UPDATE: Israeli Army still affects Palestinian freedom of movement
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On the afternoon of the 15th of June at about 2.15 pm Israeli Army started again to block one of the main access to the Palestinian city of Yatta and the area adjacent to the road, digging and damaging the fields, in order to prevent the Palestinian to bypass the roadblock.
After a few hours, at about 9.50 pm the Israeli Army they were there again to open the access on the main road. Besides the Israeli bulldozers, the presence of the Army is a constant deterrent to the Palestinian right to freely move in the area. Flying checkpoints and roadblocks are clear examples.
The systematic interference of the Israeli Army over the Palestinian right of movement is a clear collective punishment carried out by the Israeli government after Tel Aviv attack.
UPDATE: L’esercito israeliano continua a condizionare la libertà di movimento palestinese
Nel pomeriggio del 15 di Giugno, intorno alle 14.15, l’esercito Israeliano ha nuovamente bloccato uno degli accessi principali alla città Palestinese di Yatta nonchè l’area adiacente alla strada, scavando e danneggiando i campi per impedire ai palestinesi di aggirare il blocco stradale.
Dopo un paio d’ore, verso le 21.50 l’esercito israeliano si è ripresentato per aprire l’accesso alla strada principale. Oltre ai bulldozer israeliani, la presenza dell’esercito è un deterrente costante al diritto dei palestinesi di muoversi liberamente nell’area. Checkpoint temporanei e blocchi stradali sono un chiaro esempio.
L’interferenza sistematica dell’esercito Israeliano sulla libertà di movimento palestinese è una chiara punizione collettiva messa in atto dal governo israeliano dopo l’attacco a Tel Aviv.
UPDATE: Action in At-Tuwani village
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On May 7th more than one hundred Palestinians from different towns of the area gathered on the hill just above At-Tuwani village to plant olive trees all over the hill top. The Palestinian press was also present. The atmosphere was cheerful and relaxed, there were a lot of children playing around and helping the grown ups to plant the trees. Towards the end of the demonstration chief of security of Ma’on’s Israeli settlement called the Israeli Army. A jeep of soldiers entered the village, three of them got off and searched the area surrounding the action. After the had a look around for some minute they went away. Ma’on’s chief of security kept watching for a while whilst talking to a soldier then he also went away. The demonstration kept going with a final lunch all together under a tree. The meaning behind this demonstration was to underline the connection between the Palestinians and their land. Also the tree planted will be taken care by the people in At-Tuwani but they also belong to the people who planted them from around the West Bank. These olive trees are a symbol that brings together not only people of the South Hebron Hills.
Update: azione nel villaggio di At-Tuwani
Nella giornata del 7 di Maggio, più di cento palestinesi provenienti da diverse città della zona si sono radunati sulla collina che sovrasta il villaggio di At-Tuwani per piantare alberi di ulivo lungo tutta la cresta della collina. La stampa palestinese era presente. L’atmosfera era allegra e rilassata con molti bambini che giocavano in giro e aiutavano gli adulti a piantare gli alberi. Verso la fine della dimostrazione il capo della sicurezza della colonia israeliana di Ma’on ha chiamato l’esercito israeliano. Una camionetta di soldati è quindi arrivata dentro al villaggio, tre di loro sono scesi e hanno perlustrato l’area circostante l’azione. Dopo essersi guardati attorno per alcuni minuti se ne sono andati. Il capo della sicurezza di Ma’on è rimasto ancora un po’ a guardare mentre parlava con un soldato e poi anche lui se n’è andato. La dimostrazione è continuata con un pranzo finale sotto l’albero.
Il significato dietro questa dimostrazione è quello di sottolineare l’attaccamento dei palestinesi alla loro terra. Gli alberi piantati saranno curati dagli abitanti di At-Tuwani ma apparterranno anche a coloro che li hanno piantati, i palestinesi della Cisgiordania. Questi ulivi sono un simbolo che serve a unire i palestinesi delle colline a sud di Hebron.
UPDATE: Harvesting time
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The month of April is time for the harvesting in the South Hebron Hills. Palestinians from At-Tuwani and other nearby villages harvest “cursanni”, a plant used to feed sheep and goats in winter season when fields are empty.
A lot of Palestinian’s fields in this area are nearby Israely settlements or outposts, so even a simply activity like harvesting became a challenge that exposes Palestinian to settlers’s attacks or Israeli soldier harassment. Even thought Palestinians keep on with their daily activities facing the Israeli occupation. Also this is “Everyday Resistence”.
UPDATE: Tempo di raccolto
Il mese di aprile è un mese di raccolto nelle South Hebron Hills. Gli abitanti palestinesi di At-Tuwani e dei villaggi vicini raccolgono il “cursanni”, una pianta usata per sfamare pecore e capre nei mesi invernali quando non c’è più vegetazione nei campi.
Molti dei campi palestinesi di questa zona sono situati nei pressi delle colonie e degli avamposti israeliani e così anche un gesto semplice come il raccolto si tramuta in una sfida che espone a possibili attacchi da parte dei coloni o problemi con i soldati israeliani. Ciò nonostante i palestinesi continuano la loro vita sfidando con i loro gesti quotidiani le insidie dell’occupazione israeliana. Anche questa è resistenza.
After the demolitions people of Um Al Kher don’t give up and start to build again
Today Palestinian inhabitants of the village, Israeli peace activists and Internationals joined together to start rebuilding. Nonviolent Popular Resistance doesn’t stop.
Dopo le demolizioni i Palestinesi di Um Al Kher non si arrendono e cominciano a costruire di nuovo.
Oggi gli abitanti del villaggio palestinese, attivisti per la pace israeliani ed internazionali si son ritrovati insieme per iniziare a ricostruire. La Resistenza Popolare Nonviolenta non si ferma.
UPDATE: Israeli soldiers shoot against shepherds and detain a Palestinian in South Hebron Hills.
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On March 24th two Palestinian shepherds were grazing their flocks in their owned land close Ma’on Israeli settlement when Israeli soldiers saw them and began to follow them. The Palestinians, scared, started to move their flocks to a safer place but the soldiers shot at them. No injuried to report.
The soldiers then approached a young man from the Palestinian village of Tuba who arrived on the place to understand the situation. They checked his ID, tried to confiscate his camera and detained him without a clear charge, moving him from the nearby village of Tuba to the proximity of the Ma’on settlement.
The soldiers stopped and prevented Operation Dove volunteers to approach and give the Palestinian legal assistance. Even if the Israeli police was called to intervene, it never showed up
At the same time 15 Israeli soldiers entered the Palestinian village of Tuba, scaring the people.
After more then two hours the soldiers released the Palestinian man without giving any explanations and left the area.
UPDATE: Soldati israeliani sparano contro dei pastori e detengono un palestinese nelle colline a Sud di Hebron.
Il 24 marzo due pastori palestinesi stavano pascolando le greggi nelle loro terre vicine alla colonia israeliana di Ma’on, quando dei soldati israeliani li hanno visti e hanno cominciato a seguirli. I palestinesi, spaventati, hanno spostato i loro greggi in un luogo sicuro e a quel punto i soldati hanno sparato nella loro direzione. Non si sono riportati feriti.
I soldati hanno avvicinato un ragazzo proveniente dal villaggio palestinese di Tuba che era arrivato sul posto per capire la situazione. I soldati hanno chiesto i documenti, provato a confiscare la sua videocamera e lo hanno detenuto senza specifiche accuse, spostandolo dalle vicinanze del villaggio di Tuba in prossimità della colonia israeliane di Ma’on.
I soldati hanno poi bloccato i volontari di Operazione Colomba e hanno impedito loro di avvicinarsi al palestinese e fornirgli assistenza legale. È stato chiesto ripetutamente l’intervento della polizia che però non è mai arrivata. Nello stesso momento 15 soldati israeliani sono entrati nel villaggio palestinese di Tuba, spaventandone gli abitanti
Dopo più di due ore i soldati hanno rilasciato il ragazzo palestinese senza fornire spiegazioni ed hanno abbandonato l’area.
UPDATE: Israeli military demolishes one home and two animal shelters in Palestinian villages of Jinba and Al-Tabban inside Firing Zone 918
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At about 11:00 AM on the morning of March 22 approximately 20 Israeli Army soldiers, Border Police and Civil Administration (DCO) personnel drove two bulldozers into the Palestinian village of Jinba, in Masafer Yatta. They demolished one home and one animal shelter containing chickens, and confiscated solar electric panels, then drove the bulldozers to the nearby Palestinian village of Al-Tabban, where they demolished another animal enclosure. The demolitions left six Palestinians homeless, including four children.
The buildings destroyed in Jinba village include a 70 square meter home and a 200 square meter agricultural building belonging to a young family. When the bulldozer started to destroy the building which housed the family’s poultry the women asked to be allowed to take the chickens out but soldiers held the women back and demolished the building with the chickens inside, killing the majority of the birds. After the family’s home and agricultural structures had been reduced to a large pile of rubble and destroyed household goods. Israeli Civil Administration (DCO) personnel dug through the pile to find and confiscate the home’s solar electric panels.
Jinba and Al-Tabban are two of eight Palestinian villages housing a total of about 1000 people inside what Israel claims as Firing Zone 918. All of the Palestinian structures inside Firing Zone 918 are under threat of demolition by Israeli authorities, due to Israel’s intention to remove the villages from the area in order to gain exclusive use of it for military training. On February 3 Israeli authorities demolished 24 structures in Jinba and Halaweh villages.
Residents of the area have lived under threat of demolition since they returned to their villages after Israeli authorities demolished homes and forcibly removed 700 people. During 2000 and 2001 many families returned to their land and in 2000 the villages appealed to the Israeli Court for the right to remain on the land.
Since that time the villages have engaged in court ordered mediation with the State of Israel, which ended at the start of February without the parties reaching an agreement.
Israeli demolitions of Palestinian homes have increased sharply in recent months. In February alone Israeli forces destroyed 235 homes and structures, displacing 331 Palestinians, including 174 children.
Israeli firing zones take up about 18 percent of the West Bank.
UPDATE: L’esercito israeliano demolisce una casa e due ripari per animali nei villaggi palestinesi di Jinba e Al-Tabban all’interno Firing Zone 918
Verso le 11:00 del mattino del 22 marzo, circa 20 soldati israeliani, Border Police e DCO (Amministrazione civile israeliana) seguiti da due bulldozer hanno fatto irruzione nel villaggio palestinese di Jinba, nella Firing Zone 981 ed hanno demolito un rifugio per animali, una casa ed hanno confiscato dei pannelli solari. Le forze israeliane si sono poi spostate nel vicino villaggio palestinese di Al-Tabban, dove hanno demolito un altro recinto per bestiame. Le demolizioni hanno lasciato un totale di sei palestinesi senza casa, tra cui quattro bambini.
Gli edifici distrutti nel villaggio di Jinba includono una casa di 70 mq e un edificio agricolo di 200 metri quadrati appartenente ad una giovane famiglia. Quando il bulldozer ha cominciato a distruggere l’edificio che ospitava il bestiame, le donne hanno chiesto di poter portare gli animali fuori, ma i soldati trattenendole hanno continuato a demolire l’edificio, uccidendo la maggior parte del pollame. L’amministrazione civile Israeliana (DCO) ha scavato poi tra le macerie con lo scopo di trovare e confiscare i pannelli solari della casa.
Jinba e Al-Tabban sono due degli otto villaggi palestinesi che ospitano un totale di circa 1000 persone all’interno della cosidetta Firing Zone 918. Tutte le costruzioni palestinesi all’interno Firing Zone 918 sono sotto minaccia di demolizione da parte delle autorità israeliane che hanno come obiettivo lo sgombero forzato di tutti i villaggi palestinesi della zona. Il 3 febbraio le forze israeliane hanno demolito 24 strutture nei villaggi di Jinba e Halaweh.
Gli abitanti dell’ area vivono sotto minaccia di sgombero da quando sono tornati nei loro villaggi dopo l’ evacuazione forzata e la demolizione di tutte le loro case nel 1999.
Infatti a partire dal 2000 molte famiglie sono tornate alla loro terra ed hanno fatto ricorso alla Corte israeliana per poter rimanere nelle proprie case.
Le demolizioni,da parte delle forze armate israeliane, delle abitazioni palestinesi sono aumentate notevolmente negli ultimi mesi. Solamente nel mese di febbraio l’esercito ha distrutto 235 case e strutture, lasciando senza casa 331 palestinesi, tra cui 174 bambini.
Le zone adibite all’ addestramento militare dei soldati israeliani, come la Firing Zone 918, occupano circa il 18 per cento della Cisgiordania.
UPDATE: Israeli soldiers detain Palestinian shepherd near the illegal outpost of Avigayil
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On March 17 at about 3:30 pm a settler from the Illegal Israeli outpost of Avigayil, located in the South Hebron Hills, approached a Palestinian shepherd from the nearby Palestinian village of Qawawis who was grazing a flock on Palestinian land. The shepherd began filming as the settler called the Israeli army.
Israeli soldiers arrived on foot from the outpost . They told the shepherd they were detaining him because he was in a closed military zone and prevented him from exercising his right to access the land. When a Palestinian human rights worker and two international volunteers arrived the soldiers began to yell at them and ordered them to leave the area as well. The soldiers showed them a map and claimed that the area was a closed military zone.
The soldiers confiscated the shepherd’s camera and deleted the video, then blindfolded the shepherd and took him into the illegal outpost of Avigayil. They then transported him to the military base at Susya,. They released him at about 6:00pm.
Residents of the village of Qawawis have experienced years of intimidation and harassment by Israeli soldiers and settlers from the illegal Israeli outposts of Avigayil and Mitzpe Yair, including assault, serious injury, burning and destruction of crops, vandalism, military demolitions of homes, animal enclosures and agricultural buildings, and arrest and detention of shepherds as they access their land.
The Israeli outposts of Avigayil and Mitzpe Yair are illegal under both International and Israeli law, as are all of the outposts in the West Bank.
UPDATE: Pastore palestinese detenuto da soldati israeliani vicino all’ avamposto illegale di Avigayil
Nel pomeriggio del 17 marzo mentre un pastore palestinese del villaggio di Qawawis, nelle colline a sud di Hebron, stava pascolando il suo gregge su terreni palestinesi vicino all’ avamposto illegale di Avigayil, un colono,avvicinatosi, ha immediatamente chiamato l’esercito israeliano.
Una volta arrivati, i soldati hanno minacciato il pastore di arrestarlo, in quanto quei terreni sarebbero stati area militare chiusa e gli hanno negato il diritto di accedere alla propria terra. L’esercito israeliano ha ordinato di lasciare l’ area anche ai due volontari internazionali e ad un attivista palestinese presenti durante l’accaduto.
I soldati hanno inoltre confiscato la videocamera del pastore e cancellato ogni video del fatto. Dopo averlo ammanettato e bendato l’ hanno portato nell’ avamposto di Avigayil ed in seguito trasferito nella base militare di Susya. Il pastore palestinese è stato rilasciato all’ incirca alle sei dello stesso giorno.
Gli abitati del villaggio di Qawawis subiscono da anni da parte dell’ esercito israeliano e dei coloni degli avamposti illegali di Avigayil e Mitzpe Yair, intimidazioni e aggressioni, che comprendono: distruzione delle coltivazioni, atti di vandalismo, demolizioni di case e ripari per gli animali; detenzioni,arresti e attacchi ai danni dei pastori palestinesi, impedendo l’ accesso alle loro terre.
Gli avamposti di Avigayil e Mitzpe Yair sono illegali sia per il diritto internazionale che per la stessa legge israeliana, come tutti gli avamposti in West bank.






























