“Essi non sanno quello che fanno”

agosto 24, 2011 at 1:07 pm

23-8-2011 At-tuwani

<< Saulo non era un malintenzionato quando perseguitava i cristiani: era un sincero, coscienzionso devoto della fede di israele e pensava di essere nel giusto. […]

Le parole di Gesù sono scritte a lettere fortemente incise su talune delle più inesprimibili tragedie della storia: “Essi non sanno quello che fanno”.

Questa stessa cecità si manifesta in molte forme anche ai giorni nostri. […] Questa stessa cecità si ritrova anche nella segregazione razziale, la cugina non troppo lontana della schiavitù.1 >>

Così scriveva nel 1963 M.L.King. Qui dove ci troviamo ora vedo molta cecità, quella stessa che oggi come tanti anni fa impedise di vedere la novità del messaggio di Cristo, che ha sconfito il male con il bene e non il male con il male.

Siamo nei Territori Palestinesi militarmente occupati da Israele. Siamo in Cisgiordania, a su di Hebron tra le colline che disitano solo 5 chilometri dalla Linea Verde2.

Viviamo in un villaggio di pastori e contadini palestinesi che vivono coltivando la terra (lottando contro i sassi e la siccità) e allevando pecore. Questi resistono con la nonviolenza agli attacchi violenti di coloni nazional religiosi venuti a vivere qui negli anni ’80.

C/S: Coloni intimidiscono pastori palestinesi ed attaccano osservatori internazionali

luglio 29, 2011 at 7:04 am

COMUNICATO STAMPA
Coloni intimidiscono pastori palestinesi ed attaccano osservatori internazionali

29 Luglio 2011

Il 27 luglio, alle 9.15 circa, quattro coloni israeliani dell’insediamento di Havat Ma’on (colline a sud di Hebron, Cisgiordania) a viso coperto, armati di sassi ed una spranga di ferro, hanno intimidito tre pastori palestinesi e attaccato due osservatori internazionali.

I coloni hanno tirato pietre contro gli internazionali ed hanno colpito uno di loro alla testa con la spranga.

I palestinesi stavano pascolando i greggi sulla propria terra vicino la collina di Mesheha, quando quattro coloni a viso coperto li hanno attaccati.

I pastori sono riusciti a lasciare l’area ma i coloni hanno attaccato gli internazionali (un membro dei Christian Peacemaker Team ed un ospite in visita).

Terzo Festival della Resistenza Nonviolenta di At-Tuwani

luglio 25, 2011 at 5:59 am

Terzo festival della resistenza nonviolenta per At-Tuwani. L’evento ha inizio qualche minuto dopo le dieci, si incomincia con Saber Hureini, membro del comitato popolare di At-Tuwani nonchè sindaco di At-Tuwani, che introduce agli ospiti l’importanza ed il significato dell’evento. Interventi che si susseguono uno dopo l’altro, protagonisti personalità come il rappresentante di Fatta’h del distretto di Yatta Mr. Ali Harb, il sindaco della stessa città Mr. Zahran Abu Kbetta , il Presidente del Governatorato di Hebron Mr. Kamil Ahmeed , e il ministro dell’educazione Mr. Khalid Fahd Qawsmi seguito da impiegati dei vari ministeri. C’è anche un poeta presente all’evento, Sho’ab Hadalin, che canta alcuni versi.

Video dell’attacco ai volontari internazionali

luglio 20, 2011 at 1:30 pm

C/S: “Tre coloni mascherati di Havat Ma’on attaccano volontari internazionali nelle Colline a Sud di Hebron”

luglio 20, 2011 at 5:01 am

18 Luglio 2011

At-Tuwani – Nella giornata di lunedì 18 luglio verso le 18:30 nella valle di Meshakha poco distante dall’avamposto di Havat M’on, tre coloni mascherati hanno attaccato con sbarre metalliche e pietre due volontari di Operazione Colomba e un membro del Christian Peacemaker Teams. I coloni, tutti e tre mascherati, erano stati visti uscire dall’avamposto di Havat Ma’on per aggredire verso alcuni pastori palestinesi che stavano portando al pascolo le greggi nelle valli circostanti.

C/S: At-Tuwani: Palestinesi protestano pacificamente contro l’espansione illegale dell’avamposto di Havat Ma’on, l’esercito risponde con violenza

luglio 10, 2011 at 8:17 am

9 Luglio 2011

At-Tuwani – Durante la mattinata di Sabato 9 luglio oltre un centinaio di palestinesi provenienti da At-Tuwani e villaggi vicini, internazionali e attivisti israeliani hanno marciato contro l’espansione dell’illegale avamposto di Havat Ma’on. Alla testa del corteo i giovani palestinesi portavano un cartello con su scritto “We want to live in Peace and Dignity”.


C/S: “Colline a sud di Hebron, l’esercito israeliano distrugge 9 cisterne d’acqua nel villaggio palestinese di Amnyr”

luglio 6, 2011 at 5:27 pm

5 luglio 2011

At-Tuwani – Nella tarda mattinata di martedì 5 luglio, verso le 11:30 del mattino l’ esercito israeliano, DCO border police sono arrivati nel villaggio palestinese di Amniyr seguiti da diversi camion con rimorchio, montacarichi e scavatori. Sono iniziate immediatemente le demolizioni, attirando l’attenzione di un gruppo di coloni provenienti probabilmente dalla vicina colonia di Suseya, che si sono messi a fare picnic proprio davanti al villaggio.

A Third way

luglio 1, 2011 at 5:23 am

C/S: Coloni di Havat Ma’on attaccano pastori palestinesi con coltelli e lanciando pietre in Meshakha valley, colline a sud di Hebron

giugno 26, 2011 at 4:11 am

25 Maggio 2011

At-Tuwani – Verso le dieci del mattino, nella valle di Meshakha, nelle colline a sud di Hebron, davanti all’avamposto illegale di Havat Ma’on, alcuni pastori palestinesi che stavano pascolando i loro greggi sono stati assaliti da 11 coloni, provenienti dal suddetto avamposto, armati di coltelli e pietre.

C/S: “Esercito Israeliano e Border Police demoliscono case tenda ed un servizio esterno nel villaggio palestinese di Bir Al ‘Idd nelle colline a sud di Hebron.”

giugno 21, 2011 at 6:26 am

Colline a sud di Hebron, 20 giugno 2011

Nella mattinata del 20 giugno 2011 l’esercito israeliano alla presenza della Border Police ha demolito delle abitazioni tenda ed un servizio igenico esterno nel villaggio palestinese di Bir-Al-‘Idd. Le famiglie direttamente coinvolte sono Rab’ai, Abu ‘Aram, Abu Junis e ‘Adara. Gli abitanti hanno riferito che gli ufficiali si sono presentati molto presto al mattino con ruspe e carri attrezzati con braccia meccaniche, rimuovendo nel giro di poco tempo tutto ciò che veniva considerato senza relativo permesso da parte dell’autorità israeliana. Agli internazionali presenti (appena arrivati) ed ad alcuni attivisti israeliani è stato proibito di sostare in quell’area dichiarata “zona militare chiusa”, quindi obbligati ad andarsene, pena l’arresto.