Other ten olive trees destroyed in Humra valley, At Tuwani

settembre 8, 2013 at 3:14 pm

One of the ten olive trees destroyed in Humra valley

On September 8 a Palestinian noticed some olive trees cut in Humra valley, that is located beside Havat Ma’on (Hill 833) Israeli outpost. Later Operation Dove volunteers and a Bt’selem operator went on the place to document the incident. They found 10 olive trees destroyed during the night, belonging to Ibrahim Rabai.

During the afternoon the Israeli Police came on the place of the incident and At Tuwani inhabitants filed a complain.

In the last 30 days a total of 18 olive trees have been seriously damaged in that valley.

The number of Palestinian-owned trees uprooted and damaged in the South Hebron Hills area since January 2012 now rises to 177, the majority of which are located in the Humra valley.

Olive trees are an essential resource for the Palestinian community in the South Hebron Hills area, and their damage results in substantial economic losses for local residents.

Pictures: http://snipurl.com/27rv9r4

Altri dieci ulivi distrutti in Humra valley, At Tuwani

L’8 di settembre un palestinese ha notato alcuni ulivi tagliati nella valle di Humra, situata accanto all’avamposto israeliano di Havat Ma’on (Hill 833). In seguito i volontari di Operazione Colomba e un operatore di Bt’selem sono giunti sul posto per documentare l’incidente e hanno trovato 10 alberi di ulivo distrutti durante la notte, appartenenti a Ibrahim Rabai.

Nel pomeriggio la polizia israeliana è giunta sul luogo dell’incidente e gli abitanti di At Tuwani hanno sporto denuncia.

Negli ultimi 30 giorni un totale di 18 ulivi sono stati seriamente danneggiati in quella stessa valle.

Sale a 177 il numero di alberi d’ulivo palestinesi sradicati e danneggiati nell’area delle colline a sud di Hebron da gennaio 2012, la maggior parte dei quali si trova nella valle di Humra.

Gli alberi d’ulivo sono una risorsa essenziale per le comunità palestinesi delle colline a sud di Hebron, e il loro danneggiamento provoca una notevole perdita economica per gli abitanti locali.

Foto: http://snipurl.com/27rv9r4

C/S: I palestinesi delle colline a sud di Hebron di nuovo bersaglio dei coloni: un pozzo avvelenato e una strada bloccata per due volte nello stesso giorno

agosto 19, 2013 at 1:10 pm

COMUNICATO STAMPA

I palestinesi delle colline a sud di Hebron di nuovo bersaglio dei coloni: un pozzo avvelenato e una strada bloccata per due volte nello stesso giorno

Un gruppo di coloni della zona avvelena un pozzo e blocca la strada che porta al villaggio palestinese di Bir al Idd, nei pressi dell’avamposto israeliano di Mitzpe Yair. Per i palestinesi, questa strada rappresenta una delle principali vie d’accesso alla regione di Masafer Yatta, i cui abitanti subiscono minacce di sfratto da parte dell’esercito israeliano.

(English follows)

19 Agosto 2013

Domenica 18 agosto alcuni coloni israeliani hanno avvelenato un pozzo nel villaggio palestinese di Bir al Idd e per due volte hanno bloccato l’unica via d’accesso al villaggio. La strada sterrata è rimasta completamente bloccata per più di sei ore.

Già in mattinata gli abitanti di Bir al Idd si erano accorti che l’acqua di un pozzo era sporca e maleodorante, a seguito di un probabile avvelenamento. Inoltre, la strada principale era stata bloccata con massi e copertoni, rimanendo inagibile per circa 100 metri a causa della presenza di pietre sparse. Intorno alle 16 l’esercito israeliano ha liberato e aperto la strada.

Alle 18:25 otto coloni sono tornati sul posto, portando pietre e copertoni con l’intenzione di bloccare nuovamente la strada. Nel frattempo, due macchine con sei palestinesi a bordo non hanno potuto lasciare il villaggio a causa della presenza dei coloni sulla strada. Durante tutto il susseguirsi degli eventi, una macchina della DCO (District Control Offce) è rimasta ad osservare la scena da una distanza di circa 50 metri. Verso le 18:50 è arrivata anche una camionetta dell’esercito e quattro soldati ne sono usciti. Né gli ufficiali della DCO né i soldati hanno tentato in alcun modo di fermare i coloni; finché alle 19 è giunta una macchina della polizia e tre poliziotti hanno obbligato tre coloni a seguirli fino alla macchina, mentre altri continuavano a lavorare sulla strada. Poco a poco tutti i coloni hanno smesso di spostare pietre e hanno cominciato a camminare in direzione dell’avamposto di Mitzpe Yair.

Nel frattempo, circa dieci palestinesi sono giunti sul posto per vedere cosa stava succedendo. Alle 19:20, quando la polizia se n’è andata, i palestinesi prima e in seguito i soldati hanno smantellato il blocco.

Il villaggio di Bir al Idd è situato all’ingresso dell’area di Masafer Yatta, i cui abitanti subiscono continue minacce di evacuazione da parte dell’esercito israeliano. Difatti, in questa zona il governo israeliano ha dichiarato la “Firing Zone 918”, ovvero un’area d’esercitazione militare permanente. I palestinesi che vi abitano sono in attesa della sentenza definitiva dell’Alta Corte israeliana che si pronuncerà sulla legittimità della zona militare. Nel mentre, le restrizioni alla libertà di movimento per gli abitanti persistono. Ciò nonostante, le comunità palestinesi delle colline a sud di Hebron perseverano nell’uso della nonviolenza come strumento di resistenza all’occupazione israeliana.

Operazione Colomba mantiene una presenza costante nel villaggio di At-Tuwani e nell’area delle colline a sud di Hebron dal 2004.

 

Foto dell’incidente: http://snipurl.com/27nh0ek

Video dell’incidente: http://snipurl.com/27nvjb3

[Note: secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.]

Palestinians attacked by settlers and harassed by army in South Hebron Hills

agosto 16, 2013 at 8:54 am

In the morning of August 15, Palestinian shepherds were attacked by Israeli settlers and subsequently harassed by the Israeli army in the South Hebron Hills. Three Palestinians from the village of At Tuwani were grazing their sheep and working the land in Humra valley around 6:30 am, when three settlers came from the nearby Israeli outpost of Havat Ma’on and threw stones to chase them away. One of the Palestinians has a camera provided by the Israeli human rights organization B’tselem but as the settlers attacked, the man walked away but remained in the valley.

The settlers then returned to the outpost and Israeli soldiers arrived to the area. One settler talked to soldiers and accused one of the Palestinian shepherds of having gotten too close to the outpost and pushing his sheep amongst the outpost trees.  Palestinians and Operation Dove volunteers showed the soldiers the six damaged olive trees discovered in the Humra valley the previous day. Soldiers responded  that this was probably a “price tag” attack since the settlers claim a Palestinian stole sheep from the outpost some days before. Around 8:30 am the army left the area. No Palestinians or Israeli settlers were detained.

 

La mattina del 15 agosto 2013 tre palestinesi del villaggio di At Tuwani stavano pascolando le pecore e lavorando la terra nella vicina valle di Humra quando, intorno alle 6:30, tre coloni sono usciti dall’avamposto di Havat Ma’on tirando pietre contro i pastori nel tentativo di farli fuggire. Uno di questi ultimi portava con sé la telecamera fornita dall’organizzazione per la difesa dei diritti umani B’tselem ma, a causa dell’attacco improvviso, non è riuscito a riprendere.

Successivamente i coloni sono tornati indietro verso l’avamposto e i palestinesi sono rimasti in valle. Poco dopo sono arrivati i soldati che, dopo aver parlato con uno dei coloni presenti, hanno accusato i pastori di aver portato le pecore all’interno del bosco dell’avamposto. A quel punto i palestinesi e i volontari di Operazione Colomba hanno mostrato ai soldati i sei ulivi tagliati il giorno precedente nella medesima valle. I militari hanno risposto che, probabilmente, il taglio di ulivi è stato frutto di una azione di “price tag”* ad opera dei coloni. Questi ultimi, infatti, nei giorni precedenti, avrebbero denunciato il presunto furto di una pecora da parte dei palestinesi. Intorno alle 8:30 l’esercito è andato via, senza prendere misure nei confronti di nessuno.

* Il così detto “price tag” è un’azione di vandalizzazione volta a punire la vittima per una presunta violazione precedente, di solito usata come scusa pretestuosa. Soltanto tre mesi fa i coloni hanno tagliato 62 alberi di ulivo in un campo situato nelle vicinanze del villaggio di At Tuwani (http://tuwaniresiste.operazionecolomba.it/?p=2259).

 

Settler while talking with soldiers

 

Palestinian shepherd while talking with soldiers and showing the cut trees in Humra valley

Settlers damage 6 olive trees in South Hebron Hills’ Humra valley

agosto 15, 2013 at 8:35 am

On the morning of August 13 Palestinians and Operation Dove volunteers found six seriously damaged olive trees in the South Hebron Hills’ Humra valley, near the Palestinian village of At Tuwani. The trees were apparently damaged by Israeli settlers during the previous night. The Humra valley is located very closed to the Israeli outpost of Havat Ma’on.

The number of Palestinian-owned trees uprooted and damaged in the South Hebron Hills area since January 2012 now rises to 165, a large number of which are located in the Humra valley.

Olive trees are an essential resource for the Palestinian community in the South Hebron Hills area, and their damage results in substantial economic losses for local residents.

 

La mattina del 13 agosto pastori palestinesi e volontari di Operazione Colomba hanno trovato sei alberi d’ulivo gravemente danneggiati nella valle di Humra (colline a sud di Hebron), che si trova nei pressi del villaggio palestinese di At Tuwani. Il danno è stato probabilmente effettuato da coloni israeliani la notte precedente. La valle di Humra si trova molto vicino l’avamposto israeliano di Havat Ma’on.

Sale a 165 il numero di alberi d’ulivo palestinesi sradicati e danneggiati nell’area delle colline a sud di Hebron da gennaio 2012, gran parte di questi si trova nella valle di Humra.

Gli alberi d’ulivo sono una risorsa essenziale per le comunità palestinesi delle colline a sud di Hebron, e il loro danneggiamento provoca una notevole perdita economica per gli abitanti locali.

One of the biggest tree damaged

Pictures of the incident: http://snipurl.com/27mlq11

 

Israeli settler attacked Palestinians near village of Tuba

agosto 8, 2013 at 10:39 am

On August 6 at about 6 p.m an armed settler chased two Palestinian shepherds in the South Hebron Hills’ Umm Zeitouna valley. The shepherds report that the settler shot his gun, targeting one of them. The bullet didn’t reach the shepherd, but hit a stone near his feet. The settler followed the fleeing shepherds until reaching the nearby village of Tuba. In the entrance to Tuba a Palestinian came out to speak with the settler, taping everything with a camera.

The settler attacked the Palestinian, pushing him and kicking his leg, aiming the gun at him and spitting at the camera. The settler threatened him in Hebrew and Arabic. At about 6.45 p.m the settler went away in the direction of Ma’on settlement.

In the Umm Zeitouna valley settler harassments and attacks against Palestinian shepherds are becoming more frequent. Despite this, the shepherds continue to graze their sheep in the valley, following a nonviolent strategy to claim their right.

 

Il 6 agosto 2013, intorno alle 18.00, un colono armato ha rincorso due pastori palestinesi nella valle di Umm Zeitouna. Secondo la testimonianza dei pastori, il colono avrebbe sparato mirando ad essi. Il proiettile avrebbe colpito una pietra vicino alle gambe di uno dei due palestinesi. Come mostrano le immagini, il colono ha inseguito il gregge fino al villaggio di Tuba. Lì ha incontrato un altro Palestinese, venutogli incontro per parlare.

Il colono ha attaccato il Palestinese tirandogli calci e spingendolo. Gli ha anche puntato il fucile al petto e sputato sulla telecamera, minacciandolo in arabo ed ebraico. Intorno alle 18.45 il colono si è mosso in direzione della colonia di Ma’on.

Nella valle di Umm Zeitouna le aggressioni e gli attacchi dei coloni stanno diventando sempre più frequenti. Nonostante ciò, i pastori Palestinesi continuano a pascolare le loro greggi in questa valle, perseguendo una strategia nonviolenta.

Settlers’ vineyard removed from Palestinian-owned land

agosto 7, 2013 at 8:11 am

On August 5 the Israeli Border police demolished a vineyard cultivated by settlers on Palestinian-owned land near the settlement of Suseya. Palestinian residents of the nearby South Hebron Hills village of Susiya filed a court case about one year ago, complaining about this trespassing. Thanks to attorneys from Rabbis for Human Rights, the court ruled that the settlers had until August 1 to evacuate the Palestinian-owned field.

Demolition of the vineyard was conducted by approximately fifty Border Police officers, two bulldozers and a truck that took away vineyard remnants. Palestinians watched the scene from the village, satisfied as they were regaining their land but worried about possible hate crimes (“price tag attacks”) by settlers. Palestinian crops in and surrounding the village have in fact often been the target of settler violence during the summer of 2012.

 

Il 5 agosto la Border Police israeliana ha smantellato una vigna coltivata da coloni su terra di proprietà palestinese vicino alla colonia di Suseya. Gli abitanti palestinesi dell’adiacente villaggio di Susiya (colline a sud di Hebron) avevano infatti intentato una causa circa un anno fa, protestando per l’ingiusta appropriazione. Grazie alla collaborazione con avvocati dei Rabbini per i Diritti Umani, il caso si è chiuso a favore dei palestinesi: la corte ha deliberato che i coloni avrebbero avuto tempo fino al 1 agosto per liberare il campo di proprietà palestinese.

La demolizione della vigna è stata operata da circa 50 ufficiali della Border Police, due bulldozer e un camion che ha provveduto a portare via i residui. I palestinesi hanno assistito alla scena dal villaggio, soddisfatti per la riappropriazione della terra ma preoccupati per possibili atti di vendetta da parte dei coloni. I campi palestinesi intorno al villaggio, infatti, sono stati spesso bersaglio di violenze da parte dei coloni durante l’estate del 2012.

Umm Al Kheer residents face daily harassment from Israeli soldiers and settlers

agosto 4, 2013 at 10:11 am

Since the end of May, when Israeli settlers from Karmel built a shelter and planted trees on a Palestinian-owned hill to take possession of it, Bedouin inhabitants of the South Hebron Hills village of Umm Al Kheer have faced daily harassment from Israeli settlers and soldiers. If initially the situation was seemingly harsher, with arrests and incursions into the village, the harassments have now became a daily occurrence.

Bedouin shepherds are still not allowed to pass with their flocks on the hill that leads them to the land where they graze their sheep each day, a hill for which no official document exists stating that is not private land owned by Palestinians. Israeli soldiers stand every morning under the shelter built on the hill to ensure Palestinians pass around and do not cross the hill. Tension is always higher on Saturdays, with the presence of Israeli police, settlers and more soldiers than usual. Bedouin shepherds accordingly require Israeli or international activists to accompany them each Saturday as they lead their flocks back to the village.

The inhabitants of Umm Al Kheer will object to the new plan of the Israeli government to build 80 new housing units in the Karmel settlement, a plan currently pending approval.

 

Da quando, alla fine di maggio, i coloni israeliani di Karmel hanno costruito una tettoia e piantato alberi d’ulivo su una collina di proprietà palestinese per impossessarsene, gli abitanti beduini del villaggio di Umm Al Kheer (colline a sud di Hebron) hanno dovuto affrontare soprusi quotidiani da parte di esercito e coloni. Se inizialmente la situazione poteva sembrare più grave, con arresti e incursioni nel villaggio, l’ingerenza da parte dell’esercito israeliano è ora divenuta una realtà quotidiana.

Ai pastori beduini è ancora proibito passare con le proprie greggi sulla collina che conduce alla terra su cui pascolano ogni giorno. Nessun documento ufficiale afferma che quella collina non è proprietà privata palestinese. Eppure, dei soldati israeliani si posizionano ogni mattina sotto la tettoia costruita sulla cima della collina per controllare che i palestinesi passino intorno e non attraversino la collina. Di sabato la tensione è sempre maggiore, con la costante presenza di polizia, coloni e più soldati rispetto al solito.

Gli abitanti di Umm Al Kheer sono intenzionati a presentare un’obiezione al piano di costruzione dell’attuale governo israeliano per 80 nuove unità abitative nella colonia del Karmel, piano in attesa dell’approvazione finale.

 

Photo from Ta’yush

Harassment against Palestinian shepherds and Operation Dove volunteers in Umm Zeitouna valley continues

luglio 30, 2013 at 12:02 pm

On July 28 at about 8 a.m., one settler and three Israeli soldiers chased three Palestinian shepherds from Umm Zeitouna valley in the South Hebron Hills. The settler tried to catch the Palestinian shepherd, threatening him with death. The soldiers detained OD volunteers, who were accompanying the shepherd, for more than one hour, falsely charging them with entering Israeli private property when the area was Palestinian property. The soldiers prevented the volunteers from using mobile phones and cameras. While the settler threatened the volunteers with death and insulted them, the soldiers were present and did nothing.
This is the third time in three weeks that this settler has chased and verbally threatened Palestinian shepherds and OD volunteers in the Umm Zeitouna valley.

Il 28 luglio intorno alle 8.00, un colono e tre soldati israeliani hanno rincorso tre palestinesi che stavano pascolando le greggi nella valle di Umm Zeitouna. Il colono ha minacciato di morte uno dei palestinesi ed ha provato più volte a catturarlo. I soldati hanno detenuto per più di un’ora tre volontari di Operazione Colomba con la falsa accusa di essere entrati in una proprietà privata israeliana. Questi ultimi erano invece su una terra di proprietà palestinese. I militari, da una parte, hanno fisicamente impedito ai volontari di utilizzare telefoni cellulari e fotocamere, dall’altra non hanno agito in nessun modo nei confronti del colono, neanche quando ha ripetutamente insultato e minaccaiato di morte i volontari stessi.
Questa è la terza volta in tre settimane che il medesimo colono insegue e minaccia pastori palestinesi e volontari di Operazione Colomba nella valle di Umm Zeitouna.

 

The settler trying to catch a Palestinian shepherd
Il colono nel tentativo di catturare uno dei pastori palestinesi

 

Operation Dove volunteers while detained by Israeli soldiers. On the left: the settler
Volontari di Operazione Colomba durante la detenzione da parte dei soldati israeliani. Sulla sinistra: il colono

C/S: La continua espansione delle colonie mette in pericolo le comunità delle colline a sud di Hebron

luglio 23, 2013 at 11:35 am

COMUNICATO STAMPA

La continua espansione delle colonie mette in pericolo le comunità delle colline a sud di Hebron

Mentre il governo promuove la costruzione di 80 nuove unità nella colonia di Karmel, la DCO consegna quattro ordini di fermo dei lavori e un ordine di demolizione nel villaggio palestinese di Al Mufaqarah

(segue la versione in inglese)

 

23 luglio 2013

Durante i mesi di giugno e luglio i volontari di Operazione Colomba hanno monitorato l’espansione delle colonie israeliane di Karmel e Ma’on e dell’avamposto di Avigayil.

La più grande espansione è stata registrata nella colonia di Karmel. Durante il mese di giugno scavatori e ruspe stavano lavorando per la costruzione della base di un nuovo settore, nella parte sud della colonia. In questa nuova parte della colonia, già a metà luglio, erano presenti sei nuove case e tre gruppi di fondamenta per altre strutture. La colonia di Karmel è stata costruita negli anni ’80 a ridosso del villaggio beduino di Umm Al Kheer. La nuova espansione sta causando ulteriori difficoltà e disagi ai pastori beduini che vanno a pascolare le greggi nelle vicinanze del loro villaggio e della colonia. Negli ultimi due mesi gli abitanti di Umm Al Kheer hanno dovuto affrontare violenze e soprusi quotidiani da parte dell’esercito e dei coloni israeliani, tra cui l’arresto di tre pastori e il danneggiamento di proprietà private beduine.

L’espansione dell’avamposto di Avigayil ha gravemente danneggiato i campi palestinesi circostanti. Il 14 luglio, infatti, i coloni hanno utilizzato una ruspa per sottrarre terra da un campo situato di fronte all’entrata dell’avamposto. I proprietari del campo hanno denunciato l’accaduto agli uffici della DCO (District Coordination Office) competente nell’area. Lo stesso giorno è stata documentata la presenza di un nuovo cancello metallico all’entrata dell’avamposto, molto simile a quelli installati all’ingresso di altre colonie della Cisgiordania.

A Ma’on sono state registrate espansioni sul lato est della colonia. Alla fine di giugno i lavori interessavano un nuovo edificio e un muro adiacente la strada sottostante. Dopo meno di un mese il muro era stato completato.

Mentre l’espansione di queste colonie nelle colline a sud di Hebron compromette lo sviluppo delle comunità locali palestinesi, il comitato di pianificazione dell’attuale governo israeliano sta approvando la costruzione di 5170 nuove unità nelle colonie della Cisgiordania. Tra le quali, un piano di costruzione per 80 nuove unità nella colonia del Karmel è stato depositato e pubblicato, in attesa dell’approvazione finale (fonte: Peace Now, http://peacenow.org.il/eng/PlansApproval220713).

Il 22 luglio la DCO ha consegnato quattro ordini di fermo dei lavori e un ordine di demolizione a strutture di proprietà palestinese nel villaggio di Al Mufaqarah. Gli ordini riguardano due famiglie. Per la prima famiglia composta da dieci persone, gli ordini riguardano una casa e una tenda. Gli altri sono stati consegnati per una casa, una tenda e un pozzo appartenenti ad una famiglia di undici persone.

Il villaggio di Al Mufaqarah si trova in Area C, sotto amministrazione militare e civile israeliana. Tutte le costruzioni devono essere approvate dall’amministrazione israeliana. Israele rifiuta ai palestinesi il permesso di costruire sul 70% dell’Area C, che è circa il 44% della Cisgiordania, mentre nel rimanente 30% vengono applicate una serie di restrizioni che eliminano la possibilità di ottenere permessi (fonte: OCHA oPt).

Mentre i villaggi palestinesi e beduini dell’Area C soffrono a causa dell’attuale politica di demolizioni e minacce, i vicini avamposti e colonie continuano ad espandersi. Ciononostante, le comunità palestinesi delle colline a sud di Hebron ribadiscono il loro impegno nell’affermare i propri diritti e nel resistere in modo nonviolento all’occupazione israeliana.

 

Operazione Colomba mantiene una presenza costante nel villaggio di At-Tuwani e nell’area delle colline a sud di Hebron dal 2004.

 

Foto dell’incidente: http://snipurl.com/27hu1iw ; Foto di Avigayil: http://snipurl.com/27gry53

Video dell’incidente: http://www.youtube.com/watch?v=HddvttULfHk  (fonte: Ta’yush)

 

[Note: secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.]

+972: Two sides of the same coin: How soldiers and settlers complete each other

luglio 23, 2013 at 9:08 am

+972 Magazine, by Yesh Din

Most of the time, soldiers and settlers are not adversaries; they are two sides completing each other. The settlers despoil the Palestinians of their land, and the soldiers pretend they have no choice but to defend them.

Some three weeks ago, S., a resident of the West Bank village Qusra, which is under constant terror attack by settlers, took his herd of goats out to pasture. As he was herding his goats around a building belonging to his family which was destroyed by settlers, several IDF vehicles reached the scene.

A few troops stepped out of the vehicles, and one of them walked over to S. and his herd, and began kicking the goats. When S. protested, the soldier began shoving him and threatening him, as some of the IDF’s finest documented the whole thing on video while laughing heartily.