At-Tuwani: marcia silenziosa di solidarietà con i bambini di Tuba e Maghayir al Abeed

novembre 26, 2010 at 7:04 am

Ha’aretz: Sheep droppings sparks rift between settlers and Bedouin

novembre 25, 2010 at 7:01 am

Fonte: Ha’aretz / 25.11.2010

By Chaim Levinson

Every morning, Yamna Hadlin wakes up before dawn in her home village of Umm al-Hir to bake pita bread for her family. She is a woman of limited financial means. Very few men in the village, which is home to the Jahalin tribe of Bedouin Arabs, draw a regular income. The women are housewives. Breakfast for the family usually consists of cheeses and pita breads warmed up in the family’s wood fire oven.

The family lives in a huge stone building the size of a cave. It was built 30 years ago by Hadlin’s father.

Inside, piles of ember are stored alongside sheep droppings which are used to feed the fire.

When it comes time to bake the pita bread, stones are placed in the oven and the dough is laid on top of them. It is used to bake bread that feeds 12 families who reside in the area.

Continua l’espansione dell’avamposto di Havat Ma’on

novembre 22, 2010 at 7:16 pm

Da circa una settimana monitoriamo la costruzione di una nuova struttura fuori dall’avamposto di Havat Ma’on. I quattro pali in legno piantati nella roccia e cementati si trovano a circa 600 metri in linea d’aria dall’avamposto, poco distante dalla collina dove l’avamposto era stato costruito ed evacuato nel 1999. Benché tutte le colonie israeliane siano illegali secondo il diritto internazionale, gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la stessa legge israeliana. Per questo motivo allo stato attuale, l’avamposto ha già ricevuto due ordini di evacuazione da parte del ministero della Difesa israeliano, mai resi operativi.

Clicca qui per vedere la mappa dettagliata da Google Maps

At-Tuwani: Soldati israeliani detengono cinque bambini palestinesi nelle colline a sud di Hebron

novembre 22, 2010 at 6:19 pm

21 Novembre 2010

At-Tuwani – La mattina del 21 novembre, l’esercito israeliano ha detenuto cinque bambini palestinesi con l’accusa di aver lanciato delle pietre.

Dall’inizio del 2005, ogni mattina i bambini attendono dal villaggio di Tuba l’arrivo di una pattuglia dell’esercito israeliano incaricata di accompagnarli lungo il percorso più breve che, passando tra l’insediamento israeliano di Ma’on e l’avamposto illegale di Havat Ma’on, porta al villaggio di At-Tuwani, dove si trova la scuola elementare. La scorta ha come obiettivo (quello di) proteggere i bambini dalle violenze dei coloni israeliani dell’avamposto di Havat Ma’on.

La mattina del 21 novembre i bambini stavano aspettando da più di un’ora vicino agli allevamenti di polli situati alla fine dell’insediamento di Ma’on quando, intorno alle ore 8.50, sono arrivati i soldati che avrebbero dovuto scortarli lungo la strada per la scuola. Tuttavia, i soldati, anziché scortare i bambini, si sono fermati a parlare con la guardia di sicurezza dell’insediamento, mentre i bambini aspettavano in strada. Nel frattempo, due coloni sono passati accanto ai bambini.

Video: Festival della resistenza nonviolenta, At-Tuwani 2010

novembre 5, 2010 at 8:19 am

Campagna BDS: Una nuova ferrovia israeliana passa attraversa zone palestinesi nei territori occupati

novembre 1, 2010 at 3:35 pm
Un nuovo rapporto pubblicato da “Chi trae beneficio dall’Occupazione”, un progetto di ricerca della Coalizione di Donne per la Pace (Israele) dice: Si sta costruendo una nuova ferrovia tra Gerusalemme e Tel Aviv che attraversa, contro la legge, il territori occupati Palestinesi in due aree, con costo enorme per le comunità palestinesi. Compagnie europee sono coinvolte nel progetto di costruzione della nuova linea ferroviaria, e tra queste l’italiana Pizzarotti.


Per leggere il rapporto completo (in inglese) seguite il link:
http://www.whoprofits.org/articlefiles/WP-A1-Train.pdf

Sommario:

Un nuovo treno di alte velocità tra Gerusalemme e Tel Aviv, i due principali centri metropolitani, con due o tre treni ogni ora per un percorso della durata di 28 minuti. La nuova ferrovia, qualche volta chiamata treno A1, è una dei più grandi progetti di infrastruttura che il governo israeliano abbia realizzato negli ultimi anni.

Tuba: Esercito israeliano arresta giovane palestinese sulle colline a sud di Hebron

novembre 1, 2010 at 9:57 am

COMUNICATO STAMPA
Esercito israeliano arresta giovane palestinese sulle colline a sud di Hebron

Tuba, Colline a sud di Hebron – Territori Palestinesi Occupati

Nella mattina di sabato 30 ottobre, alle ore 10:30 circa, l’esercito israeliano ha arrestato un giovane palestinese nei pressi del villaggio palestinese di Tuba, sulle colline a sud di Hebron. Il ragazzo è stato fermato mentre riprendeva con la propria telecamera i militari israeliani che scacciavano altri due giovani pastori palestinesi del villaggio di Tuba.

I pastori palestinesi, accompagnati da volontari di Operazione Colomba (corpo nonviolento dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII), stavano pascolando già dalla prima mattinata nell’area di Umm Zeitouna, su terre di proprietà dei palestinesi.

Un pesce fuor d’acqua. Roberto Saviano su Israele

ottobre 21, 2010 at 9:46 am

Quello che segue è il contributo di Roberto Saviano alla maratora oratoria “Per la verità, per Israele”.

Una maratona per Israele?

ottobre 7, 2010 at 7:23 am

Pubblichiamo il comunicato del team “Tutti a raccolta” di Pax Christi, unendoci allo sdegno che ci provoca il dover assistere a manifestazioni come la “Maratona oratoria per Israele”, prevista per il 7 ottobre a Roma, di cui riportiamo parte dell’appello degli organizzatori:

La delegittimazione di Israele avviene a tutte le latitudini e senza freno: Israele, il Paese più apertamente minacciato del mondo, può essere sicuro di venire condannato dalle istituzioni e dalla stampa internazionale qualsiasi cosa faccia, sia che cerchi di difendersi da attacchi terroristici, che si impegni a cercare di fermare il rifornimento di armi per Gaza, sia che semplicemente svolga le normali attività di qualsiasi Paese democratico.

Le sue acquisizioni scientifiche, sportive, culturali, sociali, economiche, vengono sistematicamente boicottate e vilipese anche con la violenza. Il doppio standard è lo standard consueto per Israele: l’ONU, dedicandogli l’80% delle sue risoluzioni, lo condanna ad ogni passo, mentre i Paesi che violano i diritti umani, che compiono stermini e pulizie etniche, non vengono mai sanzionati.

Se salisse sul palco Daoud…
Per la verità, per Israele: verità su Israele

Team di ‘Tutti a raccolta’, Pax Christi Italia, Campagna Ponti e non muri

Betlemme, 6 ottobre 2010

Il palco da dove Papa Benedetto tuonò pochi mesi fa contro il muro dell’apartheid che fa di Betlemme una prigione, si trova proprio a due passi dalle gabbie in cui stanotte all’alba siamo stati attoniti spettatori della quotidiana umiliazione di migliaia di palestinesi che ammassati dietro le sbarre tentano di passare il check-point per andare a lavorare a Gerusalemme.

Dalla stampa apprendiamo con stupore e indignazione che molte personalità internazionali, parlamentari e artisti saliranno domani su un palco a Roma dando la loro adesione e la loro voce alla manifestazione internazionale “Per la verità, per Israele”. Se ci sta veramente a cuore Israele, se vogliamo essere veri amici di Israele come del popolo palestinese, non possiamo fingere di non vedere il sistema di apartheid che da decenni umilia e distrugge i palestinesi e di conseguenza dobbiamo aiutare Israele a riconoscere le sue responsabilità.

Fa davvero un effetto strano immaginare questa maratona di parole mentre, viaggiando da una parte all’altra della Palestina, siamo testimoni della concreta oppressione che quotidianamente milioni di uomini e donne sono costretti a sopportare e che ha un solo nome da amplificare e non nascondere: l’occupazione militare israeliana.

Non riusciamo ad immaginare come tanti discorsi che verranno pronunciati nel nome della pace e della giustizia, non cadano ancora una volta nell’ipocrisia di chi finge di non sapere che l’ostacolo più grande alla pace sono proprio quelle centinaia di cantieri edili che continuano a rubare illegalmente la terra ai villaggi palestinesi. Ci chiediamo anche a quale sicurezza, libertà e verità stiano pensando coloro che si alterneranno nella maratona pro-Israele passandosi la fiaccola della sua difesa.

Tutti noi chiediamo la sicurezza per Israele come per i suoi vicini palestinesi, ed è esattamente “per la verità, per Israele” che va riconosciuta e affermata la realtà dei fatti, come unica via per una pace giusta. Quei drammatici “fatti” che in questi giorni ritroviamo nella totale umiliazione subita dai palestinesi e nella costante violazione dei diritti umani e delle leggi internazionali da parte dello stato d’Israele.

Acmos: “Il futuro occupato”, tributo alla resistenza di At-Tuwani

ottobre 2, 2010 at 9:07 am