Settlers’ vineyard removed from Palestinian-owned land

agosto 7, 2013 at 8:11 am

On August 5 the Israeli Border police demolished a vineyard cultivated by settlers on Palestinian-owned land near the settlement of Suseya. Palestinian residents of the nearby South Hebron Hills village of Susiya filed a court case about one year ago, complaining about this trespassing. Thanks to attorneys from Rabbis for Human Rights, the court ruled that the settlers had until August 1 to evacuate the Palestinian-owned field.

Demolition of the vineyard was conducted by approximately fifty Border Police officers, two bulldozers and a truck that took away vineyard remnants. Palestinians watched the scene from the village, satisfied as they were regaining their land but worried about possible hate crimes (“price tag attacks”) by settlers. Palestinian crops in and surrounding the village have in fact often been the target of settler violence during the summer of 2012.

 

Il 5 agosto la Border Police israeliana ha smantellato una vigna coltivata da coloni su terra di proprietà palestinese vicino alla colonia di Suseya. Gli abitanti palestinesi dell’adiacente villaggio di Susiya (colline a sud di Hebron) avevano infatti intentato una causa circa un anno fa, protestando per l’ingiusta appropriazione. Grazie alla collaborazione con avvocati dei Rabbini per i Diritti Umani, il caso si è chiuso a favore dei palestinesi: la corte ha deliberato che i coloni avrebbero avuto tempo fino al 1 agosto per liberare il campo di proprietà palestinese.

La demolizione della vigna è stata operata da circa 50 ufficiali della Border Police, due bulldozer e un camion che ha provveduto a portare via i residui. I palestinesi hanno assistito alla scena dal villaggio, soddisfatti per la riappropriazione della terra ma preoccupati per possibili atti di vendetta da parte dei coloni. I campi palestinesi intorno al villaggio, infatti, sono stati spesso bersaglio di violenze da parte dei coloni durante l’estate del 2012.

C/S: La continua espansione delle colonie mette in pericolo le comunità delle colline a sud di Hebron

luglio 23, 2013 at 11:35 am

COMUNICATO STAMPA

La continua espansione delle colonie mette in pericolo le comunità delle colline a sud di Hebron

Mentre il governo promuove la costruzione di 80 nuove unità nella colonia di Karmel, la DCO consegna quattro ordini di fermo dei lavori e un ordine di demolizione nel villaggio palestinese di Al Mufaqarah

(segue la versione in inglese)

 

23 luglio 2013

Durante i mesi di giugno e luglio i volontari di Operazione Colomba hanno monitorato l’espansione delle colonie israeliane di Karmel e Ma’on e dell’avamposto di Avigayil.

La più grande espansione è stata registrata nella colonia di Karmel. Durante il mese di giugno scavatori e ruspe stavano lavorando per la costruzione della base di un nuovo settore, nella parte sud della colonia. In questa nuova parte della colonia, già a metà luglio, erano presenti sei nuove case e tre gruppi di fondamenta per altre strutture. La colonia di Karmel è stata costruita negli anni ’80 a ridosso del villaggio beduino di Umm Al Kheer. La nuova espansione sta causando ulteriori difficoltà e disagi ai pastori beduini che vanno a pascolare le greggi nelle vicinanze del loro villaggio e della colonia. Negli ultimi due mesi gli abitanti di Umm Al Kheer hanno dovuto affrontare violenze e soprusi quotidiani da parte dell’esercito e dei coloni israeliani, tra cui l’arresto di tre pastori e il danneggiamento di proprietà private beduine.

L’espansione dell’avamposto di Avigayil ha gravemente danneggiato i campi palestinesi circostanti. Il 14 luglio, infatti, i coloni hanno utilizzato una ruspa per sottrarre terra da un campo situato di fronte all’entrata dell’avamposto. I proprietari del campo hanno denunciato l’accaduto agli uffici della DCO (District Coordination Office) competente nell’area. Lo stesso giorno è stata documentata la presenza di un nuovo cancello metallico all’entrata dell’avamposto, molto simile a quelli installati all’ingresso di altre colonie della Cisgiordania.

A Ma’on sono state registrate espansioni sul lato est della colonia. Alla fine di giugno i lavori interessavano un nuovo edificio e un muro adiacente la strada sottostante. Dopo meno di un mese il muro era stato completato.

Mentre l’espansione di queste colonie nelle colline a sud di Hebron compromette lo sviluppo delle comunità locali palestinesi, il comitato di pianificazione dell’attuale governo israeliano sta approvando la costruzione di 5170 nuove unità nelle colonie della Cisgiordania. Tra le quali, un piano di costruzione per 80 nuove unità nella colonia del Karmel è stato depositato e pubblicato, in attesa dell’approvazione finale (fonte: Peace Now, http://peacenow.org.il/eng/PlansApproval220713).

Il 22 luglio la DCO ha consegnato quattro ordini di fermo dei lavori e un ordine di demolizione a strutture di proprietà palestinese nel villaggio di Al Mufaqarah. Gli ordini riguardano due famiglie. Per la prima famiglia composta da dieci persone, gli ordini riguardano una casa e una tenda. Gli altri sono stati consegnati per una casa, una tenda e un pozzo appartenenti ad una famiglia di undici persone.

Il villaggio di Al Mufaqarah si trova in Area C, sotto amministrazione militare e civile israeliana. Tutte le costruzioni devono essere approvate dall’amministrazione israeliana. Israele rifiuta ai palestinesi il permesso di costruire sul 70% dell’Area C, che è circa il 44% della Cisgiordania, mentre nel rimanente 30% vengono applicate una serie di restrizioni che eliminano la possibilità di ottenere permessi (fonte: OCHA oPt).

Mentre i villaggi palestinesi e beduini dell’Area C soffrono a causa dell’attuale politica di demolizioni e minacce, i vicini avamposti e colonie continuano ad espandersi. Ciononostante, le comunità palestinesi delle colline a sud di Hebron ribadiscono il loro impegno nell’affermare i propri diritti e nel resistere in modo nonviolento all’occupazione israeliana.

 

Operazione Colomba mantiene una presenza costante nel villaggio di At-Tuwani e nell’area delle colline a sud di Hebron dal 2004.

 

Foto dell’incidente: http://snipurl.com/27hu1iw ; Foto di Avigayil: http://snipurl.com/27gry53

Video dell’incidente: http://www.youtube.com/watch?v=HddvttULfHk  (fonte: Ta’yush)

 

[Note: secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.]

Video: Israel seizes Bedouin man’s toilet in West Bank after deeming it illegal

giugno 23, 2013 at 6:44 pm

Ha’aretz: Israel seizes Bedouin man’s toilet in West Bank after deeming it illegal

giugno 23, 2013 at 6:43 pm

The portable bathroom, which was installed for the use of a handicapped man, violated an order against illegal construction by settlers, the Civil Administration said.
Chaim Levinson – Ha’aretz – Jun.23, 2013

The Civil Administration last week confiscated a portable toilet that was serving a handicapped person in a Bedouin village in the West Bank, claiming that it violated the order forbidding the movement of mobile structures without a permit.
The incident occurred in Um al-Kheir in the South Hebron Hills, which is near the settlement of Carmel. Last month, one of the village residents decided to set up a toilet for his brother, who had suffered head trauma and until now has been urinating and defecating in a nearby stream bed. The man dug a cesspit and placed a tin structure with a toilet on top of it. The structure was donated by ACF International, a humanitarian organization that provides emergency food, water and sanitation aid.