UPDATE: Israeli army demolished 24 houses in Jinba and Halaweh Palestinian villages

febbraio 2, 2016 at 9:14 pm

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(Italian follows)

On February 2, after a breakdown in the mediation between Massafer Yatta Palestinian villages and the State of Israel, Israeli forces burst into the Palestinian villages inside the so called Firing Zone 918 in South Hebron Hills area in order to implement the demolition orders delivered in the last months.

The Israeli army, in the early morning, closed all the entrances of Firing Zone 918 with checkpoints near the Palestinian villages of Bir al Idd and Al Fakheit, denying Palestinians and Internationals the freedom of movement.

In the Palestinian village of Jinba, Israeli army, Border Police and DCO demolished 15 houses and fired sonar and gas bombs against Palestinian inhabitants, who tried to defend their homes.

Israeli civil administration confiscated several solar panels used to produce electricity.

In the Palestinian village of Halaweh, the Israeli forces destroyed another 9 houses; for a total of 24 structures, leaving Palestinian men, women and children without shelters.

Israeli Police confiscated International volunteers and Palestinian activists’ car, in order to prevent their human rights monitoring work.

*“Firing Zone 918″ is the Israeli military’ s term for a southern part of the West Bank (oPt), in the South Hebron Hills, where Palestinians have been living there since the 19 thcentury as permanent residents. Although over 1.000 civilians are living in that area, the Israeli army still uses it for military trainings and the state of Israel aims to evict all the Palestinian villages inside.

Background on Firing Zone 918

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UPDATE: L’esercito israeliano demolisce 24 abitazioni nei villaggi palestinesi di Jinba e Halaweh

Il 2 febbraio le forze israeliane hanno fatto irruzione nei villaggi della cosiddetta “Firing zone 918”, nelle colline a sud di Hebron, in seguito alla scadenza dell’arbitrato tra i villaggi palestinesi e lo Stato di Israele, per eseguire gli ordini di demolizione consegnati negli ultimi mesi.

L’esercito israeliano, nelle prime ore del mattino, ha chiuso le entrate alla “Firing zone 918” con dei checkpoint vicino ai villaggi palestinesi di Bir al Idd e Al Fakheit, limitando la libertà di movimento di palestinesi e internazionali nell’area.

Nel villaggio palestinese di Jinba l’esercito israeliano, Border Police e DCO hanno demolito 15 case, e hanno lanciato bombe sonore e lacrimogeni contro gli abitanti che cercavano di difendere le loro abitazioni.

L’amministrazione civile israeliana dei territori occupati ha anche confiscato numerosi pannelli solari, usati per produrre energia elettrica nei villaggi palestinesi della zona.

Nel villaggio palestinese di Halaweh le forze israeliane hanno distrutto altre 9 case, per un totale di 24 strutture, lasciando uomini, donne e bambini palestinesi senza riparo.

La polizia israeliana ha anche confiscato la macchina degli attivisti internazionali e palestinesi, ostacolando il loro lavoro di monitoraggio delle violazioni dei diritti umani.

*“Firing zone 918” è il termine militare israeliano per definire una porzione di territorio, nelle colline a sud di Hebron, in Cisgiordania, dove i palestinesi vivono dal XIX secolo come residenti permanenti. Nonostante più di 1000 civili vivano in quest’area, l’esercito israeliano la usa per esercitazioni militari. Lo stato israeliano ha come obiettivo lo sgombero forzato di tutti i villaggi palestinesi della zona.

Background della Firing Zone 918

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