Update: elderly Palestinian sheperd arrested in the Beduin village of Umm Al Kheer on july 7

luglio 8, 2013 at 12:30 pm

Elderly Palestinian shepherd Suleiman Aid Yamin Hadlin was arrested Sunday morning in the South Hebron Hills Bedouin village of Umm Al Kheer.

Palestinian shepherds did not graze their flocks Sunday morning, following their detention and subsequent release from the Kiryat Arba police station on Saturday. The shepherds were released following payment of bail and the signing of documents in which they committed themselves not to cross for fifteen days a hill on which settlers illegally planted olive trees and erected a shelter. The hill was declared a closed military zone by the Israeli army.

At 11am on Sunday Suleiman took his flock to a water cistern near Umm Al Kheer. He was approached by a military jeep arriving from the Karmel settlement, and three soldiers accused him of having entered the closed military zone.

To date no official document exists stating that the hill is not private land owned by Palestinians

Suleiman was released Sunday night. No charges were filed and he was not required to pay bail.

CS: Tre giorni di violenza ad opera di esercito e coloni Israeliani nelle Colline a Sud di Hebron

luglio 6, 2013 at 5:59 pm

COMUNICATO STAMPA
 Tre giorni di violenza ad opera di esercito e coloni Israeliani nelle Colline a Sud di Hebron

Raid militare nel villaggio di Jinba, in Firing Zone 918, durante la notte del 4 luglio; esercitazioni militari vicino al villaggio di At Tuwani il 5 luglio; coloni picchiano un uomo con ritardo mentale nel villaggio di Tuba il 5 luglio; due palestinesi e quattro attivisti israeliani arrestati nel villaggio di Umm Al Kheer il 6 luglio.

 

At Tuwani – 6 luglio 2013

Durante la notte tra il 3 e il 4 luglio, trenta soldati con cinque jeep militari hanno fatto incursione nel villaggio palestinese di Jinba, situato nell’area che l’esercito israeliano chiama Firing Zone 918. I soldati provenivano dall’avamposto israeliano di Mitzpe Yair e dalla base militare adiacente al villaggio. Insieme ai soldati c’erano due coloni che accusavano i palestinesi di aver rubato una pecora dall’avamposto israeliano. I soldati sono entrati, hanno perquisito e messo a soqquadro diverse case palestinesi rompendo serrature e porte di metallo; hanno lanciato bombe sonore, tra le quali una è stata tirata dentro una casa e una ha colpito un uomo che stava dormendo all’aperto. Durante il raid quattro ragazzi sono stati picchiati dai soldati con le armi e tre uomini sono stati portati e detenuti nell’avamposto israeliano di Mitzpe Yair per diverse ore. L’ultimo di essi (Mahmoud Isa Ibrahim Rabai) è stato rilasciato alle 9 del mattino.

Anche a questa guerra ci siamo già abituati

luglio 3, 2013 at 1:51 pm

“…Anche a questa guerra ci siamo già abituati…” (Tiziano Terzani)

Urla Suleiman.
Urla preghiere, urla giustizia, urla verità… con i piedi attaccati alla sua terra si lancia in un one-man-show che cattura tutta l’attenzione a lui dovuta.
L’attenzione di chi magari non cercava troppe rogne da risolvere, ma un comportamento tale non lo può tollerare. L’attenzione di chi sbigottito si chiede che altro dovrebbero fare, se non aggrapparsi all’ultimo brandello di terra rimastogli.
L’attenzione di chi è da una parte invece che dall’altra, ma che dentro si chiede perché urlare tanto da gettarsi in un arresto certo?
Quelle urla muovono, scuotono.
Ci scuotono tanto da non abituarci!
Non abituarci al meticoloso esercizio dell’ingiustizia che giorno dopo giorno tenta di trasformarsi in banalità.
Mai sarà giusto che dei bambini debbano aspettare una scorta militare per andare a scuola.
Mai sarà giusto avere distese immense sotto gli occhi ma dover giocare a pallone tra i sassi, perché quelle sono occupate da esercitazioni militari.
Mai sarà giusto dover avere paura dei coloni quando si portano le pecore al pascolo o si cammina sulla via di casa.
Penso ai palestinesi con cui viviamo, quelli di queste colline che da tre generazioni vedono i propri diritti negati da strategie messe in atto da qualcuno troppo lontano per sapere con chi prendersela.
Penso a come abbiano cessato di essere vittime di questo conflitto da quando
i loro occhi hanno continuato a riempirsi di lotte per la vita, ma si sono svuotati di nemici.
Penso a una madre che insegna al figlio a non odiare chi lo ha arrestato senza motivo.
Penso alle famiglie così numerose da imporre la vita anche in un area dove “non dovrebbero esistere” perché la loro terra serve all’esercito.
Penso al coraggio e alla fantasia necessari per rialimentare queste scelte.
Loro a questa guerra non si sono abituati.
E più la mia pelle si colora di sole e di polvere, più aumenta il mio vocabolario in questa lingua difficile, più mi accorgo che il nostro valore qui non è che quello che scelgono di darci questi uomini, donne e ragazzini… rendendoci partecipi al loro fianco della quotidiana resistenza alla banalità dell’ingiustizia.

Sara

Festival of Nonviolent Popular Resistance

luglio 1, 2013 at 7:40 am

“Questo Festival fornisce un’opportunità cruciale per gli abitanti
delle colline a sud di Hebron di incontrarsi e vedere coi propri occhi
quale grande lavoro stanno facendo insieme. Le persone possono vedere
il quadro allargato di ciò che è la resistenza nonviolenta e di quale
può essere il suo impatto.”

 

 qui l’album fotografico completo

Israel weighs demolition of flagship EU sustainability project in West Bank village of Susya

giugno 30, 2013 at 11:17 am

Israel’s Civil Administration in the West Bankon Thursday raided a Palestinian village in the south Hebron Hills and distributed stop work orders for tents, hothouses, a water well and a solar panel – many of which were set up with the help of the European Union for humanitarian purposes.

Un gruppo è più della somma delle sue parti

giugno 28, 2013 at 11:15 am

…è sprecarsi d’energia piuttosto che fare attenzione per risparmiarla…

…è la volontà di dare fiducia prima ancora di chiedersi se l’altro stia facendo lo stesso, è quell’affidarsi totale quotidiano a persone che non ti sei scelto. E’ farlo nella consapevolezza che condividiamo un sogno…

…è spremersi d’empatia senza pretenderla dagli altri…

…è accettare di trovarti davanti ad uno specchio che fa anche da lente di ingrandimento dove serve, e lo fa per te…

…è investire ascolto che entrerà in un tale turbinio di parole da venirti restituito in modi nuovi e inaspettati…

…è il coraggio di affrontare la diversità dell’altro per affrontare se stessi…

…è il riconoscere la linea sottile tra il lavoro da fare e la necessità di farlo insieme…

…è il kaleidoscopio di sentimenti ed emozioni attraverso cui imparare la realtà e giocarsi il proprio crescere…

…è morire a se stessi in certe parti, anche profonde e cocciute, per fare spazio all’altro…

…è la bellezza di condividere un cammino in cui niente è per caso, soprattutto i compagni di viaggio.

Sara

Sixth Festival of South Hebron Hills Nonviolent Popular Resistance

giugno 26, 2013 at 7:33 am

When: Saturday 29 June 2013, 10:00 am -11:00 pm
Where: KhalletAthaba village (South Hebron Hills)

Please come and support the South Hebron Hills communities. The Festival will celebrate the completion of the annual
summer camp, and commitment of South Hebron Hills communities to nonviolent resistance to the Israeli occupation
practices inArea C.

“This is the moment to give each other strength, to continue to fight without surrender to violence”, says Hafez Huraini,
member of the Popular Resistance Committee of South Hebron Hills. “We remember together our story and our hardearned achievements. But we also want to send a strong message to everyone, Palestinians and Israelis, with our
example: nonviolence is possible, is effective, and it is the only way to fight for justice, dignity, and peace.”

The Festival will take place in KhalletAthaba, a village situated in Firing Zone 918 and under threat of almost complete
demolition.

PROGRAM OF THE DAY

Morning

10:00 am Opening
10:15 am Speeches of local representatives:
South Hebron Hills Popular Committee representative
Head of Council ofAt Tuwani
Mayor of Yatta
Palestinian activist from Yatta
Governor of Hebron
10:45 am Children’s activities (Dabke dancing and plays prepared during the summer camp)
11:00 am Speeches by representatives of international organizations:
Luisa Morgantini (connected via telephone, she is former vice-president of the European
Union and coordinator ofAssopace, an Italian movement promoting nonviolence and peace)
Operation Dove, Christian Peacemaker Teams
11:30 am Freedom Bus Theater
12:00 pm Children’s activities
12:15 pm Break
12:30 pm Discussion: nonviolent experiences of people of the area
12:50 pm Children will fly kites and balloons on a hill in front of the outpost ofAvigayil, to send a
colorful message of peace and justice
1:30 pm Lunch

Afternoon

2:00 pm Break; possibility to visit local sites and to accompany shepherds of the area who are often
chased away by Israeli soldiers and are target of aggressions by settlers
7:00 pm Evening activities, traditional songs and dances
11:00 pm Closing; possibility to have accommodation in the area (please note this in your RSVP)

C/S: L’espansione della colonia israeliana di Karmel impedisce agli abitanti del villaggio beduino di Umm Al Kheer di accedere alla propria terra, Colline a Sud di Hebron

giugno 9, 2013 at 6:59 am

8 Giugno, 2013

At-Tuwani – Sabato 8 giugno un anziano palestinese del villaggio beduino di Umm Al Kheer, Suleiman Aid Yamin Hadlin, è stato detenuto per più di tre ore dall’esercito israeliano mentre affermava il diritto di accedere alla propria terra. Negli ultimi due giorni i soldati hanno vietato ai palestinesi di Umm Al Kheer di accedere alla propria terra fino a domenica mattina, senza mostrare alcun ordine ufficiale scritto.

La terra in questione si trova su una collina appartenente alla famiglia Hadlin. Sulla sua cima i coloni dell’insediamento israeliano di Karmel nel 2011 hanno piantato degli aberi di ulivo, e circa due settimane fa costruito una piccola tenda. Due giorni fa i coloni hanno iniziato a scavare dei buchi nel terreno con l’intenzione di piantare altri alberi per completare la linea che taglierebbe tutta la lunghezza della collina, impedendo così ai Palestinesi l’accesso alle terre che si trovano al di là. Questa collina viene attraversata quotidianamente dai pastori palestinesi dal momento che è l’unica via per raggiungere i pascoli circostanti.

Sabato 8 giugno, tre pastori palestinesi con le loro greggi, insieme ad altr palestinesi di Umm Al Kheer, alcuni attivisti israeliani e volontari internazionali sono stati scacciati dalla collina dall’esercito israeliano.\ Suleiman è invece rimasto sul posto per affermare il diritto di accedere alla propria terra, fino a quando non è stato portato via, dopo essere stato caricato su una jeep dell’esercito. Secondo la sua testimonianza, è stato bendato, picchiato e portato in giro dai soldati cambiando jeep più volte. L’anziano uomo è stato detenuto per più di tre ore finché non è stato rilasciato, senza alcuna spiegazione, nel villaggio palestinese di Ar Rakeez.

Umm Al Kheer è un villaggio palestinese beduino nell’area C (sotto l’amministrazione civile e militare israeliana) costruito nel 1948. Si trova a ridosso di Karmel, colonia israeliana costruita all’inizio degli anni Ottanta, e tuttora in espansione. Questo villaggio subisce attacchi periodici da parte dei coloni e dall’esercito israeliano.

 

Operazione Colomba mantiene una presenza costante ad At-Tuwani e nelle Colline a Sud di Hebron dal 2004.

Foto dell’incidente: http://snipurl.com/277q3sh

Video dell’incidente: presto disponibili

[Note: secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.]

Jerusalem’s Dormition Church suffers suspected ‘price tag’ attack

giugno 2, 2013 at 7:33 pm

The Church of the Dormition in Jerusalem was vandalized and tires of two vehicles parked outside it were punctured overnight Thursday in a suspected “price tag” attack.

The words “Jesus is a monkey” and “Havat Ma’on”, the name of an illegal outpost built by settlers that was dismantled by the state this week, were sprayed on the holy site on Mount Zion, just outside the walls of Jerusalem’s Old City. The vandalism was discovered Friday morning.

Gerusalemme, coloni israeliani vandalizzano una chiesa

maggio 31, 2013 at 10:18 pm

Sembra l’ennesimo caso di attacco “price tag”, condotto da ebrei estremisti contro proprietà palestinesi come forma di vendetta per demolizioni o espulsioni compiute dal governo negli insediamenti illegali.
Ieri notte ad essere colpita è stata una chiesa di Gerusalemme, la Dormition Abbey, a pochi metri dalla Porta di Sion, in Città Vecchia. I vandali hanno scritto sulle pareti della chiesa con lo spray: “I cristiani sono scimmie” e firmato con il nome dell’insediamento israeliano Havat Ma’on, dove pochi giorni fa l’esercito israeliano ha demolito alcune strutture illegali.

http://nena-news.globalist.it/

Fonte: Nenanews
(Foto: Dormition Abbey)