UPDATE: At-Tuwani’s children celebrate the new school year, despite Israeli military occupation prevents their right to education

ottobre 25, 2016 at 3:16 pm

(Italian follows)

On October 25, Palestinians from South Hebron Hills villages gathered in At-Tuwani school, to celebrate the new school year. At-Tuwani school hosts all the 12 classes, primary and secondary, with students who come from seven different villages.

For the Palestinian children of South Hebron Hills area the right to education is still not guarantee because of Israeli military occupation. Children have to pass through checkpoints and roadblock to reach the school and kindergarten that often are under demolition order.

In particular children from Tuba and Magayr Al Abeed Palestinian villages have to come to school every day escorted by Israeli Army, because of the violence of the Israeli settler living in the nearby illegal outpost of Havat Ma’on. 

Since the beginning of this school year the military escort arrived late 7 times, forcing the children to wait in a dangerous place, and 6 times the soldiers didn’t complete the path with the children, exposing them at settler’s violence. Furthermore in the last two months Israeli settlers harassed 3 times Operation Dove volunteers that were monitoring the military escort.

 

UPDATE: I bambini di At-Tuwani celebrano il nuovo anno scolastico nonostante l’occupazione militare israeliana continui a negare i l loro diritto all’educazione

 Il 25 ottobre, palestinesi provenienti dai villaggi delle colline a sud di Hebron si sono riuniti nella scuola di At-Tuwani per festeggiare il nuovo anno scolastico. La scuola di At-Tuwani ospita tutte le 12 classi, dalle elementari alle medie superiori, con studenti che provengono da sette villaggi diversi.

Per i bambini palestinesi delle South Hebron Hills il diritto all’istruzione non è ancora del tutto garantito a causa dell’occupazione militare israeliana. I bambini devono passare attraverso checkpoint e blocchi stradali per raggiungere scuole e asili che spesso sono sotto ordine di demolizione.

In particolare, i bambini del villaggi palestinesi di Tuba e Magayr Al Abeed sono costretti ogni giorno a venire a scuola scortati dall’esercito israeliano, a causa della violenza della coloni israeliani che vivono in l’avamposto illegale di Havat vicina Ma’on.

Dall’inizio di questo anno scolastico i soldati israeliani sono arrivati in ritardo 7 volte, costringendo i bambini ad aspettare in un luogo pericoloso, e per 6 volte i militari non ha completato il percorso con i bambini, esponendoli così alla violenza di coloni. Inoltre, negli ultimi due mesi i coloni israeliani hanno cercato di aggredire per 3 volte i volontari di Operazione Colomba che stavano monitorando la scorta militare.

UPDATE: Israeli soldiers raid At-Tuwani Palestinian village

settembre 19, 2016 at 5:27 pm

snapshot-2016-09-19-08h47m16s110

snapshot-2016-09-19-09h01m10s228-png

(Italian follows)

In the night of September 18, at 9:30 pm, Israeli Army entered inside At-Tuwani Palestinian village. The soldiers, face covered, searched six Palestinian houses, checking ID card of men and scaring women and children who were sleeping inside.

Israeli military prevented Operation Dove volunteers to follow them inside the houses during the raid, keeping them away and threatening them. The soldiers didn’t give the Palestinian inhabitants any explication about the action.

At 10 pm the soldiers left the village walking toward Havat Ma’on outpost direction.

Just a day before (September 17) Israeli settlers from Havat Ma’on illegal outpost burst into At Tuwani village threatening Palestinians. The Israeli Army (which is supposed to defend the residents from the settlers) didn’t stop them but stopped and searched Palestinian cars at the entrance of the village.

It seems the collaboration between settlers and soldiers is going on undisturbed.

snapshot-2016-09-19-09h02m34s13-png

snapshot-2016-09-19-08h54m03s47-png

UPDATE: Soldati israeliani fanno incursione nel villaggio palestinese di At-Tuwani.

Nella notte del 18 settembre, alle 21:30, l’esercito israeliano è entrato all’interno del villaggio palestinese di At-Tuwani. I soldati, a volto coperto, hanno perquisito sei case palestinesi e controllato le carta d’identità degli uomini, spaventando donne e bambini che dormivano all’interno.

L’esercito ha impedito ai volontari di Operazione Colomba di seguirli all’interno delle case durante l’irruzione, tenendoli lontani e minacciandoli. I soldati non hanno dato gli abitanti palestinesi alcuna spiegazione circa la loro operazione.

Alle 22:00 i soldati hanno lasciato il villaggio camminando verso l’avamposto israeliano di Havat Ma’on.

Appena un giorno prima (17 settembre) coloni israeliani provenienti sempre da Havat Ma’on avevano fatto irruzione nel villaggio di At-Tuwani minacciando i Palestinesi. L’esercito israeliano, che avrebbe dovuto difendere i residenti dai coloni, non solo non li ha fermati ma ha iniziato a perquisire le automobili palestinesi all’ingresso del paese.

Sembra che la collaborazione tra i coloni e soldati stia andando avanti indisturbata.

snapshot-2016-09-19-09h06m18s204-png

snapshot-2016-09-19-08h58m58s199-png

UPDATE: Another day of settler violence and army negligence in the South Hebron Hills

agosto 30, 2016 at 7:38 pm

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

(italian follows)

The 29 of August marked another day of settlers violence and Israeli Army negligence in the South Hebron Hills.

On the early morning two Israeli settlers went out from the illegal outpost of Havat Ma’on and chased the Operation Dove volunteers in the area, preventing them to arrive at the spot, in which the children from Tuba wait the military escort.

In the afternoon the schoolchildren had to wait the Israeli soldiers for 1 hour and 15 minutes in order to come back home safely.

Few hours later two young Palestinians (accompanied by Operation Doves volunteers) were attacked by a Israeli settler on the way to Tuba village.

The settler went out from the illegal outpost of Havat Ma’on and chased them, trowing stones with the slingshot. The two Palestinian were forced to run to reach safely Tuba.

On August 30 in the afternoon the schoolchildren from Tuba had to wait one hour to come back home. The Israeli soldiers exposed them in a dangerous place, near the Israeli illegal outpost of Havat Ma’on.

SnapShot-2016-08-30-10h03m22s151 copia

UPDATE: UN ALTRO GIORNO DI VIOLENZA DEI COLONI E DI NEGLIGENZE DELL’ESERCITO ISRAELIANO NELLE COLLINE A SUD DI HEBRON

Il 29 agosto è stato un altro giorno di violenza da parte dei coloni e di negligenze dell’esercito israeliano nelle colline a Sud di Hebron.

Al mattino due coloni israeliani sono usciti dall’avamposto illegale di Havat Ma’on rincorrendo i volontari di Operazione colomba, impedendo loro di raggiungere il luogo in cui i bambini di Tuba aspettano la scorta militare.

Nel pomeriggio i bambini hanno aspettato i soldati israeliani per un’ora e 15 minuti per poter tornare a casa in sicurezza.

Poche ore dopo due giovani palestinesi (accompagnati dai volontari di Operazione Colomba) sono stati attaccati da un colono israeliano mentre tornavano al villaggio palestinese di Tuba.

Il colono è uscito dall’avamposto illegale di Havat Ma’on e li ha rincorsi, lanciando pietre con una slingshot. I due palestinesi sono stati costretti a correre per raggiungere il villaggio di Tuba incolumi.

Il 30 agosto, nel pomeriggio gli alunni, dopo aver terminato la scuola nel villaggio di At Tuwani, hanno dovuto aspettare per un’ora la scorta militare per poter tornare a casa.  Così facendo, i soldati israeliani hanno esposto al pericolo i bambini in una zone pericolosa, vicino all’avamposto illegale di Havat Ma’on.

UPDATE: First day of school: right to education is still not guarantee for children in South Hebron Hills

agosto 28, 2016 at 5:33 pm
OLYMPUS DIGITAL CAMERA

6-year-old Palestinian children waiting for the escort near the Israeli outpost

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Palestinian children meet the Israeli escort near Havat Ma’on outpost

(Italian follows)

August 28 is the first day of school in Palestine: for the 12th year in a row the schoolchildren from Tuba and Maghayir al Abeed are coming to school in At Tuwani and going back home, escorted by the Israeli army.

Even in the first day of the school year the military escort was late: 5 children (age 6/16) was forced to wait one hour in a dangerous place, near the Israeli illegal outpost of Havat Ma’on. The settlers from this outpost in the last school year used violence against the Palestinian children during their journey to school for 5 times.

OD volunteers tried to arrive at the spot to wait with the children the military escort, but some settlers prevented them to use the road to the Palestinian village of Tuba. The volunteers had to take a longer path to reach the children, and in their way back two settlers chase them.

In the last school year 47% of the times children from Tuba and Maghayr al Abeed waited for the escort  to go to school, because the Israeli soldiers were late, missing 18 hours of class.

The road that connects Tuba and Maghayir al Abeed to At Tuwani, became impassable for 15 years, when Havat Ma’on Israeli illegal outpost was built leaving the road between the outpost and Ma’on settlement under continuos threat of violence from Israeli settlers.

S1250011

Palestinian schoolchildren escorted by Israeli army

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Israeli settlers from Havat Ma’on illegal outpost who chased OD volunteers

UPDATE: Primo giorno di scuola: il diritto all’istruzione non è ancora garantito nelle colline a sud di Hebron

Domenica 28 agosto è il primo giorno di scuola in Palestina: per il dodicesimo anno di fila gli alunni della scuola di At Tuwani provenienti dai villaggi di Tuba e Maghayir al Abeed arrivano e tornano da scuola accompagnati dall’esercito israeliano.

Anche il primo giorno di scuola la scorta militare è arrivata in ritardo: 5 bambini, di età compresa dai 6 ai 16 anni, sono stati costretti ad attendere per un’ora in un luogo pericoloso, nei pressi dell’avamposto illegale israeliano di Havat Ma’on. I coloni di questo avamposto, nello scorso anno scolastico, hanno usato violenza contro i bambini per 5 volte durante il tragitto verso la scuola.

I volontari di Operazione Colomba che stavano raggiungendo i bambini per aspettare i soldati con loro, sono stati bloccati dai coloni israeliani e sono stati costretti a prendere una strada più lunga. Durante il  viaggio di ritorno  i volontari sono stati inseguiti dagli stessi coloni.

Nell’anno scolastico 2015/2016 i bambini di Tuba e Maghayir al Abeed hanno dovuto attendere la scorta in ritardo nel 47% delle volte, perdendo in totale 18 ore di lezione.

La strada che congiunge i villaggi di Tuba e Maghayir al Abeed al villaggio di At Tuwani è diventata inutilizzabile 15 anni fa quando è sorto l’avamposto illegale israeliano di Havat Ma’on. La strada si trova nel mezzo tra la colonia di Ma’on e l’avamposto, sotto la continua minaccia di violenze da parte dei coloni israeliani.

VIDEO UPDATE: 2016-08-26 Israeli soldiers abuses on Palestinian community in Mirkez and Jinba

agosto 27, 2016 at 12:08 pm

UPDATE: Israeli settlers still prevent Palestinians to use their own land

agosto 25, 2016 at 9:01 am
OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Palestinian shepherd shows to Israeli soldier the order that allows Palestinians in the area

SnapShot-2016-08-25-10h44m47s200.png

Civilian Security Coordinator of Susya settlement close the access road to the Palestinian land

(Italian follows)

In these days Operation Dove volunteers reported many episodes in which settlers from Susya Israeli settlement and Mitzpe Yair illegal outpost prevented Palestinian shepherds to graze their flocks on their own land, near the settlement and the illegal outpost.

On August 19 an Israeli settler got out of his car and started to run with a nylon cloth in order to chase away a Palestinian shepherd, that was grazing his flock in a Palestinian land close to Israelis.

On August 21-22 the Civilian Security Coordinator of Susya settlement controlled from his car the Palestinian shepherds for more than two hours, trying to upset and scare them with his presence. He also closed the access road to the Palestinian land with wood and waste materials.

Daily Israeli settlers threaten Palestinian shepherds on the land near the settlement of Susya, violating the Israeli civil Administration orders. Israeli settlers violence deny to the Palestinians the right to access their own land, also when an area is recognized as Palestinian land close to Israeli by the law.

SnapShot-2016-08-25-11h13m00s204.png

Israeli settler chase away Palestinian shepherd and flock

SnapShot-2016-08-25-11h04m26s186.png

Israeli settler run after Palestinian flock with a nylon cloth

UPDATE: Coloni israeliani continuano ad impedire ai palestinesi l’accesso alla propria terra

Negli ultimi giorni i volontari di Operazione Colomba hanno riportato molti episodi in cui coloni israeliani provenienti dalla colonia di Susya e dall’avamposto illegale di Mitzpe Yair hanno impedito ai pastori palestinesi di pascolare le loro greggi sulla propria terra nei pressi dei due insediamenti.

Il 19 agosto un colono israeliano è sceso dalla propria auto e ha iniziato a correre sventolando un pezzo di nylon in modo da scacciare il gregge di un pastore palestinese che pascolava in una terra palestinese il cui accesso è chiuso agli israeliani.

Il 21-22 agosto il capo della sicurezza della colonia di Susya ha controllato dalla sua auto i pastori palestinesi per più di due ore, cercando di intimorirli con la sua presenza. No riuscendoci ha chiuso la strada di accesso alla terra palestinese con legno e materiali di scarto.

Quotidianamente i coloni israeliani minacciano i pastori palestinesi che lavorano sulla propria terra vicino l’insediamento di Susya, in violazione degli ordini dell’amministrazione civile israeliana. La violenza dei coloni israeliani impedisce ai palestinesi l’accesso alle proprie terre anche quando questo diritto è sancito dalla legge israeliana.

UPDATE: The Israeli Army closed the main entrances to the Massafer Yatta area

agosto 6, 2016 at 10:21 am

(Italian follows)

On August 5, the Israeli army closed by roadblocks the roads that lead the Massafer Yatta area, isolating 12 Palestinian villages from basic services.

The area has been closed for 20 hours, as arbitrary act made by the Israeli forces, preventing the Palestinian the access to basic needs.

UPDATE: L’esercito israeliano chiude le principali vie d’accesso per il Massafer Yatta

Il 5 di agosto, l’ esercito israeliano ha chiuso con dei roadblock le strade di accesso alla Massafer Yatta area, isolando dai servizi primari 12 villaggi palestinesi.

A causa di questa azione arbitraria delle forze israeliane, l’area è rimasta chiusa per 20 ore, impedendo ai palestinesi l’accesso ai bisogni fondamentali.

VIDEO UPDATE: Popular reaction to Israeli Army abuses in At-Tuwani

luglio 27, 2016 at 6:07 am

UPDATE: The Israeli Army prevents Palestinians freedom of movement closing the road and blocking people for hours

luglio 25, 2016 at 3:09 pm

Blockroad on the road to Al Birkeh

(Italian follows)

Two days ago, on the 23rd of July, the Israeli army closed again the road to the Palestinian city of Yatta. Because of the closure, the cars are forced to pass through the fields in order to reach the city. Since the beginning of June 2016 the Israeli army has closed the road eight times as a collective punishment against Palestinian civil population after the attacks against Israeli citizens.

On the night of July the 24th the Israeli army stopped a car of a Palestinian man driving along the road from Yatta to his home, in the Palestinian village of At -Tuwani. Unexpectedly and without a valid reason the army confiscated the personal ID and the keys of the car to the driver, telling him to wait for their return. The man, together with the OD volunteers, waited for one hour in order to have back his keys and come back home.

The same violation took place this morning, on the 25th of July, when the Israeli army stopped two cars. 4 men and 2 children of 4 and 5 years old were forced to wait  for 3 hours under the sun for the soldiers to give them back their keys and documents.

One of the two cars was obliged to stand in the only passage to go through consequently blocking the access to the other vehicles.

In the last month  the continuous closures of the roads and the harassments from the Israeli soldiers is a clear violation of the right to freedom of movement (Art.13 of Universal Declaration of Human Rights) of the Palestinians living in the South Hebron Hills.

Palestinians waiting for Israeli soldiers with their keys and ID

UPDATE: L’esercito israeliano nega la libertà di movimento ai palestinesi, chiudendo la strada e bloccando le persone per ore

Due giorni fa, il 23 luglio l’esercito israeliano ha chiuso di nuovo l’accesso alla città palestinese di Yatta. A causa della chiusura, le macchine sono obbligate a passare attraverso i campi per riuscire a raggiungere la città. Dall’inizio di giugno l’esercito israeliano ha chiuso questo tratto di strada per otto volte, come punizione collettiva contro la popolazione civile palestinese dopo gli attacchi che hanno colpito cittadini israeliani.

Palestinians waiting for the Israeli soldiers with their keys and ID

La notte del 24 luglio l’esercito israeliano ha bloccato una macchina di un palestinese che stava rientrando dalla città di Yatta a casa sua, nel villaggio di At-Tuwani. Senza una valida ragione l’esercito ha confiscato la carta d’identità e le chiavi della macchina all’autista, dicendogli di aspettare sul luogo. Il palestinese e i volontari di Operazione Colomba hanno aspettato un’ora per riavere indietro le chiavi e il documento.

Lo stesso incidente si è ripetuto questa mattina, 25 luglio, quando l’esercito israeliano ha fermato due macchine. Quattro uomini e due bambini (di 4 e 5 anni) sono stati obbligati a aspettare per 3 ore sotto il sole prima che i soldati tornassero a restituire

le chiavi e i documenti. Una delle due macchine è stata fermata nell’unico passaggio percorribile, bloccando l’accesso a ulteriori veicoli.

Israeli soldier give back the keys to the Palestinian drivers

Nell’ultimo mese le continue chiusure delle strade e violazioni da parte dei soldati israeliani costituiscono una chiara violazione al diritto alla libertà di movimento (Art.13 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani) dei palestinesi che vivono nelle colline a sud di Hebron.


INTERACTIVE MAP: The closure of Yatta and Bani Na’im

luglio 2, 2016 at 12:29 pm

In the last three days Israeli military forces closed all the main entrances to the Palestinian cities of Yatta and Bani Na’im, including several secondary roads in the south-east Hebron area.

The presence of roadblocks, earthmounds, road gates and checkpoints, set up by Israeli Army, prevents Palestinian to use the roads, also to reach basic services as the hospitals, in violation of the right to freedom of movement (Art.13 of Universal Declaration of Human Rights). This is a clear collective punishment, which is banned under the International law, after the escalation of violence of this day.

Operation Dove condemns this collective punishment that the Israeli government is inflicting once again on the Palestinian population, especially during this days of Ramadan, the holy month for muslims.

 

MAPPA INTERATTIVA: Il blocco delle città di Yatta and Bani Na’im

Le forze militari israeliane, in seguito all’ondata di violenza di questi giorni, hanno bloccato tutti i principali accessi, incluse numerose strade secondarie, alle città palestinesi di Yatta e Bani Na’im, nell’area a sud est di Hebron.

La presenza di blocchi stradali (cumuli di macerie, blocchi di cemento, sbarre..) e checkpoint posizionati dall’esercito israeliano, impediscono ai palestinesi di potersi muovere liberamente, soprattutto per raggiungere servizi essenziali come gli ospedali, in violazione al diritto alla libertà di movimento (Art.13 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo)

Operazione Colomba condanna queste punizioni collettive, vietate dal diritto internazionale, che il governo israeliano per l’ennesima volta infligge alla popolazione palestinese, in particolare durante questi giorni di Ramadan (mese sacro per la popolazione musulmani).