La libertà oggi
26 novembre 2011, At-Tuwani
Dopo giornate di quiete e serenità, dopo tramonti rosei come il futuro che questa gente prospetta, nonostante tutto, costruendo nuove case, sistemando le strade e perfino abbellendo i muretti, si ritorna al crudo scontro con la realtà.
Percorro correndo la strada che dal villaggio di At-Tuwani porta ad Umm Fagarah. Scavalco i piloni che l’esercito qualche settimana fa ha demolito: dovevano portare l’elettricità lungo la strada e nelle case. Ma qui la gente guarda lontano:”Li innalzeremo di nuovo”. Arrivo a Umm Fagarah e trovo numerosi mezzi dell’esercito israeliano che stanno demolendo delle abitazioni. Nel giro di mezz’ora il bilancio è di un generatore per la corrente elettrica, una moschea e due case demolite assieme alla stalla -durante la demolizione non è stato concesso ai palestinesi di avvicinarsi per portare in salvo gli animali, alcuni sono quindi rimasti schiacciati sotto le macerie-. Due ragazze vengono infine portate via con l’accusa di aver provato ad entrare nella loro casa prima della demolizione per portare fuori il salvabile.






