Settlers damage 6 olive trees in South Hebron Hills’ Humra valley

agosto 15, 2013 at 8:35 am

On the morning of August 13 Palestinians and Operation Dove volunteers found six seriously damaged olive trees in the South Hebron Hills’ Humra valley, near the Palestinian village of At Tuwani. The trees were apparently damaged by Israeli settlers during the previous night. The Humra valley is located very closed to the Israeli outpost of Havat Ma’on.

The number of Palestinian-owned trees uprooted and damaged in the South Hebron Hills area since January 2012 now rises to 165, a large number of which are located in the Humra valley.

Olive trees are an essential resource for the Palestinian community in the South Hebron Hills area, and their damage results in substantial economic losses for local residents.

 

La mattina del 13 agosto pastori palestinesi e volontari di Operazione Colomba hanno trovato sei alberi d’ulivo gravemente danneggiati nella valle di Humra (colline a sud di Hebron), che si trova nei pressi del villaggio palestinese di At Tuwani. Il danno è stato probabilmente effettuato da coloni israeliani la notte precedente. La valle di Humra si trova molto vicino l’avamposto israeliano di Havat Ma’on.

Sale a 165 il numero di alberi d’ulivo palestinesi sradicati e danneggiati nell’area delle colline a sud di Hebron da gennaio 2012, gran parte di questi si trova nella valle di Humra.

Gli alberi d’ulivo sono una risorsa essenziale per le comunità palestinesi delle colline a sud di Hebron, e il loro danneggiamento provoca una notevole perdita economica per gli abitanti locali.

One of the biggest tree damaged

Pictures of the incident: http://snipurl.com/27mlq11

 

Israeli army entered in At Tuwani Palestinian village and searched in olive orchard

agosto 13, 2013 at 9:39 am

On 12 August six Israeli soldiers entered the South Hebron Hills village of At Tuwani. The soldiers searched an olive orchard while three armed settlers observed from the gravel road running between Havat Ma’on outpost and At Tuwani. The settlers spoke with the soldiers during this operation, and an army jeep subsequently entered the village. The soldiers remained in At Tuwani for about one hour, and the excuse they gave to Operation Dove volunteers was that the Palestinians threw stones at the army the previous night.

 

Il 12 agosto 2013 sei soldati israeliani sono entrati nel villaggio di At Tuwani. I militari hanno ispezionato un oliveto, mentre tre coloni armati osservavano la situazione dall’alto della strada sterrata che si trova tra At Tuwani e l’avamposto di Havat Ma’on. Durante l’operazione i coloni hanno interloquito con i soldati mentre una camionetta dell’esercito entrava nel villaggio. I militari sono rimasti nel villaggio per circa un’ora. Questi, rivolgendosi ai volontari di Operazione Colomba, hanno giustificato la loro presenza dicendo che la notte prima i Palestinesi avrebbero tirato delle pietre contro l’esercito.

 

 

Palestinians begin reusing well despite settler attacks

agosto 3, 2013 at 5:26 am

Palestinians from the South Hebron Hills have begun to reuse a water well they were previously afraid to use due to reoccurring settler attacks in the very area.

The Palestinian-owned water well situated in Humra Valley is located very near to the Havat Ma’on outpost and has often been the subject of settler attacks. In particular, during the summer of 2012 graffiti stating “Death to Arabs” was written on it and several times settlers from the outpost came to bath in the well. This well is in fact the one of the few in the area containing a good level of water since the Palestinians were afraid of using it because of the settler violence.
This fear lasted until the past winter, when Palestinians started to occasionally use it to water their sheep. Since the beginning of the summer a family from the local Palestinian village of Al Mufaqarah, accompanied by Operation Dove volunteers, has been using the well daily to graze their sheep.

 

I palestinesi delle colline  a sud di Hebron hanno ricominciato ad utilizzare un pozzo che era da tempo in disuso vista la ricorrente violenza dei coloni nell’area circostante.

Il pozzo palestinese è situato nella valle di Humra, molto vicino all’avamposto di Havat Ma’on, ed è spesso stato lo scenario di attacchi da parte dei coloni israeliani. In particolare, durante l’estate del 2012 sono stati trovati su di esso graffiti con la scritta “Morte agli arabi” e in diverse occasioni i coloni sono scesi per fare il bagno nell’acqua del pozzo. Questo pozzo è infatti uno dei pochi nell’area con un alto livello d’acqua, dato che i palestinesi avevano paura ad usarlo vista la violenza dei coloni. Paura che è durata fino allo scorso inverno, quando i palestinesi hanno occasionalmente ricominciato ad usarlo per abbeverare le proprie pecore. Dall’inizio dell’estate una famiglia proveniente dal villaggio palestinese di Al Mufaqarah, accompagnata dai volontari di Operazione Colomba, sta usando il pozzo ogni giorno durante il pascolo delle pecore.

 

C/S: Doppio attacco dei coloni nelle Colline a sud di Hebron: 62 alberi di ulivo tagliati durante la notte nell’ambito della ‘strategia del price tag’ e un campo di grano dato alle fiamme

maggio 12, 2013 at 11:07 pm

Su un muro nelle vicinanze del luogo dove si è verificato il primo incidente i volontari hanno trovato una frase scritta in ebraico: “prezzo da pagare per coloro che rubano”

At-Tuwani, 10 Maggio 2013

Il 10 di Maggio, alle ore 6 del mattino, alcuni palestinesi del villaggio di At-Tuwani e due volontari di Operazione Colomba hanno scoperto che 62 alberi di ulivo sono stati tagliati durante la notte in un campo situato in prossimità della Bypass road 317.

Su di un piccolo muro vicino al campo di ulivi è stata notata la presenza della frase “prezzo da pagare per coloro che rubano”. La “price tag” (Ebraico: מדיניות תג מחיר) è, secondo B’Tselem, il nome dato ad “atti di violenza occasionale nei confronti della popolazione palestinese e delle forze di sicurezza israeliane” commessi dalle frange più radicali del movimento dei coloni israeliani nei Territori Palestinesi. Secondo il New York Times essi: “esigono un prezzo dai Palestinesi locali o dalle forze di sicurezza israeliane per qualsiasi azione intrapresa a contrasto della loro impresa di colonizzazione”.

L’uliveto appartiene alla famiglia Amor ed è stato piantato circa 30 anni fa. I membri della famiglia palestinese  presenti sul luogo dell’incidente erano particolarmente sconvolti dall’accaduto.

La prima jeep di soldati israeliani è arrivata sul posto alle ore 7 del mattino circa, seguita da unaltro veicolo dell’esercito e da un’auto dell’ Amministrazione Civile israeliana. Alle ore 7:30 un’auto della Polizia israeliana è arrivata nelle vicinanze del campo ed un poliziotto ha iniziato a documentare utilizzando una videocamera. Un membro della famiglia proprietaria del campo ha fornito una testimonianza all’ufficiale riguardo alla storia dell’uliveto. La Polizia israeliana non ha parlato con i volontari internazionali e non ha fornito ulteriori spiegazioni riguardanti le indagini. Intorno alle 8:00 il responsabile della sicurezza della colonia di Ma’on si è confrontato con le forze di Polizia, con alcuni militari e ha scattato alcune fotografie.

Alle ore 8:10 un ufficiale dell’Amministrazione Civile ha provato a detenere un pastore palestinese di At-Tuwani con l’accusa di mancanza di rispetto verso la sua autorità. L’uomo palestinese ha negato di essersi espresso malamente nei confronti del militare. Intorno alle ore 8:30 un soldato israeliano incaricato di analizzare le impronte ha iniziato la sua indagine sul campo. Alla fine della sua analisi ha affermato che i responsabili del danneggiamento erano in sei, cinque uomini e una donna più alcuni altri che monitoravano da lontano.

Nel pomeriggio, intorno alle 2.30 p. m., un gruppo di coloni ha dato fuoco a un campo di grano palestinese, vicino al villaggio di Tuba. Un minorenne palestinese, di sedici anni, li ha visti fuggire da lontano. Il campo appartiene alla famiglia degli Aliawad che hanno immediatamente chiamato la polizia israeliana. Quando la polizia è arrivata, il ragazzo e suo fratello sono stati portati alla più vicina stazione di polizia, Kiryat Arba, per sporgere denuncia.

Gli alberi di ulivo e il grano sono una risorsa fondamentale per i palestinesi delle Colline a sud di Hebron ed il loro danneggiamento costituisce una grave perdita economica.

Cionostante le comunità palestinesi delle Colline a sud di Hebron sono ancora fortemente impegnate nella resistenza popolare nonviolenta contro l’occupazione israeliana.

Operazione Colomba mantiene una presenza costante a At-Tuwani e nelle Colline a Sud di Hebron dal 2004.

Foto dell’incidente: http://snipurl.com/270rxvs


C/S: Il Comitato Popolare delle Colline a Sud di Hebron lotta per una vita dignitosa per gli scolari Palestinesi

marzo 18, 2013 at 9:50 am

18 marzo 2013

At-Tuwani – Il 16 e il 17 marzo, il Comitato Popolare delle Colline a Sud di Hebron ha costruito una tenda vicino al villaggio di At-Tuwani per fornire un riparo a venti scolari, che devono aspettare all’aperto la scorta militare israeliana necessaria per proteggerli dalla violenza dei coloni lungo la strada da e per la scuola. Le forze israeliane hanno già abbattuto per due volte la tenda e confiscato i materiali di costruzione. L’azione è stata organizzata in cooperazione con la scuola di At-Tuwani.

I bambini, dai 6 ai 16 anni, provenienti da i villaggi delle colline a sud di Hebron di Tuba e Maghayir Al Abeed, necessitano di una scorta militare israeliana, che li protegga dagli attacchi dei coloni lungo il percorso da e per la scuola, nel vicino villaggio di At-Tuwani. Ogni giorno devono attendere la scorta per ritornare a casa sulla collina di Khelly. Dall’inizio del corrente anno scolastico, la scorta militare ha ritardato per più di cinque minuti circa il 50% dei pomeriggi (54 su 70). In totale i bambini sono stati costretti ad aspettare per la scorta, con qualsiasi tempo meteorologico, per più di 21 ore.

Sabato mattina alcuni attivisti per la pace palestinesi, israeliani e internazionali hanno montato una tenda vicino al villaggio di At-Tuwani per fornire un riparo ai bambini. L’esercito, la Border Police e gli agenti di polizia israeliani sono immediatamente arrivati sul posto e hanno tentato di allontanare gli attivisti. Poco dopo mezzogiorno l’esercito ha dichiarato l’area ‘zona militare chiusa’ per 24 ore e ha ordinato l’evacuazione. Un attivista internazionale è stato arrestato. Dopo circa un’ora la tenda è stata abbattuta dall’esercito e dalla polizia israeliana.

Alle 10:30 di domenica mattina i bambini della scuola di At-Tuwani, provenienti da sette villaggi delle colline a sud di Hebron, hanno marciato verso l’area con lo scopo di ricostruire la tenda. I bambini sono entrati nell’area militare chiusa e si sono frapposti tra i soldati e le persone che stavano ricostruendo la tenda, in solidarietà con i loro compagni di scuola di Tuba e Maghayir Al Abeed. Le forze israeliane, dopo aver allontanato tutti i presenti, hanno di nuovo smantellato la tenda, questa volta confiscando i materiali da costruzione.
Le comunità palestinesi di quest’area hanno dimostrato ancora una volta di essere fortemente impegnate nel rivendicare i loro diritti e nel resistere all’occupazione israeliana, scegliendo il metodo nonviolento.

Durante la scorsa settimana i coloni dell’avamposto di Havat Ma’on, nelle colline a sud di Hebron, hanno iniziato una nuova costruzione illegale. Nonostante le autorità israeliane siano state informate di questo, ad oggi non hanno fatto nulla per fermare questi lavori.

Maggiori informazioni riguardo alla scorta militare negli anni passati sono disponibili nel report “The Dangerous Road to Education. Palestinian Students Suffer Under Settler Violence and Military Negligence” a questo link: http://goo.gl/CXfi9

Operazione Colomba mantiene una presenza costante nel villaggio di At-Tuwani e nell’area delle colline a sud di Hebron dal 2004.

Foto dell’incidente: http://snipurl.com/26mssog

Video dell’incidente: presto disponibile

Per informazioni:

Operazione Colomba, +972 54 99 25 773

[Note: secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.]

C/S: La polizia israeliana arresta tre adolescenti palestinesi mentre pascolano le greggi sulla collina di Khelly, colline a sud di Hebron

marzo 16, 2013 at 5:27 pm

16 marzo 2013

At-Tuwani – La mattina del 15 marzo 2013 la polizia israeliana ha arrestato tre minori, di sedici, quindici e quattordici anni, sulla collina di Khelly, vicino al villaggio di At-Tuwani, nelle colline a sud di Hebron. Gli agenti sono intervenuti dopo che due coloni di Ma’on hanno accusato i ragazzi di aver danneggiato il recinto di un campo di ciliegi.

I ragazzi palestinesi stavano pascolando le loro greggi sulla collina di Khelly, vicino a un campo di ciliegi nelle vicinanze dell’insediamento di Ma’on. Alle 9:40 due coloni in macchina si sono avvicinati ai ragazzi, li hanno filmati e si sono allontanati. At 10:30 è arrivata una camionetta della polizia e un agente ha informato i pastori che erano stati accusati dai coloni di danneggiamento alla recinzione del campo di ciliegi. I ragazzi sono stati portati alla stazione di polizia di Kiryat Arba.

Un internazionale, che accompagnava i ragazzi palestinesi durante l’incidente, afferma che loro non hanno compiuto il danneggiamento. I tre ragazzi sono ancora detenuti nelle stazione di polizia di Kiryat Arba e anche i loro genitori sono stati convocati per essere interrogati. Gli agenti di polizia hanno richiesto una cauzione di 500 NIS per ciascun ragazzo. I genitori si sono rifiutati di pagare per la mancanza di un valido motivo per il loro arresto.

Dall’inizio nel 2013, i coloni di Ma’on, spesso in coordinamento con l’esercito israeliano, hanno scacciato diciassette volte i pastori palestinesi dalla valle e dalla collina di Khelly. Queste terre sono proprietà privata palestinese e l’amministrazione civile dell’esercito israeliano ha dato ai palestinesi il permesso di lavorarla. Inoltre, anche la terra sulla quale il recinto è stato costruito è di proprietà Palestinese. I coloni di Ma’on ne hanno preso possesso illegalmente, impedendo ai palestinesi di lavorare quel terreno.

Operazione Colomba mantiene una presenza costante nel villaggio di At-Tuwani e nell’area delle colline a sud di Hebron dal 2004.

Foto dell’incidente: http://snipurl.com/26m8zgm

Per informazioni:

Operazione Colomba, +972 54 99 25 773

[Note: secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.]

VIDEO: coloni minacciano e scacciano i pastori dalle loro terre, At Tuwani

marzo 13, 2013 at 2:30 pm

La mattina di sabato 2 febbraio dieci coloni hanno tentato di scacciare i palestinesi con le loro greggi dalle terre situate tra il villaggio di At Tuwani e la colonia di Ma’on. Quest’area è proprietà privata palestinese e viene coltivata ogni anno dalle famiglie del villaggio.

Verso le 10 una famiglia e due ragazzi del villaggio di At Tuwani stavano pascolando le loro greggi nelle collina di Khelly, quando 10 coloni (alcuni minorenni) sono corsi da Ma’on verso la valle per poi raggiungere i pastori. I coloni hanno hanno scacciato violentemente le pecore e intimato ai palestinesi di andare via dicendo che si trovavano in Israele e per questo motivo non potevano essere lì. I coloni hanno minacciato i palestinesi e due volontarie di Operazione Colomba che li accompagnavano, tentando anche di impedire loro di filmare la scena. Era presente sul posto una pattuglia di soldati, che non è riuscita ad impedire ai coloni di accorrere sui campi palestinesi, né di raggiungere i pastori. Una donna incinta si è interposta tra il gregge e i coloni per impedire un aumento della violenza, ricevendo urli e minacce lei stessa.

La tensione è diminuita dopo che molti abitanti del villaggio di At Tuwani, uomini, donne, bambini ed anche i più anziani, sono accorsi sul posto per difendere il loro diritto di usare quella terra.

Quando la polizia è arrivata sul posto ha detenuto un colono e un palestinese: il primo perché ha insultato un agente ed ha provato a scappare, il secondo perché sospettato di aver tirato una pietra. Entrambi sono stati rilasciati dopo circa un’ora.

 

Un tè con il nemico!

marzo 12, 2013 at 3:36 pm

Oggi evento storico. Dopo una mattina in cui Border Police ed esercito hanno minacciato i volontari,  scacciato i pastori e arrestato un ragazzo di Tuwani, sono usciti alcuni coloni dall’avamposto per fare una passeggiata al gate. Hussein, ragazzo di 15 anni, incitato dagli adulti, è andato loro incontro offrendo del tè.

Uno di loro lo ha accettato e ha scambiato quattro chiacchiere.
I palestinesi presenti hanno detto che è stata la prima volta.

Guarda le foto.

Esercito israeliano nega l’accesso delle auto a Jinba e detiene 14 palestinesi per 8 ore durante la notte.

marzo 2, 2013 at 7:37 am

Nella notte tra il 28 febbraio e l’1 marzo 2013 l’esercito israeliano ha detenuto per 8 ore 11 adulti e 4 bambini (5, 6, 7 e 9 anni) palestinesi che cercavano di raggiungere le proprie famiglie residenti a Jinba. Dopo 7 ore di detenzione sono stati sequestrati i mezzi di trasporto (due automobili e due quad). I militari hanno dichiarato che nessun veicolo può più transitare, durante la settimana, sulla strada che porta al villaggio perché si trova nell’aerea di esercitazione militare 918 e durante il weekend possono circolare solamente le auto dei residenti. L’avvocato che segue la causa contro l’evacuazione forzata dell’aerea 918 è intervenuto telefonicamente in supporto legale ai palestinesi, sostenendo che tutti coloro che vivono nell’aerea possono circolare liberamente.

Una camionetta militare ha fermato 5 auto che scendevano verso il villaggio di Jinba verso le ore 18:00. I soldati hanno sequestrato le carte di identità di tutti i passeggeri e il telefono cellulare di uno di loro. A tutti gli altri è stato impedito di telefonare. I telefoni sono stati restituiti solamente dopo due ore con l’arrivo della polizia.

Sul posto sono arrivate oltre alla polizia altre 3 camionette militari, la Border Police e la DCO. Ai palestinesi sono state proposte alcune soluzioni di patteggiamento in alternativa al sequestro delle auto, ma essi hanno rifiutato qualsiasi proposta che negasse il loro diritto ad accedere liberamente con i mezzi di trasporto nel villaggio dove vivono.

All’una di notte la polizia ha iniziato la rimozione dei veicoli, terminata alle 3 quando sono stati rilasciati anche tutti i passeggeri.

Un venerdì di ordinaria follia

febbraio 18, 2013 at 5:56 pm

Siamo appena usciti di casa per accompagnare i pastori in Khelly, la valle che separa At Tuwani dalla colonia israeliana di Ma’on. “Salam aleikum, kiffhalak?” – e dopo aver stretto la mano siamo lì con loro, in mezzo alle pecore, ad attendere che la volontà di Allah si compia.
Dalla cima dei minareti circostanti giungono gli echi dell’omelia del venerdì che, nell’etere, si confonde. Lunghi silenzi vengono interrotti da brevi scambi di battute in un arabo elementare e scorretto. Ogni tanto qualche sasso viene scagliato per richiamare il gregge.

Con passo lento ma energico ci spostiamo in alto, al di là dei campi.
Centocinquanta pecore stanno ora pascolando a qualche decina di metri dalla colonia. Il confine è segnato da una strada frequentata prevalentemente da israeliani armati o in tuta da jogging. Al di là dell’asfalto, una decina di piccole casette, bianche e disabitate, domina la collina. Loro unica ragion d’essere è sottrarre Terra Palestinese: conquistare, occupare, sfruttare la Terra Promessa.
Nel momento in cui il sole ha quasi raggiunto l’apice della sua parabola, un altro gruppo di pastori compare alle nostre spalle. Le pecore sono ormai più di duecento. Il colono incaricato della sicurezza di Ma’on non tarderà troppo all’appuntamento imposto dalle circostanze. È venerdì.