Irruzione dell’esercito israeliano nel villaggio palestinese di Jinba
At-Tuwani, 8 agosto 2012
Il giorno 7 agosto 2012 alle ore 10:00 del mattino un gruppo di 70 soldati dell’ Israeli Defence Force in tenuta da combattimento, ha fatto irruzione nel villaggio palestinese di Jinba, con il supporto logistico di 2 elicotteri militari, che sono atterrati su due colline poco distanti e 6 automezzi. Il battaglione è entrato a Jinba e per un’ ora e mezza ha minacciato i locali, danneggiato le loro abitazioni perquisendo con irruenza gli interni e lasciato le strutture in grande disordine.
Secondo le testimonianze raccolte sul campo dai volontari di Operazione Colomba, dopo essere entrati a piedi i militari israeliani mascherati hanno radunato tutta la comunità in un unico punto, successivamente hanno chiesto i documenti e in seguito hanno dato inizio alla perquisizione. Le chiavi di casa non sono state utilizzate per aprire i battenti perchè le serrature e le maniglie sono state rinvenute spaccate. Alle 11:30, dopo che i soldati hanno abbandonato il villaggio, i palestinesi hanno riavuto accesso alle loro abitazioni trovandole in uno stato di grande confusione e sconvolgimento. In ogni grotta o costruzione sono stati rovesciati sul pavimento vestiti, libri, quaderni di scuola, materassi, tende, taniche di burro, stoviglie, sacchi di farina, medicine, utensili; sono state inoltre rinvenute rotte lampadine, teiere, piatti, porte, pannelli, finestre. In una delle case visitate dai volontari internazionali era stata dannaggiata la cucina e il frigorifero.
Durante le ricerche i membri dell’ Israeli Defence Force hanno intimidito i palestinesi in ebraico, esortandoli ad andarsene da queste terre verso la città palestinese principale delle colline a sud di Hebron: Yatta, situata in area A (secondo gli Accordi di Oslo del 1994).
Durante la visita dei volontari di Operazione Colomba erano ancora visibili nell’ area movimenti di mezzi militari, 2 jeep sono transitate su una strada vicina a Jinba e un elicottero militare ha sorvolato il villaggio ed è atterrato su una collina adiacente, dopo pochi attimi si è rialzato in volo.
Le attività e le esercitazioni dell’IDF, fanno parte della vita quotidiana diurna e notturna delle persone. Il 20 Gennaio 2012, due bambini uno di 11 anni e uno di 13, sono rimasti feriti da un ordigno inesploso, mentre pascolavano il loro gregge in terre di proprietà palestinese nei pressi di Jinba.
Il villaggio palestinese è situato a 5 chilometri dalla Green Line e si trova in prossimità di una base militare israeliana. Dagli anni ’70 buona parte dell’area circostante il villaggio è utilizzata dall’esercito israeliano per esercitazioni militari ed è chiamata “Firing Area 918”. Il 22 luglio 2012, dopo numerosi rinvii, il Procuratore di Stato ha inviato la risposta alla Corte, basata su una decisione formulata dal Ministero della Difesa, secondo la quale “la residenza stabile sarà proibita” nella gran parte dell’area dichiarata Firing Area. Il risultato sarà l’evacuazione di otto dei dodici villaggi dell’area con la conseguente espulsione di circa 1500 palestinesi dalle proprie case. Il Ministero della Difesa permetterà ai residenti degli otto villaggi la coltivazione delle proprie terre e il pascolo delle loro greggi tutti i venerdì, sabato e le feste ebraiche e per altri due periodi nel corso dell’anno della durata di circa un mese ognuno. I quattro piccoli villaggi che non dovrebbero essere evacuati, secondo la decisione del Ministero della Difesa, sono situati a nordovest della firing zone -Tuba, Saroura, Maghayir Al Abeed e Al Mufaqarah. Le semplici abitazioni in pietra del villaggio di Jinba sono state demolite dall’IDF (Israeli Defence Force, l’esercito israeliano) per la prima volta nel 1954, e poi di nuovo negli anni Ottanta. Nel ’99, invece, il villaggio fu evacuato. L’esercito israeliano ha collocato ai margini della strada che da Bir Al Idd porta a Jinba dei blocchi di cemento armato che delimitano la zona di esercitazione militare.
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