Israeli settler attacked Palestinians near village of Tuba

agosto 8, 2013 at 10:39 am

On August 6 at about 6 p.m an armed settler chased two Palestinian shepherds in the South Hebron Hills’ Umm Zeitouna valley. The shepherds report that the settler shot his gun, targeting one of them. The bullet didn’t reach the shepherd, but hit a stone near his feet. The settler followed the fleeing shepherds until reaching the nearby village of Tuba. In the entrance to Tuba a Palestinian came out to speak with the settler, taping everything with a camera.

The settler attacked the Palestinian, pushing him and kicking his leg, aiming the gun at him and spitting at the camera. The settler threatened him in Hebrew and Arabic. At about 6.45 p.m the settler went away in the direction of Ma’on settlement.

In the Umm Zeitouna valley settler harassments and attacks against Palestinian shepherds are becoming more frequent. Despite this, the shepherds continue to graze their sheep in the valley, following a nonviolent strategy to claim their right.

 

Il 6 agosto 2013, intorno alle 18.00, un colono armato ha rincorso due pastori palestinesi nella valle di Umm Zeitouna. Secondo la testimonianza dei pastori, il colono avrebbe sparato mirando ad essi. Il proiettile avrebbe colpito una pietra vicino alle gambe di uno dei due palestinesi. Come mostrano le immagini, il colono ha inseguito il gregge fino al villaggio di Tuba. Lì ha incontrato un altro Palestinese, venutogli incontro per parlare.

Il colono ha attaccato il Palestinese tirandogli calci e spingendolo. Gli ha anche puntato il fucile al petto e sputato sulla telecamera, minacciandolo in arabo ed ebraico. Intorno alle 18.45 il colono si è mosso in direzione della colonia di Ma’on.

Nella valle di Umm Zeitouna le aggressioni e gli attacchi dei coloni stanno diventando sempre più frequenti. Nonostante ciò, i pastori Palestinesi continuano a pascolare le loro greggi in questa valle, perseguendo una strategia nonviolenta.

Settlers’ vineyard removed from Palestinian-owned land

agosto 7, 2013 at 8:11 am

On August 5 the Israeli Border police demolished a vineyard cultivated by settlers on Palestinian-owned land near the settlement of Suseya. Palestinian residents of the nearby South Hebron Hills village of Susiya filed a court case about one year ago, complaining about this trespassing. Thanks to attorneys from Rabbis for Human Rights, the court ruled that the settlers had until August 1 to evacuate the Palestinian-owned field.

Demolition of the vineyard was conducted by approximately fifty Border Police officers, two bulldozers and a truck that took away vineyard remnants. Palestinians watched the scene from the village, satisfied as they were regaining their land but worried about possible hate crimes (“price tag attacks”) by settlers. Palestinian crops in and surrounding the village have in fact often been the target of settler violence during the summer of 2012.

 

Il 5 agosto la Border Police israeliana ha smantellato una vigna coltivata da coloni su terra di proprietà palestinese vicino alla colonia di Suseya. Gli abitanti palestinesi dell’adiacente villaggio di Susiya (colline a sud di Hebron) avevano infatti intentato una causa circa un anno fa, protestando per l’ingiusta appropriazione. Grazie alla collaborazione con avvocati dei Rabbini per i Diritti Umani, il caso si è chiuso a favore dei palestinesi: la corte ha deliberato che i coloni avrebbero avuto tempo fino al 1 agosto per liberare il campo di proprietà palestinese.

La demolizione della vigna è stata operata da circa 50 ufficiali della Border Police, due bulldozer e un camion che ha provveduto a portare via i residui. I palestinesi hanno assistito alla scena dal villaggio, soddisfatti per la riappropriazione della terra ma preoccupati per possibili atti di vendetta da parte dei coloni. I campi palestinesi intorno al villaggio, infatti, sono stati spesso bersaglio di violenze da parte dei coloni durante l’estate del 2012.

Umm Al Kheer residents face daily harassment from Israeli soldiers and settlers

agosto 4, 2013 at 10:11 am

Since the end of May, when Israeli settlers from Karmel built a shelter and planted trees on a Palestinian-owned hill to take possession of it, Bedouin inhabitants of the South Hebron Hills village of Umm Al Kheer have faced daily harassment from Israeli settlers and soldiers. If initially the situation was seemingly harsher, with arrests and incursions into the village, the harassments have now became a daily occurrence.

Bedouin shepherds are still not allowed to pass with their flocks on the hill that leads them to the land where they graze their sheep each day, a hill for which no official document exists stating that is not private land owned by Palestinians. Israeli soldiers stand every morning under the shelter built on the hill to ensure Palestinians pass around and do not cross the hill. Tension is always higher on Saturdays, with the presence of Israeli police, settlers and more soldiers than usual. Bedouin shepherds accordingly require Israeli or international activists to accompany them each Saturday as they lead their flocks back to the village.

The inhabitants of Umm Al Kheer will object to the new plan of the Israeli government to build 80 new housing units in the Karmel settlement, a plan currently pending approval.

 

Da quando, alla fine di maggio, i coloni israeliani di Karmel hanno costruito una tettoia e piantato alberi d’ulivo su una collina di proprietà palestinese per impossessarsene, gli abitanti beduini del villaggio di Umm Al Kheer (colline a sud di Hebron) hanno dovuto affrontare soprusi quotidiani da parte di esercito e coloni. Se inizialmente la situazione poteva sembrare più grave, con arresti e incursioni nel villaggio, l’ingerenza da parte dell’esercito israeliano è ora divenuta una realtà quotidiana.

Ai pastori beduini è ancora proibito passare con le proprie greggi sulla collina che conduce alla terra su cui pascolano ogni giorno. Nessun documento ufficiale afferma che quella collina non è proprietà privata palestinese. Eppure, dei soldati israeliani si posizionano ogni mattina sotto la tettoia costruita sulla cima della collina per controllare che i palestinesi passino intorno e non attraversino la collina. Di sabato la tensione è sempre maggiore, con la costante presenza di polizia, coloni e più soldati rispetto al solito.

Gli abitanti di Umm Al Kheer sono intenzionati a presentare un’obiezione al piano di costruzione dell’attuale governo israeliano per 80 nuove unità abitative nella colonia del Karmel, piano in attesa dell’approvazione finale.

 

Photo from Ta’yush

Harassment against Palestinian shepherds and Operation Dove volunteers in Umm Zeitouna valley continues

luglio 30, 2013 at 12:02 pm

On July 28 at about 8 a.m., one settler and three Israeli soldiers chased three Palestinian shepherds from Umm Zeitouna valley in the South Hebron Hills. The settler tried to catch the Palestinian shepherd, threatening him with death. The soldiers detained OD volunteers, who were accompanying the shepherd, for more than one hour, falsely charging them with entering Israeli private property when the area was Palestinian property. The soldiers prevented the volunteers from using mobile phones and cameras. While the settler threatened the volunteers with death and insulted them, the soldiers were present and did nothing.
This is the third time in three weeks that this settler has chased and verbally threatened Palestinian shepherds and OD volunteers in the Umm Zeitouna valley.

Il 28 luglio intorno alle 8.00, un colono e tre soldati israeliani hanno rincorso tre palestinesi che stavano pascolando le greggi nella valle di Umm Zeitouna. Il colono ha minacciato di morte uno dei palestinesi ed ha provato più volte a catturarlo. I soldati hanno detenuto per più di un’ora tre volontari di Operazione Colomba con la falsa accusa di essere entrati in una proprietà privata israeliana. Questi ultimi erano invece su una terra di proprietà palestinese. I militari, da una parte, hanno fisicamente impedito ai volontari di utilizzare telefoni cellulari e fotocamere, dall’altra non hanno agito in nessun modo nei confronti del colono, neanche quando ha ripetutamente insultato e minaccaiato di morte i volontari stessi.
Questa è la terza volta in tre settimane che il medesimo colono insegue e minaccia pastori palestinesi e volontari di Operazione Colomba nella valle di Umm Zeitouna.

 

The settler trying to catch a Palestinian shepherd
Il colono nel tentativo di catturare uno dei pastori palestinesi

 

Operation Dove volunteers while detained by Israeli soldiers. On the left: the settler
Volontari di Operazione Colomba durante la detenzione da parte dei soldati israeliani. Sulla sinistra: il colono

C/S: La continua espansione delle colonie mette in pericolo le comunità delle colline a sud di Hebron

luglio 23, 2013 at 11:35 am

COMUNICATO STAMPA

La continua espansione delle colonie mette in pericolo le comunità delle colline a sud di Hebron

Mentre il governo promuove la costruzione di 80 nuove unità nella colonia di Karmel, la DCO consegna quattro ordini di fermo dei lavori e un ordine di demolizione nel villaggio palestinese di Al Mufaqarah

(segue la versione in inglese)

 

23 luglio 2013

Durante i mesi di giugno e luglio i volontari di Operazione Colomba hanno monitorato l’espansione delle colonie israeliane di Karmel e Ma’on e dell’avamposto di Avigayil.

La più grande espansione è stata registrata nella colonia di Karmel. Durante il mese di giugno scavatori e ruspe stavano lavorando per la costruzione della base di un nuovo settore, nella parte sud della colonia. In questa nuova parte della colonia, già a metà luglio, erano presenti sei nuove case e tre gruppi di fondamenta per altre strutture. La colonia di Karmel è stata costruita negli anni ’80 a ridosso del villaggio beduino di Umm Al Kheer. La nuova espansione sta causando ulteriori difficoltà e disagi ai pastori beduini che vanno a pascolare le greggi nelle vicinanze del loro villaggio e della colonia. Negli ultimi due mesi gli abitanti di Umm Al Kheer hanno dovuto affrontare violenze e soprusi quotidiani da parte dell’esercito e dei coloni israeliani, tra cui l’arresto di tre pastori e il danneggiamento di proprietà private beduine.

L’espansione dell’avamposto di Avigayil ha gravemente danneggiato i campi palestinesi circostanti. Il 14 luglio, infatti, i coloni hanno utilizzato una ruspa per sottrarre terra da un campo situato di fronte all’entrata dell’avamposto. I proprietari del campo hanno denunciato l’accaduto agli uffici della DCO (District Coordination Office) competente nell’area. Lo stesso giorno è stata documentata la presenza di un nuovo cancello metallico all’entrata dell’avamposto, molto simile a quelli installati all’ingresso di altre colonie della Cisgiordania.

A Ma’on sono state registrate espansioni sul lato est della colonia. Alla fine di giugno i lavori interessavano un nuovo edificio e un muro adiacente la strada sottostante. Dopo meno di un mese il muro era stato completato.

Mentre l’espansione di queste colonie nelle colline a sud di Hebron compromette lo sviluppo delle comunità locali palestinesi, il comitato di pianificazione dell’attuale governo israeliano sta approvando la costruzione di 5170 nuove unità nelle colonie della Cisgiordania. Tra le quali, un piano di costruzione per 80 nuove unità nella colonia del Karmel è stato depositato e pubblicato, in attesa dell’approvazione finale (fonte: Peace Now, http://peacenow.org.il/eng/PlansApproval220713).

Il 22 luglio la DCO ha consegnato quattro ordini di fermo dei lavori e un ordine di demolizione a strutture di proprietà palestinese nel villaggio di Al Mufaqarah. Gli ordini riguardano due famiglie. Per la prima famiglia composta da dieci persone, gli ordini riguardano una casa e una tenda. Gli altri sono stati consegnati per una casa, una tenda e un pozzo appartenenti ad una famiglia di undici persone.

Il villaggio di Al Mufaqarah si trova in Area C, sotto amministrazione militare e civile israeliana. Tutte le costruzioni devono essere approvate dall’amministrazione israeliana. Israele rifiuta ai palestinesi il permesso di costruire sul 70% dell’Area C, che è circa il 44% della Cisgiordania, mentre nel rimanente 30% vengono applicate una serie di restrizioni che eliminano la possibilità di ottenere permessi (fonte: OCHA oPt).

Mentre i villaggi palestinesi e beduini dell’Area C soffrono a causa dell’attuale politica di demolizioni e minacce, i vicini avamposti e colonie continuano ad espandersi. Ciononostante, le comunità palestinesi delle colline a sud di Hebron ribadiscono il loro impegno nell’affermare i propri diritti e nel resistere in modo nonviolento all’occupazione israeliana.

 

Operazione Colomba mantiene una presenza costante nel villaggio di At-Tuwani e nell’area delle colline a sud di Hebron dal 2004.

 

Foto dell’incidente: http://snipurl.com/27hu1iw ; Foto di Avigayil: http://snipurl.com/27gry53

Video dell’incidente: http://www.youtube.com/watch?v=HddvttULfHk  (fonte: Ta’yush)

 

[Note: secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.]

Daily harassments against Palestinian shepherds in front of Avigayil, illegal outpost

luglio 21, 2013 at 9:13 pm

On July 19 and 21 Israeli soldiers chased Palestinian shepherd while were grazing their flocks in front of Avigayil, illegal outpost. In both cases the soldiers gave no explanations about what they were doing. On July 21 three soldiers run towards four young shepherds shouting and pushing them. The soldiers threatened to arrest both Palestinians and Operation Dove volunteers. One shepherd had been detained and handcuffed by the soldiers. They threatened to beat up him in case he would come again in front of the outpost.

Il 19 e 21 luglio alcuni pastori palestinesi sono stati scacciati dai soldati israeliani mentre pascolavano le loro greggi di fronte all’avamposto illegale di Avygayl. In entrambi i casi i soldati non hanno dato alcuna spiegazione riguardo le loro azioni. Il 21 luglio i soldati si sono diretti correndo verso quattro giovanissimi pastori urlando e strattonandoli. I soldati hanno minacciato di arresto sia i palestinesi che i volontari di Operazione Colomba. Uno dei pastori è stato detenuto e ammanettato dai soldati, i quali hanno minacciato di picchiarlo in caso si ripresentasse di fronte all’avamposto.

 

Video of July 19:

Expansion works in Avigayil outpost continue

luglio 18, 2013 at 8:37 am

Settlers continue to expand the South Hebron Hills area outpost of Avigayil. On July 15 Operation Dove volunteers took photos of a gate recently constructed in the entrance of Avigayil, a gate similar to those in the entrances of other West Bank settlements. The previous day settlers used a bulldozer to steal soil from Palestinian-owned fields located in front of Avigayil. This practice of stealing soil was documented by Palestinian and Israeli activists just five and ten days ago, close to the nearby settlement of Suseya.

I coloni continuano a espandere l’avamposto illegale di Avigayil, situato nelle Colline a Sud si Hebron. Il 15 luglio i volontari di Operazione Colomba hanno fotografato il cancello costruito di recente all’entrata dell’avamposto. Questo tipo di cancello è molto simile a quelli che si possono trovare all’entrata delle colonie israeliane presenti in Cisgiordania. Il giorno precedente i coloni, servendosi di una ruspa, hanno rubato la terra di un campo palestinese di fronte ad Avigayil. La pratica del furto di terra è stata documentata da attivisti palestinesi e israeliani soltanto cinque giorni fa nei pressi della vicina colonia di Suseya.

 

 

 

Pictures of the incident: http://snipurl.com/27gry53

Previous videos made by Palestinian and Israeli activists nearby Suseya settlement: https://www.youtube.com/watch?v=JVOkC4fAR90; https://www.youtube.com/watch?v=2BAt2Hzp7TI

Settlers attack Palestinian shepherd near Mitzpe Yair outpost

luglio 15, 2013 at 6:52 am

On July 14 at about 7.30 p.m., Omar Ahmad Gebren Hosheia, age 28, was attacked by three masked settlers while grazing his sheep near the Mitzpe Yair outpost. The settlers stoned Omar on his head and face. Because of his serious injuries, Omar was taken by ambulance to Hebron’s Alia Hospital, where he remains hospitalised.

Il 14 luglio alle 19:30, Omar Ahmad Gebren Hoseia (28 anni) è stato attaccato a pietrate da tre coloni mascherati mentre stava pascolando le sue pecore vicino all’avamposto di Mitzpe Yair. A causa delle gravi lesioni che ha riportato alla testa e al volto, Omar è stato portato in ambulanza al Ali Hospital di Hebron, dov’è tutt’ora ricoverato.

 

Picture by B’Tselem

 

Picture by B’Tselem

Update: elderly Palestinian sheperd arrested in the Beduin village of Umm Al Kheer on july 7

luglio 8, 2013 at 12:30 pm

Elderly Palestinian shepherd Suleiman Aid Yamin Hadlin was arrested Sunday morning in the South Hebron Hills Bedouin village of Umm Al Kheer.

Palestinian shepherds did not graze their flocks Sunday morning, following their detention and subsequent release from the Kiryat Arba police station on Saturday. The shepherds were released following payment of bail and the signing of documents in which they committed themselves not to cross for fifteen days a hill on which settlers illegally planted olive trees and erected a shelter. The hill was declared a closed military zone by the Israeli army.

At 11am on Sunday Suleiman took his flock to a water cistern near Umm Al Kheer. He was approached by a military jeep arriving from the Karmel settlement, and three soldiers accused him of having entered the closed military zone.

To date no official document exists stating that the hill is not private land owned by Palestinians

Suleiman was released Sunday night. No charges were filed and he was not required to pay bail.

Israel weighs demolition of flagship EU sustainability project in West Bank village of Susya

giugno 30, 2013 at 11:17 am

Israel’s Civil Administration in the West Bankon Thursday raided a Palestinian village in the south Hebron Hills and distributed stop work orders for tents, hothouses, a water well and a solar panel – many of which were set up with the help of the European Union for humanitarian purposes.