La quotidianità della resistenza nonviolenta…

febbraio 25, 2011 at 6:59 pm


“Subito dopo sono arrivati, dalle valli vicine, altri due pastori che si sono uniti a gran voce a recriminare la propria terra, spiegando a sorde divise, il significato di espropriazione e impotenza, cadenza urlata di voci d’uomini disperati, di rabbia, eco di passi stanchi d’anziana che si avvicina. Saggezza di parole di donna, quasi preghiera, voce senza cadenza, narrazione di vite sconvolte d’occupazione.


Parole dedicate a ignari bambini che giocano e abusano, quasi inconsciamente, del potere di calpestare uomini.”

At-Tuwani al checkpoint

febbraio 12, 2011 at 4:24 pm

Checkpoint.

Ormai una routine, una triste attività quotidiana che vede la popolazione costretta ad un controllo che lascia in bocca il sapore amaro dello zatar. Perchè vedere un uomo legato, bendato e messo in ginocchio di fronte alla sua famiglia ha il gusto di una dignità calpestata.

Questa volta accade qualcosa di diverso, questa volta non basta la presenza degli internazionali.

Membri dell nuovo governatorato di Hebron incontrano ad At-Tuwani alcuni esponenti del comitato popolare di resistenza nonviolenta

febbraio 5, 2011 at 10:41 am

Nella giornata di giovedì 27 gennaio, esponenti del nuovo governatorato di Hebron, ed il governatore stesso Kamel Achmeed(l’uomo in giacca e cravatta al centro della foto) hanno incontrano il comitato popolare di resistenza nonviolenta di At-Tuwani. Saber, sindaco del villaggio di At-Tuwani(l’uomo con gli occhiali nella foto a destra),  ha aperto l’incontro, con breve introduzione riguardo alla situazione del villaggio, il perchè della scelta nonviolenta, e le conquiste che tale scelta ha portato. Poche parole, poi si passa subito ai doni che gli esponenti dell’Autorità hanno consegnato in segno di soliderietà con il villaggio, doni importanti: delle coperte. Un rimorchio(per trattori) pieno di coperte. Gli abitanti del villaggio un pò sorrridono guardando quei personaggi vestiti di tutto punto che distribuiscono doni, noi sorridiamo con loro guardando i pastori e gli agricoltori di At-Tuwani. Donne, uomini e bambini senza giacca e cravatta, ma ben più importanti per le sorti politiche di questo paese. Queste riunioni, ci dice Saber sindaco di At-Tuwani, hanno due scopi principali, uno formale e materiale come poter chiedere all’autorità un supporto concreto per la causa di At-Tuwani magari con finanziamenti mirati come è già stato fatto in passato, e l’altro scopo possiamo dire meno pragmatico è quello di prendere le distanze dalla longa mano della politica, può sembrare un paradosso ma è così.

At-Tuwani: Passare attraverso i muri

gennaio 16, 2011 at 6:11 pm

At-Tuwani /14/01/2011

We shoot at them and they shoot at us.
We retaliate and they strike back.
This is an endless and vicious cycle.

Leggiamo questi versi nella pagina principale del sito di “The Other Voice”, un gruppo di cittadinanza attiva con base a Sderot che accorpa sia parte dei suoi cittadini che quelli delle aree circostanti. Questo gruppo non è affiliato con nessun partito politico nè associazione, e lavora per creare percorsi di pace e riconciliazione, tramite azioni creative ed educative.

Parte dei sui membri accompagnati da alcune famiglie israeliane, nella giornata di venerdì 14 Gennaio 2011 sono venuti in visita al villaggio di At-Tuwani.

Video: Israeli army demolishes water cisterns in Khashem Ad-Darah, South Hebron Hills

dicembre 17, 2010 at 9:46 pm

Continua l’espansione dell’avamposto di Havat Ma’on

novembre 22, 2010 at 7:16 pm

Da circa una settimana monitoriamo la costruzione di una nuova struttura fuori dall’avamposto di Havat Ma’on. I quattro pali in legno piantati nella roccia e cementati si trovano a circa 600 metri in linea d’aria dall’avamposto, poco distante dalla collina dove l’avamposto era stato costruito ed evacuato nel 1999. Benché tutte le colonie israeliane siano illegali secondo il diritto internazionale, gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la stessa legge israeliana. Per questo motivo allo stato attuale, l’avamposto ha già ricevuto due ordini di evacuazione da parte del ministero della Difesa israeliano, mai resi operativi.

Clicca qui per vedere la mappa dettagliata da Google Maps

At-Tuwani: Soldati israeliani detengono cinque bambini palestinesi nelle colline a sud di Hebron

novembre 22, 2010 at 6:19 pm

21 Novembre 2010

At-Tuwani – La mattina del 21 novembre, l’esercito israeliano ha detenuto cinque bambini palestinesi con l’accusa di aver lanciato delle pietre.

Dall’inizio del 2005, ogni mattina i bambini attendono dal villaggio di Tuba l’arrivo di una pattuglia dell’esercito israeliano incaricata di accompagnarli lungo il percorso più breve che, passando tra l’insediamento israeliano di Ma’on e l’avamposto illegale di Havat Ma’on, porta al villaggio di At-Tuwani, dove si trova la scuola elementare. La scorta ha come obiettivo (quello di) proteggere i bambini dalle violenze dei coloni israeliani dell’avamposto di Havat Ma’on.

La mattina del 21 novembre i bambini stavano aspettando da più di un’ora vicino agli allevamenti di polli situati alla fine dell’insediamento di Ma’on quando, intorno alle ore 8.50, sono arrivati i soldati che avrebbero dovuto scortarli lungo la strada per la scuola. Tuttavia, i soldati, anziché scortare i bambini, si sono fermati a parlare con la guardia di sicurezza dell’insediamento, mentre i bambini aspettavano in strada. Nel frattempo, due coloni sono passati accanto ai bambini.

Video: Festival della resistenza nonviolenta, At-Tuwani 2010

novembre 5, 2010 at 8:19 am

Tuba: Esercito israeliano arresta giovane palestinese sulle colline a sud di Hebron

novembre 1, 2010 at 9:57 am

COMUNICATO STAMPA
Esercito israeliano arresta giovane palestinese sulle colline a sud di Hebron

Tuba, Colline a sud di Hebron – Territori Palestinesi Occupati

Nella mattina di sabato 30 ottobre, alle ore 10:30 circa, l’esercito israeliano ha arrestato un giovane palestinese nei pressi del villaggio palestinese di Tuba, sulle colline a sud di Hebron. Il ragazzo è stato fermato mentre riprendeva con la propria telecamera i militari israeliani che scacciavano altri due giovani pastori palestinesi del villaggio di Tuba.

I pastori palestinesi, accompagnati da volontari di Operazione Colomba (corpo nonviolento dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII), stavano pascolando già dalla prima mattinata nell’area di Umm Zeitouna, su terre di proprietà dei palestinesi.

Oltre il congelamento

settembre 13, 2010 at 9:59 am

Il prossimo 26 settembre scadrà il termine del congelamento delle colonie israeliane in Cisgiordania.
Secondo l’ultimo rapporto di Peace Now, almeno 2.066 nuove unità abitative sono pronte per essere costruite negli insediamenti al termine della moratoria. Si tratta di case per cui sono già aperti i cantieri o che hanno già ricevuto un permesso di costruzione.
Ci sono poi almeno altre 11.000 unità abitative che potrebbero essere costruite in accordo con i piani di costruzione degli insediamenti già approvati, anche senza un permesso da parte del governo.
Il che significa di fatto che qualora il governo israeliano non rinnovasse l’ordine di congelamento e si impegnasse a non approvare ulteriori nuove costruzioni, i coloni potranno ugualmente espandersi con 13.000 nuove abitazioni, 5.000 delle quali in colonie ad est della “barriera di separazione” (leggi: Muro di separazione).
Allo stato attuale, esistono piani di espansione degli insediamenti per 25.000 altre unità, per cui è necessaria l’approvazione del governo.
E’ chiaro quindi che in mancanza di un chiaro impegno per un congelamento delle colonie – condizione minima necessaria per la ripresa di colloqui di pace, si prospetta una massiccia espansione, a discapito della comunità palestinesi.
Secondo i dati riportati da Peace Now, anche le colline a sud di Hebron saranno interessate da questa espansione.
Sono infatti previste 18 nuove unità abitative nell’insediamento di Ma’on, 38 nell’insediamento di Suseya e 15 a Metzadot Yehuda.
Senza dimenticare che, durante l’attuale periodo di congelamento delle colonie, abbiamo documentato la costruzione di 6 unità abitative a Ma’on e 3 nell’avamposto illegale di Havat Ma’on.
Tutto questo è avvenuto mentre dall’altra parte, l’esercito israeliano ha proseguito la sua politica di demolizione per nuove strutture palestinesi, ad At-Tuwani e in tutta l’area e i coloni hanno continuato le violenze contro i palestinesi, con danni alle proprietà (recinzioni e campi coltivati) e attacchi diretti alla popolazione, come accaduto lo scorso 12 giugno a Tuwani o a Tuba lo scorso 22 luglio.

Per ulteriori dettagli sulla potenziale espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania: vedi il rapporto di Peace Now, la lista dettagliata degli insediamenti interessati e la mappa dell’espansione.