Update: Two demolition orders delivered to the Palestinian village of Jinba

agosto 13, 2012 at 2:04 pm

At-Tuwani, 13th August 2012

On August 13th activists from Israeli group Ta’ayush referred that “Israeli Army delivered two demolition orders for block structures with concrete floor” in the palestinian village of Jinba.

Delivery of demolition orders takes place a few days after the army raided the same village on August 7th.

At-Tuwani, 13 agosto 2012

Il giorno 13 agosto abbiamo avuto notizia, dagli attivisti dell’associazione israeliana Ta’ayush, che “stamane l’esercito israeliano ha consegnato due ordini di demolizione per strutture a mattoni con pavimentazione” presso il villaggio palestinese di Jinba.

La consegna degli ordini di demolizione avviene pochi giorni dopo l’irruzione dell’esercito nello stesso villaggio il 7 agosto scorso.

Irruzione dell’esercito israeliano nel villaggio palestinese di Jinba

agosto 12, 2012 at 8:52 am

At-Tuwani, 8 agosto 2012

Il giorno 7 agosto 2012 alle ore 10:00 del mattino un gruppo di 70 soldati dell’ Israeli Defence Force in tenuta da combattimento, ha fatto irruzione nel villaggio palestinese di Jinba, con il supporto logistico di 2 elicotteri militari, che sono atterrati su due colline poco distanti e 6 automezzi. Il battaglione è entrato a Jinba e per un’ ora e mezza ha minacciato i locali, danneggiato le loro abitazioni perquisendo con irruenza gli interni e lasciato le strutture in grande disordine.

Israeli soldiers arrests two young people in At-Tuwani

agosto 11, 2012 at 4:50 pm

At around 4 pm on August 11th, four soldiers came in the palestinian village of At Tuwani. They stopped a car, because they suspected that was stolen. The soldiers blocked the main road of the village (the road to the Mosque) for around an hour.  A palestinian twenty years old crossed the soldier’s block to get the Mosque, that caused tension between the inhabitants and soldiers. At 4.50 pm a police vehicle arrived in the village and arrested the driver of the supposed stolen car. At around 5.00 pm an other army jeep came in the village and the soldiers went to the twenty years old palestinian’s house and arrested him.

Senza uniforme

luglio 31, 2012 at 7:43 pm

Martedì 24 luglio arriva una delegazione speciale della Universal Peace Federation, composta da ragazzi provenienti da diversi paesi europei, guidata da K un ragazzo di 23 anni dagli occhi e i capelli neri. Apparentemente è un ragazzo come tanti altri capitato qui ad At-Tuwani per conoscere la sua storia e la forza della nonviolenza, invece K è israeliano e solo da qualche settimana ha concluso il servizio militare.
Ad aprile di quest’anno ha “servito” proprio nell’area delle colline a sud di Hebron, era in servizio per la scorta militare agli studenti di Tuba e Maghayir Al Abeed, mattina e pomeriggio, più o meno come noi, con la differenza che lui si è trovato ad osservare questo ruolo dalla colonia di Ma’on.
Per noi è già una persona speciale e coraggiosa solo per il fatto di essere ritornato qui senza una divisa che lo identifichi. Come se per un giorno questo giovane uomo avesse messo in un angolo una parte di sé, del suo passato recente, della sua vita, e si fosse rimesso in gioco.
Iniziamo la delegazione portando tutto il gruppo al famoso “albero della nonviolenza” dove At-Tuwani appare in tutta la sua bellezza, resa ancora più affascinante dal clima di tranquillità che porta il Ramadan. Raccontiamo la situazione del villaggio e dell’area, l’inizio della presenza di Operazione Colomba e il nostro lavoro.  Poi li portiamo a far vedere la strada che i bambini di Tuba e Maghayir Al Abeed ogni giorno percorrono da e per la scuola accompagnati dalla scorta militare istituita nel 2004, per salvaguardare i bambini dalle continue violenze e intimidazioni, da parte dei coloni nazional religiosi dell’avamposto israeliano di Havat Ma’on.
Anche in presenza di K affrontiamo il discorso dell’inadempienza da parte dei soldati relativa alla scorta, di prendere le parti dei coloni, delle demolizioni delle case, degli arresti, e in generale delle conseguenze inumane che l’occupazione militare e civile israeliana porta con sé.
Davanti a questo scenario gli occhi di K sembrano presenti e assenti nello stesso tempo: le nostre parole lo scuotono ma è uno scuotersi razionale, non ci interrompe mai, rispetta il nostro lavoro e le nostre testimonianze. Non è facile farsi vincere da sensazioni contrastanti che possono mettere in discussione tre anni della sua vita a servizio dello Stato, di una certa idea di Stato.
Da At-Tuwani il gruppo viene portato al villaggio Al Mufaqarah, dove è in atto la campagna “Al Mufaqarah R-Exist” volta a promuovere il diritto dei palestinesi a continuare a vivere nelle loro case, ad avere il diritto ad un’esistenza normale costruendo nuove abitazioni per la famiglie locali.
Qui i ragazzi conoscono M. uno dei leader del villaggio e del Comitato di Resistenza Popolare delle colline a sud di Hebron. Nonostante sia iniziato il digiuno e sia molto caldo M. li accoglie con il suo indistinguibile calore. M. sa molto bene l’ebraico e racconta la storia del villaggio a K che traduce al gruppo in inglese. Sentirsi parlare nella propria lingua lo ha stupito e messo a suo agio. É come sentirsi a casa in un villaggio palestinese; ha reso la comunicazione e lo scambio di informazioni possibile. Poi i ragazzi lavorano alla ristrutturazione della moschea demolita dall’esercito israeliano e ricostruita dai palestinesi a fine novembre 2011. Si forma una catena umana di persone che si passano secchi di sabbia; K è il primo della fila, gomito a gomito con i palestinesi. In seguito M. li porta a fare un giro nelle grotte dove vivono alcune famiglie e tutti, compreso K, rimangono affascinati da quel modo di vivere semplice e umile.
Ritorniamo tutti ad At-Tuwani per il pranzo cucinato da alcune donne che fanno parte della Cooperativa.
Prima che il pranzo termini arriva H, il leader del Comitato ed uno dei primi che ha iniziato la resistenza nonviolenta.
Li invita all’interno del piccolo museo dove ci sono delle foto che rappresentano stralci di vita sotto occupazione. Dopo una rapida panoramica H si ferma e domanda: “è per tutti la prima volta al villaggio?”. H sa di K. Tutti rispondono di sì. Allora H deve essere più diretto. Diretto ma non invadente. In quel momento il suo sguardo sorregge quello di K e con voce ferma ma calda gli dice: “Io so che tu sei stato qui, che hai svolto il servizio militare in questa zona, come puoi vedere senza divisa la gente ti guarda con occhi diversi. Ora non sei un soldato, ma un nostro ospite, e sarai sempre benvenuto, sarete sempre benvenuti, questo è anche il vostro villaggio”.
Noi siamo spiazzati ed emozionati. Il calore irradia all’interno del museo, tutti gli schemi sono rotti. Ci si parla con il cuore e fa a tutti un gran bene. K ha gli occhi fissi, due uomini, due storie completamente diverse, un conflitto, tutto sembra lontano, distante da questo piccolo villaggio di pecore e sassi.
Ad H vengono rivolte molte domande, sono tutti molto curiosi della sua scelta. Ed alla domanda: “ma tu che cosa vuoi”? H risponde: “che tutti possano vivere in dignità”. K annuisce con la testa.
Vorremmo che K ritorni presto ma sappiamo che ciò che ha raccolto oggi ha bisogno di tempo per sedimentarsi. Lo ringraziamo perchè si sta mettendo in discussione e perchè ci offre l’occasione per abbattere molti stereotipi sui militari. Oggi non abbiamo visto un soldato, ma un giovane, con gli occhi e i capelli neri, come tanti altri suoi coetanei. Oggi qualcosa si è spezzato nel circolo della violenza.
Per noi è stata una mattinata piena di emozioni e ci sentiamo privilegiati ad aver assistito e ad essere parte di questa forza chiamata nonviolenza.

Ale e El.

2012-07-28 Update: Havat Ma’on masked settlers traumatized palestinian child in Humra valley, near At-Tuwani village, Southern Hebron hills

luglio 28, 2012 at 9:36 pm

At around 4:45 pm Operation Dove volunteers were called by a palestinian shepherd from Maghayir Al Abeed village who ask to them to look at one child that was coming to Al-Karmil from Maghayir Al Abeed. When Operation Dove volunteers arrived in Humra valley they found 5 masked settlers that started to throw rocks against them, also with slingshot. One palestinian told to the internationals that the settlers chased the child before their arrival. After, the settlers attacked the volunteers and stopped just when some palestinians came from At-Tuwani. The settlers returned inside Havat Ma’on woods. One relative of the chased child told to Operation Dove members that the victim went to hospital for anxiety disturb connected to the attack.

Pictures of the incident:  http://snipurl.com/24h2fa4

2012-07-24 Settlers from Havat Ma’on attacked three palestinian minors nearby the palestinian village of Tuba, South Hebron Hills

luglio 27, 2012 at 2:43 pm

Settlers from Havat Ma’on attacked three palestinian minors nearby the palestinian village of Tuba, South Hebron Hills

(Italian follows)

July 26th, 2012

At-Tuwani- South Hebron Hills

On the 24th of July, at 6 pm, three Palestinian shepherds, one of whom is 15 years old, the other two are 9 and 13 years old, were attacked by 4 adult settlers coming from Havat Ma’on outpost.

According to the witnesses, the shepherds were grazing close to the Palestinian village of Tuba, when the 4 settlers approched them threateningly, throwing stones and running after them, forcing them to leave.

Festival della Restistenza Popolare Nonviolenta delle Colline a Sud di Hebron e azione nonviolenta di fronte all’avamposto israeliano di Avigayil

luglio 18, 2012 at 2:50 pm

Il 14 Luglio nel villaggio palestinese di Al Mufaqarah si è svolta la quinta edizione del Festival della Restistenza Popolare Nonviolenta delle Colline a Sud di Hebron. Dopo che i primi gruppi di partecipanti hanno raggiunto la località l’evento ha avuto inizio intorno alle dieci e mezza del mattino, nel momento di massima partecipazione si sono contate 250 persone: tra palestinesi provenienti da varie comunità locali quali Al Mufaqarah, Ar Rakeez, Tuba, Maghayir al Abeed, At-Tuwani, Susiya e da altre città della Cisgiordania come Yatta e Al Masara.

Video: Masked settlers attacking Palestinian shepherds in South Hebron Hills

luglio 10, 2012 at 2:20 pm

La danza di Susiya

luglio 5, 2012 at 3:38 pm

Gruppi sparsi di persone, chiacchiere e qualche bicchiere di te prima che tutto abbia inizio. Gli autobus da Israele arrivano uno dopo l’altro, così come i pulmini e le macchine palestinesi provenienti da tutta l’area delle colline a sud di Hebron e del resto della Cisgiordania.
In questa mescolanza di colori e persone, nitido si distingue un cartello bianco, più grande degli altri, sul quale sono stampate alcune fotografie che ricordano a tutti il motivo per cui il 22 Giugno  più di 500 persone si sono riunite per manifestare per i villaggi palestinesi di Susyia e Wadi Jehesh.
Ogni immagine rappresenta un ordine di demolizione consegnato il 12 Giugno: i provvedimenti emanati in totale sono sei e riguardano 50 strutture presenti a Susiya e nell’adiacente villaggio di Wadi Jehesh.
Le mani che hanno consegnato l’ennesima condanna sono quelle dell’amministrazione civile israeliana: l’attuazione di tali provvedimenti implica la totale evacuazione del villaggio.
Il corteo pacifico è partito con l’obiettivo di raggiungere il sito archeologico poco distante, quello stesso sito che, già nel 1986, è stato utilizzato come giustificazione formale al fine di evacuare l’intera comunità palestinese dall’area, in ragione della presenza di alcune rovine di una sinagoga, stratificate insieme a quelle di una chiesa e di una moschea.
Più di 500 persone iniziano ad avviarsi lungo la strada, accompagnate da una colonna sonora di slogan cantanti e tamburi ma, già dopo pochi metri, il cospicuo concentramento di forze armate, schierato per l’occasione, inizia a reprimere il corteo.
Subito vengono sparati gas lacrimogeni e alcune bombe sonore in direzione della folla che viene inoltre fermata da un lungo blocco di soldati e polizia.
Il rapido e caotico susseguirsi degli avvenimenti non ha impedito alle centinaia di palestinesi, israeliani e internazionali presenti di continuare a perseguire l’obiettivo della manifestazione: dimostrare solidarietà e indignazione nei confronti della politica dell’occupazione perpetuata nell’intera area, non solo nel villaggio di Susyia.
Dall’inizio di quest’anno sono stati, infatti, consegnati alla comunità palestinese delle colline a sud di Hebron oltre cento provvedimenti, tra ordini di demolizione e di fermo dei lavori.
La strategia israeliana in Area C, completamente sotto controllo civile e militare israeliano, è quella di impedire lo sviluppo delle comunità locali attraverso un’intensa e continuativa gestione delle attività di pianificazione e urbanizzazione.
Gli ordini di demolizione recentemente consegnati coinvolgono almeno 126 persone, le stesse che ieri erano presenti al corteo, insieme a chi, come loro, rischia di vedersi portare via tutto, la casa, la terra, la dignità di un’esistenza il più possibile normale.
Mentre esercito e polizia cercavano di far indietreggiare con la forza i manifestanti, le donne, figlie, nonne e madri, provenienti dai villaggi di tutta l’area, ballavano intorno ai soldati gridando “basta basta occupazione, Palestina libera!”: quale risposta migliore all’ennesimo tentativo immotivato di repressione, della vitalità di una danza per dimostrare il proprio diritto ad esistere?
Nel primo pomeriggio le persone presenti hanno iniziato a defluire, a tornare nelle proprie case, grotte e tende, nell’aria la consapevolezza che i tentativi di cancellare questi luoghi e la vita delle persone che li abitano saranno ancora molti.
E per ognuno di essi ci sarà un’altra Susyia, perchè i palesinesi continueranno a resistere, come sempre hanno fatto.

C/S: Due pastori palestinesi arrestati nelle colline a sud di Hebron

marzo 21, 2012 at 8:16 am

COMUNICATO STAMPA

Due pastori palestinesi arrestati nelle colline a sud di Hebron
Stretta collaborazione tra coloni israeliani e militari per gli arresti

21 marzo 2012

At-Tuwani – Nelle giornate del 19 e 20 marzo due ragazzi palestinesi sono stati arrestati rispettivamente dalla polizia e dall’esercito israeliano mentre pascolavano le loro greggi nell’area circostante il villaggio di At-Tuwani.