UPDATE: Israeli forces demolish the only well of the shepherds of Saraya

febbraio 23, 2017 at 5:28 pm

(Italian follow)

On the morning of February 23, two Israeli bulldozers, escorted by two jeeps of Border Police and two of DCO (Israeli Civil Administration), treaded the main road that lead to the Israeli settlement of Karmel towards the Bedouin Valley called Saraya. Passing by the Palestinian village of Umm al Kheir, in South Hebron Hills.

The goal was the demolition of the well, the only one in the area, that serves as an important drinking point for flocks of the shepherds of the Saraya valley.

The demolition, which was not completed due to the overthrow of one of the two bulldozers, has entailed damage to the water system. Local residents reported to the volunteers of Operation Dove that today is the second demolition on the same ground.

Since the beginning of 2017, as reported by the European Union, there have been already 135 demolition orders, confiscations and evictions: to this estimation it must be added the action of today that once again intended undermining the livelihoods and the economy of the palestinan residents of South Hebron Hills.

UPDATE: Forze israeliane demoliscono l’unico pozzo per i pastori di Saraya

Nella mattinata del 23 febbraio due bulldozer israeliani, scortati da due mezzi della Border Police e altrettanti della DCO (Amministrazione Civile Israeliana), hanno percorso la strada principale che porta dalla colonia israeliana di Karmel alla valle beduina di Saraya, a sud del villaggio palestinese di Umm al Kheir, nelle colline a Sud di Hebron.

L’obiettivo era la demolizione dell’unico pozzo che funge da importante punto di abbeveraggio per le greggi dei pastori della valle di Saraya.

La demolizione, non completata, ma che comunque ha recato danni al sistema idrico, è terminata a causa del rovesciamento di una delle due ruspe. Gli abitanti della zona hanno riportato ai volontari di Operazione Colomba presenti che quella di oggi è la seconda demolizione sul medesimo terreno.

Dall’inizio del 2017, come riporta l’Unione Europea, sono stati registrati già 135 ordini di demolizioni, confische e sfratti: a questa stima si aggiunge oggi questo ulteriore atto dichiaratamente teso a minare la sussistenza e l’economia dei residenti delle colline a sud di Hebron.