Rondini travestite da colombe
di Paolo Vachino
Presidiare impavido e assorto
del piccolo villaggio di pastori
dagli invasori coloni israeliani
come fosse un orto
minacciato dalla grandine
dai ragazzi-rondine
che si fan chiamare colombe
incuranti delle bombe
sorvolanti il cielo, loro
come un velo di fiducia
per il popolo palestinese
che cammina una terra
dove ancora brucia
il fanatismo religioso,
un drappello valoroso e irriducibile
che combatte la violenza
con la semplice presenza nel villaggio
con il coraggio di frapporre
il loro corpo per evitare
che qualche morto possa fare
le veci a qualche vivo,
in questo loro agire schivo
dai clamori massmediatici
così apatici all’ostentazione
quanto eretici all’omologazione occidentale,
una muta incallita di volontari
che non si accontentava di vivere bene
nei santuari imbanditi dal Capitale
ma che ha scelto di mescolarsi
con alcuni deboli della Terra
per coltivare insieme a loro l’amore,
estirpare la clandestinità
di questa sporca guerra.


