UPDATE: Israeli army negligence and settlers violence in South Hebron Hills

dicembre 23, 2016 at 3:43 pm

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(Italian follows)

On the morning of the 21 of December the schoolchildren from Tuba had to wait 40 minutes the Israeli soldiers, who had to escort them on the path to the school in the Palestinian village of At Tuwani. Also on the morning of the following day the Israeli soldiers put in danger the schoolchildren forcing them to wait in the same dangerous place for 20 minutes.

In the same time Operation Dove volunteers couldn’t succeed to monitor children’s escort because of the presence of Israeli settlers in the area. Six settlers ran out from the illegal outpost of Havat Ma’on and reached the volunteers on the lookout place. The settlers chased the volunteers forcing them to run up to the Palestinian village of Al Mufaqarah preventing them to keep guard the schoolchildren.Furthermore the Israeli settlers entered in the Palestinian village and after a while they came back in the Havat Ma’on illegal outpost.

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UPDATE: Negligenze dei soldati israeliani e violenza dei coloni nelle colline a sud di Hebron

Nella mattinata del 21 dicembre i bambini del villaggio di Tuba hanno dovuto aspettare per 40 minuti i soldati israeliani, che hanno come compito quello di scortarli nel tragitto per raggiungere la scuola situata nel villaggio palestinese di At Tuwani. La stessa cosa è accaduta la mattina del giorno successivo quando i soldati israeliani hanno di nuovo costretto i bambini ad aspettarli nello stesso luogo pericoloso per 20 minuti.

Nello stesso momento i volontari di Operazione Colomba non sono riusciti a monitorare la scorta dei bambini a causa della presenza di coloni nell’area. Sei coloni sono infatti usciti dall’avamposto illegale di Havat Ma’on correndo in direzione dei volontari e provando a raggiungerli sulla collina da cui dovevano controllare lo svolgimento della scorta militare. I coloni hanno costretto i volontari a scappare fino al villaggio Palestinese di Al Mufaqarah. I coloni sono poi entrati nel villaggio, spaventando gli abitanti,prima di tornare nell’avamposto illegale di Havat Ma’on.

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UPDATE: Israeli soldiers refuse to escort a student from Tuwani to Tuba Palestinian village

dicembre 6, 2016 at 6:57 pm

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(Italian follows)

On December 6 two Israeli soldiers refused to escort one Palestinian boy who was coming back from university to his home in Tuba village. Israeli military escort has the duty to accompany schoolchildren from Tuba and Maghayr al Abeed Palestinian villages because Israeli settlers (from the illegal outpost of Havat Ma’on) attacked the children many times.

Today the soldiers refused to escort one of the student because, as they said, “he was too old” and they can “escort only children and women”. The soldiers didn’t give the boy, the International volunteers and the lawyer any other explanations.

They forced the children to wait in a dangerous place for half an hour. After the pressure of Israeli activists and lawyers on DCO (Israeli civil administration) they accepted to escort the boy. At half of the path they stopped again to check the ID of the student, forcing the Palestinian children to wait in very dangerous place close Havat Ma’on outpost for other 15 minutes.

This is a serious misconduct of the Israeli military escort, which, once more doesn’t guarantee the right to education to Palestinian students. Despite Israeli Parliament decision that protects Palestinian children, their safety depends every day on arbitrary conducts of Israeli soldiers.

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UPDATE: I soldati israeliani si rifiutano di scortare uno studente da Tuwani al villaggio palestinese di Tuba

Il 6 Dicembre due soldati israeliani si sono rifiutati di scortare un ragazzo palestinese che stava tornando dall’università a casa sua, nel villaggio di Tuba. La scorta militare israeliana ha il dovere di accompagnare a scuola i bambini dai villaggi palestinesi di Tuba e di Maghayr al Abeed, a causa dei coloni israeliani (dell’avamposto illegale di Havat Ma’on) che hanno attaccato i bambini molte volte.

Oggi i soldati si sono rifiutati di scortare uno degli studenti perché, hanno detto, “era troppo grande” e perché loro possono “scortare solo i bambini e le donne”. I soldati non hanno fornito altre spiegazioni né al ragazzo, né ai volontari internazionali, né all’avvocato.

Hanno obbligato i bambini ad aspettare in un posto pericoloso per mezz’ora fino a che, dopo le pressioni fatte dagli attivisti israeliani e dagli avvocati sulla DCO (amministrazione civile israeliana) i soldati hanno accettato di scortare il ragazzo. A metà percorso però si sono fermati nuovamente per controllare i documenti dello studente, obbligando i bambini palestinesi ad aspettare in un posto molto pericoloso perché vicino all’avamposto illegale di Havat Ma’on, per altri 15 minuti.

Quest’episodio è un esempio di grave negligenza della scorta militare israeliana che ancora una volta non garantisce il diritto all’educazione degli studenti palestinesi. Nonostante la decisone del Parlamento israeliano, che tutela i bambini palestinesi, la sicurezza di questi dipende ogni giorno dalle condotte arbitrarie dei soldati israeliani.

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UPDATE: Settlers and Israeli Border Police harassments in South Hebron Hills

novembre 10, 2016 at 10:58 am
Israeli settler from Havat Ma'on who tried to catch Palestinian and Internationals

Israeli settler from Havat Ma’on who tried to catch Palestinian and Internationals

(Italian follows)

In the afternoon of November 9, Operation Dove volunteers were accompanying a Palestinian young woman who was going home from At-Tuwani to Tuba village.  Two Israeli settlers, coming from Havat Ma’on illegal outpost  tried to cut across in front of the group preventing Palestinians and Internationals to use the usual path and forcing them to take another and longer road to reach Tuba village. Since the beginning of September Havat Ma’on settlers are expanding their illegal outpost in direction of Tuba Palestinian village. Every day they prevent the Palestinian inhabitants to use the road attacking and chasing them.

In the meanwhile the security chief of Ma’on Israeli settlement was harassing some minor Palestinian shepherds in Khelly valley, located between Ma’on and At-Tuwani. The settler took pictures of the Palestinians and threatened to call the soldiers in order to arrest them.

Then, one hour later, Israeli Border Police stopped two Operation Dove volunteers who were walking from At Tuwani to Al Mufaqara Palestinian village, near Avigayil Israeli illegal outpost. Policemen forced the volunteers to show them the material collected in their cameras and obliged them to delete it, under the threat of taking them to Kyriat Arba police station. Israeli policemen and two Avigayil’s settlers present on the spot told to the Internationals that is strictly forbidden take pictures of Avigayil outpost and that they will be arrested if the Police will catch them doing it. The settlers left the spot insulting the volunteers and after a while also Border Police went away without giving the Internationals any other explication of their orders.

Once again it seems there is a connivance between settlers and Israeli forces who don’t take legal measure to end settlers’ violence and the expansion of the illegal outposts.

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Operation Dove volunteers accompany a Palestinian young woman under the gaze of Israeli settlers who are used to attack everyone approach the area

UPDATE: Aggressioni da parte dei coloni e della Border Police israeliana nelle colline a sud di Hebron

Nel pomeriggio del 9 Novembre i volontari di Operazione Colomba stavano accompagnando una ragazza palestinese che doveva tornare a casa da At-Tuwani al villaggio palestinese di Tuba. Due coloni israeliani, provenienti dall’avamposto illegale di Havat Ma’on, hanno provato a tagliare la strada al gruppo, impedendo alla giovane e ai volontari di usare l’abituale percorso e obbligandoli a prendere una strada più lunga per raggiungere il villaggio di Tuba. A partire dall’inizio del mese di settembre i coloni di Havat Ma’on stanno espandendo il loro avamposto illegale in direzione del villaggio palestinese di Tuba. Quotidianamente impediscono agli abitanti palestinesi di usare la strada, attaccandoli ed inseguendoli.

Nel frattempo, nella valle di Khelly, situata tra Ma’on e At-Tuwani, il capo della sicurezza della colonia israeliana di Ma’on ha fatto scappare dei pastori Palestinesi minorenni, fotografandoli e minacciando di chiamare i soldati per arrestarli.

Un’ora dopo, la Border Police israeliana ha fermato due volontari di Operazione Colomba che stavano camminando da At-Tuwani al villaggio palestinese di Al Mufaqara, vicino all’avamposto israeliano illegale di Avigayil. I poliziotti hanno obbligato i volontari a mostrare loro il materiale presente nelle fotocamere e poi li hanno obbligati a cancellarlo, sotto la minaccia di portarli presso la centrale di polizia di Kyriat Arba. I poliziotti e due coloni israeliani presenti sul luogo hanno detto agli internazionali che è assolutamente vietato fare foto all’avamposto di Avigayil e che li avrebbero arrestati se li avessero trovati in futuro a fare delle foto. I coloni di Avigayil si sono allontanati dal luogo insultando i volontari e dopo poco anche la polizia se n’è andata via, senza fornire ai volontari ulteriori spiegazioni.

Ancora una volta sembra vi sia connivenza tra coloni e forze israeliane le quali non intraprendono alcuna misura legale per fermare la violenza dei coloni e l’espansione degli avamposti illegali.

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Israeli settler from Havat Ma’on outpost who harassed Palestinian and Internationals

UPDATE: Israeli army escort doesn’t show up and settlers block Palestinian children’s way home

ottobre 26, 2016 at 8:56 pm

On October 26 the Israeli escort army (that has to accompany the children from Tuba and Maghayr al Abeed Palestinians villages to school) didn’t show up. After more than one hour waiting, the children decided to walk home without soldiers. Meanwhile, Israeli settlers coming from the illegal outpost of Havat Ma’on were blocking their way home, standing on the road.
Palestinian children and Operation Dove volunteers had to take a longer road to reach the village of Tuba safely.

In the morning of the same day the Israeli army was half an hour late for the children’s escort.

Misconducts of Israeli escort army and violent behaviors of settlers put Palestinian children in danger and deny their right to education, violating Articles 2-3-6-16-19-38 of the International Convention on the Rights of the Child and Article 26 of the Universal Declaration of Human Rights.

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UPDATE: La scorta militare non si presenta e i coloni bloccano la via di casa ai bambini palestinesi

Il 26 ottobre la scorta militare israeliana (che ha il dovere di accompagnare i bambini di Tuba e Maghayr al Abeed a scuola) non si è presentata Dopo più di un’ora di attesa, i ragazzi hanno deciso di tornare a casa senza soldati. Nel frattempo coloni israeliani provenienti dall’avamposto illegale di Havat Ma’on bloccavano il cammino, fermandosi sulla strada.
I bambini palestinesi e i volontari di Operazione Colomba han così dovuto prendere una strada ancora più lunga per raggiungere il villaggio di Tuba in maniera sicura.

La mattina dello stesso giorno l’esercito israeliano ha ritardato mezz’ora prima di scortare i bambini.

Le negligenze dei soldati e i comportamenti violenti dei coloni di Havat Ma’on mettono i bambini palestinesi in pericolo e negano il loro diritto all’educazione, violando gli articoli 2-3-6-16-19-38 della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia e l’articolo 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

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UPDATE: Israeli settlers from Havat Ma’on illegal outpost burst into the village of At Tuwani and threaten the Palestinian inhabitants

settembre 18, 2016 at 7:54 pm

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(Italian follows)

On September 17 a group of settlers from Havat Ma’on Israeli illegal outpost burst into the Palestinian village of At-Tuwani, in the South Hebron Hills.

At 8:40 pm Palestinian inhabitants of At-Tuwani noticed car lights in the valley between the village and the outpost and after a while three settlers, one of them carrying an automatic rifle, reached the first house of the village. The settlers started to search between the Palestinians gathered on the roof of the house, putting light and rifle in the face of the people, filming and threatening them. Women and children were scared inside the house.

In the meanwhile, at the entrance of At-Tuwani village, Israeli soldiers were stopping and searching Palestinian cars that were coming to the village.

After few minutes another group of settlers, some of them with weapons, and Israeli soldiers reached the spot. One of the settlers tried to persuade the Israeli soldiers to arrest some Palestinians. Moreover some soldiers accused the Palestinian inhabitants of At-Tuwani to hide thieves, without any evidences.

Several times the Palestinians asked the Israeli soldiers and settlers to leave the village and stop threatening the people. Palestinians called the Israeli police that didn’t show up.

At 9:05 pm Israeli settlers and soldiers came back to the illegal outpost of Havat Ma’on and they continued to patrol the area for one hour after the happened.

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UPDATE: Coloni israeliani provenienti dall’avamposto illegale di Havat Ma’on irrompono nel villaggio di At Tuwani minacciando gli abitanti

Il 17 settembre un gruppo di coloni provenienti dall’avamposto illegale di Havat Ma’on hanno fatto irruzione nel villaggio palestinese di At-Tuwani, nella colline a sud di Hebron.

Alle ore 20:40 gli abitanti del villaggio di At-Tuwani hanno notato delle luci provenienti dalla valle che si trova tra l’insediamento illegale e il villaggio. Poco dopo tre coloni, uno dei quali armato di fucile automatico, hanno raggiunto la prima casa del villaggio. I coloni hanno iniziato a cercare tra i Palestinesi, puntando luci e fucile in faccia alle persone che si erano radunati sul tetto della casa, filmando e minacciando i presenti.

Nel frattempo, all’ingresso del villaggio, soldati israeliani fermavano e perquisivano le automobili palestinesi in ingresso.

Dopo poco un altro gruppo di coloni armati, accompagnati da soldati israeliani, si sono portati sul posto. Uno dei coloni ha provato a convincere i soldati ad arrestare dei palestinesi presenti. In aggiunta a ciò alcuni soldati hanno accusato gli abitanti di At-Tuwani di nascondere dei ladri, non mostrando però alcuna prova del fatto.

Più volte i palestinesi hanno chiesto ai soldati e ai coloni di lasciare il villaggio e di cessare di minacciarne gli abitanti. Palestinesi hanno chiamato anche la polizia israeliana che tuttavia non è mai arrivata sul luogo.

Alle 21:05 coloni e soldati israeliani sono tornati nell’avamposto illegale di Havat Ma’on continuando comunque a pattugliare l’area per oltre un’ora dopo l’accaduto.

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UPDATE: Israeli settlers still prevent Palestinians to use their own land

agosto 25, 2016 at 9:01 am
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Palestinian shepherd shows to Israeli soldier the order that allows Palestinians in the area

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Civilian Security Coordinator of Susya settlement close the access road to the Palestinian land

(Italian follows)

In these days Operation Dove volunteers reported many episodes in which settlers from Susya Israeli settlement and Mitzpe Yair illegal outpost prevented Palestinian shepherds to graze their flocks on their own land, near the settlement and the illegal outpost.

On August 19 an Israeli settler got out of his car and started to run with a nylon cloth in order to chase away a Palestinian shepherd, that was grazing his flock in a Palestinian land close to Israelis.

On August 21-22 the Civilian Security Coordinator of Susya settlement controlled from his car the Palestinian shepherds for more than two hours, trying to upset and scare them with his presence. He also closed the access road to the Palestinian land with wood and waste materials.

Daily Israeli settlers threaten Palestinian shepherds on the land near the settlement of Susya, violating the Israeli civil Administration orders. Israeli settlers violence deny to the Palestinians the right to access their own land, also when an area is recognized as Palestinian land close to Israeli by the law.

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Israeli settler chase away Palestinian shepherd and flock

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Israeli settler run after Palestinian flock with a nylon cloth

UPDATE: Coloni israeliani continuano ad impedire ai palestinesi l’accesso alla propria terra

Negli ultimi giorni i volontari di Operazione Colomba hanno riportato molti episodi in cui coloni israeliani provenienti dalla colonia di Susya e dall’avamposto illegale di Mitzpe Yair hanno impedito ai pastori palestinesi di pascolare le loro greggi sulla propria terra nei pressi dei due insediamenti.

Il 19 agosto un colono israeliano è sceso dalla propria auto e ha iniziato a correre sventolando un pezzo di nylon in modo da scacciare il gregge di un pastore palestinese che pascolava in una terra palestinese il cui accesso è chiuso agli israeliani.

Il 21-22 agosto il capo della sicurezza della colonia di Susya ha controllato dalla sua auto i pastori palestinesi per più di due ore, cercando di intimorirli con la sua presenza. No riuscendoci ha chiuso la strada di accesso alla terra palestinese con legno e materiali di scarto.

Quotidianamente i coloni israeliani minacciano i pastori palestinesi che lavorano sulla propria terra vicino l’insediamento di Susya, in violazione degli ordini dell’amministrazione civile israeliana. La violenza dei coloni israeliani impedisce ai palestinesi l’accesso alle proprie terre anche quando questo diritto è sancito dalla legge israeliana.

UPDATE: Israeli settler uproots ten Palestinian olive trees near Avigayil illegal outpost

luglio 21, 2016 at 9:46 pm
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A Palestinian showing one of the uprooted olive trees

(italian follows)

In the morning of July the 20th, the Operation Dove volunteers went near Avigayil Israeli illegal outpost where, according to the eyewitnesses, one Israeli settler uprooted ten olive trees while the Palestinian owners were working their own land beside the outpost.

The DCO officers and the Israeli soldiers monitored the area throughout the morning in order to prevent further attacks against Palestinian workers and their properties. The Israeli police arrived on the spot only two hours after the attack.

Palestinian lands surrounding Israeli settlements and outposts are generally object of expansion of the settlements and therefore denied to their rightful Palestinian owners. Even when the Israeli forces recognize this right to access the land to Palestinians, this right is not effective because of settlers’ violence.

DCO officer and Israeli soldiers speaking with a settler of Avigayil illegal outpost

UPDATE: Colono israeliano sradica dieci ulivi palestinesi vicino all’avamposto illegale di Avigayil

La mattina del 20 luglio i volontari di Operazione Colomba si sono recati nei pressi dell’avamposto israeliano illegale di Avigayil dove, secondo i testimoni presenti sul posto, un colono israeliano aveva sradicato dieci ulivi mentre i proprietari palestinesi stavano lavorando la loro terra di fianco all’avamposto.

Durante la mattinata gli ufficiali della DCO e i soldati israeliani hanno monitorato l’area per impedire altre violenze da parte dei coloni contro i lavoratori palestinesi e le loro proprietà. La polizia israeliana è arrivata sul luogo solo due ore dopo l’incidente.

Le terre palestinesi che circondano le colonie e gli avamposti israeliani sono obiettivo dell’espansione degli insediamenti e di conseguenza sono negate ai legittimi proprietari palestinesi. Anche quando le forze israeliane riconoscono questo diritto ai palestinesi, questi non possono avere libero accesso alle proprie terre a causa della violenza dei coloni.

The Palestinian owner of the uprooted trees speaking with Israeli Police, DCO and Army officers

The Palestinian owner of the uprooted trees speaking with the Israeli police, DCO and army.

UPDATE: THE FRUITS OF THE OCCUPATION

giugno 1, 2016 at 6:21 pm

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(Italian follows)

 

In the morning of the 27th of May OD volunteers while they were with two Palestinian sheperds witnessed the arrival of groups of Israeli in Khelly Valley, the area just between the settlement of Ma’on (including the adjacent illegal outpost of Havat Ma’on) and the Palestinian village of At-Tuwani, for the settlers’ “cherry festival”.

The fruits of these trees add up to the already disproportionate consuption of water by the Israeli settlers compared to the daily use of the West Bank palestinians (the data collected by the IMEU speaks of a 369L per day per Israeli settler versus the 73L per day per west bank palestinian). In addition at least 84 percent of the springs affected by settler activities are located on land recognized by the Israeli Civil Administration (ICA) as privately owned by Palestinians.

Facts in hand, this cherry festival is once again an attempt to deny the exploitation of the Palestinian lands by the Israeli settlements, glorifying the “fruits” of the occupation.

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UPDATE: I frutti dell’occupazione

Nella mattina del 27 di Maggio, i volontari di Operazione Colomba mentre stavano accompagnando due pastori palestinesi hanno assistito e documentato l’arrivo di gruppi di israeliani in Khelly Valley, l’area che separa la colonia di Ma’on (con annesso avamposto illegale di Havat Ma’on) e il villaggio palestinese di At-Tuwani, per il “festival delle ciliegie” dei coloni.

I frutti di questi alberi si vanno ad aggiungere al già sproporzionato consumo di acqua da parte dei coloni israeliani comparato all’uso giornalieri di un palestinese della Cisgiordania (i dati raccolti dal IMEU parlano di un uso giornaliero di 369L per colono israeliano contro i 73L al giorno per un palestinese della Cisgiordania). Inoltre, almeno l’84% delle fonti d’acqua interessate da attività dei coloni sono collocate in terra riconosciuta dall’Amministrazione Civile Israeliana (ICA) come proprietà privata Palestinese.

Fatti alla mano, questo festival delle ciliegie è un ulteriore tentativo di negare lo sfruttamento della terra palestinese da parte delle colonie Israeliane, glorificando i “frutti” dell’occupazione.

 

UPDATE: Israeli soldiers detain Palestinian shepherd near the illegal outpost of Avigayil

marzo 18, 2016 at 10:12 am

(italian follows)

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On March 17 at about 3:30 pm a settler from the Illegal Israeli outpost of Avigayil, located in the South Hebron Hills, approached a Palestinian shepherd from the nearby Palestinian village of Qawawis who was grazing a flock on Palestinian land. The shepherd began filming as the settler called the Israeli army.

Israeli soldiers arrived on foot from the outpost . They told the shepherd they were detaining him because he was in a closed military zone and prevented him from exercising his right to access the land. When a Palestinian human rights worker and two international volunteers arrived the soldiers began to yell at them and ordered them to leave the area as well. The soldiers showed them a map and claimed that the area was a closed military zone.

The soldiers confiscated the shepherd’s camera and deleted the video, then blindfolded the shepherd and took him into the illegal outpost of Avigayil. They then transported him to the military base at Susya,. They released him at about 6:00pm.

Residents of the village of Qawawis have experienced years of intimidation and harassment by Israeli soldiers and settlers from the illegal Israeli outposts of Avigayil and Mitzpe Yair, including assault, serious injury, burning and destruction of crops, vandalism, military demolitions of homes, animal enclosures and agricultural buildings, and arrest and detention of shepherds as they access their land.

The Israeli outposts of Avigayil and Mitzpe Yair are illegal under both International and Israeli law, as are all of the outposts in the West Bank.

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UPDATE: Pastore palestinese detenuto da soldati israeliani vicino all’ avamposto illegale di Avigayil

Nel pomeriggio del 17 marzo mentre un pastore palestinese del villaggio di Qawawis, nelle colline a sud di Hebron, stava pascolando il suo gregge su terreni palestinesi vicino all’ avamposto  illegale di Avigayil, un colono,avvicinatosi, ha immediatamente chiamato l’esercito israeliano.   

Una volta arrivati, i soldati hanno minacciato il pastore di arrestarlo, in quanto quei terreni sarebbero stati area militare chiusa e gli hanno negato il diritto di accedere alla propria terra. L’esercito israeliano ha  ordinato di lasciare l’ area anche ai due volontari internazionali e ad un attivista palestinese presenti durante l’accaduto.

I soldati  hanno inoltre confiscato la videocamera del pastore e cancellato ogni video del fatto. Dopo averlo ammanettato e bendato  l’ hanno portato nell’ avamposto  di Avigayil ed in seguito trasferito nella base militare di Susya. Il pastore palestinese è stato rilasciato all’ incirca alle sei dello stesso giorno.

Gli abitati del villaggio di Qawawis subiscono da anni da parte dell’ esercito israeliano e dei coloni degli avamposti illegali di Avigayil e Mitzpe Yair,   intimidazioni e aggressioni, che comprendono: distruzione delle coltivazioni, atti di vandalismo, demolizioni di case e ripari per gli animali; detenzioni,arresti e attacchi ai danni dei pastori palestinesi, impedendo l’ accesso alle loro terre.

Gli avamposti di Avigayil e Mitzpe Yair sono illegali sia per il diritto internazionale che per la stessa legge israeliana, come tutti gli avamposti in West bank.

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UPDATE: Israeli soldiers detain a Palestinian shepherd in South Hebron Hills

febbraio 15, 2016 at 12:43 pm

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(Italian follows)

On the morning of February 14 Israeli soldiers detained a Palestinian shepherd who was grazing his flock on in a valley on Palestinian land near the illegal Israeli outpost of Havat Ma’on, near the Palestinian village of At Tuwani in the South Hebron Hills.

The soldiers herded the flock and forced the shepherd to move into an area which is Palestinian land but which Israeli Authorities have declared closed to Palestinians. International volunteers observed the soldiers kicking a goat to force the animals to move. The soldiers detained the shepherd there for two hours until Israeli police arrived. Israeli settlers also entered the area from the illegal outpost of Havat Ma’on and international volunteers observed the soldiers acting at the direction of the settlers.

The soldiers showed the shepherd a map which showed a small area of land where they told him he was allowed to graze his flock, however the land they showed him was isolated, with no direct path on which they would allow him to take his flock.

When the Israeli police arrived they released the shepherd and the flock.  Although all of the land surrounding the illegal outpost of Havat Ma’on is Palestinian, settlers and Israeli authorities have outlined a band of land around the outpost and have forbidden the shepherds from using this land to graze their flocks. Settlers frequently call soldiers to harass Palestinian shepherds even when they are grazing their flocks outside that band, on land where their presence is clearly not forbidden. In this way the grazing area has been reduced, and shepherds who do choose to access the land face the possibility of attacks by settlers, detention, arrest, and the interruption of their work day.

All of the Israeli settlements, including the settlement of Ma’on, are illegal under international law. The outposts, including Havat Ma’on, are also illegal under Israeli law.

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UPDATE: Soldati israeliani trattengono un pastore palestinese nelle colline a sud di Hebron

La mattina del 14 febbraio i soldati israeliani hanno trattenuto un pastore palestinese che stava pascolando il suo gregge in una valle palestinese attigua all’avamposto illegale israeliano di Havat Ma’on, vicino al villaggio palestinese di At-Tuwani, nelle colline a sud di Hebron.

I soldati hanno spinto il gregge e il pastore in un’area che, pur essendo terra privata palestinese, le autorità israeliane hanno dichiarato chiusa al pascolo ai proprietari. I volontari internazionali hanno osservato i soldati scalciare una capra per costringere gli animali a muoversi. I soldati hanno trattenuto il ​​pastore per due ore fino a quando la polizia israeliana è arrivata. Nell’area sono poi arrivati dei coloni provenienti dall’avamposto di Havat Ma’on che hanno dato indicazioni ai militari sui movimenti dei pastori palestinesi e nell’area.

I soldati hanno mostrato al pastore una mappa dove era indicata una piccola porzione di terra in cui è permesso il pascolo ai palestinesi. La terra in questione è un piccolo appezzamento isolato, senza alcun accesso diretto per molti pastori.

Quando la polizia israeliana è arrivata il pastore e il suo gregge sono stati rilasciati. Anche se tutti i terreni circostanti l’avamposto illegale di Havat Ma’on sono palestinesi, i coloni e le autorità israeliane hanno preso possesso di una fascia di terreno intorno l’avamposto in cui vietano il pascolo ai proprietari palestinesi. I coloni israeliani  quasi ogni giorno chiamano soldati per scacciare i pastori palestinesi anche quando questi sono al pascolo fuori di tale fascia, su un terreno dove la loro presenza è concessa. In questo modo la zona di pascolo per i palestinesi è stata drasticamente ridotta e pastori che scelgono di accedere alle proprie terre rischiano quotidianamente di subire attacchi da parte dei coloni, detenzioni, arresti e, ben che vada, l’interruzione della loro giornata di lavoro.

Tutti gli insediamenti israeliani, compreso l’insediamento di Ma’on, sono illegali secondo il diritto internazionale. Gli avamposti, tra cui Havat Ma’on, sono ritenuti illegali anche secondo la stessa legge israeliana.

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