Umm Al Kheer residents face daily harassment from Israeli soldiers and settlers

agosto 4, 2013 at 10:11 am

Since the end of May, when Israeli settlers from Karmel built a shelter and planted trees on a Palestinian-owned hill to take possession of it, Bedouin inhabitants of the South Hebron Hills village of Umm Al Kheer have faced daily harassment from Israeli settlers and soldiers. If initially the situation was seemingly harsher, with arrests and incursions into the village, the harassments have now became a daily occurrence.

Bedouin shepherds are still not allowed to pass with their flocks on the hill that leads them to the land where they graze their sheep each day, a hill for which no official document exists stating that is not private land owned by Palestinians. Israeli soldiers stand every morning under the shelter built on the hill to ensure Palestinians pass around and do not cross the hill. Tension is always higher on Saturdays, with the presence of Israeli police, settlers and more soldiers than usual. Bedouin shepherds accordingly require Israeli or international activists to accompany them each Saturday as they lead their flocks back to the village.

The inhabitants of Umm Al Kheer will object to the new plan of the Israeli government to build 80 new housing units in the Karmel settlement, a plan currently pending approval.

 

Da quando, alla fine di maggio, i coloni israeliani di Karmel hanno costruito una tettoia e piantato alberi d’ulivo su una collina di proprietà palestinese per impossessarsene, gli abitanti beduini del villaggio di Umm Al Kheer (colline a sud di Hebron) hanno dovuto affrontare soprusi quotidiani da parte di esercito e coloni. Se inizialmente la situazione poteva sembrare più grave, con arresti e incursioni nel villaggio, l’ingerenza da parte dell’esercito israeliano è ora divenuta una realtà quotidiana.

Ai pastori beduini è ancora proibito passare con le proprie greggi sulla collina che conduce alla terra su cui pascolano ogni giorno. Nessun documento ufficiale afferma che quella collina non è proprietà privata palestinese. Eppure, dei soldati israeliani si posizionano ogni mattina sotto la tettoia costruita sulla cima della collina per controllare che i palestinesi passino intorno e non attraversino la collina. Di sabato la tensione è sempre maggiore, con la costante presenza di polizia, coloni e più soldati rispetto al solito.

Gli abitanti di Umm Al Kheer sono intenzionati a presentare un’obiezione al piano di costruzione dell’attuale governo israeliano per 80 nuove unità abitative nella colonia del Karmel, piano in attesa dell’approvazione finale.

 

Photo from Ta’yush

C/S: La continua espansione delle colonie mette in pericolo le comunità delle colline a sud di Hebron

luglio 23, 2013 at 11:35 am

COMUNICATO STAMPA

La continua espansione delle colonie mette in pericolo le comunità delle colline a sud di Hebron

Mentre il governo promuove la costruzione di 80 nuove unità nella colonia di Karmel, la DCO consegna quattro ordini di fermo dei lavori e un ordine di demolizione nel villaggio palestinese di Al Mufaqarah

(segue la versione in inglese)

 

23 luglio 2013

Durante i mesi di giugno e luglio i volontari di Operazione Colomba hanno monitorato l’espansione delle colonie israeliane di Karmel e Ma’on e dell’avamposto di Avigayil.

La più grande espansione è stata registrata nella colonia di Karmel. Durante il mese di giugno scavatori e ruspe stavano lavorando per la costruzione della base di un nuovo settore, nella parte sud della colonia. In questa nuova parte della colonia, già a metà luglio, erano presenti sei nuove case e tre gruppi di fondamenta per altre strutture. La colonia di Karmel è stata costruita negli anni ’80 a ridosso del villaggio beduino di Umm Al Kheer. La nuova espansione sta causando ulteriori difficoltà e disagi ai pastori beduini che vanno a pascolare le greggi nelle vicinanze del loro villaggio e della colonia. Negli ultimi due mesi gli abitanti di Umm Al Kheer hanno dovuto affrontare violenze e soprusi quotidiani da parte dell’esercito e dei coloni israeliani, tra cui l’arresto di tre pastori e il danneggiamento di proprietà private beduine.

L’espansione dell’avamposto di Avigayil ha gravemente danneggiato i campi palestinesi circostanti. Il 14 luglio, infatti, i coloni hanno utilizzato una ruspa per sottrarre terra da un campo situato di fronte all’entrata dell’avamposto. I proprietari del campo hanno denunciato l’accaduto agli uffici della DCO (District Coordination Office) competente nell’area. Lo stesso giorno è stata documentata la presenza di un nuovo cancello metallico all’entrata dell’avamposto, molto simile a quelli installati all’ingresso di altre colonie della Cisgiordania.

A Ma’on sono state registrate espansioni sul lato est della colonia. Alla fine di giugno i lavori interessavano un nuovo edificio e un muro adiacente la strada sottostante. Dopo meno di un mese il muro era stato completato.

Mentre l’espansione di queste colonie nelle colline a sud di Hebron compromette lo sviluppo delle comunità locali palestinesi, il comitato di pianificazione dell’attuale governo israeliano sta approvando la costruzione di 5170 nuove unità nelle colonie della Cisgiordania. Tra le quali, un piano di costruzione per 80 nuove unità nella colonia del Karmel è stato depositato e pubblicato, in attesa dell’approvazione finale (fonte: Peace Now, http://peacenow.org.il/eng/PlansApproval220713).

Il 22 luglio la DCO ha consegnato quattro ordini di fermo dei lavori e un ordine di demolizione a strutture di proprietà palestinese nel villaggio di Al Mufaqarah. Gli ordini riguardano due famiglie. Per la prima famiglia composta da dieci persone, gli ordini riguardano una casa e una tenda. Gli altri sono stati consegnati per una casa, una tenda e un pozzo appartenenti ad una famiglia di undici persone.

Il villaggio di Al Mufaqarah si trova in Area C, sotto amministrazione militare e civile israeliana. Tutte le costruzioni devono essere approvate dall’amministrazione israeliana. Israele rifiuta ai palestinesi il permesso di costruire sul 70% dell’Area C, che è circa il 44% della Cisgiordania, mentre nel rimanente 30% vengono applicate una serie di restrizioni che eliminano la possibilità di ottenere permessi (fonte: OCHA oPt).

Mentre i villaggi palestinesi e beduini dell’Area C soffrono a causa dell’attuale politica di demolizioni e minacce, i vicini avamposti e colonie continuano ad espandersi. Ciononostante, le comunità palestinesi delle colline a sud di Hebron ribadiscono il loro impegno nell’affermare i propri diritti e nel resistere in modo nonviolento all’occupazione israeliana.

 

Operazione Colomba mantiene una presenza costante nel villaggio di At-Tuwani e nell’area delle colline a sud di Hebron dal 2004.

 

Foto dell’incidente: http://snipurl.com/27hu1iw ; Foto di Avigayil: http://snipurl.com/27gry53

Video dell’incidente: http://www.youtube.com/watch?v=HddvttULfHk  (fonte: Ta’yush)

 

[Note: secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.]

Video: Two Palestinians and four Israeli activists arrested in Umm Al Kheer on July 6, 2013

luglio 7, 2013 at 1:16 pm

Video: Israel seizes Bedouin man’s toilet in West Bank after deeming it illegal

giugno 23, 2013 at 6:44 pm

Ha’aretz: Israel seizes Bedouin man’s toilet in West Bank after deeming it illegal

giugno 23, 2013 at 6:43 pm

The portable bathroom, which was installed for the use of a handicapped man, violated an order against illegal construction by settlers, the Civil Administration said.
Chaim Levinson – Ha’aretz – Jun.23, 2013

The Civil Administration last week confiscated a portable toilet that was serving a handicapped person in a Bedouin village in the West Bank, claiming that it violated the order forbidding the movement of mobile structures without a permit.
The incident occurred in Um al-Kheir in the South Hebron Hills, which is near the settlement of Carmel. Last month, one of the village residents decided to set up a toilet for his brother, who had suffered head trauma and until now has been urinating and defecating in a nearby stream bed. The man dug a cesspit and placed a tin structure with a toilet on top of it. The structure was donated by ACF International, a humanitarian organization that provides emergency food, water and sanitation aid.