VIDEO UPDATE: 2017-05-25 Israeli Army raid in Sarura

maggio 27, 2017 at 9:05 am

UPDATE: Israeli settlers poison Palestinian crops and uproot olive trees in At-Tuwani

marzo 6, 2017 at 6:03 pm

Palestinian crops poisoned by Israeli settlers

Israeli policeman with the Palestinian owner of the land

(Italian follows)

In the morning of March 5, a Palestinian farmer found part of his cultivated land poisoned by Israeli settlers, who also uprooted 15 olive trees planted in the last months. The poisoned crop is located between At-Tuwani Palestinian village and Ma’on Israeli settlement.

This kind of damages, implemented by Israeli forces and settlers, are part of an organized strategy for dispossessing Palestinians from their land.

The Palestinian owner of the land complained to the Israeli Police that reached the spot with the Israeli Civil Administration, but he will face the legal reality of the Israeli occupation: as reported by Yeshdin Israeli organization the 85% of investigation into ideologically motivated offenses against Palestinians are closed due to Israeli Police failure. Only the 1,9% of complaints filed by Palestinians result in conviction.

In the last week Israeli settlers damaged also a Palestinian well in Magayr Al Abeed village.

Palestinians sitting on the poisoned land with Israeli Police and DCO officers

Palestinian land where Israeli settlers uprooted 15 olive trees

Coloni israeliani avvelenano campi coltivati e sradicano ulivi palestinesi in At-Tuwani

La mattina del 5 marzo, un contadino palestinese ha trovato parte dei suoi campi avvelenati dai coloni israeliani. Gli stessi hanno anche sradicato 15 ulivi, piantati negli ultimi mesi. Le coltivazioni avvelenate si trovano tra il villaggio Palestinese di At-Tuwani e la colonia israeliana di Ma’on.

Questo tipo di danni, provocati dalle forze israeliane e dai coloni, sono parte di una strategia per espropriare I palestinesi dalle loro terre.

Il proprietario palestinese dei campi ha sporto denuncia alla polizia israeliana, che si è recata sul luogo insieme all’amministrazione civile, ma si troverà a dover affrontare la realtà giuridica dell’occupazione israeliana: come riportato dall’organizzazione israeliana Yeshdin, l’85% delle indagini relative a reati ideologicamente motivati contro i palestinesi sono chiuse a causa del fallimento delle indagini della polizia israeliana. Solo il 1,9% delle denunce presentate dai palestinesi porta a una sentenza di condanna.

Nell’ultima settimana i coloni israeliani hanno danneggiato anche un pozzo, nel villaggio palestinese di Magayr Al Abeed.

UPDATE: Israeli forces demolish the only well of the shepherds of Saraya

febbraio 23, 2017 at 5:28 pm

(Italian follow)

On the morning of February 23, two Israeli bulldozers, escorted by two jeeps of Border Police and two of DCO (Israeli Civil Administration), treaded the main road that lead to the Israeli settlement of Karmel towards the Bedouin Valley called Saraya. Passing by the Palestinian village of Umm al Kheir, in South Hebron Hills.

The goal was the demolition of the well, the only one in the area, that serves as an important drinking point for flocks of the shepherds of the Saraya valley.

The demolition, which was not completed due to the overthrow of one of the two bulldozers, has entailed damage to the water system. Local residents reported to the volunteers of Operation Dove that today is the second demolition on the same ground.

Since the beginning of 2017, as reported by the European Union, there have been already 135 demolition orders, confiscations and evictions: to this estimation it must be added the action of today that once again intended undermining the livelihoods and the economy of the palestinan residents of South Hebron Hills.

UPDATE: Forze israeliane demoliscono l’unico pozzo per i pastori di Saraya

Nella mattinata del 23 febbraio due bulldozer israeliani, scortati da due mezzi della Border Police e altrettanti della DCO (Amministrazione Civile Israeliana), hanno percorso la strada principale che porta dalla colonia israeliana di Karmel alla valle beduina di Saraya, a sud del villaggio palestinese di Umm al Kheir, nelle colline a Sud di Hebron.

L’obiettivo era la demolizione dell’unico pozzo che funge da importante punto di abbeveraggio per le greggi dei pastori della valle di Saraya.

La demolizione, non completata, ma che comunque ha recato danni al sistema idrico, è terminata a causa del rovesciamento di una delle due ruspe. Gli abitanti della zona hanno riportato ai volontari di Operazione Colomba presenti che quella di oggi è la seconda demolizione sul medesimo terreno.

Dall’inizio del 2017, come riporta l’Unione Europea, sono stati registrati già 135 ordini di demolizioni, confische e sfratti: a questa stima si aggiunge oggi questo ulteriore atto dichiaratamente teso a minare la sussistenza e l’economia dei residenti delle colline a sud di Hebron.

VIDEO-UPDATE: Israeli settlers accompanied by Israeli Forces invade the village of At Tuwani after a Palestinian women’s nonviolent action

febbraio 6, 2017 at 9:56 am

UPDATE: Israeli forces threaten to leave more than 100 Palestinians of Massafer Yatta without home

dicembre 26, 2016 at 5:05 pm
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Palestinian inhabitants of Tabban village, in front of their house under stop working order

Tabban Palestinian village, Massafer Yatta

Tabban Palestinian village, Massafer Yatta

(Italian follows)

On December 25, DCO (Israeli Civil Administration) delivered 20 stop working orders and one demolition order in the Palestinian villages of Tabban and Al Majaz, in the Massafer Yatta area (the so called “Firing Zone 918”). These stop working orders concern mostly houses, sheep shelters and other structures like kitchens and bathrooms.

In Al Majaz the DCO delivered 11 stop working orders and 1 demolition order for the mosque of the community. In Tabban they delivered other 9 stop working orders.

These orders leave under demolition’s threat the two Palestinian communities: if they become effective, 133 people, including 65 children, will lose their houses.

Palestinian man in Al Majaz village

Palestinian man in Al Majaz village

Palestinian children under threat of, Al Majaz village

Palestinian children in front of their house under stop working order, Al Majaz village

UPDATE: Forze israeliane minacciano di lasciare senza casa più di un centinaio di palestinesi nelle colline a sud di Hebron

Il 25 dicembre i funzionari dell’Amministrazione Civile Israeliana (DCO) hanno consegnato 20 ordini di stop dei lavori e un ordine di demolizione nei villaggi palestinesi di Tabban e Al Majaz,  nel Massafer Yatta, all’interno della cosiddetta “Firing Zone 918”. Questi ordini riguardano principalmente abitazioni, strutture in mattoni adibite come cucine o bagni e baracche di riparo per animali.

In Al Majaz le forze israeliane hanno consegnato 11 ordini di stop dei lavori e un ordine di demolizione alla moschea del villaggio. Nel villaggio di Tabban sono stati consegnati 9 ordini di fermo dei lavori.

In questo modo le forze israeliane minacciano di lasciare senza casa 133 palestinesi, 65 dei quali sono bambini.

UPDATE: Israeli forces left without electricity part of Susya Palestinian village

dicembre 7, 2016 at 3:55 pm
Israeli forces seize Palestinian solar panel system, in the background Mitzpe Yair Israeli illegal outpost

Israeli forces seize Palestinian solar panels system, in the background Mitzpe Yair Israeli illegal outpost

Israeli soldiers "protects" the destruction of electrical system inside a Palestinian tent

Israeli soldier “protects” the destruction of electrical system inside a Palestinian tent

(Italian follows)

In the morning of December 6 Israeli Army and Civil Administration (DCO) officers burst into Susya Palestinian village in order to dismantle a solar panel system.

Israeli soldiers cut electrical cables, seizing solar panel’s fixing structures and some electrical control boxes, leaving the east side of the village without electricity.

For one hour Israeli forces moved inside Susya, taking pictures and looking for alleged new installations.

Waiting for Israeli government decision about the entire demolition of Susya Palestinian village, day after day the Israeli Civil Administration (pushed by settlers’ movement) continue to deny fundamental human rights to Susya’s community.

Israeli soldiers escort DCO officer in Susya Palestinian village

Israeli soldiers escort DCO officer in Susya Palestinian village

Electrical cables cut by Israeli forces

Electrical cables cut by Israeli forces

UPDATE: Le forze israeliane lasciano senza elettricità una parte del villaggio palestinese di Susya

Nella mattina del 6 Dicembre, forze armate e ufficiali dell’Amministrazione Civile israeliana hanno fatto irruzione nel villaggio palestinese di Susya allo scopo di smantellare dei pannelli solari.

I militari israeliani hanno reso inutilizzabile l’impianto elettrico, tagliandone i cavi e sequestrando la struttura di fissaggio dei pannelli e delle centraline di controllo, lasciando così senza elettricità la parte est del villaggio.

Per un’ora i soldati israeliani si sono mossi tra le abitazioni palestinesi, cercando e fotografando le presunte nuove installazioni.

In attesa che il governo israeliano si pronunci sulla demolizione dell’intero villaggio di Susya, giorno dopo giorno l’Amministrazione Civile israeliana, sotto la pressione dei gruppi che rappresentano i coloni, continua a negare i diritti umani fondamentali agli abitanti di questo villaggio.

Israeli masked worker confiscates electrical control box

Israeli masked worker confiscates electrical control box

UPDATE: Israeli soldiers refuse to escort a student from Tuwani to Tuba Palestinian village

dicembre 6, 2016 at 6:57 pm

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(Italian follows)

On December 6 two Israeli soldiers refused to escort one Palestinian boy who was coming back from university to his home in Tuba village. Israeli military escort has the duty to accompany schoolchildren from Tuba and Maghayr al Abeed Palestinian villages because Israeli settlers (from the illegal outpost of Havat Ma’on) attacked the children many times.

Today the soldiers refused to escort one of the student because, as they said, “he was too old” and they can “escort only children and women”. The soldiers didn’t give the boy, the International volunteers and the lawyer any other explanations.

They forced the children to wait in a dangerous place for half an hour. After the pressure of Israeli activists and lawyers on DCO (Israeli civil administration) they accepted to escort the boy. At half of the path they stopped again to check the ID of the student, forcing the Palestinian children to wait in very dangerous place close Havat Ma’on outpost for other 15 minutes.

This is a serious misconduct of the Israeli military escort, which, once more doesn’t guarantee the right to education to Palestinian students. Despite Israeli Parliament decision that protects Palestinian children, their safety depends every day on arbitrary conducts of Israeli soldiers.

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UPDATE: I soldati israeliani si rifiutano di scortare uno studente da Tuwani al villaggio palestinese di Tuba

Il 6 Dicembre due soldati israeliani si sono rifiutati di scortare un ragazzo palestinese che stava tornando dall’università a casa sua, nel villaggio di Tuba. La scorta militare israeliana ha il dovere di accompagnare a scuola i bambini dai villaggi palestinesi di Tuba e di Maghayr al Abeed, a causa dei coloni israeliani (dell’avamposto illegale di Havat Ma’on) che hanno attaccato i bambini molte volte.

Oggi i soldati si sono rifiutati di scortare uno degli studenti perché, hanno detto, “era troppo grande” e perché loro possono “scortare solo i bambini e le donne”. I soldati non hanno fornito altre spiegazioni né al ragazzo, né ai volontari internazionali, né all’avvocato.

Hanno obbligato i bambini ad aspettare in un posto pericoloso per mezz’ora fino a che, dopo le pressioni fatte dagli attivisti israeliani e dagli avvocati sulla DCO (amministrazione civile israeliana) i soldati hanno accettato di scortare il ragazzo. A metà percorso però si sono fermati nuovamente per controllare i documenti dello studente, obbligando i bambini palestinesi ad aspettare in un posto molto pericoloso perché vicino all’avamposto illegale di Havat Ma’on, per altri 15 minuti.

Quest’episodio è un esempio di grave negligenza della scorta militare israeliana che ancora una volta non garantisce il diritto all’educazione degli studenti palestinesi. Nonostante la decisone del Parlamento israeliano, che tutela i bambini palestinesi, la sicurezza di questi dipende ogni giorno dalle condotte arbitrarie dei soldati israeliani.

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Sowing resistance in South Hebron Hills

novembre 25, 2016 at 12:56 pm

Palestinian farmer sows in Massafer Yatta

(Italian follows)

Three months after Israeli forces destroyed about 700 olive trees, cutting the trunks of the trees and poisoning them, inhabitants of Khallet Athaba Palestinian village return to sow their fields. Despite Israeli forces and settlers abuses, the farmers of South Hebron Hills still resist, plowing their own land.

Palestinians at work, in the background Khallet Attabha village

Seminare resistenza nelle colline a sud di Hebron

Tre mesi dopo la distruzione di circa 700 ulivi da parte delle forze israeliane, che hanno tagliato e avvelenato i tronchi degli alberi, gli abitanti del villaggio palestinese di Khallet Athaba ritornano a seminare i propri campi.  Nonostante gli abusi dei soldati e dei coloni israeliani i contadini delle colline a sud di Hebron continuano a resistere coltivando la propria terra.

UPDATE: Israeli forces demolish in Umm Al-Kheir and Deirat

novembre 16, 2016 at 4:38 pm
Umm Al-Kheir community center demolished for the second time,  in the background Carmel Israeli settlement

Umm Al-Kheir community center demolished for the second time, in the background Carmel Israeli settlement

Residential structure destroyed by Israeli Civil Administration DCO in Umm Al-Kheir

Residential structure destroyed by Israeli Civil Administration DCO in Umm Al-Kheir

(Italian follows)

In the morning of November 15, Israeli forces burst into the Palestinian village of Umm Al-Kheir, demolishing the rebuilt community center and another residential structure. During the demolition Israeli Border Police arrested an old Palestinian man.

Umm Al-Kheir inhabitants reported the presence in the area of Regavim settlers NGO’s members who flew a drone on the Palestinian village.

After this operation Israeli bulldozers, escorted by Israeli forces, moved to the Palestinian village of Deirat where they destroyed a water cistern.

Israeli bulldozer demolishes a Palestinian water cistern in Deirat

UPDATE: Forze armate Israeliane demoliscono a Umm Al-Kheir e Deirat

Nella mattinata del 15 novembre, forze armate Israeliane hanno fatto irruzione nel villaggio palestinese di Umm Al-Kheir, demolendo il centro comunitario, ricostruito da poco, e un’altra struttura residenziale. Durante la demolizione la Border Police israeliana ha arrestato un anziano palestinese.

Gli abitanti di Umm Al-Kheir hanno riferito che nell’area erano presenti dei membri dell’organizzazione di coloni Regavim che hanno fatto volare un drone sul villaggio Palestinese.

Dopo questa operazione i bulldozer israeliani, scortati dai militari, si sono spostati nel villaggio palestinese di Deirat dove hanno distrutto un pozzo.

UPDATE: ISRAELI FORCES STOP WORKS AND SEIZE MATERIALS IN WADI JHEISH

novembre 8, 2016 at 5:50 pm
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Palestinian construction site where Israeli Civil Administration (DCO) delivered the stop working order

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Israeli forces seize a water tank

(Italian follows)

In the morning of November 7, Israeli forces confiscated one water tank, one container and working materials from a building site in the Palestinian village of Wadi Jheish, in South Hebron Hills. The DCO (Israeli Civil Administration) delivered a stop working order to the structure under construction and closed the road that leads to the village with a earthmound to prevent vehicular movement. Israeli Border Police seized also a Palestinian car that was present in the spot.

Israeli Border Police prevent the Palestinian owner from entering the building site

Israeli Border Police prevent the Palestinian owner from entering the building site

Israeli forces confiscate a container full of building materials

Israeli forces confiscate a container full of building materials

UPDATE: Le forze israeliane fermano i lavori e sequestrano materiale edile a Wadi Jheish

La mattina del 7 novembre, le forze israeliane hanno confiscato una cisterna d’acqua, un container e vari materiali di lavoro da un cantiere nel villaggio palestinese di Wadi Jheish, nelle colline a sud di Hebron. L’Amministrazione Civile Israeliana (DCO) ha consegnato un ordine di stop dei lavori alla struttura in costruzione e chiuso la strada che porta al villaggio con un cumulo di terra e detriti per impedire il passaggio di veicoli. I militari della Border Police israeliana hanno inoltre sequestrato un’auto palestinese che era presente nel luogo.

Israeli Border policemen check and seize a Palestinian car

Israeli Border policemen check and seize a Palestinian car