How do you feel

novembre 26, 2012 at 2:01 pm

Avevano formato un cordone, una barriera umana che non permettesse a nessuno di entrare.
Tutti potevano assistere all’orrore della distruzione, ma nessuno poteva avvicinarsi.
Pensavo durasse poco. Quanto ci vorrà a buttarla giù? – mi chiedevo. Massimo dieci minuti – rispondevo.

Video: Palestinian beaten and arrested in Ar Rakeez, South Hebron Hills

novembre 11, 2012 at 3:34 pm

Video: L’esercito israeliano demolisce nei villaggi palestinesi di Ad Deirat e Jawwaya

novembre 10, 2012 at 8:06 pm

C/S: L’esercito israeliano demolisce nei villaggi palestinesi di Ad Deirat e Jawwaya

novembre 7, 2012 at 3:55 pm

At-Tuwani – La mattina del 6 novembre l’esercito israeliano ha demolito una casa e una stalla nel villaggio palestinese di Ad Deirat; in seguito ha demolito una casa e una cisterna per l’acqua nel villaggio palestinese di Jawwaya, nelle colline a sud di Hebron, Cisgiordania.

Frightening night for Palestinian families

novembre 3, 2012 at 8:08 pm

ISRAELI ARMY AND DISTRICT COORDINATION OFFICE RAID IN FOUR PALESTINIAN VILLAGES INSIDE FIRING AREA 918, SOUTH HEBRON HILLS

The 1st of November Israeli soldiers irrupted in Al-Fakheit, Al-Majaz, A-Tabban and Al-Mirkez, villages of the ‘Firing Area’ 918. Contemporaneously the soldiers surrounded the villages, internationals’ phones started to ring continuously. One by one the first news from the Palestinians arrived to the internationals and pushed them to move quickly toward the area.

C/S: Palestinese picchiato e arrestato ad Ar Rakeez, nelle colline a sud di Hebron

ottobre 30, 2012 at 3:28 pm

COMUNICATO STAMPA
Palestinese picchiato e arrestato ad Ar Rakeez, nelle colline a sud di Hebron

30 ottobre 2012
At-Tuwani –  Il 29 ottobre l’esercito e la polizia israeliana hanno fatto irruzione nel villaggio di Ar Rakeez dove hanno fermato i lavori alla nuova cisterna dell’acqua. Il proprietario, Said Mohammad Ibrahim Raba’, è stato picchiato e arrestato.

Ha’aretz: The calm before the storm in the West Bank

ottobre 27, 2012 at 12:16 pm

It’s kind of boring in the West Bank. The Gaza Strip has been closed to Israeli journalists for about six years now, and very little is actually happening in the West Bank. There is no way to reflect routine, week after week, no matter how discouraging it is. And the routine of life in the West Bank, we must admit, has been a bit more humane in recent years. The Israeli occupation has become more comfortable, a little.

There are no terror attacks and therefore there are no Arabs – in the Israeli mind. Indeed, there are no terror attacks and there are no assassinations; let us admit this as well. In recent years the occupation and resistance have been in another of their intermissions between bloodletting. But this will continue only until the next uprising, which will most certainly come – although not very soon, one might hazard.

Per il secondo anno i palestinesi delle colline a sud di Hebron marciano per la Pace

settembre 24, 2012 at 3:47 pm

24 settembre 2012

At-Tuwani – Ispirati dalla marcia Italiana Perugia-Assisi, fondata da Aldo Capitini, e ad un anno di distanza dalla prima marcia per la Pace, i palestinesi dei villaggi delle colline a Sud di Hebron, il 22 settembre si sono riuniti per ribadire il loro deciso impegno nonviolento nella ricerca della giustizia. Una giustizia che nei Territori Occupati troppo spesso è funzionale all’Occupazione. Dove la politica Israeliana di isolamento dei villaggi palestinesi mira a guadagnare sempre più terreno e pone i palestinesi in una condizione di insicurezza. Molti sono stati gli attacchi negli anni subiti dagli abitanti del luogo ad opera dei coloni, ed oggi, anche per questo motivo si marcia. Si cammina sulla strada che ogni mattina porta i lavoratori dal villaggio di Tuba alla città, ma questa volta si cammina assieme. Si cammina nella “Palestinian Peace Area”, come ricordano i manifesti attaccati sui blocchi che delimitano la “firing zone”, un’area nata all’inizio degli anni ’70 destinata alle esercitazioni militari comprendente dodici villaggi palestinesi, di cui attualmente otto sotto ordine di evacuazione e demolizione. E’ un gruppo folto, unito, quello dei Palestinesi accorsi da molti dei villaggi vicini in segno di solidarietà. C’è gente di At-Tuwani, Al-Mufaqarah, Susiya, Ar-Raeez, Jawwaya, Maghayir al Abeed, al Birke. Tra cori, striscioni e musica si parte da At-Tuwani alle undici del mattino. Nei vari cartelloni branditi da un gruppo di bambine c’è anche Vittorio Arrigoni e il suo Restiamo Umani. La marcia cammina sulle strade polverose palestinesi, affiancando i piloni della corrente abbattuti dall’esercito ed in direzione di Al Mufaqarah, villaggio che è stato luogo di arresti e demolizioni in passato e oggi importante centro della resistenza nonviolenta delle colline a sud di Hebron. Il corteo cresce lungo la strada accogliendo con se i palestinesi che trova. Il messaggio è solo uno: “PEACE IS WHAT WE WANT”. Questo è quello che continua a ripetere il coordinatore del comitato nonviolento promotore della marcia. Non c’è odio sulla faccia dei manifestanti ma tanta gioia e solidarietà per chi queste strade le fa tutti i giorni, e spesso nell’incertezza e nella paura di essere attaccato dai coloni. Dopo esser passati vicino all’avamposto di Avigayil, sempre scortati a vista dall’esercito israeliano, ci si ferma a Al Mufaqarah per un tè in un clima di festa. Si riparte, percorrendo il sentiero vicino all’avamposto di Havat Ma’on, dove una decina di coloni attendono l’arrivo dei manifestanti. Troppe volte i palestinesi sono stati vittime di attacchi percorrendo una strada che gli appartiene di diritto, ma oggi no. C’è l’esercito, ci sono gli attivisti israeliani e internazionali, c’è la voglia della gente di portare avanti una manifestazione pacifica. Sotto gli occhi attoniti dei coloni centinaia di palestinesi affollando il percorso, rendendo qualsiasi provocazione sterile. Dopo due ore dalla partenza si giunge a Tuba, dove decine di persone attendevano la marcia, pronti con cibarie ed acqua, in una giornata particolarmente calda. Nel pomeriggio i manifestanti hanno preso parte alla proiezione di Tomorrow’s Land un documentario sull’occupazione e sulla resistenza nonviolenta di cui molti di loro erano protagonisti. Oltre allo stupore di ritrovarsi sul grande schermo, in molti è cresciuta la consapevolezza che l’occupazione non la si può nascondere, che tutto ciò che hanno subito non è stato e non sarà mai dimenticato, nel tentativo di costruire un futuro migliore. E proprio la documentazione e la denuncia sono alcune delle armi nonviolente di questi villaggi.

È strano come si possa avere una differente percezione di uno stesso episodio: quello che per i volontari internazionali e per gli attivisti desta indignazione, per la gente del posto invece è la normalità. Al ritorno diversi palestinesi sono stati attaccati dai coloni. Quasi a dimostrare che non basti una marcia per rivendicare l’appartenenza di una strada, ma questo è un processo lungo che si porta avanti giorno dopo giorno. Per oggi qualcosa di straordinario è stato raggiunto, ovvero che una volta tanto un colono è stato arrestato. Forse ci piace pensare sia stata anche una diretta conseguenza della marcia e del loro impegno quotidiano nel ripudio della violenza. Intanto i palestinesi guardano già al prossimo anno, quando si collegheranno con la marcia italiana in streaming, e per quel giorno vogliono essere sempre di più.

Operazione Colomba mantiene una presenza costante nel villaggio di At-Tuwani e nell’area delle colline a sud di Hebron dal 2004.

Foto dell’evento: http://snipurl.com/2537aor

 

Per informazioni:

Operazione Colomba, +972 54 99 25 773

[Note: secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.]

Second Peace March in the South Hebron Hills – Saturday, September 22

settembre 19, 2012 at 12:55 pm


At-Tuwani, South Hebron Hills

Contact: 054 992 5773, Operation Dove

What: Peace March across five Palestinian communities in the South Hebron Hills.

Where: Villages of At-Tuwani, Al Mufaqarah, Maghayir Al Abeed, Isfey and Tuba.

When: Saturday, 22nd of September. The march will start from At-Tuwani at 10 am and will end in Tuba village at around 4 pm.

Why: The purpose of the march is to reinforce the communities’ right to live and to resist in a nonviolent way under Israeli occupation and settler’s violence. Walking for peace means acting for peace. And acting for peace means acting against injustice.

Additional Info:

The event is organized by the Popular Resistance Committee of South Hebron Hills and is inspired by the Italian Perugia-Assisi Peace March. The march will pass through lands that are particularly targeted by settler’s attacks (against properties and people) and will stop in four villages inside the Firing Zone 918. From November 1, seven Palestinian villages in this area will be under risk of evacuation because the territory is needed for Israel Defense Forces training exercises.

The conclusion of the event will take place in Tuba village, where there will be speeches of Palestinian representatives, Israeli peace activists and international volunteers; there will be also musical entertainment and a show of Palestinian traditional dance, dabke.

It will be possible to sleep in Tuba village. Everyone who wants to do it should bring his sleeping bag.

Please confirm your participation at the event.

“Despite the military aggressive rules, despite the settler’s violence, despite the human rights violations, despite the demolitions of the Palestinian homes, we pray for peace, we act for peace, we will march for peace.” Said the coordinator of the South Hebron Hills Popular Resistance Committee.

Please come to participate and to support Palestinian communities under demolition and evacuation risk in their attempt to affirm their right to exist.

Come to support their efforts for the peace and the justice.

Come to act for peace.

A wonderful day

settembre 19, 2012 at 11:59 am

2012-09-08 

Today is Saturday, and it’s a good day for a nonviolent action here in the Occupied Territories. The meeting is at 10 am, just in front of the gate of Ma’on settlement.

While we walk through the hills in order to reach the place, we wonder about the things we should expect today. When we talk of nonviolence, we always think of a demonstration full of people who are not afraid to scream all the injustices they suffer, and demand for their right of dignity.

Once we walk down the hill, we see just one tractor, a few soldiers on the road that divides the Palestinian land and the entrance of the settlement, and few Palestinians who are sitting on the top of the hill. The aim, of course, is to work on the land.  This, however, sounds unrealistic due to the small distance between them and the Israeli settlement.