Futuro occupato

luglio 22, 2010 at 8:30 am

di Paolo Vachino

Il futuro dietro a una collina

o all’ombra dell’albero sacro

nella mattina turbinosa di sabbia,

la rabbia di un popolo occupato

a difendersi dall’occupazione

pena l’estinzione dal territorio

nell’illusorio convincimento

che cambierà qualcosa,

che una sposa palestinese

possa un giorno coltivare

pretese di madre e di donna

di mettersi il velo al posto della gonna.

Il futuro dentro a una bambina

sgambettante tra tante altre nuda

sulla cruda terra indurita

dai passi sempre allertosi dei pastori

inseguiti ogni giorno dai signori

coloni israeliani

armati di mitra e di fionde

di ronde militari come fossero

caroselli lunari di astronauti impazziti,

smarriti di fronte a un nemico

lontano da un fronte

e cercato casa per casa

– tutte da demolire – per consentire

al colono insediato per dono divino

di poter educare al mattino i figli

agli artigli delle armi e dell’odio,

innalzato sul podio del fanatismo

religioso, dove l’unico sposo

è il Dio misericordioso solo

verso qualcuno perché nessuno

di altra appartenenza ha diritto

alla residenza su questa terra

collinare che sfocia

nel deserto della speranza.

Il futuro di tutti i violenti

è sul fondo del mare aperto

– aperto apposta per loro –

perché se esistesse mai un popolo eletto

sarebbe solo quello che sa portare

al prossimo suo assoluto rispetto.

NENA News: Cisgiordania, At-Tuwani non si arrende

luglio 22, 2010 at 5:13 am

La resistenza non violenta dei palestinesi di un villaggio poverissimo minacciato da anni dai coloni israeliani di Havat Maon. L’impegno dei volontari di Operazione Colomba

SERVIZIO DI ILARIA DE BONIS

At-Tuwani (Hebron), 19 luglio 2010, Nena News –  Hamze, Sameha, Zeinab e Mohammed giocano con la nonna sul terrazzo di casa. La campagna di Hebron è bruciata dal sole. A pochi metri da loro, oltre la rete, un isolato boschetto di pini che di giorno fa un po’ meno paura. I fratellini Rabai lo tengono d’occhio, sanno che il bosco è pericoloso.

Questa casa araba – 43 persone tra fratelli, mogli, figli e nipoti – è una delle più esposte alla violenza dei coloni nazional-religiosi di Ma’On e del suo avamposto Havat Ma’on, costruito tra i pini. Siamo nel villaggio palestinese di At-Tuwani in West Bank, un pugno di case color della roccia affogate nel sole. Fino a pochi anni fa i pastori vivevano nelle grotte.

L’ultimo attacco violento risale allo scorso 12 giugno, era di shabbat. Una trentina di coloni israeliani dall’avamposto di Havat Ma’on, col viso coperto, armati di fionde e bastoni, raggiunta la casa araba più vicina, hanno aggredito donne e bambini della famiglia Rabai. Gli uomini quel mattino erano a Yatta per un funerale.  L’esercito e la polizia sono arrivati tardi…

Leggi l’articolo su Nena News

Haaretz: Civil Administration told to crack down on illegal Arab structures

luglio 19, 2010 at 1:45 am

Defense Ministry order gives priorities to building that pose a ‘security threat’, applying most to structures close to roads in Jordan valley and Mount Hebron.
By Chaim Levinson – Haaretz – 19.07.10

The Civil Administration has received government orders to increase enforcement against illegal Palestinian construction in Area C of the West Bank, according to a deposition by an administration official to the High Court.
The deposition, by the administration’s infrastructure authority, Colonel Zvika Cohen, came in response to a petition by Regavim.
The group is seeking the destruction of illegal Palestinian construction at six West Bank sites, citing a security threat.
In High Court deliberations a month ago, state representative Nahi Ben-Or said there had been no enforcement against the illegal construction.
At the end of deliberations, the justices ordered the state to provide additional information, and called its response inadequate.

Leggi l’articolo su Haaretz

“E’ facile ridere dell’occupazione quando sei l’oppressore”

luglio 6, 2010 at 6:47 am

Haaretz: IDF soldiers face penalty after uploading Hebron dance video to YouTube
WATCH: Video of soldiers, armed and wearing bulletproof vests, patrolling as a Muslim call to prayer is heard. Then the music changes and they break into a Macarena-like dance.

C/S: Esercito israeliano consegna ordine di demolizione nel villaggio di Ar-Rakeez

maggio 26, 2010 at 6:31 pm

[Note: secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.]

26 maggio 2010

At-Tuwani, South Hebron Hills Martedì 25 maggio, alle 12.00 circa, alcuni ufficiali del DCO (Ufficio di Coordinamento Distrettuale, la branca dell’esercito israeliano che si occupa dell’amministrazione civile nei Territori Palestinesi Occupati) e IDF (Israeli Defence Forces) hanno consegnato un ordine di demolizione per la casa di proprietà di una famiglia palestinese a Ar-Rakeez, un piccolo villaggio situato sulle colline a sud di Hebron, tra gli avamposti illegali israeliani di Havat Ma’on e Avigail.

Quando i volontari di Operazione Colomba sono arrivati sul luogo, il DCO e l’esercito israeliano stavano andando via e, alla richiesta di spiegazioni, non hanno fornito alcuna risposta. Un membro della famiglia ha affermato che il DCO e l’IDF gli avrebbero comunicato il divieto di costruire in quell’area nuove case senza avere un regolare permesso e che avrebbero invitato il proprietario della casa a presentarsi due giorni dopo in una base militare per essere interrogato.

I palestinesi residenti ad At-Tuwani e nei villaggi limitrofi sono esposti alle continue minacce di violenza e intimidazioni perpetrate dall’esercito, dalla polizia e dai coloni israeliani. Nel corso degli ultimi anni, queste costanti pressioni hanno rivelato l’intenzione di espellere dalle proprie terre le comunità palestinesi delle colline a sud di Hebron – in area C, sotto totale controllo civile e militare israeliano.

La politica di demolizione messa in atto dalle autorità israeliane a danno dei palestinesi si contrappone alla continua politica d’espansione che interessa i vicini insediamenti israeliani di Ma’on e di Carmel. Nonostante le vessazioni di coloni e soldati israeliani mirate a scoraggiare la crescita dei villaggi nell’area delle colline a sud di Hebron, le comunità palestinesi restano decise nell’affermare, attraverso la resistenza popolare nonviolenta, il proprio diritto a svilupparsi e a costruire liberamente sulle proprie terre.

Operazione Colomba e Christian Peacemaker Teams mantengono una presenza costante nel villaggio di At-Tuwani e nell’area delle colline a sud di Hebron dal 2004.

Foto dell’accaduto: snipurl.com/wr6yk

Foto sull’espansione nell’insediamento di Ma’on: snipurl.com/wsgu1

“All in all what do we want? To have some fun.”

maggio 13, 2010 at 7:24 am

Video: At-Tuwani, divieto di raccolta

maggio 5, 2010 at 10:23 pm

Il 6 marzo 2010 alle ore 10:30 del mattino un gruppo di soldati israeliani ha fermato tre bambini, due tredicenni e un quattordicenne, mentre stavano raccogliendo delle erbe nel villaggio di At-Tuwani, nelle colline a sud di Hebron.

I bambini erano assieme ad alcuni volontari di Operazione Colomba sulla collina di Khelly, di proprietà privata palestinese, vicino all’insediamento di Ma’on, quando sono arrivati dei soldati a bordo di una jeep militare. Tre di loro hanno iniziato a correre verso i ragazzi, hanno ritirato loro le cesoie che stavano utilizzando per raccogliere delle erbe e li hanno spinti verso la jeep. I soldati hanno poi fatto inginocchiare i ragazzi a terra per una decina di minuti, mentre nel frattempo è arrivato sul posto anche il capo della sicurezza di Ma’on. Due dei ragazzi sono stati forzati a salire sulla jeep, mentre il terzo ha tentato di scappare. Un soldato lo ha rincorso, ha tolto la sicura al suo M16 e ha rivolto l’arma contro il bambino che si è fermato immediatamente. Il minore è stato poi messo assieme agli altri e la jeep è partita con tutti bambini all’interno.