Video: Six shelters demolished by the Israeli forces in the Palestinian village of At Tuwani, South Hebron Hills

aprile 3, 2014 at 2:42 pm

Workshop: La storia del nemico. Parole e sguardi per un incontro possibile

ottobre 24, 2013 at 2:28 pm

Un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso” (N. Mandela)

Chi vive, ha vissuto o semplicemente è vicino ad Operazione Colomba conosce bene questa frase stampata sulle magliette che indossano i volontari che condividono la vita con le vittime delle guerre, presenze di pace nei conflitti armati.

Siamo certi che per far avverare un sogno bisogna osare. Non lasciare che le paure prendano il sopravvento. Ci vuole coraggio. A volte il coraggio di fare una proposta, per rispondere ad una necessità.

La richiesta parte dalle comunità palestinesi dei villaggi delle colline a sud di Hebron. Palestinesi che, una ventina di anni fa, decisero di scegliere la nonviolenza come unica strategia di resistenza. per continuare ad abitare le proprie terre e rispondere all’occupazione armata e civile israeliana. Parte da queste parole di un membro del Comitato Popolare: “La nonviolenza è come un albero, che per crescere ha bisogno di acqua. Ognuno di noi, uomini, donne, bambini, anziani cerca di dare il proprio contributo. Ma abbiamo bisogno anche di voi. Aiutateci a dare da bere all’albero della nonviolenza”. 

Palestinians begin reusing well despite settler attacks

agosto 3, 2013 at 5:26 am

Palestinians from the South Hebron Hills have begun to reuse a water well they were previously afraid to use due to reoccurring settler attacks in the very area.

The Palestinian-owned water well situated in Humra Valley is located very near to the Havat Ma’on outpost and has often been the subject of settler attacks. In particular, during the summer of 2012 graffiti stating “Death to Arabs” was written on it and several times settlers from the outpost came to bath in the well. This well is in fact the one of the few in the area containing a good level of water since the Palestinians were afraid of using it because of the settler violence.
This fear lasted until the past winter, when Palestinians started to occasionally use it to water their sheep. Since the beginning of the summer a family from the local Palestinian village of Al Mufaqarah, accompanied by Operation Dove volunteers, has been using the well daily to graze their sheep.

 

I palestinesi delle colline  a sud di Hebron hanno ricominciato ad utilizzare un pozzo che era da tempo in disuso vista la ricorrente violenza dei coloni nell’area circostante.

Il pozzo palestinese è situato nella valle di Humra, molto vicino all’avamposto di Havat Ma’on, ed è spesso stato lo scenario di attacchi da parte dei coloni israeliani. In particolare, durante l’estate del 2012 sono stati trovati su di esso graffiti con la scritta “Morte agli arabi” e in diverse occasioni i coloni sono scesi per fare il bagno nell’acqua del pozzo. Questo pozzo è infatti uno dei pochi nell’area con un alto livello d’acqua, dato che i palestinesi avevano paura ad usarlo vista la violenza dei coloni. Paura che è durata fino allo scorso inverno, quando i palestinesi hanno occasionalmente ricominciato ad usarlo per abbeverare le proprie pecore. Dall’inizio dell’estate una famiglia proveniente dal villaggio palestinese di Al Mufaqarah, accompagnata dai volontari di Operazione Colomba, sta usando il pozzo ogni giorno durante il pascolo delle pecore.

 

C/S: La continua espansione delle colonie mette in pericolo le comunità delle colline a sud di Hebron

luglio 23, 2013 at 11:35 am

COMUNICATO STAMPA

La continua espansione delle colonie mette in pericolo le comunità delle colline a sud di Hebron

Mentre il governo promuove la costruzione di 80 nuove unità nella colonia di Karmel, la DCO consegna quattro ordini di fermo dei lavori e un ordine di demolizione nel villaggio palestinese di Al Mufaqarah

(segue la versione in inglese)

 

23 luglio 2013

Durante i mesi di giugno e luglio i volontari di Operazione Colomba hanno monitorato l’espansione delle colonie israeliane di Karmel e Ma’on e dell’avamposto di Avigayil.

La più grande espansione è stata registrata nella colonia di Karmel. Durante il mese di giugno scavatori e ruspe stavano lavorando per la costruzione della base di un nuovo settore, nella parte sud della colonia. In questa nuova parte della colonia, già a metà luglio, erano presenti sei nuove case e tre gruppi di fondamenta per altre strutture. La colonia di Karmel è stata costruita negli anni ’80 a ridosso del villaggio beduino di Umm Al Kheer. La nuova espansione sta causando ulteriori difficoltà e disagi ai pastori beduini che vanno a pascolare le greggi nelle vicinanze del loro villaggio e della colonia. Negli ultimi due mesi gli abitanti di Umm Al Kheer hanno dovuto affrontare violenze e soprusi quotidiani da parte dell’esercito e dei coloni israeliani, tra cui l’arresto di tre pastori e il danneggiamento di proprietà private beduine.

L’espansione dell’avamposto di Avigayil ha gravemente danneggiato i campi palestinesi circostanti. Il 14 luglio, infatti, i coloni hanno utilizzato una ruspa per sottrarre terra da un campo situato di fronte all’entrata dell’avamposto. I proprietari del campo hanno denunciato l’accaduto agli uffici della DCO (District Coordination Office) competente nell’area. Lo stesso giorno è stata documentata la presenza di un nuovo cancello metallico all’entrata dell’avamposto, molto simile a quelli installati all’ingresso di altre colonie della Cisgiordania.

A Ma’on sono state registrate espansioni sul lato est della colonia. Alla fine di giugno i lavori interessavano un nuovo edificio e un muro adiacente la strada sottostante. Dopo meno di un mese il muro era stato completato.

Mentre l’espansione di queste colonie nelle colline a sud di Hebron compromette lo sviluppo delle comunità locali palestinesi, il comitato di pianificazione dell’attuale governo israeliano sta approvando la costruzione di 5170 nuove unità nelle colonie della Cisgiordania. Tra le quali, un piano di costruzione per 80 nuove unità nella colonia del Karmel è stato depositato e pubblicato, in attesa dell’approvazione finale (fonte: Peace Now, http://peacenow.org.il/eng/PlansApproval220713).

Il 22 luglio la DCO ha consegnato quattro ordini di fermo dei lavori e un ordine di demolizione a strutture di proprietà palestinese nel villaggio di Al Mufaqarah. Gli ordini riguardano due famiglie. Per la prima famiglia composta da dieci persone, gli ordini riguardano una casa e una tenda. Gli altri sono stati consegnati per una casa, una tenda e un pozzo appartenenti ad una famiglia di undici persone.

Il villaggio di Al Mufaqarah si trova in Area C, sotto amministrazione militare e civile israeliana. Tutte le costruzioni devono essere approvate dall’amministrazione israeliana. Israele rifiuta ai palestinesi il permesso di costruire sul 70% dell’Area C, che è circa il 44% della Cisgiordania, mentre nel rimanente 30% vengono applicate una serie di restrizioni che eliminano la possibilità di ottenere permessi (fonte: OCHA oPt).

Mentre i villaggi palestinesi e beduini dell’Area C soffrono a causa dell’attuale politica di demolizioni e minacce, i vicini avamposti e colonie continuano ad espandersi. Ciononostante, le comunità palestinesi delle colline a sud di Hebron ribadiscono il loro impegno nell’affermare i propri diritti e nel resistere in modo nonviolento all’occupazione israeliana.

 

Operazione Colomba mantiene una presenza costante nel villaggio di At-Tuwani e nell’area delle colline a sud di Hebron dal 2004.

 

Foto dell’incidente: http://snipurl.com/27hu1iw ; Foto di Avigayil: http://snipurl.com/27gry53

Video dell’incidente: http://www.youtube.com/watch?v=HddvttULfHk  (fonte: Ta’yush)

 

[Note: secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.]

UN official calls for action, as Volvo machines used to demolish Palestinian homes

gennaio 17, 2013 at 11:53 am

Adri Nieuwhof,  electronicintifada (http://snipurl.com/265hh5n)

On 4 December 2012, Israeli forces used Volvo equipment to demolish a mosque in the Palestinian village al-Mufaqarah in the south Hebron hills.

At sunrise, Israeli police and soldiers arrived to protect the Volvo machine and to keep Palestinians at a distance. The mosque was built on the ruins of another mosque that was destroyed about a year ago. Watch the raw footage of the destruction, above, as published by the al-Tuwani project (http://snipurl.com/265hj1q).

Volvo Group’s activities have drawn the attention of UN Special Rapporteur Richard Falk. In a recent report to the UN General Assembly, Falk addresses the legal responsibility of business enterprises and corporations in activities relating to Israel’s settlements in the occupied West Bank, presenting Volvo as a case study.

Falk recommends civil society to “vigorously pursue initiatives to boycott, divest and sanction” the companies mentioned in his report, until they bring their policies and practices into line with international laws and standards.

VIDEO: Mosque demolished in Al Mufaqarah, 4th December 2012

dicembre 27, 2012 at 4:55 pm

C/S: L’esercito israeliano demolisce la moschea di al Mufaqarah, nelle colline a sud di Hebron

dicembre 4, 2012 at 3:36 pm

4 Dicembre, 2012

At-Tuwani

Martedì 4 dicembre alle ore 6.30 del mattino due bulldozer seguiti da un veicolo della Border Police, 4 automobili del District Coordination Office (DCO) e 5 camionette dell’esercito sono giunti nel villaggio palestinese di al Mufaqarah e hanno demolito la moschea.

La moschea era stata demolita dall’esercito israeliano un anno fa, il 24 novembre 2011. Lo scorso ottobre gli abitanti del villaggio avevano appena finito di ricostruirla.

Il villaggio di al Mufaqarah si trova in area C, sotto controllo amministrativo e militare israeliano. All’interno di quest’area ogni costruzione deve essere approvata dall’amministrazione israeliana. Secondo un rapporto dell’ONU, costruire è vietato su circa il 70% della Cisgiordania, con il 30% rimanente in cui vengono applicate tutta una serie di restrizioni che eliminano di fatto la possibilità di ottenere un permesso.

Mentre nei villaggi palestinesi dell’aerea C continua la politica di demolizioni, nel vicino avamposto di Avigayil, illegale secondo la stessa legge israeliana, i coloni costruiscono nuovi edifici. Queste costruzioni abusive vengono tollerate dall’esercito e dalla polizia nonostante le ripetute segnalazioni degli internazionali e attivisti israeliani.

Operazione Colomba mantiene una presenza costante nel villaggio di At-Tuwani e nell’area delle colline a sud di Hebron dal 2004.

 

Foto dell’incidente: http://snipurl.com/25rxbnq

Video dell’incidente girato da un palestinese: http://youtu.be/coRulIDuXvk

Il video di Operazione Colomba sarà disponibile a breve.

[Note: secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.]

Ha’aretz: A zoning intifada

agosto 13, 2012 at 5:16 pm

As European diplomats and Israeli courts deliberate the future of Palestinians in Area C, the Palestinian Authority is taking action it hopes will secure that future.

By Amira Hass | Aug.13, 2012 | 2:26 AM | 1
PA Prime Minister Salam Fayyad in the threatened village of Mufaqara.

PA Prime Minister Salam Fayyad in the threatened village of Mufaqara. The EU is referring more and more to the ‘forced transfer’ of Palestinians from Area C. Photo by Amira Hass

“How can you watch this and keep on using diplomatic language?” I asked, not expecting an answer from the three European Union diplomats in whose car I rode through the southern Hebron hills last Wednesday. By “this” I meant the sickening disparity between the lush green vegetation and the abundance of new homes in the Jewish settlements and the avalanche of demolition orders issued against tents and jury-rigged shanties where Palestinians live on their own land and 30 liters of water per person (because of Israel’s refusal to connect them to the water grid ).

This question broke the silence in the car as we left the cave village of Jinba, two or three times as old as the State of Israel, currently facing a demolition threat. To my surprise, one of the three answered: “It’s very hard.”

Video: Al Mufaqarah R-Exist Campaign

luglio 31, 2012 at 7:50 pm

Video: Summer camp 2012 in Al-Mufaqarah, South Hebron Hills

luglio 31, 2012 at 7:45 pm