C/S: Provocazioni e attacchi di coloni israeliani ostacolano azione nonviolenta palestinese nelle South Hebron Hills: due palestinesi vengono arrestati

marzo 21, 2011 at 8:28 am

19 Marzo 2011

At-Tuwani – Sabato mattina, intorno alle ore 9:00, durante un’azione pacifica gli abitanti di At-Tuwani, accompagnati da diversi internazionali, hanno piantato degli ulivi nella valle di Humra, di proprietà palestinese. Durante l’azione alcuni pastori del villaggio ne hanno approfittato per pascolare le loro greggi nell’area.

C/S: Contadini palestinesi completano l’aratura nonostante le intimidazioni dei coloni

gennaio 22, 2011 at 7:31 pm

[Note: secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.]

Colline a sud di Hebron, 22 gennaio 2011

At-Tuwani – Sabato 22 gennaio, contadini palestinesi arano con successo terre nella valle di Khoruba, nonostante pesanti interferenze e tenativi di aggressione da parte dei coloni del vicino insediamento di Ma’on.

C/S: Continuano i soprusi dell’esercito israeliano sulle comunità palestinesi delle colline a sud di Hebron

dicembre 17, 2010 at 8:50 am
COMUNICATO STAMPA
Continuano i soprusi dell’esercito israeliano sulle comunità palestinesi delle colline a sud di Hebron

Colline a sud di Hebron – 15 dicembre 2010

Nella giornata di lunedì 14 dicembre 2010, l’esercito israeliano ha demolito tre cisterne d’acqua e due vecchi pozzi nei villaggi beduini dell’area di Khashem Ad Daraj – Hathaleen, nelle colline a sud di Hebron. Nella stessa giornata, a causa della negligenza dell’esercito, i bambini palestinesi di Tuba e Maghaiyr al-Abeed hanno dovuto attendere l’arrivo della scorta militare per quasi due ore, perdendo così ore di lezione a scuola e rischiando di essere attaccati dai coloni israeliani dell’avamposto di Havat Ma’on.

Nella prima mattinata, cinque bulldozer, scortati da mezzi militari di esercito israeliano, border police e DCO (la branca dell’esercito israeliano che si occupa dell’amministrazione civile) sono giunti nell’area di Khashem Ad Daraj – Hathaleen demolendo cinque cisterne d’acqua appartenenti alle comunità beduine della zona.

C/S: Le comunità palestinesi delle colline a sud di Hebron tornano a manifestare contro l’occupazione israeliana e per rivendicare i propri diritti

novembre 27, 2010 at 3:16 pm
COMUNICATO STAMPA
LE COMUNITA’ PALESTINESI DELLE COLLINE A SUD DI HEBRON TORNANO A MANIFESTARE CONTRO L’OCCUPAZIONE ISRAELIANA E PER RIVENDICARE I PROPRI DIRITTI

[Note: secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.]

27 Novembre 2010 / At-Tuwani, Colline a sud di Hebron

Il Comitato Popolare delle colline a sud di Hebron ha organizzato nei giorni di giovedì 25 e venerdì 26 novembre due azioni pacifiche e nonviolente per denunciare i soprusi che quotidianamente la popolazione di quest’area subisce da parte di esercito e coloni israeliani. La mattina di giovedì 25 novembre, al termine delle lezioni, i bambini della scuola di At-Tuwani, assieme ad alcuni abitanti del villaggio, ai docenti e agli internazionali presenti, hanno manifestato in segno di solidarietà verso i compagni provenienti dai vicini villaggi di Tuba e di Maghayir al Abeed e per protestare contro la negligenza della scorta militare israeliana che ogni giorno dovrebbe garantirne la sicurezza nel tragitto da e per la scuola.

At-Tuwani: marcia silenziosa di solidarietà con i bambini di Tuba e Maghayir al Abeed

novembre 26, 2010 at 7:04 am

Ha’aretz: Sheep droppings sparks rift between settlers and Bedouin

novembre 25, 2010 at 7:01 am

Fonte: Ha’aretz / 25.11.2010

By Chaim Levinson

Every morning, Yamna Hadlin wakes up before dawn in her home village of Umm al-Hir to bake pita bread for her family. She is a woman of limited financial means. Very few men in the village, which is home to the Jahalin tribe of Bedouin Arabs, draw a regular income. The women are housewives. Breakfast for the family usually consists of cheeses and pita breads warmed up in the family’s wood fire oven.

The family lives in a huge stone building the size of a cave. It was built 30 years ago by Hadlin’s father.

Inside, piles of ember are stored alongside sheep droppings which are used to feed the fire.

When it comes time to bake the pita bread, stones are placed in the oven and the dough is laid on top of them. It is used to bake bread that feeds 12 families who reside in the area.

At-Tuwani: Soldati israeliani detengono cinque bambini palestinesi nelle colline a sud di Hebron

novembre 22, 2010 at 6:19 pm

21 Novembre 2010

At-Tuwani – La mattina del 21 novembre, l’esercito israeliano ha detenuto cinque bambini palestinesi con l’accusa di aver lanciato delle pietre.

Dall’inizio del 2005, ogni mattina i bambini attendono dal villaggio di Tuba l’arrivo di una pattuglia dell’esercito israeliano incaricata di accompagnarli lungo il percorso più breve che, passando tra l’insediamento israeliano di Ma’on e l’avamposto illegale di Havat Ma’on, porta al villaggio di At-Tuwani, dove si trova la scuola elementare. La scorta ha come obiettivo (quello di) proteggere i bambini dalle violenze dei coloni israeliani dell’avamposto di Havat Ma’on.

La mattina del 21 novembre i bambini stavano aspettando da più di un’ora vicino agli allevamenti di polli situati alla fine dell’insediamento di Ma’on quando, intorno alle ore 8.50, sono arrivati i soldati che avrebbero dovuto scortarli lungo la strada per la scuola. Tuttavia, i soldati, anziché scortare i bambini, si sono fermati a parlare con la guardia di sicurezza dell’insediamento, mentre i bambini aspettavano in strada. Nel frattempo, due coloni sono passati accanto ai bambini.

B’Tselem: By Hook and By Crook: Israel’s Settlement Policy in the West Bank

luglio 6, 2010 at 6:46 am

Scarica il report (pdf / inglese)

Some half a million Israelis are now living over the Green Line: more than 300,000 in 121 settlements and about one hundred outposts, which control 42 percent of the land area of the West Bank, and the rest in twelve neighborhoods that Israel established on land it annexed to the Jerusalem Municipality. The report analyzes the means employed by Israel to gain control of land for building the settlements. In preparing the report, B’Tselem relied on official state data and documents, among them Attorney Talia Sasson’s report on the outposts, the database produced by Brigadier General Baruch Spiegel, reports of the state comptroller, and maps of the Civil Administration.

The settlement enterprise has been characterized, since its inception, by an instrumental, cynical, and even criminal approach to international law, local legislation, Israeli military orders, and Israeli law, which has enabled the continuous pilfering of land from Palestinians in the West Bank.

DRepubblica: I diari di Havat Ma’on

giugno 16, 2010 at 12:31 pm

CONFLITTI/1 Una settimana nella vita di un colono israeliano. L’insediamento (illegale), la comunità, la famiglia, la religione, i (non) rapporti con i palestinesi. E tutte le incomprensioni del mondo

di Eva Grippa
Foto di Yonathan Weitzman

Ha trentasette anni e da dodici vive ad Havat Maon, una delle colonie illegali nella Cisgiordania occupata. Il suo nome è Yeosaphat Thor, ma gli amici lo chiamano Fatti: alto e robusto, biondissimo, sguardo penetrante incorniciato dai peot, i capelli ai lati del volto che gli ebrei ortodossi come lui lasciano crescere in lunghi boccoli per rispetto del Levitico 19:27. Yeosaphat è uno dei circa 300mila coloni che vivono insieme alle loro famiglie in questa terra polverosa. Un luogo che si potrebbe definire “dimenticato da Dio”, se non fosse che qui ci vogliono rimanere proprio perché convinti che Dio non li abbia affatto abbandonati, anzi, che dia loro la forza di continuare a combattere e resistere per non cedere nemmeno una manciata della terra d’Israele a un altro popolo. Altre persone, altre famiglie, altra fede. Havat Maon è nell’area C, nome concordato durante i fallimentari Accordi di Oslo (1993) e utile a definire la porzione di territorio che sarebbe dovuta tornare ai palestinesi. La comunità è uno degli insediamenti al centro delle attenzioni, degli scontri e delle trattative, compresa nei negoziati di pace (poca, finora) che segnano l’agenda (e le guerre) nel Medio Oriente. Yeosaphat, i suoi amici e le loro famiglie sostengono di voler rimanere qui perché secondo la Torah è la terra di David, che si nascose in questi luoghi per sfuggire alla follia di Saul prima di fondare il suo regno a Hebron, venti chilometri a nord.

Report: “Divieto di istruzione. La sofferenza dei bambini palestinesi tra occupazione militare ed espansione delle colonie”

aprile 25, 2010 at 10:18 am

Durante l’anno scolastico 2008-09 circa 20 bambini palestinesi, di età compresa tra i 6 e i 14 anni provenienti dai villaggi di Tuba e di Maghayir al-Abeed, hanno frequentato la scuola elementare di At-Tuwani. Per raggiungere la scuola i bambini percorrono di solito la via più breve che divide l’insediamento israeliano di Ma’on dall’avamposto di Havat Ma’on (Hill 833) e che rappresenta la principale strada di collegamento fra i loro villaggi di provenienza e At-Tuwani. A causa delle continue violenze da parte dei coloni israeliani a danno dei bambini palestinesi, si è resa necessaria una scorta militare israeliana per accompagnare quotidianamente i bambini durante questo tragitto. Nonostante la presenza della scorta, i coloni dell’insediamento di Ma’on e dell’avamposto di Havat Ma’on (Hill 833) hanno continuato a usare violenza contro i bambini, ostacolandone il viaggio di andata e di ritorno da scuola. Durante quest’anno scolastico i coloni hanno usato violenza contro i bambini in 10 occasioni. I soldati addetti alla scorta in alcune situazioni hanno fallito nel proteggere i bambini e spesso, arrivando in ritardo, li hanno esposti al rischio di attacchi durante l’attesa che a volte, sia prima che dopo la scuola, può durare anche ore. Inoltre, i soldati non scortano i bambini per l’intero tragitto e, spesso, si rifiutano di camminare con loro esponendoli di fatto alla violenza dei coloni che, in più di una occasione, li hanno attaccati proprio perché non scortati a piedi dall’esercito.

Leggi e scarica il rapporto: “Divieto di istruzione. La sofferenza dei bambini palestinesi tra occupazione militare ed espansione delle colonie” (pdf)