, you have to walk near a hill covered by a grove of pines. You can’t see them but inside the grove a group of Israeli settlers is living. Many times they chased my. Many times they forced me to break out. Many times they forced me to change my path. Just doing this I came back home safely. Every day my little brother is escorted by the Israeli Army to the school because of them. Today the situation is very complicated, I am not alone.Today I am with my little daughter, who is not walking yet and I have a little baby in my belly. After few days I am about to give birth. The path is long and hard if I want to avoid the settlers. But today the settlers are waiting me on the road and they are cutting me off. I have to take a longest road.

I roll up my skirt on the bump and I give my honey to a girl, who is accompanying us. I face every step carefully. I am wearing scuff and the trail is full of stones and spiny brambly. The sun hammers down on us and the most dangerous part of the road is uphill. We have to arrive on the top of the hill and my honey is still crying. I have the medicine for her in my handbag. I’ m thinking about the men in the grove and on the shorter road to reach my home.

I have not done anything wrong to them. I am not dangerous. They have no right to make my life miserable. We are just three women walking silent in order to get no attention from them. I am also pregnant and with my little daughter. I am strong and I have the strength to force all this. I don’t want give up to have, revenge and violence. I don’t want become like them. I want teach to my little daughters that the borders are just in the mind of those who put them and the violence price is also paid by its user.

M.

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Mi chiamo Aisha, come una canzone. Ho 25 anni e sono palestinese. Vengo da Tuba, un piccolo villaggio di grotte e tende, aggrappato su una collina brulla. Stamattina sono stata in città, per andare dal dottore. La mia bambina, che ha un anno, sta male, ha la febbre e continua a piangere.

Per arrivare in città sono partita presto a piedi con il mio fratellino che fa la terza elementare. Lui per andare a scuola è scortato dall’esercito, e stamattina anche io ho camminato con i soldati e bambini della scuola.
Poi però dal dottore ho dovuto aspettare molto, c’era la fila, e non ho fatto in tempo a tornare con mio fratello e i soldati.
Devo arrangiarmi. Per arrivare a Tuba, il mio villaggio, bisogna passare di fianco a una collina coperta da un boschetto di pini. Lì dentro, anche se non si vedono, vivono dei coloni: mille volte mi hanno inseguita, mille volte mi hanno costretta a fuggire, a cambiare strada, a inventarmi un modo per arrivare a casa sana e salva. Loro sono il motivo per cui mio fratello è scortato dai soldati per poter raggiungere la sua scuola.
Oggi la situazione è ancora più complicata, non sono più sola: con me c’è mia figlia, che ancora non cammina, e dentro la pancia porto un’altra bambina che aspetta di uscire fuori tra poco, pochissimo. Il parto è previsto a giorni. La strada che faccio di solito per evitare i coloni è lunga e faticosa. Oggi però non posso passare neanche di lì: loro sono già lì che mi aspettano,tagliandomi la strada.
Prenderò un sentiero ancora più lungo. Mi arrotolo la gonna lunga sul pancione, do mia figlia in braccio a una delle ragazze che mi accompagna e affronto con attenzione ogni passo che i miei piedi fanno. Indosso delle ciabatte, e il sentierino è fatto di sassi, terra e rovi spinosi. Il sole batte forte, la parte di strada più pericolosa è in salita, si arrampica in cima a una collina, e mia figlia continua a piangere. Nella borsa ho le medicine che il dottore mi ha dato per lei.
Penso a quegli uomini nel boschetto, sulla strada più breve per raggiungere casa mia. Penso che io non gli ho fatto niente di male, che non sono pericolosa, che loro in ogni caso non hanno il diritto di stare lì a rendermi la vita impossibile.
Siamo tre donne, che camminiamo silenziose per non attirare la loro attenzione. In più c’è la mia bambina, e la bambina che porto in pancia. Ci arrampichiamo un po’ alla volta verso il cielo pulito oltre il grigio e il verde della collina secca.
Sento di essere forte, di avere la forza necessaria per affrontare tutto questo. Per non cedere all’odio, alla vendetta, per non diventare come loro. E soprattutto sento di avere la forza di insegnare alla bambina che sta per nascere che i confini sono solo nella mente di chi li mette e che il prezzo della violenza lo paga anche chi la usa.

M.