UPDATE: Israeli Army still affects Palestinian freedom of movement

giugno 17, 2016 at 10:35 am

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On the afternoon of the 15th of June at about 2.15 pm Israeli Army started again to block one of the main access to the Palestinian city of Yatta and the area adjacent to the road, digging and damaging the fields, in order to prevent the Palestinian to bypass the roadblock.

After a few hours, at about 9.50 pm the Israeli Army they were there again to open the access on the main road. Besides the Israeli bulldozers,  the presence of the Army is a constant deterrent to the Palestinian right to freely move in the area.  Flying checkpoints and roadblocks are clear examples.

The systematic interference of the Israeli Army over the Palestinian right of movement is a clear collective punishment carried out by the Israeli government after Tel Aviv attack.

Roadblock to Yatta city

Roadblock to Yatta city

UPDATE: L’esercito israeliano continua a condizionare la libertà di movimento palestinese

Nel pomeriggio del 15 di Giugno, intorno alle 14.15, l’esercito Israeliano ha nuovamente bloccato uno degli accessi principali alla città Palestinese di Yatta nonchè l’area adiacente alla strada, scavando e danneggiando i campi per impedire ai palestinesi di aggirare il blocco stradale.

Dopo un paio d’ore, verso le 21.50 l’esercito israeliano si è ripresentato per aprire l’accesso alla strada principale. Oltre ai bulldozer israeliani, la presenza dell’esercito è un deterrente costante al diritto dei palestinesi di muoversi liberamente nell’area. Checkpoint temporanei e blocchi stradali sono un chiaro esempio.

L’interferenza sistematica dell’esercito Israeliano sulla libertà di movimento palestinese è una chiara punizione collettiva  messa in atto dal governo israeliano dopo l’attacco a Tel Aviv.

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UPDATE: ISRAEL COLLECTIVE PUNISHMENT, ROAD BLOCKS PARALYSE YATTA

giugno 9, 2016 at 7:01 pm

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At 8:50 am of Thursday 9th of June Operation Dove’s volunteers went on the road that connects the village of At-Tuwani to Yatta where 6 Army jeeps and a bulldozer were blocking the access to the city with a road block.

The volunteers then checked the other access routes and counted 9 roads over 11 completely blocked.

This reprisal started just a couple of hours after the wednesday shooting in Tel Aviv.

To isolate Yatta which is the main city of the South Hebron Hills area means to cut out the palestinians residents from hospitals, schools, commercial activities and working places. Many familes are forced to split for un indeterminate period of time.To this already heavy situation there is to add the annulment of 83 thousand visas that would have allowed palestinians to travel to Israel and abroad in the holy month of Ramadan, also depriving them of the right of going to pray in Jerusalem.

Operation Dove condemns this collective punishments that the Israeli government is inflicting once again on the palestinian population.

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UPDATE: Punizione colletiva di Israele, road blocks paralizzano Yatta

Alle 8:50 di giovedì 9 Giugno i volontari di Operazione Colomba si sono recati sulla strada che dal villaggio di At- Tuwani porta a Yatta dove 6 camionette dell’esercito e un bulldozer stavano bloccando l’accesso alla città con un road block.

I volontari hanno poi controllato le altre vie di accesso contando 9 strade completamente bloccate su 11.

Questa rappresaglia è iniziata poche ore dopo l’attentato avvenuto mercoledì sera a Tel Aviv.

Isolare Yatta, che è la città pincipale nell’area delle South Hebron Hills, significa tagliare fuori i palestinesi della zona da ospedali, scuole, attività commerciali e luoghi di lavoro. Molte famiglie si vedono costrette a rimanere separate per un periodo di tempo indeterminato. A questa già pesante situazione si va ad aggiungere la revoca di 83 mila permessi per i palestinesi di entrare in Israele e viaggiare all’estero nel mese santo del Ramadan, togliendo loro anche il diritto di andare a pregare a Gerusalemme.

Operazione Colomba condanna le punizioni collettive che il governo di Israele sta infliggendo ancora una volta alla popolazione palestinese.

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UPDATE: THE FRUITS OF THE OCCUPATION

giugno 1, 2016 at 6:21 pm

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In the morning of the 27th of May OD volunteers while they were with two Palestinian sheperds witnessed the arrival of groups of Israeli in Khelly Valley, the area just between the settlement of Ma’on (including the adjacent illegal outpost of Havat Ma’on) and the Palestinian village of At-Tuwani, for the settlers’ “cherry festival”.

The fruits of these trees add up to the already disproportionate consuption of water by the Israeli settlers compared to the daily use of the West Bank palestinians (the data collected by the IMEU speaks of a 369L per day per Israeli settler versus the 73L per day per west bank palestinian). In addition at least 84 percent of the springs affected by settler activities are located on land recognized by the Israeli Civil Administration (ICA) as privately owned by Palestinians.

Facts in hand, this cherry festival is once again an attempt to deny the exploitation of the Palestinian lands by the Israeli settlements, glorifying the “fruits” of the occupation.

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UPDATE: I frutti dell’occupazione

Nella mattina del 27 di Maggio, i volontari di Operazione Colomba mentre stavano accompagnando due pastori palestinesi hanno assistito e documentato l’arrivo di gruppi di israeliani in Khelly Valley, l’area che separa la colonia di Ma’on (con annesso avamposto illegale di Havat Ma’on) e il villaggio palestinese di At-Tuwani, per il “festival delle ciliegie” dei coloni.

I frutti di questi alberi si vanno ad aggiungere al già sproporzionato consumo di acqua da parte dei coloni israeliani comparato all’uso giornalieri di un palestinese della Cisgiordania (i dati raccolti dal IMEU parlano di un uso giornaliero di 369L per colono israeliano contro i 73L al giorno per un palestinese della Cisgiordania). Inoltre, almeno l’84% delle fonti d’acqua interessate da attività dei coloni sono collocate in terra riconosciuta dall’Amministrazione Civile Israeliana (ICA) come proprietà privata Palestinese.

Fatti alla mano, questo festival delle ciliegie è un ulteriore tentativo di negare lo sfruttamento della terra palestinese da parte delle colonie Israeliane, glorificando i “frutti” dell’occupazione.

 

UPDATE: Action in At-Tuwani village

maggio 10, 2016 at 7:07 am

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On May 7th more than one hundred Palestinians from different towns of the area gathered on the hill just above At-Tuwani village to plant olive trees all over the hill top. The Palestinian press was also present. The atmosphere was cheerful and relaxed, there were a lot of children playing around and helping the grown ups to plant the trees. Towards the end of the demonstration chief of security of Ma’on’s Israeli settlement called the Israeli Army.  A jeep of soldiers entered the village, three of them got off and searched the area surrounding the action. After the had a look around for some minute they went away. Ma’on’s chief of security kept watching for a while whilst talking to a soldier then he also went away. The demonstration kept going with a final lunch all together under a tree. 

The meaning behind this demonstration was to underline the connection between the Palestinians and their land. Also the tree planted will be taken care by the people in At-Tuwani but they also belong to the people who planted them from around the West Bank. These olive trees are a symbol that brings together not only people of the South Hebron Hills.

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Update: azione nel villaggio di At-Tuwani

Nella giornata del 7 di Maggio, più di cento palestinesi provenienti da diverse città della zona si sono radunati sulla collina che sovrasta il villaggio di At-Tuwani per piantare alberi di ulivo lungo tutta la cresta della collina. La stampa palestinese era presente. L’atmosfera era allegra e rilassata con molti bambini che giocavano in giro e aiutavano gli adulti a piantare gli alberi. Verso la fine della dimostrazione il capo della sicurezza della colonia israeliana di Ma’on ha chiamato l’esercito israeliano. Una camionetta di soldati è quindi arrivata dentro al villaggio, tre di loro sono scesi e hanno perlustrato l’area circostante l’azione. Dopo essersi guardati attorno per alcuni minuti se ne sono andati. Il capo della sicurezza di Ma’on è rimasto ancora un po’ a guardare mentre parlava con un soldato e poi anche lui se n’è andato. La dimostrazione è continuata con un pranzo finale sotto l’albero.
Il significato dietro questa dimostrazione è quello di sottolineare l’attaccamento dei palestinesi alla loro terra. Gli alberi piantati saranno curati dagli abitanti di At-Tuwani ma apparterranno anche a coloro che li hanno piantati, i palestinesi della Cisgiordania. Questi ulivi sono un simbolo che serve a unire i palestinesi delle colline a sud di Hebron.

UPDATE: International volunteers were threatened by israeli settler from the illegal Outpost Of Havat Ma’on

maggio 6, 2016 at 10:02 am

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On the afternoon of May 5, at around 6 pm, two Operation Dove volunteers, who were coming back from an escort to Palestinian shepherds in Shabel Shamsti, were threatened by an Israeli settler. As soon as the Israeli settler spotted the two international volunteers he covered his face and started to run towards them. They were chased by him for a while until he reached the street that connects the illegal Israeli outpost of Havat Ma’on to the Old Havat Ma’on hill and then decided to go back.
Since the beginning of March volunteers reported 16 instances in the same area, where Palestinians and Internationals were attacked or forced to leave because of Havat Ma’on settlers violence.

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Update: colono israeliano dell’avamposto illegale di Havat Ma’on minaccia due volontari internazionali
Nel pomeriggio del 5 maggio, verso le 6, due volontari di Operazione Colomba che tornavano da un accompagnamento a pastori palestinesi nella valle di Shabel Shamsti sono stati minacciati da un colono israeliano. Appena il colono israeliano ha visto i due volontari internazionali si è immediatamente coperto il volto e ha iniziato a inseguirli. I due volontari sono stati rincorsi fino alla strada che collega l’avamposto illegale israeliano di Havat Ma’on alla collina di Old Havat Ma’on; dopo di che il colono ha deciso di tornare indietro.
Dall’inizio del mese di marzo sono 16 i casi in cui, nella stessa area, palestinesi o internazionali sono stati attaccati o son dovuti scappare a causa di minacce subite dai coloni israeliani di Havat Ma’on.

UPDATE: Israeli settlers and army still endanger Palestinian children’s safety

febbraio 1, 2016 at 3:37 pm

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On January 30, two Operation Dove volunteers were accompaning back home a Palestinian child in the village of Tuba, in the South Hebron Hills. One masked settler was waiting the Internationals and the child on the way, forcing them to walk through a longer path. After the Palestinian child was safe, the masked settler chased the Internationals in order to attack them. As he didn’t succeed to reach the volunteers, he came back to the illegal outpost of Havat Ma’on.

The day after, the Israeli army, (that must escort the children of Tuba and Maghayir Al Abeed Palestinian villages to school every day) , exposed them to the risk of attacks from the settlers of the Ma’on settlement and the Havat Ma’on outpost. Indeed on the first of school day after the holiday, 16 Palestinian children had to wait the military escort for more than an hour. The Israeli soldiers didn’t arrived so the schoolchildren decided to walk through a longer and dangerous path, the same on which the day before a Palestinian child and Operation Dove volunteers were harassed.

UPDATE: Coloni israeliani ed esercito continuano a mettere in pericolo la sicurezza dei bambini palestinesi

Il 30 gennaio, due volontari di Operazione Colomba stavano accompagnando a casa un bambino palestinese del villaggio di Tuba, nelle colline a sud di Hebron. Lungo il percorso, un colono mascherato ha sbarrato la strada agli internazionali e al bambino, che è stato costretto a percorre una strada più lunga per tornare. Dopo che il bambino palestinese era in salvo, il colono mascherato ha rincorso i volontari al fine di attaccarli. Non essendo riuscito a raggiungerli,  è ritornato nell’ avamposto illegale di Havat Ma’on.

Il giorno seguente, l’esercito israeliano, ( che ogni giorno deve scortare a scuola i bambini dei villaggi di Tuba e Maghayir Al Abeed), li ha esposti al rischio di attacchi da parte dei coloni dell’ insediamento di Ma’on e dell’ avamposto di Havat Ma’on. Infatti il primo giorno di scuola dopo le vacanze, 16 bambini palestinesi hanno dovuto aspettare la scorta militare per più di un’ora. I soldati non sono arrivati e quindi i bambini hanno deciso di camminare lungo un percorso più lungo e pericoloso, lo stesso in cui il giorno prima un bambino palestinese e i volontari di Operazione Colomba sono stati inseguiti.

The last effort… all #TogetherAtTuwani

dicembre 10, 2015 at 5:41 am

For sure we were aware that the Palestinian Popular Resistance is something very powerful and precious…
For sure we knew of having many friends, volunteers, supporters…
However we could not imagine, to reach 85% of the fundraising #TogetherAtTuwani campaign in such a short time with this speed, with this push, with all this energy!
It is the strength, it is the love, it is the responsibility that we take on every day living in At-Tuwani, running in the stones and in the dust of the South Hebron Hills, supporting those who, with their lives, chose to resist in a nonviolent way to injustice and abuse.
But it is not over yet !!!
The climb is short now, but we still need a little effort …
All #TogetherAtTuwani
http://www.operazionecolomba.it/togetherattuwani

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Ancora un piccolo sforzo… tutti #InsiemeATuwani

Certo, avevamo una grande consapevolezza: la resistenza popolare palestinese è qualcosa di veramente potente e prezioso.
Certo, sapevamo anche di avere tanti amici, volontari, sostenitori…
Ciò che non potevamo nemmeno immaginare, era di arrivare all’85% della raccolta fondi #InsiemeATuwani con questa velocità, con questa spinta, con tutta questa energia!
E’ forza, è amore, è responsabilità di cui ogni giorno ci facciamo carico vivendo ad At-Tuwani, correndo tra i sassi e la polvere delle colline a sud di Hebron, sostenendo chi, con la propria vita, ha scelto di resistere in maniera nonviolenta alle ingiustizie e ai soprusi.
Ma non è ancora finita!!!
La salita ormai è breve, ma c’è bisogno ancora di un piccolo sforzo…
tutti #InsiemeATuwani
www.operazionecolomba.it/insiemeatuwani

Per saperne di più ti invitiamo a guadare il video SO FAR SO CLOSE III, ora online nella versione completa (45 min.): https://www.youtube.com/watch?v=7aBh9zMtX6A&feature=youtu.be

International Day of Solidarity with the Palestinian People

novembre 29, 2015 at 8:36 am

(Italian follows)

For Operation Dove solidarity with the Palestinian People means a constant presence, side by side for 365 days a year, sharing life and protecting people, in order to support the Popular Nonviolent Resistance in the South Hebron Hills, #TogetherAtTuwani.

Please, keep on supporting #TogetherAtTuwani campaign. We almost succeeded but we still need the last 20%: one more effort and we’ll be able to ensure the presence of the volunteers on the ground!

Everybody #TogetherAtTuwani

http://www.operazionecolomba.it/togetherattuwani

#PalestineSolidarityDay #PalestineDay #N29Palestine #IDSPP #PSD2015

 

Giornata Mondiale di Solidarietà con il Popolo Palestinese

Solidarietà con il Popolo Palestinese per Operazione Colomba è soprattutto una presenza costante di condivisione, accompagnamento e protezione, 365 giorni all’anno a supporto della Resistenza Popolare Nonviolenta dei Palestinesi delle colline a sud di Hebron, #InsiemeATuwani.

Continuate a sostenere la campagna #InsiemeATuwani.
Non manca molto, ancora uno sforzo e potremo continuare a garantire la presenza dei volontari sul campo!
Tutti #InsiemeATuwani

#PalestineSolidarityDay #PalestineDay #N29Palestine #IDSPP #PSD2015