Video: Israel seizes Bedouin man’s toilet in West Bank after deeming it illegal

giugno 23, 2013 at 6:44 pm

Ha’aretz: Israel seizes Bedouin man’s toilet in West Bank after deeming it illegal

giugno 23, 2013 at 6:43 pm

The portable bathroom, which was installed for the use of a handicapped man, violated an order against illegal construction by settlers, the Civil Administration said.
Chaim Levinson – Ha’aretz – Jun.23, 2013

The Civil Administration last week confiscated a portable toilet that was serving a handicapped person in a Bedouin village in the West Bank, claiming that it violated the order forbidding the movement of mobile structures without a permit.
The incident occurred in Um al-Kheir in the South Hebron Hills, which is near the settlement of Carmel. Last month, one of the village residents decided to set up a toilet for his brother, who had suffered head trauma and until now has been urinating and defecating in a nearby stream bed. The man dug a cesspit and placed a tin structure with a toilet on top of it. The structure was donated by ACF International, a humanitarian organization that provides emergency food, water and sanitation aid.

C/S: L’espansione della colonia israeliana di Karmel impedisce agli abitanti del villaggio beduino di Umm Al Kheer di accedere alla propria terra, Colline a Sud di Hebron

giugno 9, 2013 at 6:59 am

8 Giugno, 2013

At-Tuwani – Sabato 8 giugno un anziano palestinese del villaggio beduino di Umm Al Kheer, Suleiman Aid Yamin Hadlin, è stato detenuto per più di tre ore dall’esercito israeliano mentre affermava il diritto di accedere alla propria terra. Negli ultimi due giorni i soldati hanno vietato ai palestinesi di Umm Al Kheer di accedere alla propria terra fino a domenica mattina, senza mostrare alcun ordine ufficiale scritto.

La terra in questione si trova su una collina appartenente alla famiglia Hadlin. Sulla sua cima i coloni dell’insediamento israeliano di Karmel nel 2011 hanno piantato degli aberi di ulivo, e circa due settimane fa costruito una piccola tenda. Due giorni fa i coloni hanno iniziato a scavare dei buchi nel terreno con l’intenzione di piantare altri alberi per completare la linea che taglierebbe tutta la lunghezza della collina, impedendo così ai Palestinesi l’accesso alle terre che si trovano al di là. Questa collina viene attraversata quotidianamente dai pastori palestinesi dal momento che è l’unica via per raggiungere i pascoli circostanti.

Sabato 8 giugno, tre pastori palestinesi con le loro greggi, insieme ad altr palestinesi di Umm Al Kheer, alcuni attivisti israeliani e volontari internazionali sono stati scacciati dalla collina dall’esercito israeliano.\ Suleiman è invece rimasto sul posto per affermare il diritto di accedere alla propria terra, fino a quando non è stato portato via, dopo essere stato caricato su una jeep dell’esercito. Secondo la sua testimonianza, è stato bendato, picchiato e portato in giro dai soldati cambiando jeep più volte. L’anziano uomo è stato detenuto per più di tre ore finché non è stato rilasciato, senza alcuna spiegazione, nel villaggio palestinese di Ar Rakeez.

Umm Al Kheer è un villaggio palestinese beduino nell’area C (sotto l’amministrazione civile e militare israeliana) costruito nel 1948. Si trova a ridosso di Karmel, colonia israeliana costruita all’inizio degli anni Ottanta, e tuttora in espansione. Questo villaggio subisce attacchi periodici da parte dei coloni e dall’esercito israeliano.

 

Operazione Colomba mantiene una presenza costante ad At-Tuwani e nelle Colline a Sud di Hebron dal 2004.

Foto dell’incidente: http://snipurl.com/277q3sh

Video dell’incidente: presto disponibili

[Note: secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.]

Jerusalem’s Dormition Church suffers suspected ‘price tag’ attack

giugno 2, 2013 at 7:33 pm

The Church of the Dormition in Jerusalem was vandalized and tires of two vehicles parked outside it were punctured overnight Thursday in a suspected “price tag” attack.

The words “Jesus is a monkey” and “Havat Ma’on”, the name of an illegal outpost built by settlers that was dismantled by the state this week, were sprayed on the holy site on Mount Zion, just outside the walls of Jerusalem’s Old City. The vandalism was discovered Friday morning.

Gerusalemme, coloni israeliani vandalizzano una chiesa

maggio 31, 2013 at 10:18 pm

Sembra l’ennesimo caso di attacco “price tag”, condotto da ebrei estremisti contro proprietà palestinesi come forma di vendetta per demolizioni o espulsioni compiute dal governo negli insediamenti illegali.
Ieri notte ad essere colpita è stata una chiesa di Gerusalemme, la Dormition Abbey, a pochi metri dalla Porta di Sion, in Città Vecchia. I vandali hanno scritto sulle pareti della chiesa con lo spray: “I cristiani sono scimmie” e firmato con il nome dell’insediamento israeliano Havat Ma’on, dove pochi giorni fa l’esercito israeliano ha demolito alcune strutture illegali.

http://nena-news.globalist.it/

Fonte: Nenanews
(Foto: Dormition Abbey)

Tu mi proteggi?

maggio 30, 2013 at 2:19 pm

“Francesco, tu mi proteggi?”

Non ho trovato parole per rispondere. Ali ha 15 anni e la scorta che accompagna lui e altri 10 fra ragazzini e bambini oggi non è arrivata, hanno deciso di non mandarla.

“Tu mi proteggi?”
Hanno deciso di non mandarla, la sicurezza di quei 10 bambini è passata in secondo piano, l’esercito di occupazione israeliano oggi era tutto troppo occupato, forse un’importantissima emergenza, o forse no, è stata una scelta.

“Tu mi proteggi?”

Non ho trovato parole per rispondere, non ne ho trovate né nella mia lingua né in nessun’altra, inglese, arabo, non sono riuscito a dare una risposta a questa voce.

“Tu mi proteggi?”

Hanno deciso di non mandarla. Sono stati indifferenti al loro dovere, indifferenti davanti alle nostre chiamate, sono arrivati perfino a deriderci fingendo di non sapere l’inglese davanti alle nostre frasi di rabbia, frasi a cui pretendevamo una risposta.

“Tu mi proteggi?”

Non ho trovato parole per rispondere. Non ho trovato parole per chi, fino ad un minuto prima, aveva trattenuto i bambini più piccoli perché non si incamminassero da soli aspettando ancora e ancora, chi non sarebbe mai arrivato. Non le ho trovate per chi ogni giorno mi saluta e riferendosi a chiunque sia presente spiega : “He is my friend!”, mi guarda e mi regala un sorriso dal cuore.

“Tu mi proteggi?”

Hanno deciso di non mandarla. Mi chiedo a cosa sia servito, che colpa potessero avere da espiare questi 10 bambini. Mi chiedo perché abbiano deciso di sottrarsi ad una situazione di cui sono i responsabili. Mi chiedo dove, dentro di loro, possano nascondere l’immensa vergogna che devono provare verso se stessi.

“Francesco, tu mi proteggi vero?”

Non riesco a perdonarmi per non aver trovato quelle parole. Non riesco a perdonarmi all’idea di non riuscire a trovarle in futuro. Forse l’unica cosa che saprò fare sarà allungare la mano, come l’ ho allungata oggi, sarà provare a guardare in quegli occhi di paura chiedendo di lasciarmi condividere il cammino, condividere questo tratto di strada.

pelle

C/S: La Border Police demolisce una o più strutture nell’avamposto israeliano di Havat Ma’on

maggio 30, 2013 at 2:17 pm

Durante la demolizione due pastori palestinesi sono stati picchiati dai soldati israeliani in un villaggio vicino e la scorta militare incaricata di proteggere i bambini palestinesi dagli attacchi dei coloni non si è presentata

At-Tuwani – Il 28 maggio, le forze armate israeliane sono entrate nell’avamposto israeliano di Havat Ma’on con l’ordine di demolire una o più strutture. La Border Police ha dispiegato ingenti forze militari in tutta l’area, compreso il vicino villaggio palestinese di At-Tuwani, mettendo in pericolo la quotidianità dei palestinesi e limitando la libertà di movimento della popolazione locale.

Cosa ho imparato?

maggio 27, 2013 at 9:16 am

Il contenuto di questo brano vorrei che sgorgasse direttamente dal cuore, senza troppi ragionamenti, pensieri, preoccupazioni, nervosismi.
Vorrei mettere in queste parole un anno e mezzo di vita, di incontri, di sorrisi, di paure, di frustrazioni, di gioie. Vorrei, ma non posso, perché è difficile fare sintesi di se stessi, è difficile rileggere obiettivamente la nostra anima.

L’artista non può giudicare la sua opera.
Parlerò quindi di voi, viandanti che ho incrociato sul cammino, perché in voi si riflette il mio bene e il mio male.

UPDATE: Pastore palestinese attaccato di fronte alla colonia di Ma’on, nelle colline a sud di Hebron

maggio 23, 2013 at 5:14 am

22 Maggio, 2013

At-Tuwani – Il pastore palestinese attaccato ieri, 21 maggio 2013, è stato rilasciato dall’ospedale di Hebron ieri pomeriggio, dopo essere stato sottoposto a esami ortopedici. Ha riportato danni muscolari alla schiena e si trova ancora in stato di shock psicologico. Nonostante ciò, oggi è stato in grado di parlare del suo trauma. Ha, infatti, raccontato ad alcuni volontari di Operazione Colomba che al momento dell’aggressione guardava dalla collina in direzione del suo gregge quando qualcuno lo ha violentemente colpito alla schiena, e lui, a causa del suo handicap, è caduto faccia a terra. Dopodichè, raccogliendo tutte le forze, è riuscito faticosamente ad alzarsi e a correre via col gregge. Dal punto in cui si trovava ha scorto un uomo che correva via e lo ha visto poi entrare nell’avamposto di Havat Ma’on. Dopo aver percorso pochi metri il pastore palestinese ha sentito un acuto dolore alla schiena ed è caduto a terra, inerte.

Immediately and unconditionally release conscientious objector Natan Blanc from his 10th term in prison!

maggio 22, 2013 at 2:50 pm

A handful of Israeli teenagers go to prison every year because
they refuse to serve in the country’s army for reasons of conscience. Nineteen-year-old Natan Blanc from Haifa has been through this already ten times in almost six months.

This is a common petition by New Profile, Amnesty International, Connection e. V.,War Resisters’ International, Yesh Gvul (Video Interview with Natan Blanc) and
Gush Shalom.

So far Natan Blanc has served more than 150 days in jail.Every few weeks he is released, then tried and imprisoned again after repeating his refusal to join the army. On 12th May he was sentenced to another 28 days in Military Prison #6 near Atlit in Northern Israel.

Blanc says he will not participate in human rights violations against Palestinians in the Occupied Palestinian Territories. He was first imprisoned after refusing his induction last November.

Excerpt from Natan Blanc’s Refusal Declaration
“I began thinking about refusing to conscripted into the Israeli Army during the “Cast Lead” operation in 2008. The wave of aggressive militarism that swept the country then, the expressions of mutual hatred, and the vacuous talk about stamping out terror and creating a deterrent effect were the primary trigger for my refusal. Today, after four years full of terror, without a political process [towards peace negotiations], and without quiet in Gaza and Sderot, it is clear that the Netanyahu Government, like that of his predecessor Olmert, is not interested in finding a solution to the existing situation, but rather in preserving it. From their point of view, there is nothing wrong with our initiating a “Cast Lead 2″ operation every three or four years (and then 3, 4, 5 and 6): we will talk of deterrence, we will kill some terrorist, we will lose some civilians on both sides, and we will prepare the ground for a new generation full of hatred on both sides. As representatives of the people, members of the cabinet have no [sic] duty to present their vision for the futures of the country, and they can continue with this bloody cycle, with no end in sight. But we, as citizens and human beings, have a moral duty to refuse to participate in this cynical game.”

Click here for a video interview of Natan Blanc with Amnesty International on the occasion of this 7th prison term.

The right to reject military service on grounds of conscientious objection is protected under international human rights law, including the International Covenant

on Civil and Political Rights (ICCPR), which Israel has ratified.

Although the army’s Conscience Committee can decide to allow a conscientious objector exemption from military service, this is usually granted only to those who refuse to serve on religious grounds. However, no discrimination is permitted
“among conscientious objectors on the basis of the nature of their particular beliefs”,i.e. whether they are religious or otherwise (Human Rights Committee, General Comment 22, para. 11). And even though Israeli law does allow for exemption on grounds of pacifism, their Conscience Committee frequently rejects their cases.

Conscientious objectors in Israel can be convicted of and imprisoned for the same “offence” repeatedly. In 2003, the UN Working Group on Arbitrary Detention said that this practise flouts their rights under international human rights standards which prohibit “double jeopardy”.

TO SIGN THE PETITION ON CHANGE.ORG:  http://goo.gl/XLgjf