VIDEO: l’arresto di una donna con sua figlia di 18 mesi durante un’azione nonviolenta, colline a sud di Hebron

gennaio 19, 2013 at 9:47 pm

Video by Ta’ayush, 19/01/2013

Un’azione nonviolenta: continuare a camminare

gennaio 15, 2013 at 6:04 pm

1- Esserci 
Camminiamo io e C. con passo svelto per raggiungere il villaggio di Tuba. Andiamo a visitare alcune famiglie, passeremo la notte con loro e domattina accompagneremo i ragazzi al pascolo con le nostre videocamere e i nostri passaporti. Dimostriamo con le nostre visite che la loro esistenza è importate, che non passa inosservata e che vale la pena di faticare per loro. Andiamo con passo svelto per arrivare prima del buio cercando di non farci notare troppo dai coloni dell’avamposto. Camminiamo lungo la strada più breve che non sia troppo vicino alle case colone. Passiamo a circa 50 metri dalla casa colona più esterna.
Sentiamo una voce che urla arrabbiata qualcosa di incomprensibile. E’ un colono. Ce l’ha con noi. Grida verso di noi. 

Ha’aretz: E-1 protest marks change of tactics by Palestinian activists

gennaio 14, 2013 at 10:05 am

Ha’aretz, 14.01.2013, Amira Hass

The Palestinian Popular Committees are facing a contradiction: They won the attention of the world, but failed to spark a mass movement against the occupation.

The idea of setting up a protest tent village in E-1 gained momentum over the past few weeks among members of the Palestinian Popular Committees – the same committees that for 10 years have been organizing weekly demonstrations in the West Bank against the Israeli occupation in general, and against the separation fence and settlements in particular.

 

Ha’aretz: Netanyahu to ask High Court to allow eviction of Palestinian E1 tent camp

gennaio 13, 2013 at 6:26 am

Ha’aretz, 12.01.2013, Barak Ravid and Chaim Levinson

Prime Minister Benjamin Netanyahu on Saturday ordered Israel’s security forces to evacuate a tent camp set up by hundreds of Palestinians in the E1 area, east of Jerusalem.

Netanyahu’s decision contradicted a temporary injunction ordered by Israel’s High Court on Saturday preventing the state from evicting the Palestinians from the outpost.

The Prime Minister’s Bureau said in a statement released on Saturday that the state would submit a request to the High Court on Saturday night asking it to cancel the injunction.

According to the statement, Netanyahu has ordered that the site be declared a closed military zone and that all access roads leading to the site of the tent camp be closed by security forces until the High Court decides on the matter, in order to prevent additional people from gathering at the site.

Some 200 Palestinians and international peace activists set up the tent camp on Friday morning, giving it the name “Bab al-Shams.”

On Saturday, Israel Police kept additional activists from reaching the site. Police also prevented senior Palestinian officials Saeb Erakat and Hanan Ashrawi from visiting the area.

C/S: Il Comitato Popolare delle Colline a Sud di Hebron ha partecipato all’insediamento di un nuovo villaggio palestinese in area E1

gennaio 12, 2013 at 5:19 pm

12 gennaio 2013

At-Tuwani – L’11 gennaio il Comitato Popolare delle Colline a Sud di Hebron (CPCSH) si è unito a 250 attivisti palestinesi nell’insediamento del nuovo villaggio palestinese “Bab Al Shams” (Porta del Sole), nelle terre di al-Tur, in un’area denominata E1 dallo stato di Israele, con l’intento di arrestare l’insediamento delle colonie e la conseguente confisca della terra.

Nel primo pomeriggio la Border Police e la DCO (District Coordination Office, il settore dell’esercito israeliano che si occupa dell’amministrazione civile dei Territori Occupati Palestinesi in area C) hanno consegnato un ordine di evacuazione immediata per il nuovo villaggio palestinese, in contrasto con un’autorizzazione temporanea, emessa dall’Alta Corte di Giustizia israeliana, a rimanere per sei giorni.

Venticinque persone del CPCSH (formatosi nell’area Massafer Yatta, a sud est del distretto di Hebron) hanno partecipato, insieme a palestinesi dell’intera Cisgiordania, all’iniziativa promossa dal Popular Struggle Coordination Committee. “Come nelle colline a sud di Hebron, anche qui le politiche che limitano la costruzione di abitazioni e permettono la confisca delle terre, attuate dal governo di Israele, hanno lo scopo di espandere gli insediamenti”, ha dichiarato il coordinatore del Comitato. “Siamo presenti a Bab Al Shams perchè una resistenza popolare nonviolenta è l’unica via per affrontare l’occupazione israeliana ed affermare il diritto a stare nelle nostre terre.”

E1 è un termine utilizzato dal Ministero Israeliano della Casa per indicare un’area di 12 km quadrati a nord-est di Gerusalemme, tra la sua municipalità e la colonia di Ma’aleh Adummim. All’interno di quest’area passa la principale arteria che collega nord e sud della Cisgiordania.

Nel novembre 2012, il governo israeliano ha annunciato che promuoverà un piano regolatore che permetterà la costruzione di 3000 unità abitative di insediamento israeliano nella zona E1.

Operazione Colomba mantiene una costane presenza internazionale nel villaggio di At-Tuwani e nelle colline a sud di Hebron dal 2004.

Foto: http://snipurl.com/263zw9a

Per informazioni:

Operazione Colomba, +972 54 99 25 773

[Note: secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.]

VIDEO: 2012-12-22 Tre palestinesi arrestati mentre lavoravano le proprie terre vicino alla colonia di Suseya

gennaio 7, 2013 at 8:07 am

Dopo l’azione del 22 il Comitato  Popolare nonviolento delle colline a sud di Hebron ha organizzato altre due azioni su quello stesso terreno, che non viene coltivato da dieci anni.  L’obiettivo è quello di rivendicare e difendere il proprio diritto all’accesso alla terra, continuamente limitato per permettere l’espansione delle colonie. Le famiglie palestinesi torneranno ogni settimana sul posto finché non riusciranno a coltivare quella terra. Contemporaneamente si stanno svolgendo azioni legali a sostegno di questa causa.

 

Una foto che parla

gennaio 5, 2013 at 1:47 pm

Gli strumenti che parlano:

il mitra
E’ assertivo e paventa una sicurezza che nasconde la paura e il bisogno di difendersi:
“la tua vita è nelle mie mani, se io voglio tu non esisti più. Sono puntato su di te oggi, a una settimana dall’omicidio di un ragazzo di 18 anni da parte di un soldato a Hebron, qui vicino… quindi sto facendo sul serio! La tua vita in fondo non vale così tanto perché può essere messa a repentaglio per una questione di terra e di pecore. Qui comando io, tu devi obbedire. Non hai nessun potere tu qui, il potere è mio perché se non obbedisci potrei ferirti… ucciderti…”

C/S: Tre palestinesi arrestati mentre lavorano la propria terra nei pressi della colonia israeliana di Suseya, South Hebron Hills

dicembre 22, 2012 at 8:35 pm

22 dicembre 2012

At-Tuwani – Questa mattina alle ore 10:30 tre palestinesi, Eisa Shamisty, Azmi Shamisty e Mahmoud Shamisty, sono stati arrestati mentre lavoravano un terreno di proprietà palestinese nei pressi dell’avamposto israeliano di Havat Ya’er vicino alla colonia di Suseya. Erano con loro circa quaranta palestinesi, uomini, donne e bambini insieme a attivisti israeliani e internazionali.

Dopo una decina di minuti di lavoro, sono sopraggiunti una ventina di coloni che, con insulti e aggressioni, hanno provato a cacciare i lavoratori. Sul posto, chiamati dagli stessi coloni, sono arrivate sei camionette dell’esercito e la border police. L’esercito ha dichiarato la zona “area militare chiusa” e ha allontanato palestinesi, internazionali e attivisti israeliani. Ai coloni non è stato vietato di restare. Insieme ai tre palestinesi sono stati arrestati anche due attivisti israeliani.

L’espulsione di Leonardo

dicembre 17, 2012 at 5:03 pm

La notizia dell’espulsione di Leonardo dall’areoporto di Tel Aviv giunge imprevista come una freccia e mi colpisce. Su quella freccia è imbevuto del veleno che mi entra nel sangue e mi inquina corpo e mente. Si tratta di una miscela pericolosa, un mix letale di ingiustizia e impotenza.
Ingiustizia.
L’espulsione di Leonardo è una delle tante accezioni della parola ingiustizia.
Purtroppo molte sono le ingiustizie di questo mondo e la Colomba è uno dei migliori strumenti per combatterle.
Ingiusto è trattenere un essere umano in un centro detentivo senza che questa persona abbia compiuto alcun reato, sia esso nigeriano in Italia, sia esso sudanese in Grecia, sia esso italiano in Israele.
Ingiusto è interrogarlo fino allo sfinimento, espellerlo e spedirlo come un pacco di Natale verso una destinazione ignota. É ingiusto e non fa altro che alimentare l’ingiustizia in un circolo vizioso; utile solo a ampliare le tabelle sulla sicurezza e le statistiche sui “terroristi” e su “coloro che minano la sicurezza del nostro Stato”.
Ingiusto è questo Stato.
Autore di gravissime violazioni dei diritti umani, è lo stesso Stato che alza muri, separa, demolisce, bombarda. E, forse ancora più grave, nasconde.
Nasconde la verità su quello che accade, non desidera occhi occidentali, videocamere, Leonardi che girano. Ecco, il motivo per cui Leonardo non è a Tuwani oggi.
Da quando era stato ad At-Tuwani la prima volta, qualche anno fa con una delegazione di Don Nandino, aveva deciso di rompere il silenzio e raccontare e testimoniare la verità su quei luoghi.

C/S: L’esercito israeliano demolisce la moschea di al Mufaqarah, nelle colline a sud di Hebron

dicembre 4, 2012 at 3:36 pm

4 Dicembre, 2012

At-Tuwani

Martedì 4 dicembre alle ore 6.30 del mattino due bulldozer seguiti da un veicolo della Border Police, 4 automobili del District Coordination Office (DCO) e 5 camionette dell’esercito sono giunti nel villaggio palestinese di al Mufaqarah e hanno demolito la moschea.

La moschea era stata demolita dall’esercito israeliano un anno fa, il 24 novembre 2011. Lo scorso ottobre gli abitanti del villaggio avevano appena finito di ricostruirla.

Il villaggio di al Mufaqarah si trova in area C, sotto controllo amministrativo e militare israeliano. All’interno di quest’area ogni costruzione deve essere approvata dall’amministrazione israeliana. Secondo un rapporto dell’ONU, costruire è vietato su circa il 70% della Cisgiordania, con il 30% rimanente in cui vengono applicate tutta una serie di restrizioni che eliminano di fatto la possibilità di ottenere un permesso.

Mentre nei villaggi palestinesi dell’aerea C continua la politica di demolizioni, nel vicino avamposto di Avigayil, illegale secondo la stessa legge israeliana, i coloni costruiscono nuovi edifici. Queste costruzioni abusive vengono tollerate dall’esercito e dalla polizia nonostante le ripetute segnalazioni degli internazionali e attivisti israeliani.

Operazione Colomba mantiene una presenza costante nel villaggio di At-Tuwani e nell’area delle colline a sud di Hebron dal 2004.

 

Foto dell’incidente: http://snipurl.com/25rxbnq

Video dell’incidente girato da un palestinese: http://youtu.be/coRulIDuXvk

Il video di Operazione Colomba sarà disponibile a breve.

[Note: secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.]