UPDATE: Long and dangerous path to school for the children of Tuba and Maghayir al Abeed

gennaio 3, 2017 at 4:25 pm

(italian follows)

Children of Tuba  near the illegal outpost of Havat Ma'on on the morning

Children of Tuba near the illegal outpost of Havat Ma’on on the morning

On January 2 the Israeli army failed to escort Palestinian schoolchildren from the villages of Tuba and Maghayir al Abeed both on the way to reach the school in At Tuwani and on the way back home.

In the morning, after 45 minutes waiting for the soldiers, the schoolchildren decided to walk on a longer and more dangerous path, accompanied by Operation Dove (OD) volunteers. The Israeli army claimed on the phone that the soldiers were engaged in a military training and couldn’t escort the children. The two youngest children of the group had to come back home because the alternative path was too hard and they couldn’t attend school. The children finally reached the school walking more than one hour and changing their path because of the presence on their way of Israeli settlers from the illegal outpost of Havat Ma’on.  Because of the Israeli army negligence, the schoolchildren lost more than one hour of lesson.

Israeli military escort  delay on the afternoon

 Israeli military escort delay on the afternoon

In the afternoon of the same day the Israeli forces didn’t show up at the meeting point, violating their own duty. After one hour and half waiting, the schoolchildren decided to move, accompanied by OD volunteers, through the longer path. On the way the group met an Israeli army jeep meandering around the illegal outpost of Havat Ma’on. As OD volunteers demanded an explanation for their delay, Israeli soldiers replied they were looking for the meeting point with the children. The schoolchildren succeeded to come back to Tuba and Maghayir al Abeed escorted by the Israeli soldiers and accompanied by OD volunteers, through the long path, itself dangerous. On the way back, some Israeli settlers from Havat Ma’on illegal outpost chased OD volunteers, without reaching them. Some of the settlers gathered near the army jeep speaking with the soldiers.

The Israeli army has the duty to protect the children from the Palestinian villages of Tuba and Maghayir al Abeed on their way to school, but many times their misconduct puts the children in danger or forces them to wait hours and to walk in an area where settlers often have attacked them. Once again, Israeli army negligence didn’t guarantee basic and fundamental rights of the children, as the right to education.

The shortest route connecting the villages of Tuba and Maghayir al Abeed to the rest of the area is a main public road that passes between Ma’on settlement and Havat Ma’on illegal outpost. Because of the presence of Israeli settlements and the ongoing violence from Israeli settlers, Palestinians are not able to use that road anymore.

Schoolchildren escorted by Israeli soldiers and OD volunteers

  Schoolchildren accompanied by Israeli soldiers and OD volunteers

On the longer and dangerous path to the village of Tuba and Magayir al Abeed

On the longer and dangerous path to the village of Tuba and Maghayir al Abeed


UPDATE: La lunga e pericolosa strada verso scuola per i bambini dei villaggi di Tuba e Maghayir al Abeed

Il 2 gennaio 2017 l’ esercito israeliano non ha garantito la sicurezza dei bambini palestinesi provenienti dai villaggi di Tuba e Maghayir al Abeed sia durante il percorso verso la scuola di At Tuwani sia durante il tragitto di ritorno.

Alla mattina infatti, dopo aver atteso per 45 minuti i soldati, i bambini hanno deciso di raggiungere la scuola percorrendo la strada più lunga e pericolosa accompagnati dai volontari di Operazione Colomba. L’ esercito israeliano aveva infatti comunicato telefonicamente che i soldati erano impegnati in un’ esercitazione e che quindi non avrebbero potuto accompagnare i bambini. I due più piccoli sono dovuti tornare a casa essendo il percorso troppo arduo per loro e non hanno quindi potuto raggiungere la scuola. Gli altri bambini hanno invece camminato per più di un’ ora per raggiungere At Tuwani allungando maggiormente il tragitto a causa della presenza, lungo il percorso, di alcuni coloni dell’ avamposto illegale di Havat Ma’on. A causa della negligenza dei soldati israeliani i bambini hanno perso più di un’ ora di scuola.

Nel pomeriggio dello stesso giorno la scorta militare non si è presentata al punto d’ incontro; non rispettando ancora una volta il loro compito. Dopo un’ ora e mezza i bambini accompagnati dai volontari di Operazione Colomba hanno di nuovo intrapreso il cammino più lungo. Percorrendo la strada il gruppo ha incontrato una jeep dell’ esercito israeliano che si aggirava nei pressi dell’ avamposto illegale di Havat Ma’on. Alla richiesta di spiegazioni per il ritardo maturato, i soldati hanno risposto ai volontari che stavano cercando il luogo di incontro con i bambini. I bambini sono riusciti a fare ritorno nei loro villaggi di Tuba e Maghayir Al Abeed accompagnati dai soldati israeliani e dai volontari di Operazione Colomba percorrendo il tragitto più lungo, anch’esso pericoloso. Sulla via del ritorno i coloni dell’ avamposto illegale di Havat Ma’on hanno rincorso i volontari di Operazione Colomba non riuscendo tuttavia a raggiungerli. Alcuni di loro si sono poi fermati nei pressi della jeep dell’ esercito per parlare con i soldati.

L’ esercito israeliano ha il compito di proteggere i bambini dei villaggi palestinesi di Tuba e Maghayir al Abeed durante il tragitto verso scuola. Tuttavia molte volte la loro cattiva condotta mette in pericolo gli scolari, li costringe ad aspettare per ore o a camminare in un’ area dove i coloni li hanno spesso attaccati. Ancora una volta le forze israeliane non hanno garantito i diritti fondamentali dei bambini, come il diritto all’ istruzione. La strada più corta che connette i villaggi di Tuba e Maghayir al Abeed al resto dell’ area è una strada pubblica che passa tra la colonia di Ma’on e l’ avamposto illegale di Havat Ma’on. A causa della presenza degli insediamenti israeliani e della continua violenza dei coloni i Palestinesi non possono più percorrerla.

 

Israeli settlers coming out running from Havat Ma'on illegal outpost

 Israeli settlers coming out running from Havat Ma’on illegal outpost

Israeli soldier with the Palestinian schoolchildren

 Israeli soldier with the Palestinian schoolchildren

UPDATE: Israeli Army raid at night in At-Tuwani village

dicembre 28, 2016 at 5:41 pm
Israeli soldiers in At Tuwani village, South Hebron Hills

Israeli soldiers in At Tuwani village, South Hebron Hills

(Italian follows)

On December 27 a group of ten Israeli soldiers entered in At-Tuwani Palestinian village during the night. They walked inside the village, entered in a private courtyard and pointed their weapons at the door of the house. When International volunteers asked them the reason of the raid the soldiers answered that they were doing a military training.

Israeli Army use this trainings to intimidate Palestinian population in Massafer Yatta area and to deny them dignity and rights.

Israeli military approaches Palestinians during the training

Israeli military approaches Palestinians during the raid

UPDATE: Raid notturno dell’esercito israeliano nel villaggio di At-Tuwani

La sera del 27 dicembre una decina di soldati israeliani sono entrati nel villaggio palestinese di At-Tuwani. I militari hanno camminato nel villaggio, sono entrati in un cortile e hanno puntato le loro armi alla porta di una casa. Alla richiesta di spiegazioni da parte dei volontari internazionali, i soldati hanno affermato che si trattava di un’esercitazione militare.

L’esercito israeliano usa queste esercitazioni per intimidire gli abitanti palestinesi della Massafer Yatta e per negare loro dignità e diritti.

UPDATE: Israeli forces threaten to leave more than 100 Palestinians of Massafer Yatta without home

dicembre 26, 2016 at 5:05 pm
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Palestinian inhabitants of Tabban village, in front of their house under stop working order

Tabban Palestinian village, Massafer Yatta

Tabban Palestinian village, Massafer Yatta

(Italian follows)

On December 25, DCO (Israeli Civil Administration) delivered 20 stop working orders and one demolition order in the Palestinian villages of Tabban and Al Majaz, in the Massafer Yatta area (the so called “Firing Zone 918”). These stop working orders concern mostly houses, sheep shelters and other structures like kitchens and bathrooms.

In Al Majaz the DCO delivered 11 stop working orders and 1 demolition order for the mosque of the community. In Tabban they delivered other 9 stop working orders.

These orders leave under demolition’s threat the two Palestinian communities: if they become effective, 133 people, including 65 children, will lose their houses.

Palestinian man in Al Majaz village

Palestinian man in Al Majaz village

Palestinian children under threat of, Al Majaz village

Palestinian children in front of their house under stop working order, Al Majaz village

UPDATE: Forze israeliane minacciano di lasciare senza casa più di un centinaio di palestinesi nelle colline a sud di Hebron

Il 25 dicembre i funzionari dell’Amministrazione Civile Israeliana (DCO) hanno consegnato 20 ordini di stop dei lavori e un ordine di demolizione nei villaggi palestinesi di Tabban e Al Majaz,  nel Massafer Yatta, all’interno della cosiddetta “Firing Zone 918”. Questi ordini riguardano principalmente abitazioni, strutture in mattoni adibite come cucine o bagni e baracche di riparo per animali.

In Al Majaz le forze israeliane hanno consegnato 11 ordini di stop dei lavori e un ordine di demolizione alla moschea del villaggio. Nel villaggio di Tabban sono stati consegnati 9 ordini di fermo dei lavori.

In questo modo le forze israeliane minacciano di lasciare senza casa 133 palestinesi, 65 dei quali sono bambini.

Sowing resistance in South Hebron Hills

novembre 25, 2016 at 12:56 pm

Palestinian farmer sows in Massafer Yatta

(Italian follows)

Three months after Israeli forces destroyed about 700 olive trees, cutting the trunks of the trees and poisoning them, inhabitants of Khallet Athaba Palestinian village return to sow their fields. Despite Israeli forces and settlers abuses, the farmers of South Hebron Hills still resist, plowing their own land.

Palestinians at work, in the background Khallet Attabha village

Seminare resistenza nelle colline a sud di Hebron

Tre mesi dopo la distruzione di circa 700 ulivi da parte delle forze israeliane, che hanno tagliato e avvelenato i tronchi degli alberi, gli abitanti del villaggio palestinese di Khallet Athaba ritornano a seminare i propri campi.  Nonostante gli abusi dei soldati e dei coloni israeliani i contadini delle colline a sud di Hebron continuano a resistere coltivando la propria terra.

UPDATE: Israeli forces demolish in Umm Al-Kheir and Deirat

novembre 16, 2016 at 4:38 pm
Umm Al-Kheir community center demolished for the second time,  in the background Carmel Israeli settlement

Umm Al-Kheir community center demolished for the second time, in the background Carmel Israeli settlement

Residential structure destroyed by Israeli Civil Administration DCO in Umm Al-Kheir

Residential structure destroyed by Israeli Civil Administration DCO in Umm Al-Kheir

(Italian follows)

In the morning of November 15, Israeli forces burst into the Palestinian village of Umm Al-Kheir, demolishing the rebuilt community center and another residential structure. During the demolition Israeli Border Police arrested an old Palestinian man.

Umm Al-Kheir inhabitants reported the presence in the area of Regavim settlers NGO’s members who flew a drone on the Palestinian village.

After this operation Israeli bulldozers, escorted by Israeli forces, moved to the Palestinian village of Deirat where they destroyed a water cistern.

Israeli bulldozer demolishes a Palestinian water cistern in Deirat

UPDATE: Forze armate Israeliane demoliscono a Umm Al-Kheir e Deirat

Nella mattinata del 15 novembre, forze armate Israeliane hanno fatto irruzione nel villaggio palestinese di Umm Al-Kheir, demolendo il centro comunitario, ricostruito da poco, e un’altra struttura residenziale. Durante la demolizione la Border Police israeliana ha arrestato un anziano palestinese.

Gli abitanti di Umm Al-Kheir hanno riferito che nell’area erano presenti dei membri dell’organizzazione di coloni Regavim che hanno fatto volare un drone sul villaggio Palestinese.

Dopo questa operazione i bulldozer israeliani, scortati dai militari, si sono spostati nel villaggio palestinese di Deirat dove hanno distrutto un pozzo.

UPDATE: ISRAELI SOLDIERS HARASS PALESTINIAN SHEPHERDS AND RAID AT-TUWANI PALESTINIAN VILLAGE

settembre 23, 2016 at 8:37 pm

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(Italian follows)

On September 23, at about 5:30 pm, two Palestinian shepherds, one of them minor, were grazing their flocks on their own land in Khelly valley between At-Tuwani Palestinian village and Ma’on Israeli settlement when Israeli soldiers reached the spot and intimated them to go away. One of the shepherd left the area coming back to At-Tuwani village.

After few minutes two Israeli Army jeep entered inside At-Tuwani village. A group of 8 Israeli masked soldiers searched the shepherd inside two Palestinian houses, scaring children and women that were gathering in the house for the evening. Soldiers didn’t find the shepherd but they intimated the father of the minor one to don’t approach the settlement with the sheep.

The valley where the Palestinian shepherds were grazing, and a part of the hill beside Ma’on Israeli settlement are recognized as Palestinian land also from the Israeli Civil Administration but settlers and Israeli forces prevent Palestinians to access their land claiming that they are violating security area of the settlement. In this case Israeli soldiers decided to punish also the families of the young shepherds, searching inside their houses, without a clear reason.

In the last week Israeli forces burst into At-Tuwani village three times, searching inside the houses, without explanations, intimidating the local community. Last saturday Israeli armed settlers coming from Havat Ma’on Israeli illegal outpost threatened the Palestinian inhabitants of At-Tuwani, breaking into the village. In the meanwhile the works of expansion of Havat Ma’on Israeli outpost, illegal under Israeli law, and settler violence are going on with the connivence of the Israeli forces.

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UPDATE: SOLDATI ISRAELIANI IMPEDISCONO AI PASTORI PALESTINESI DI PASCOLARE SULLA PROPRIA TERRA E FANNO IRRUZIONE NEL VILLAGGIO DI AT-TUWANI

Il 23 settembre, alle 17:30 circa, due pastori palestinesi, uno dei quali minorenne, stavano pascolando le greggi sulla loro terra, nella valle situata tra il villaggio palestinese di At-Tuwani e la colonia israeliana di Ma’on. Sono arrivati sul luogo dei soldati israeliani, che gli hanno ordinato di andare via. Uno dei due pastori ha lasciato la zona, tornando al villaggio di At-Tuwani.

Dopo pochi minuti due jeep dell’esercito israeliano sono entrate nel villaggio di At-Tuwani. Un gruppo di 8 soldati mascherati sono entrati a perquisire due case palestinesi, spaventando le donne e i bambini che erano in casa per la cena e la serata. I soldati non sono riusciti a trovare il pastore che avevano fermato precedentemente, ma hanno ordinato a suo padre di non avvicinarsi alla colonia con le pecore.

La valle dove stavano pascolando i pastori palestinesi è riconosciuta come terra palestinese anche dall’autorità civile israeliana, ma i coloni e l’esercito israeliano impediscono ai palestinesi di accedervi, affermando che minacciano la sicurezza della colonia. In questo caso i soldati israeliani hanno deciso di punire anche le famiglie dei pastori, perquisendo le loro case senza una chiara motivazione.

Nell’ultima settimana le forze israeliane hanno fatto irruzione per tre volte nel villaggio di At-Tuwani, perquisendo le abitazioni e spaventando gli abitanti. Sabato scorso dei coloni provenienti dall’avamposto israeliano di Havat Ma’on sono entrati armati nel villaggio di At-Tuwani e hanno minacciato gli abitanti. Nel contempo i lavori di espansione di Havat Ma’on, un avamposto illegale anche per la legge israeliana, e la violenza dei coloni, continuano con la connivenza dell’esercito israeliano.

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UPDATE: Israeli settlers from Havat Ma’on illegal outpost burst into the village of At Tuwani and threaten the Palestinian inhabitants

settembre 18, 2016 at 7:54 pm

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(Italian follows)

On September 17 a group of settlers from Havat Ma’on Israeli illegal outpost burst into the Palestinian village of At-Tuwani, in the South Hebron Hills.

At 8:40 pm Palestinian inhabitants of At-Tuwani noticed car lights in the valley between the village and the outpost and after a while three settlers, one of them carrying an automatic rifle, reached the first house of the village. The settlers started to search between the Palestinians gathered on the roof of the house, putting light and rifle in the face of the people, filming and threatening them. Women and children were scared inside the house.

In the meanwhile, at the entrance of At-Tuwani village, Israeli soldiers were stopping and searching Palestinian cars that were coming to the village.

After few minutes another group of settlers, some of them with weapons, and Israeli soldiers reached the spot. One of the settlers tried to persuade the Israeli soldiers to arrest some Palestinians. Moreover some soldiers accused the Palestinian inhabitants of At-Tuwani to hide thieves, without any evidences.

Several times the Palestinians asked the Israeli soldiers and settlers to leave the village and stop threatening the people. Palestinians called the Israeli police that didn’t show up.

At 9:05 pm Israeli settlers and soldiers came back to the illegal outpost of Havat Ma’on and they continued to patrol the area for one hour after the happened.

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UPDATE: Coloni israeliani provenienti dall’avamposto illegale di Havat Ma’on irrompono nel villaggio di At Tuwani minacciando gli abitanti

Il 17 settembre un gruppo di coloni provenienti dall’avamposto illegale di Havat Ma’on hanno fatto irruzione nel villaggio palestinese di At-Tuwani, nella colline a sud di Hebron.

Alle ore 20:40 gli abitanti del villaggio di At-Tuwani hanno notato delle luci provenienti dalla valle che si trova tra l’insediamento illegale e il villaggio. Poco dopo tre coloni, uno dei quali armato di fucile automatico, hanno raggiunto la prima casa del villaggio. I coloni hanno iniziato a cercare tra i Palestinesi, puntando luci e fucile in faccia alle persone che si erano radunati sul tetto della casa, filmando e minacciando i presenti.

Nel frattempo, all’ingresso del villaggio, soldati israeliani fermavano e perquisivano le automobili palestinesi in ingresso.

Dopo poco un altro gruppo di coloni armati, accompagnati da soldati israeliani, si sono portati sul posto. Uno dei coloni ha provato a convincere i soldati ad arrestare dei palestinesi presenti. In aggiunta a ciò alcuni soldati hanno accusato gli abitanti di At-Tuwani di nascondere dei ladri, non mostrando però alcuna prova del fatto.

Più volte i palestinesi hanno chiesto ai soldati e ai coloni di lasciare il villaggio e di cessare di minacciarne gli abitanti. Palestinesi hanno chiamato anche la polizia israeliana che tuttavia non è mai arrivata sul luogo.

Alle 21:05 coloni e soldati israeliani sono tornati nell’avamposto illegale di Havat Ma’on continuando comunque a pattugliare l’area per oltre un’ora dopo l’accaduto.

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UPDATE: Israeli army stops the works on a Palestinian road for more than 6 hours and confiscates a bulldozer

agosto 31, 2016 at 6:48 pm

(italian follows)

On August 30 Israeli forces (Army and DCO) stopped the works for the renovation of the road between At-Tuwani and Al-Birkeh Palestinian villages, in South Hebron Hills.

The DCO ( Israeli Civil Administration) also confiscated the identity card and the mobile phone of the driver of the bulldozer, that was working on the road, preventing him to leave the area.

After 6 hours (at 9.00pm) the Israeli soldiers gave back the identity card and cellphone, but confiscated the bulldozer. In the meanwhile they also called the Israeli police in order to confiscate a Palestinian car.

With this actions, Israeli forces deny the right of movement of Palestinians people recognized in Article 13 of the Universal Declaration of Human Rights, and in Article 12 of the International Covenant on Civil and Political Rights. They also deny the exercise of other basic rights set in the International Covenant on Economic, Social and Cultural Rights as the right to work, to an adequate standard of living, to health, to education, and to protection of family life.

UPDATE: L’ESERCITO ISRAELIANO FERMA I LAVORI DI COSTRUZIONE DI UNA STRADA PALESTINESE PER PIU’ DI SEI ORE E CONFISCA UN BULLDOZER

Il 30 agosto le forze militari israeliane,esercito e DCO, hanno bloccato i lavori di costruzione della strada che collega il villaggio palestinese di At-Tuwani con quello di Al-Birkeh, nelle colline a Sud di Hebron.

La DCO ( amministrazione civile israeliana) ha confiscato i documenti d’identità e il telefono dell’autista del bulldozer che stava lavorando la strada, impedendogli di abbandonare l’area.

Dopo sei ore, alle 21.00, l’ufficiale della DCO ha riconsegnato il documento d’identità e il cellulare all’autista, confiscando tuttavia il bulldozer. Contemporaneamente i soldati israeliani hanno chiamato la polizia per confiscare una macchina palestinese, presente sul luogo.

Con queste azioni, le forze militari israeliane negano il diritto di movimento dei palestinesi riconosciuto dall’articolo 13 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, e dall’articolo 12 del Patto Internazionale dei Diritti Civili e Politici. Negano inoltre  l’esercizio degli altri diritti di base enunciati dal Patto Internazionale dei diritti Economici, Sociali e Culturali come il diritto al lavoro, ad un adeguato standard di vita, alla salute, all’educazione e alla protezione della vita famigliare.

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UPDATE: Israeli settlers still prevent Palestinians to use their own land

agosto 25, 2016 at 9:01 am
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Palestinian shepherd shows to Israeli soldier the order that allows Palestinians in the area

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Civilian Security Coordinator of Susya settlement close the access road to the Palestinian land

(Italian follows)

In these days Operation Dove volunteers reported many episodes in which settlers from Susya Israeli settlement and Mitzpe Yair illegal outpost prevented Palestinian shepherds to graze their flocks on their own land, near the settlement and the illegal outpost.

On August 19 an Israeli settler got out of his car and started to run with a nylon cloth in order to chase away a Palestinian shepherd, that was grazing his flock in a Palestinian land close to Israelis.

On August 21-22 the Civilian Security Coordinator of Susya settlement controlled from his car the Palestinian shepherds for more than two hours, trying to upset and scare them with his presence. He also closed the access road to the Palestinian land with wood and waste materials.

Daily Israeli settlers threaten Palestinian shepherds on the land near the settlement of Susya, violating the Israeli civil Administration orders. Israeli settlers violence deny to the Palestinians the right to access their own land, also when an area is recognized as Palestinian land close to Israeli by the law.

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Israeli settler chase away Palestinian shepherd and flock

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Israeli settler run after Palestinian flock with a nylon cloth

UPDATE: Coloni israeliani continuano ad impedire ai palestinesi l’accesso alla propria terra

Negli ultimi giorni i volontari di Operazione Colomba hanno riportato molti episodi in cui coloni israeliani provenienti dalla colonia di Susya e dall’avamposto illegale di Mitzpe Yair hanno impedito ai pastori palestinesi di pascolare le loro greggi sulla propria terra nei pressi dei due insediamenti.

Il 19 agosto un colono israeliano è sceso dalla propria auto e ha iniziato a correre sventolando un pezzo di nylon in modo da scacciare il gregge di un pastore palestinese che pascolava in una terra palestinese il cui accesso è chiuso agli israeliani.

Il 21-22 agosto il capo della sicurezza della colonia di Susya ha controllato dalla sua auto i pastori palestinesi per più di due ore, cercando di intimorirli con la sua presenza. No riuscendoci ha chiuso la strada di accesso alla terra palestinese con legno e materiali di scarto.

Quotidianamente i coloni israeliani minacciano i pastori palestinesi che lavorano sulla propria terra vicino l’insediamento di Susya, in violazione degli ordini dell’amministrazione civile israeliana. La violenza dei coloni israeliani impedisce ai palestinesi l’accesso alle proprie terre anche quando questo diritto è sancito dalla legge israeliana.

UPDATE: Solidarity and rebuilding in Umm Al Kheir

agosto 13, 2016 at 6:49 pm

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(Italian follows)

On the morning of August 13, Palestinians, Israelis and Internationals gathered in Umm Al Kheir Palestinian village to give solidarity to the local community after the recent demolitions carried out by Israeli forces. Human rights activists and people from South Hebron Hills cleared the area from the rubble and began rebuilding.

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UPDATE: Solidarietà e ricostruzione in Umm Al Kheir

La mattina del 13 Agosto palestinesi, israeliani ed internazionali si sono riuniti nel villaggio palestinese di Umm Al Kheir per portare la loro solidarietà alla comunità locale dopo le ultime demolizioni messe in atto dalle forze israeliane. Attivisti per i diritti umani e abitanti delle colline a sud di Hebron hanno ripulito l’area dalle macerie e hanno iniziato la ricostruzione.