“Contempt for justice in the Israeli system” – Swedish activist being deported despite false charges and legal appeal

maggio 13, 2013 at 2:31 pm

13th May 2013 | International Solidarity Movement | Hebron, Occupied Palestine

By Team Khalil

Swedish activist Gustav Karlsson is today, 13th May, being transferred to Ben Gurion airport in Tel Aviv in preparation to be flown back to Sweden against his will. He is currently appealing his deportation legally.

Gustav was arrested on the 28th April in the West Bank city of Hebron, as he objected to the violent arrests by Israeli military of two 11- and 12-year old children, who were released later the same day. Soldiers violently grabbed Gustav, arresting him solely for his non-violent protest. He was accused of assaulting a soldier, and some news sources have stated that he grabbed a soldier’s weapon. Video evidence clearly debunks all of these false charges.

Gustav and Palestinian children’s arrest video

Gustav was shoved with guns and soldiers pretended to shoot him as he was blindfolded after he was arrested. He has been held in Givon immigration detention centre since the 29th April – the Israeli authorities declined to allow him a court hearing to prove false the charges against him. Instead they transferred him directly to the Ministry of Interior for deportation, a practise more and more commonly used against peaceful activists documenting Israel’s human rights abuses. Gustav is currently appealing the decision to deport him with a lawyer but the Israeli Ministry of Interior proves today by transferring Gustav that they are ignoring this process of law. He has given no consent to be deported and has not signed any agreement, as he denies that he should be deported.

Gustav Karlsson being arrested in Hebron

Gustav Karlsson being arrested in Hebron

Gustav said today “I am very indignant about the contempt for justice in the Israeli system – not only did the soldiers first wrongfully arrest two young children, now they are deporting me without giving me a chance to defend myself in court, even though the charges against me are clearly false. Time and time again, the Israeli system denies justice to the Palestinians and those who come here in solidarity with them.” See the original article about Gustav’s arrest here.

The Israeli justice system operates on separate levels for people of different ethnic origins – Israeli civilians are tried in civil courts, as are international activists (when they are not transferred immediately to immigration detention), whereas Palestinians are tried in military courts.

 

source: http://palsolidarity.org/2013/05/contempt-for-justice-in-the-israeli-system-swedish-activist-being-deported-despite-false-charges-and-legal-appeal/

Il coraggio più difficile

maggio 13, 2013 at 10:47 am

Scegliere di vivere a Tuwani è un atto di coraggio. Porsi in una posizione di conflitto aperto, senza armi, scegliendo dichiaratamente la nonviolenza, richiede forza. Quello che spesso passa in secondo piano tuttavia è la vera natura della sfida, che non è solo contro le regole aggressive dell’occupazione militare israeliana, bensì contro la parte più intima di noi stessi, il nostro pozzo profondo e scuro.

Il nostro essere, dannatamente, amabilmente umani.

Spesso durante le testimonianze in Italia, nelle scuole, mi viene posta la domanda “Ma tu non hai paura?”. Nel mio inconscio iniziano quindi turbini di pensieri riguardanti questa questione: paura di chi? Paura di cosa? Di che cosa è che noi giovani europei, cresciuti in una situazione di relativo benessere abbiamo paura? Della guerra? Della violenza?
Faccio fatica ad accettare che possa essere solo quella la radice delle nostre ansie quotidiane, non è di perdere la vita che abbiamo paura, ma di viverla nella pienezza. Abbiamo paura di essere fedeli a noi stessi. Facciamo fatica ad accettare fino in fondo la strada che abbiamo di fronte.

Non è della guerra che abbiamo paura, siamo cresciuti con immagini di battaglie alla televisione, siamo la generazione che ha visto in diretta TV il crollo delle Torri Gemelle e la gente che si gettava dalle finestre. Abbiamo sentito le cronache delle varie invasioni in nome della libertà. Non è di tutto ciò che abbiamo paura. Temiamo il conflitto perché risveglia parti di noi che preferiremmo tenere nascoste, emozioni di cui ci vergogniamo, il lato buio che si cela in ogni essere umano.

C/S: Doppio attacco dei coloni nelle Colline a sud di Hebron: 62 alberi di ulivo tagliati durante la notte nell’ambito della ‘strategia del price tag’ e un campo di grano dato alle fiamme

maggio 12, 2013 at 11:07 pm

Su un muro nelle vicinanze del luogo dove si è verificato il primo incidente i volontari hanno trovato una frase scritta in ebraico: “prezzo da pagare per coloro che rubano”

At-Tuwani, 10 Maggio 2013

Il 10 di Maggio, alle ore 6 del mattino, alcuni palestinesi del villaggio di At-Tuwani e due volontari di Operazione Colomba hanno scoperto che 62 alberi di ulivo sono stati tagliati durante la notte in un campo situato in prossimità della Bypass road 317.

Su di un piccolo muro vicino al campo di ulivi è stata notata la presenza della frase “prezzo da pagare per coloro che rubano”. La “price tag” (Ebraico: מדיניות תג מחיר) è, secondo B’Tselem, il nome dato ad “atti di violenza occasionale nei confronti della popolazione palestinese e delle forze di sicurezza israeliane” commessi dalle frange più radicali del movimento dei coloni israeliani nei Territori Palestinesi. Secondo il New York Times essi: “esigono un prezzo dai Palestinesi locali o dalle forze di sicurezza israeliane per qualsiasi azione intrapresa a contrasto della loro impresa di colonizzazione”.

L’uliveto appartiene alla famiglia Amor ed è stato piantato circa 30 anni fa. I membri della famiglia palestinese  presenti sul luogo dell’incidente erano particolarmente sconvolti dall’accaduto.

La prima jeep di soldati israeliani è arrivata sul posto alle ore 7 del mattino circa, seguita da unaltro veicolo dell’esercito e da un’auto dell’ Amministrazione Civile israeliana. Alle ore 7:30 un’auto della Polizia israeliana è arrivata nelle vicinanze del campo ed un poliziotto ha iniziato a documentare utilizzando una videocamera. Un membro della famiglia proprietaria del campo ha fornito una testimonianza all’ufficiale riguardo alla storia dell’uliveto. La Polizia israeliana non ha parlato con i volontari internazionali e non ha fornito ulteriori spiegazioni riguardanti le indagini. Intorno alle 8:00 il responsabile della sicurezza della colonia di Ma’on si è confrontato con le forze di Polizia, con alcuni militari e ha scattato alcune fotografie.

Alle ore 8:10 un ufficiale dell’Amministrazione Civile ha provato a detenere un pastore palestinese di At-Tuwani con l’accusa di mancanza di rispetto verso la sua autorità. L’uomo palestinese ha negato di essersi espresso malamente nei confronti del militare. Intorno alle ore 8:30 un soldato israeliano incaricato di analizzare le impronte ha iniziato la sua indagine sul campo. Alla fine della sua analisi ha affermato che i responsabili del danneggiamento erano in sei, cinque uomini e una donna più alcuni altri che monitoravano da lontano.

Nel pomeriggio, intorno alle 2.30 p. m., un gruppo di coloni ha dato fuoco a un campo di grano palestinese, vicino al villaggio di Tuba. Un minorenne palestinese, di sedici anni, li ha visti fuggire da lontano. Il campo appartiene alla famiglia degli Aliawad che hanno immediatamente chiamato la polizia israeliana. Quando la polizia è arrivata, il ragazzo e suo fratello sono stati portati alla più vicina stazione di polizia, Kiryat Arba, per sporgere denuncia.

Gli alberi di ulivo e il grano sono una risorsa fondamentale per i palestinesi delle Colline a sud di Hebron ed il loro danneggiamento costituisce una grave perdita economica.

Cionostante le comunità palestinesi delle Colline a sud di Hebron sono ancora fortemente impegnate nella resistenza popolare nonviolenta contro l’occupazione israeliana.

Operazione Colomba mantiene una presenza costante a At-Tuwani e nelle Colline a Sud di Hebron dal 2004.

Foto dell’incidente: http://snipurl.com/270rxvs


In South Hebron, ‘new rules’ are rather like the ‘old rules’

maggio 2, 2013 at 8:40 am

By David Shulman; Published April 29 2013 on +972blog

Security forces are targeting Israeli activists and Palestinian shephards in new ways in the South Hebron hills. It’s as if they’d decided to circumvent the whole irksome apparatus of the courts and to resort instead to brute force. It’s much simpler, and maybe more effective.

 

Diario incompleto di tre mesi in Palestina

aprile 25, 2013 at 5:12 am

Prima di affrontare la vita in Palestina non avevo mai riflettuto così a lungo sul significato della parola “Resistenza”:

 

Resistenza è camminare

Resistenza è stare concentrati quattro ore di fila per scrutare un boschetto con un cannocchiale malfunzionante

Resistenza è stare concentrato sul video della telecamera quando sei circondato da una decina di soldati che imbracciano il mitra con evidente nervosismo

Resistenza è concentrarsi, dopo una giornata di lavoro, per scrivere un articolo sulla follia. Se va bene hai ancora un’ora e mezza

Resistenza è mangiare colazione alle 6.30 del mattino e pranzo alle 4 del pomeriggio

Resistenza è usare olio di semi per il soffritto perché l’olio d’oliva costa troppo

Resistenza è essere in due a fare le cose che andrebbero fatte in sei

Resistenza è uscire di casa alle 9.15, correre per chilometri in salita e discesa dalle 10 alle 13.30, rientrare a casa, mangiare e cadere finalmente in un sonno profondo… “svegliati dai, ci hanno chiamati, giù alla strada c’è un’emergenza”

Resistenza è correre veloce, più veloce dei tuoi muscoli e polmoni

Resistenza è sopportare un attacco d’asma giocando a palle di neve ai confini del deserto

South Hebron Hills Popular Committee member arrested during nonviolent action in Khelly Valley, At-Tuwani, Southern Hebron Hills

aprile 9, 2013 at 5:19 pm

South Hebron Hills Popular Committee member arrested during nonviolent action in Khelly Valley, At-Tuwani, Southern Hebron Hills

At-Tuwani – On April 6, Border Police officers and army soldiers arrested a member of the nonviolent South Hebron Hills Popular Committee, while he was harvesting on his private owned land in Khelly Valley, nearby the village of At-Tuwani, during a nonviolent action.

The goal of this action was to affirm the right of the Palestinians to enter their land despite the Israeli Military Administration restrictions, which until today do not have any legal support.

Since 9:00 am the soldiers and the Border Police, in coordination with Ma’on security chief, prevented the Palestinian shepherds from grazing their flocks down in Khelly Valley. An old woman and his nephew were stopped as well while trying to reach the valley.

Around 11:20 a.m. some women and children from At-Tuwani went down in the valley to harvest, challenging the imposed restriction. The Popular Committee member reached them and started to work as well. A few minutes later the army declared the valley a “closed military area” but the Palestinians refused to leave, claiming their right to work their private land. This was the reason for the soldiers to arrest the only man who was attending the resistance action. At 11:30 am he was taken to the Border Police jeep and detained there for about two hours. The women and the children kept on gathering grass in the valley in spite of the soldiers’ threats and pressures (i.e. a soldier ran after a child). The nonviolent action ended at around 12:00 a.m.. Some hours later the activists of Ta’ayush were informed about the fact that the Palestinian had been taken to Kiryat Arba police station. At 6:00 p.m. he was released under the payment of 1.000NIS.

Palestinians have been facing problems in Khelly since 2004, when around one hundred cherry trees were planted by the settlers on part of the valley nearby Ma’on. Since then the Israeli administration has been confiscating Palestinian land step by step in order to annex it to Ma’on. At the end of 2011 Khelly Hill was declared “State Land” and some residential buildings were built on it. Some months later, in March 2012, a paved street was created in front of the new houses. Starting from those expansion works the Palestinian shepherds were definitely prevented from entering the area of Khelly Hill. Since January 2013 until now the shepherds were also prevented from using Khelly Valley. In the last month the shepherds were chased away 10 times by soldiers and police and 4 times by settlers.

Nevertheless the Palestinian community of South Hebron Hills area continue to resist the occupation using the nonviolent struggle.

Operation Dove maintains a constant presence in At-Tuwani and South Hebron hills area since 2004.

Pictures of the incident: http://snipurl.com/26rxs3q
Video: http://snipurl.com/26sdsfo

Il 29 Marzo con la Solidarity March attraverso i villaggi di At-Tuwani, Ar-Rakeez, Al Mufaqarah e Khallet Athaba si è conclusa l’iniziativa del Freedom Bus.

marzo 31, 2013 at 6:46 pm

Il Freedom Theatre di Jenin è arrivato a Tuwani il 24 sera con circa 50 partecipanti da tutto il mondo. Durante la settimana gli internazionali hanno aiutato i palestinesi nei lavori presso la scuola e nella costruzione di una piccola casa di pietra su Khelly Hill per accogliere i bimbi di Tuba e Maghayr Al Abeed durante le attese della scorta militare.

L’esercito israeliano è stato presente nel villaggio tutta la settimana per monitorare e limitare le azioni degli internazionali ma tutte le iniziative sono andate avanti lo stesso e ogni sera gli artisti hanno coinvolto gli abitanti con musica e spettacoli teatrali.
Il 29 Marzo i soldati e la polizia israeliana hanno tentato di fermare la marcia, e hanno aggredito e ferito diversi partecipanti. Un internazionale ha riportato una slogatura alla caviglia e altri sono stati colpiti alla testa con il calcio del fucile. Si stima che alla marcia abbiano partecipato circa 150 persone.Durante la marcia Luke Nephew, poeta e attivista del Freedom Bus, è stato arrestato dell’esercito israeliano.
Nephew, residente a New York, USA, è stato allontanato dal gruppo e portato alla stazione di polizia di Kiryat Arba, dove lo hanno informato che sarebbe stato rimpatriato.

Questo arresto è avvenuto a seguito del tentato arresto di Abu Mosa, membro del Comitato Popolare locale, che ha perso i sensi mentre era detenuto dall’esercito israeliano ed è stato portato via dall’ambulanza presente.

Le forze di sicurezza israeliane aveano già in precedenza interferito con questa iniziativa. Infatti ad alcuni artisti arabi provenienti dall’Egitto, dalla Tunisia e dal Sudan che hanno cercato di partecipare all’evento, sono stati negati i permessi di viaggio da parte della Amministrazione Civile Israeliana.

La marcia ha comunque continuato il suo percorso anche dopo l’arresto, ed è stata arricchita da incontri con le comunità locali, dibattiti e musica. Si sono uniti alla marcia musicisti palestinesi e artisti, tra cui Abu Naji, rinomato poeta tradizionale Zajaal, e musicisti di Ard il Toot band.

La foto della settimana.

marzo 18, 2013 at 9:55 am

 

C/S: Il Comitato Popolare delle Colline a Sud di Hebron lotta per una vita dignitosa per gli scolari Palestinesi

marzo 18, 2013 at 9:50 am

18 marzo 2013

At-Tuwani – Il 16 e il 17 marzo, il Comitato Popolare delle Colline a Sud di Hebron ha costruito una tenda vicino al villaggio di At-Tuwani per fornire un riparo a venti scolari, che devono aspettare all’aperto la scorta militare israeliana necessaria per proteggerli dalla violenza dei coloni lungo la strada da e per la scuola. Le forze israeliane hanno già abbattuto per due volte la tenda e confiscato i materiali di costruzione. L’azione è stata organizzata in cooperazione con la scuola di At-Tuwani.

I bambini, dai 6 ai 16 anni, provenienti da i villaggi delle colline a sud di Hebron di Tuba e Maghayir Al Abeed, necessitano di una scorta militare israeliana, che li protegga dagli attacchi dei coloni lungo il percorso da e per la scuola, nel vicino villaggio di At-Tuwani. Ogni giorno devono attendere la scorta per ritornare a casa sulla collina di Khelly. Dall’inizio del corrente anno scolastico, la scorta militare ha ritardato per più di cinque minuti circa il 50% dei pomeriggi (54 su 70). In totale i bambini sono stati costretti ad aspettare per la scorta, con qualsiasi tempo meteorologico, per più di 21 ore.

Sabato mattina alcuni attivisti per la pace palestinesi, israeliani e internazionali hanno montato una tenda vicino al villaggio di At-Tuwani per fornire un riparo ai bambini. L’esercito, la Border Police e gli agenti di polizia israeliani sono immediatamente arrivati sul posto e hanno tentato di allontanare gli attivisti. Poco dopo mezzogiorno l’esercito ha dichiarato l’area ‘zona militare chiusa’ per 24 ore e ha ordinato l’evacuazione. Un attivista internazionale è stato arrestato. Dopo circa un’ora la tenda è stata abbattuta dall’esercito e dalla polizia israeliana.

Alle 10:30 di domenica mattina i bambini della scuola di At-Tuwani, provenienti da sette villaggi delle colline a sud di Hebron, hanno marciato verso l’area con lo scopo di ricostruire la tenda. I bambini sono entrati nell’area militare chiusa e si sono frapposti tra i soldati e le persone che stavano ricostruendo la tenda, in solidarietà con i loro compagni di scuola di Tuba e Maghayir Al Abeed. Le forze israeliane, dopo aver allontanato tutti i presenti, hanno di nuovo smantellato la tenda, questa volta confiscando i materiali da costruzione.
Le comunità palestinesi di quest’area hanno dimostrato ancora una volta di essere fortemente impegnate nel rivendicare i loro diritti e nel resistere all’occupazione israeliana, scegliendo il metodo nonviolento.

Durante la scorsa settimana i coloni dell’avamposto di Havat Ma’on, nelle colline a sud di Hebron, hanno iniziato una nuova costruzione illegale. Nonostante le autorità israeliane siano state informate di questo, ad oggi non hanno fatto nulla per fermare questi lavori.

Maggiori informazioni riguardo alla scorta militare negli anni passati sono disponibili nel report “The Dangerous Road to Education. Palestinian Students Suffer Under Settler Violence and Military Negligence” a questo link: http://goo.gl/CXfi9

Operazione Colomba mantiene una presenza costante nel villaggio di At-Tuwani e nell’area delle colline a sud di Hebron dal 2004.

Foto dell’incidente: http://snipurl.com/26mssog

Video dell’incidente: presto disponibile

Per informazioni:

Operazione Colomba, +972 54 99 25 773

[Note: secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.]

C/S: La polizia israeliana arresta tre adolescenti palestinesi mentre pascolano le greggi sulla collina di Khelly, colline a sud di Hebron

marzo 16, 2013 at 5:27 pm

16 marzo 2013

At-Tuwani – La mattina del 15 marzo 2013 la polizia israeliana ha arrestato tre minori, di sedici, quindici e quattordici anni, sulla collina di Khelly, vicino al villaggio di At-Tuwani, nelle colline a sud di Hebron. Gli agenti sono intervenuti dopo che due coloni di Ma’on hanno accusato i ragazzi di aver danneggiato il recinto di un campo di ciliegi.

I ragazzi palestinesi stavano pascolando le loro greggi sulla collina di Khelly, vicino a un campo di ciliegi nelle vicinanze dell’insediamento di Ma’on. Alle 9:40 due coloni in macchina si sono avvicinati ai ragazzi, li hanno filmati e si sono allontanati. At 10:30 è arrivata una camionetta della polizia e un agente ha informato i pastori che erano stati accusati dai coloni di danneggiamento alla recinzione del campo di ciliegi. I ragazzi sono stati portati alla stazione di polizia di Kiryat Arba.

Un internazionale, che accompagnava i ragazzi palestinesi durante l’incidente, afferma che loro non hanno compiuto il danneggiamento. I tre ragazzi sono ancora detenuti nelle stazione di polizia di Kiryat Arba e anche i loro genitori sono stati convocati per essere interrogati. Gli agenti di polizia hanno richiesto una cauzione di 500 NIS per ciascun ragazzo. I genitori si sono rifiutati di pagare per la mancanza di un valido motivo per il loro arresto.

Dall’inizio nel 2013, i coloni di Ma’on, spesso in coordinamento con l’esercito israeliano, hanno scacciato diciassette volte i pastori palestinesi dalla valle e dalla collina di Khelly. Queste terre sono proprietà privata palestinese e l’amministrazione civile dell’esercito israeliano ha dato ai palestinesi il permesso di lavorarla. Inoltre, anche la terra sulla quale il recinto è stato costruito è di proprietà Palestinese. I coloni di Ma’on ne hanno preso possesso illegalmente, impedendo ai palestinesi di lavorare quel terreno.

Operazione Colomba mantiene una presenza costante nel villaggio di At-Tuwani e nell’area delle colline a sud di Hebron dal 2004.

Foto dell’incidente: http://snipurl.com/26m8zgm

Per informazioni:

Operazione Colomba, +972 54 99 25 773

[Note: secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.]