Operation Dove concern about the ongoing escalation of violence in the West Bank

ottobre 6, 2015 at 12:45 pm

 

Tension increased up to the South Hebron Hills: several attacks against Palestinians

(italian follows)

Tensions between Palestinians and Israeli settlers in the occupied West Bank have soared in recent days after two Israeli settlers were shot dead near Nablus on Thursday October 1 by suspected Palestinian attackers. Since the shootings, there has been an upsurge of settler attacks against Palestinian people and their property.

Clashes have erupted across the occupied West Bank, including East Jerusalem, as a result of ongoing confrontations between Palestinians and Israeli forces at the Al-Aqsa Mosque compound. Palestinians religious authority claim that the continuos and repeated settler’s tours on the al-Aqsa mosque are provocating and violating the sacratility of one of the most important places for the muslims worshippers.

Israeli police says they are restricting access to the Old City of Jerusalem aftera Palestinian man killed two Israelis in the historic neighborhood.Only Israeli citizens, Old City residents, tourists, businesspeople working in the area and students studying there will be allowed to enter, police said in a statement Sunday.

A large number of Israeli settler attacks were reported across South Hebron Hills area during the weekend.

On October 3 at around 10 pm a group of settlers were reported to have stormed al-Birkeh (nearby Yatta), and assaulted an unarmed elderly Palestinian park guard (65 years old), locals said.

On October 3 at night, as Maan News reported, a group of settlers smashed the windows of a car belonging to a Palestinian doctor, Imad Abu Iram, near the village of Zif, south of Hebron.

On October 4, at about 2 am, Israeli settlers attacked the Palestinian village of As-Seefer. After having teared down the fence dividing the village from the settlement of Metzadot Yehuda which surround the palestinian village, the settlers started throwing stones to houses. The attack in the middle of the night scared all families living there and damaged a car, an aluminum canopy and solar panels. Children of As-Seefer, the day after the attack, were too afraid to cross the checkpoint to go to school, and decided to stay at home.

In the early morning of October 4, settlers from Mitzpe Yair illegal outpost closed the road from Birr al Idd to Jinba with a roadblock preventing Palestinian teachers to arrive on time to Jinba school.

On Monday October 5 in order to re-open the road,Palestinians and Ta’ayush Israeli activists removed the roadblock.

On October 5 in At-Tuwani village an army jeep entered the village at 11.25 p.m. and threw 4 stun granades between the houses scaring Palestinians in the middle of the night.

On Thursday October 6, at around 2:00 a.m. settlers raided the village of As-Sefeer for the second time in three days. Settlers threw stones against houses and families, injuring one children of 12 years old from the Abu Qpeita’s family. Settlers also damaged again the solar panels of the village. The injured children was took to Yatta hospital.

 

OD is registering a very fast escalation of settlers and Israeli military violence in all the West Bank.

This violence against Palestinian civil population cannot be considered as a “war against terrorism” neither cannot be justified with Israeli security needs, but is the direct consequence of the Israeli Occupation plan. 

OD looks at the Israeli occupation of the West Bank and the Gaza siege, with its continuing settlement expansion and military repression, as the frame which this escalation is developing in.

OD rejects any kind of violence and recourse to weapon and, at the same time, recognizes the right for Palestinian people to resist.

OD is accompanying and supporting the palestinian nonviolent popular struggle.

OD has maintained an international presence in At-Tuwani and the South Hebron Hills since 2004.

 

Link to Photos : http://goo.gl/KkduWy

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Operazione Colomba esprime preoccupazione per la continua escalation di violenza in Cisgiordania

Sale la tensione nelle Colline a Sud di Hebron : diversi gli attacchi ai danni dei Palestinesi

Le tensioni tra palestinesi e coloni israeliani si sono acuite negli ultimi giorni dopo che 2 coloni sono stati uccisi vicino Nablus giovedì 1 Ottobre in un attacco di cui sono sospettati i palestinesi. Da quel momento si è verificato un massiccio incremento di attacchi dei coloni contro la popolazione civile palestinese e le proprietà.

Gli scontri sono scoppiati in tutta la Cisgiordania, Gerusalemme Est compresa, come risultato del continuo confronto tra palestinesi e militari israeliani per il complesso della Moschea di Al-Aqsa. Le autorità religiose palestinesi recriminano per i continui e ripetuti tour dei coloni nella moschea di Al-Aqsa che sono stati percepiti come una provocazione e hanno violato la sacralità di uno dei luoghi più importanti per i fedeli mussulmani.

La polizia sraeliana comunica che le restrizioni all’accesso nella Città Vecchia di Gerusalemme sono dovute all’omicidio di due israeliani per mano di un palestinese avvenuto nel centro storico.

Solo i cittadini israeliani, i residenti della Città Vecchia, i turisti, gli uomini d’affari che lavorano nell’area e gli studenti che vi studiano hanno il permesso di entrarvi, come riferito domenica da un comunicato della polizia.

Operazione Colomba ha registrato diversi attacchi nell’area delle colline a Sud di Hebron.

Nella notte di sabato 3 ottobre, attorno alle 22:00 un gruppo di coloni dopo essere entrato nel villaggio di Al Birkeh (vicino alla città di Yatta), ha attaccato la guardia anziana disarmata (65 anni) del parco del villagio, come riportano i locali.

Sempre nella notte di sabato 3 ottobre un gruppo di coloni ha distrutto i vetri della macchina del dottor Imad Abu Iram, nella cittadina di Ziff, situata a sud di Hebron.

Domenica mattina 4 ottobre attorno alle 2 del mattino, coloni israeliani hanno attaccato il villaggio di As Seefer. dopo aver abbattuto la rete che divide il villaggio dalla colonia di Metzadot Yehuda(che circonda il villaggio palestinese), i coloni hanno iniziato a lanciare pietre contro le case e le tende. L’attacco, avvenuto a notte fonda, ha terrorizzato gli abitanti di As Seefer e ha portato al danneggiamento di una macchina, due pannelli solari e una tettoia. I bambini di As Seefer , il giorno seguente l’attacco , erano troppo spaventati di attraversare il checkpoint per raggiungere la scuola e hanno deciso di rimanere a casa.

La mattina presto sempre del 4 ottobre, i coloni dell’avamposto illegale di Mitzpe Yair hanno bloccato la strada che connette Birr al Idd con Jinba con un roadblock, impedendo agli insegnanti palestinesi provenienti dalla città di Yatta di raggiungere la scuola di Jinba in tempo.

La mattina del 5 ottobre per riaprire la suddetta strada, palestinesi e attivisti del gruppo Ta’ayush hanno rimosso il roadblock.

Attorno alle ore 23:25 del 5 ottobre , una jeep militare israeliana è entrata nel villaggio di At-Tuwani e ha lanciato 4 granate assordanti, terrorizzando i palestinesi nel cuore della notte.

Attorno alle ore 02:00 del 6 ottobre un gruppo di coloni ha compiuto un raid nel villaggio di As Seefer per la seconda volta in due giorni. I coloni hanno tirato pietre contro case e famiglie che dormivano all’aperto, ferendo un bambino di 12 anni della famiglia Abu Qpeita. il bambino è stato trasportato dalla famiglia all’ospedale di Yatta.

 

Operazione Colomba sta registrando una rapida escalation della violenza militare e dei coloni in Cisgiordania. 

Questa violenza contro la popolazione civile palestinese non può essere considerata come guerra al terrorismo, né giustificata da ragioni di sicurezza per Israele, ma è la diretta conseguenza del piano di occupazione israeliano.

Operazione Colomba identifica nell’occupazione della Cisgiordania e dall’assedio della striscia di Gaza come la cornice in cui questa escalation si sta sviluppando. 

Operazione Colomba oltre a rigettare la violenza e l’uso delle armi riconosce il diritto del popolo palestinese alla resistenza, rimanendo accanto e supportando chi come nei villaggi delle colline a sud di Hebron ha intrapreso un cammino di lotta popolare nonviolenta.

Link alle foto :  http://goo.gl/KkduWy

UPDATE: Stop work order delivered for school in South Hebron Hills

settembre 3, 2015 at 8:22 am

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On September 2, in the morning, Israeli District Coordination Office (DCO) and soldiers broke into the school of Shaab al-Butum, a Palestinian village situated in the South Hebron Hills.
DCO and soldiers irrupted into the backyard of the school and delivered stop work order for all the structure, including the fences. Therefore, they intimidated the children and interrupted the lessons.
The school is a brand-new structure that was inaugurated just last week. It encompasses the first six classes and receives thirty-two children coming from Shaab al-Butum and the surrounding villages. Without this school, the children would have to go to the further village of At-Tuwani or to the cities of Al-Birkeh and Yatta to attend classes.

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UPDATE: Ordine di fermo dei lavori consegnato ad una scuola nelle colline a sud di Hebron

Nella mattina del 2 settembre, ufficiali della Amministrazione civile israeliana (DCO) e soldati dell’esercito israeliano hanno fatto irruzione nella scuola di Shaab al-Butum, un villaggio palestinese situato nell’area delle colline a Sud di Hebron.
DCO e soldati sono entrati nel cortile della scuola e hanno consegnato ordini di fermo dei lavori per l’intera struttura, comprese le recinzioni esterne. Così facendo, hanno spaventato i bambini ed interrotto le lezioni.
La scuola è una struttura di recentissima costruzione, inaugurata soltanto la settimana scorsa. Comprende le classi dalla prima alla sesta ed accoglie trentadue bambini provenienti da Shaab al-Butum e dai villaggi limitrofi. Senza questa scuola, i bambini sarebbero costretti ad arrivare fino al villaggio di At-Tuwani o nelle città di Al-Birkeh e Yatta, molto più distanti, per frequentare le lezioni.

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UPDATE: Israeli settlers and army harass Palestinian shepherds in the South Hebron Hills

agosto 23, 2015 at 7:45 am

In the afternoon of August 21, in the Palestinian village of At Tuwani, Israeli settlers from Ma’on threw stones to two Palestinian kids who were shepherding their flocks. Palestinian inhabitants of the village immediately reached the kids, while two Army jeeps arrived and stood near the grazing land.

In the early morning of August 22, four Palestinian shepherds were grazing their flocks on Palestinian owned lands substanding the Israeli illegal outpost of Mitzpe Yair, when two settlers came from the outpost and chased away the flocks. A few minutes later an army jeep arrived on the place and pushed the shepherds in the direction of Palestinian villages, away from the Israeli outpost. At the same time  Israeli army, Border Police and DCO arrived on the place and declared the area as military closed and prevented the Palestinian owner of the land Umm Al Arayes, who arrived with his family to claim their right to access the land, from entering it as it happens every saturday since 2012. Israeli settlers stood watching the scene for most of the time, without any consequence.

Palestinian kid shepherding in Khelly valley, At Tuwani village, after the settlers' attack.

Palestinian kid shepherding in Khelly valley, At Tuwani village, after the settlers’ attack.

Palestinians and Internationals arrive in Khelly valley, At Tuwani village, after the settlers' attack.

Palestinians and Internationals arrive in Khelly valley, At Tuwani village, after the settlers’ attack.

Coloni ed esercito israeliani aggrediscono pastori palestinesi, nelle colline a sud di Hebron

Il pomeriggio del 21 agosto, nel villaggio palestinese di At Tuwani due coloni israeliani di Ma’on hanno lanciato pietre contro due ragazzini palestinesi che stavano pascolando le loro greggi. Gli abitanti palestinesi del villaggio hanno immediatamente raggiunto i ragazzini, mentre due jeep dell’esercito sono arrivate e sono rimaste vicino al pascolo.

La mattina del 22 agosto, quattro pastori palestinesi stavano pascolando le loro greggi su terre di proprietà palestinese sottostanti l’avamposto israeliano illegale di Mitzpe Yair, quando sono arrivati due coloni e hanno cacciato le greggi. Pochi minuti dopo è arrivata sul posto una camionetta dell’esercito israeliano che ha spinto i pastori in direzione dei villaggi palestinesi, allontanandoli dall’avamposto. Allo stesso tempo sono arrivati sul posto esercito israeliano, polizia di frontiera e DCO (District Coordination Office) che hanno dichiarato l’area militare chiusa impedendone l’accesso al proprietario, arrivato con la famiglia a reclamare il suo diritto ad accedere alla terra di Umm Al Arayes, come fanno ogni sabato dal 2012. I coloni israeliani sono rimasti a guardare la scena per tutto il tempo, senza alcuna conseguenza.

Israeli settlers chase away a Palestinian flock from the Palestinan owned land of Umm Al Arayes.

Israeli settlers chase away a Palestinian flock from the Palestinan owned land of Umm Al Arayes.

Israeli army, Border Police and DCO prevent Palestinian owners of the land in Umm Al Arayes from entering it.

Israeli army, Border Police and DCO prevent Palestinian owners of the land in Umm Al Arayes from entering it.

UPDATE: New demolitions in South Hebron Hills

agosto 5, 2015 at 12:46 pm

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UPDATE: New demolitions in South Hebron Hills

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While the entire international attention is focused on Susiya, allowing its Palestinian inhabitants to resist the forced eviction, the Israeli policy of destruction of Palestinian villages is still going on, far from the gaze of the main medias.

On August 4, three villages in the South Hebron Hills area have been subjected to demolitions. In Umm ad Daraj two sheep shelters have been flattened, right before in Umm Dirit a 900 square meters wide fence has been destroyed with the flock inside while only women and children were present in the village. The fence was standing on Palestinian land, a few meters from the Israeli illegal outpost of Avigayil. Finally, in Jawwaya the Israeli water company Mekorot destroyed the pipes that supplied water to the village, essential for the men’s and animal’s survival.

According to the UN, in West Bank and East Jerusalem, in the last three months 92 structures have been demolished, among houses, agricultural equipment and wash items, affecting a total of 674 people, most of them children.

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UPDATE: Nuove demolizioni nelle colline a Sud di Hebron

Mentre tutta l’attenzione internazionale è concentrata su Susiya, permettendo ai suoi abitanti di resistere all’evacuazione forzata, la politica israeliana di distruzione dei villaggi palestinesi non si ferma, lontano dallo sguardo dei media.

Il 4 agosto tre villaggi nelle colline a sud di Hebron sono stati soggetti a demolizioni. Ad Umm ad Daraj sono stati rasi al suolo due ricoveri per pecore, mentre nel villaggio di Umm Dirit è stata distrutta una recinzione ampia 900 metri quadri mentre vi erano delle pecore all’interno e nel villaggio erano presenti solo donne e bambini. La recinzione si trovava su terra di proprietà palestinese, a pochi metri dall’avamposto israeliano illegale di Avigayil. Infine, a Jawwaya la compagnia idrica israeliana Mekorot ha distrutto le tubature che fornivano acqua al villaggio, essenziale per la sopravvivenza di uomini e animali.

Secondo l’ONU, in Cisgiordania e a Gerusalemme est, negli ultimi tre mesi 92 strutture sono state demolite, tra abitazioni, attrezzi agricoli e vasche per raccolta d’acqua, colpendo un totale di 674 persone, molte delle quali bambini.

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UPDATE: Hundreds in Susiya against the demolition of the village

luglio 25, 2015 at 6:04 pm

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UPDATE: Hundreds in Susiya against the demolition of the village

(Italian follows)

On July 24 hundreds of Palestinian, Israeli and international activists gathered in Susiya village to support the struggle of the Palestinian inhabitants against the Israel’s decision to demolish their village.

More than 600 people walked through Susiya village, recounting the stories of the families that daily are facing the threat of eviction. Activists and Palestinians claimed that the nonviolent popular resistance, sustained by the international solidarity and the pressure made by BDS campaigns, is the most effective way to face the Israeli occupation.

Despite the international diplomatic attention, above all U.S. State Department and the European foreign ministers, the Israeli Civil Administration informed the residents of Susiya that it intends to demolish nearly half of the buildings in the village before the pronouncement of the High Court on August 3.

The struggle of the 450 inhabitants of Susiya is the struggle of many Palestinian villages in South Hebron Hills and in the whole Area C of the West Bank, that suffer housing demolitions and forced transfer of the residents.

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UPDATE: In centinaia a Susiya contro la demolizione del villaggio

Il 24 luglio centinaia tra palestinesi, israeliani e attivisti internazionali si sono riuniti nel villaggio di Susiya in sostegno alla lotta dei suoi abitanti contro la decisione dello Stato israeliano di demolire il villaggio.

Più di 600 persone hanno camminato attraverso il villaggio di Susiya, narrando le storie delle famiglie che ogni giorno vivono nella minaccia di essere trasferiti altrove. Attivisti e Palestinesi hanno ribadito come la resistenza popolare non violenta, supportata dalla solidarietà internazionale e dalle pressioni fatte dalle campagne BDS, sia la strada più efficace per affrontare l’occupazione israeliana.

Nonostante l’attenzione della diplomazia internazionale, su tutti il Dipartimento di Stato USA e i ministri degli esteri dell’Unione Europea, l’ Amministrazione Civile Israeliana ha comunicato agli abitanti di Susiya, che intende comunque demolire circa la metà degli edifici del villaggio prima della pronuncia della Corte Suprema israeliana il prossimo 3 agosto.

La lotta dei 450 abitanti di Susya è la lotta di tanti villaggi palestinesi nelle colline a sud di Hebron e in tutta l’Area C della Cisgiordania che soffrono le demolizioni delle proprie case e trasferimento forzato delle comunità residenti.

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VIDEO : “Return to Old Susiya”

giugno 24, 2015 at 10:34 am

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Nasser Nawajha takes his six-year old son Laith back to Nasser’s native village of Susya, in the South Hebron Hills of the occupied West Bank. Nasser’s family, along with all the other families of Susya, were expelled from their village in 1986, when Israel turned it into an archaeological park. The villagers are, yet again, facing imminent expulsion from their homes and caves.

UPDATE : Demolition orders delivered in South Hebron Hills

giugno 23, 2015 at 12:24 pm

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(italian follows)

While the inhabitants of the Palestinian village of Susiya are still living under the threat of eviction, the Israeli authorities continue to enlarge the danger of demolitions in different villages of South Hebron hills area.

On June 22, in the morning, DCO, accompanied by Israeli Army, delivered demolition orders for two tents in the Palestinian village of Al-Mufaqarah and for one house, one tent with floor and one cave in the Palestinian village of Jawwaya.

According to OCHA, in the first four months of 2015, more than 200 Palestinian-owned structures have been demolished in Area C of West Bank and East Jerusalem due to lack of building permit, military operation or punishment.

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UPDATE : Consegnati ordini di demolizione nelle South Hebron hills 

Mentre gli abitanti del villaggio Palestinese di Susiya vivono sotto la minaccia di evacuazione, le autorità israeliane continuano a consegnare ordini di demolizione in diversi villaggi dell’area nelle colline a Sud di Hebron.

Nella mattinata del 22 Giugno la DCO (amministrazione civile), accompagnata dall’esercito israeliano, ha consegnato ordini di demolizione per due tende nel villaggio palestinese di Al-Mufaqarah e per una casa, una tenda pavimentata e una grotta nel villaggio palestinese di Jawwaya.

Nei primi quattro mesi del 2015, secondo L’OCHA, sono state demolite più di 200 strutture di proprietà palestinese in Area C e a Gerusalemme Est a causa di operazioni militari o punitive o a causa della mancanza di permessi di costruzione.

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Contro l’espulsione dei palestinesi di Susiya

maggio 26, 2015 at 1:18 pm

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VIDEO : Demonstration in Susiya on May 16, 2015

maggio 17, 2015 at 11:25 am

 

On May 16, Palestinians from South Hebron Hills and from different popular Struggle Committee of all West Bank, Israeli an international activists, gathered in Susiya village (that is suffering for the imminent eviction’s threat) in order to demonstrate their solidarity with the villagers.

The demonstration was also to remember the Nakba of 1948, when an estimated 700,000 Palestinians were expelled  from their own land and hundreds of Palestinians town and villages were destroyed.

(italian follows)

Il 16 maggio i palestinesi delle Colline a Sud di Hebron e di vari Comitati di Resistenza Popolare da tutta la Cisgiordania, assieme ad attivisti israeliani e internazionali, si sono radunati a Susiya (che è sotto minaccia di demolizione) per manifestare la loro solidarietà verso gli abitanti di questo villaggio.

La manifestazione è stata fatta anche in ricorrenza del memoriale della Nakba del 1948, quando circa 700,000 Palestinesi furono espulsi dalla propria terra e molte delle loro città e villaggi distrutti.

 

UPDATE : two demolition orders delivered in Susiya

maggio 11, 2015 at 12:35 pm

 

On May 10, at 10:40 am, DCO, accompanied by Israeli Army, delivered the demolition orders for two animal shelters in the Palestinian village of Susiya. The officer also pictured structures belonging to the village as houses,  the school and the recreation ground.

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In 1986 the village of Susiya was declared archeological site, its land expropriated and inhabitants were evicted and forced to move in their nearby agricultural land where on 2012, Israel’s Civil Administration distributed demolition orders to over 50 temporary structures.

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In 2014 the residents of Susiya, represented by Rabbi for Human Rights, sued for a request to freeze the demolition order’s implementation. In 2015, on May 5,  the Israeli High Court rejected that request, allowing the demolition of the village.

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Now the threat to be evicted and deported again, becomes more imminent for the inhabitants  of Susiya.

(italian follows)

 

 

Il 10 maggio, alle 10:40 del mattino, la DCO (District Coordination Office), accompagnata dall’esercito israeliano, ha consegnato l’ordine di demolizione a due ricoveri per animali, nel villaggio palestinese di Susiya. L’ufficiale della DCO ha inoltre fotografato doverse strutture del villaggio, come la scuola, il parco giochi e le case.

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Nel 1986 il villaggio di Susiya fu dichiarato sito di interesse archeologico. Gli abitanti di conseguenza furono evacuati, le loro terre espropriate, e furono obbligati a ricollocarsi nei propri terreni agricoli limitrofi, dove, nel 2012, l’amministrazione civile israeliana consegnò 50 nuovi ordini di demolizione alle strutture abitative temporanee.

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Nel 2014, i palestinesi residenti di Susiya, rappresentati in sede legale dai Rabbini per i Diritti Umani, hanno consegnato una petizione per congelare l’implementazione degli ordini di demolizione. Il 5 maggio 2015, l’alta corte israeliana ha rifiutato questa richiesta, permettendo così la distruzione del villaggio palestinese.

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Attualmente, per gli abitanti di Susiya,  la minaccia di essere sgomberati e deportati nuovamente sta diventando ogni giorno più incombente.

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