UPDATE: Israeli army stops the works on a Palestinian road for more than 6 hours and confiscates a bulldozer

agosto 31, 2016 at 6:48 pm

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On August 30 Israeli forces (Army and DCO) stopped the works for the renovation of the road between At-Tuwani and Al-Birkeh Palestinian villages, in South Hebron Hills.

The DCO ( Israeli Civil Administration) also confiscated the identity card and the mobile phone of the driver of the bulldozer, that was working on the road, preventing him to leave the area.

After 6 hours (at 9.00pm) the Israeli soldiers gave back the identity card and cellphone, but confiscated the bulldozer. In the meanwhile they also called the Israeli police in order to confiscate a Palestinian car.

With this actions, Israeli forces deny the right of movement of Palestinians people recognized in Article 13 of the Universal Declaration of Human Rights, and in Article 12 of the International Covenant on Civil and Political Rights. They also deny the exercise of other basic rights set in the International Covenant on Economic, Social and Cultural Rights as the right to work, to an adequate standard of living, to health, to education, and to protection of family life.

UPDATE: L’ESERCITO ISRAELIANO FERMA I LAVORI DI COSTRUZIONE DI UNA STRADA PALESTINESE PER PIU’ DI SEI ORE E CONFISCA UN BULLDOZER

Il 30 agosto le forze militari israeliane,esercito e DCO, hanno bloccato i lavori di costruzione della strada che collega il villaggio palestinese di At-Tuwani con quello di Al-Birkeh, nelle colline a Sud di Hebron.

La DCO ( amministrazione civile israeliana) ha confiscato i documenti d’identità e il telefono dell’autista del bulldozer che stava lavorando la strada, impedendogli di abbandonare l’area.

Dopo sei ore, alle 21.00, l’ufficiale della DCO ha riconsegnato il documento d’identità e il cellulare all’autista, confiscando tuttavia il bulldozer. Contemporaneamente i soldati israeliani hanno chiamato la polizia per confiscare una macchina palestinese, presente sul luogo.

Con queste azioni, le forze militari israeliane negano il diritto di movimento dei palestinesi riconosciuto dall’articolo 13 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, e dall’articolo 12 del Patto Internazionale dei Diritti Civili e Politici. Negano inoltre  l’esercizio degli altri diritti di base enunciati dal Patto Internazionale dei diritti Economici, Sociali e Culturali come il diritto al lavoro, ad un adeguato standard di vita, alla salute, all’educazione e alla protezione della vita famigliare.

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UPDATE: Israeli settlers still prevent Palestinians to use their own land

agosto 25, 2016 at 9:01 am
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Palestinian shepherd shows to Israeli soldier the order that allows Palestinians in the area

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Civilian Security Coordinator of Susya settlement close the access road to the Palestinian land

(Italian follows)

In these days Operation Dove volunteers reported many episodes in which settlers from Susya Israeli settlement and Mitzpe Yair illegal outpost prevented Palestinian shepherds to graze their flocks on their own land, near the settlement and the illegal outpost.

On August 19 an Israeli settler got out of his car and started to run with a nylon cloth in order to chase away a Palestinian shepherd, that was grazing his flock in a Palestinian land close to Israelis.

On August 21-22 the Civilian Security Coordinator of Susya settlement controlled from his car the Palestinian shepherds for more than two hours, trying to upset and scare them with his presence. He also closed the access road to the Palestinian land with wood and waste materials.

Daily Israeli settlers threaten Palestinian shepherds on the land near the settlement of Susya, violating the Israeli civil Administration orders. Israeli settlers violence deny to the Palestinians the right to access their own land, also when an area is recognized as Palestinian land close to Israeli by the law.

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Israeli settler chase away Palestinian shepherd and flock

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Israeli settler run after Palestinian flock with a nylon cloth

UPDATE: Coloni israeliani continuano ad impedire ai palestinesi l’accesso alla propria terra

Negli ultimi giorni i volontari di Operazione Colomba hanno riportato molti episodi in cui coloni israeliani provenienti dalla colonia di Susya e dall’avamposto illegale di Mitzpe Yair hanno impedito ai pastori palestinesi di pascolare le loro greggi sulla propria terra nei pressi dei due insediamenti.

Il 19 agosto un colono israeliano è sceso dalla propria auto e ha iniziato a correre sventolando un pezzo di nylon in modo da scacciare il gregge di un pastore palestinese che pascolava in una terra palestinese il cui accesso è chiuso agli israeliani.

Il 21-22 agosto il capo della sicurezza della colonia di Susya ha controllato dalla sua auto i pastori palestinesi per più di due ore, cercando di intimorirli con la sua presenza. No riuscendoci ha chiuso la strada di accesso alla terra palestinese con legno e materiali di scarto.

Quotidianamente i coloni israeliani minacciano i pastori palestinesi che lavorano sulla propria terra vicino l’insediamento di Susya, in violazione degli ordini dell’amministrazione civile israeliana. La violenza dei coloni israeliani impedisce ai palestinesi l’accesso alle proprie terre anche quando questo diritto è sancito dalla legge israeliana.

UPDATE: Israeli settler uproots ten Palestinian olive trees near Avigayil illegal outpost

luglio 21, 2016 at 9:46 pm
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A Palestinian showing one of the uprooted olive trees

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In the morning of July the 20th, the Operation Dove volunteers went near Avigayil Israeli illegal outpost where, according to the eyewitnesses, one Israeli settler uprooted ten olive trees while the Palestinian owners were working their own land beside the outpost.

The DCO officers and the Israeli soldiers monitored the area throughout the morning in order to prevent further attacks against Palestinian workers and their properties. The Israeli police arrived on the spot only two hours after the attack.

Palestinian lands surrounding Israeli settlements and outposts are generally object of expansion of the settlements and therefore denied to their rightful Palestinian owners. Even when the Israeli forces recognize this right to access the land to Palestinians, this right is not effective because of settlers’ violence.

DCO officer and Israeli soldiers speaking with a settler of Avigayil illegal outpost

UPDATE: Colono israeliano sradica dieci ulivi palestinesi vicino all’avamposto illegale di Avigayil

La mattina del 20 luglio i volontari di Operazione Colomba si sono recati nei pressi dell’avamposto israeliano illegale di Avigayil dove, secondo i testimoni presenti sul posto, un colono israeliano aveva sradicato dieci ulivi mentre i proprietari palestinesi stavano lavorando la loro terra di fianco all’avamposto.

Durante la mattinata gli ufficiali della DCO e i soldati israeliani hanno monitorato l’area per impedire altre violenze da parte dei coloni contro i lavoratori palestinesi e le loro proprietà. La polizia israeliana è arrivata sul luogo solo due ore dopo l’incidente.

Le terre palestinesi che circondano le colonie e gli avamposti israeliani sono obiettivo dell’espansione degli insediamenti e di conseguenza sono negate ai legittimi proprietari palestinesi. Anche quando le forze israeliane riconoscono questo diritto ai palestinesi, questi non possono avere libero accesso alle proprie terre a causa della violenza dei coloni.

The Palestinian owner of the uprooted trees speaking with Israeli Police, DCO and Army officers

The Palestinian owner of the uprooted trees speaking with the Israeli police, DCO and army.

UPDATE: Israeli Army forbidded Palestinian farmers harversting

aprile 23, 2016 at 5:08 pm

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Al-Mufaqarah- On 22 April at about 8.45 am Israeli soldiers forbidded the work of a group of 20 Palestinian  that were harvesting crops in a Palestinian land near to the Israeli illegal outpost of Avigayil. For the Israeli soldiers the field legally owned by a Palestinian man is too close to the outpost of Avigayil, illegal even for the Israeli law.

April is the month in which Palestinians harvest this kind of crops, but he simple activity of collecting crops become dangerous, especially when the fields are located near to the Israeli settlements and outposts.
In the last two weeks International volunteers accompanied the Palestinians harvesting herbs on their own lands.

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UPDATE: L’esercito Israeliano impedisce ai contadini Palestinesi di lavorare la terra

Al Mufaqarah- Il 22 Aprile alle 8.45 circa del mattino i soldati israeliani hanno impedito ad un gruppo di circa 20 palestinesi, che stavano lavorando vicino all’avamposto israeliano di Avigayil, di completare il raccolto. Secondo i soldati israeliani il campo che i palestinesi stavano lavorando è situato troppo vicino all’avamposto illegale di Avigayil: ininfluente che la terra in questione sia legalmente di proprietà del contadino palestinese e invece l’avamposto di Avigayil sia considerato illegale anche dalla stessa legge israeliana.

Aprile è il mese in cui i Palestinesi raccolgono i frutti della terra, ma il semplice gesto di raccogliere il grano diventa pericoloso, specialmente quando i campi sono situati vicino alle colonie o negli avamposti israeliani.
Nelle ultime due settimane i volontari di Operazione Colomba hanno accompagnato il raccolto dei palestinesi  nelle loro terre.

UPDATE: Israeli soldiers shoot against shepherds and detain a Palestinian in South Hebron Hills.

marzo 25, 2016 at 5:31 pm

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On March 24th two Palestinian shepherds were grazing their flocks in their owned land close Ma’on Israeli settlement when Israeli soldiers saw them and began to follow them. The Palestinians, scared, started to move their flocks to a safer place but the soldiers shot at them. No injuried to report.

The soldiers then approached a young man from the Palestinian village of Tuba who arrived on the place to understand the situation. They checked his ID, tried to confiscate his camera and detained him without a clear charge, moving him from the nearby village of Tuba to the proximity of the Ma’on settlement.

The soldiers stopped and prevented Operation Dove volunteers to approach and give the Palestinian legal assistance. Even if the Israeli police was called to intervene, it never showed up

At the same time 15 Israeli soldiers entered the Palestinian village of Tuba, scaring the people.

After more then two hours the soldiers released the Palestinian man without giving any explanations and left the area.

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UPDATE: Soldati israeliani sparano contro dei pastori e detengono un palestinese nelle colline a Sud di Hebron.

Il 24 marzo due pastori palestinesi stavano pascolando le greggi nelle loro terre vicine alla colonia israeliana di Ma’on, quando dei soldati israeliani li hanno visti e hanno cominciato a seguirli. I palestinesi, spaventati, hanno spostato i loro greggi in un luogo sicuro e a quel punto i soldati hanno sparato nella loro direzione. Non si sono riportati feriti.

I soldati hanno avvicinato un ragazzo proveniente dal villaggio palestinese di Tuba che era arrivato sul posto per capire la situazione. I soldati hanno chiesto i documenti, provato a confiscare la sua videocamera e lo hanno detenuto senza specifiche accuse, spostandolo dalle vicinanze del villaggio di Tuba in prossimità della colonia israeliane di Ma’on.

I soldati hanno poi bloccato i volontari di Operazione Colomba e hanno impedito loro di avvicinarsi al palestinese e fornirgli assistenza legale. È stato chiesto ripetutamente l’intervento della polizia che però non è mai arrivata. Nello stesso momento 15 soldati israeliani sono entrati nel villaggio palestinese di Tuba, spaventandone gli abitanti

Dopo più di due ore i soldati hanno rilasciato il ragazzo palestinese senza fornire spiegazioni ed hanno abbandonato l’area.

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UPDATE: Israeli soldiers detain Palestinian shepherd near the illegal outpost of Avigayil

marzo 18, 2016 at 10:12 am

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On March 17 at about 3:30 pm a settler from the Illegal Israeli outpost of Avigayil, located in the South Hebron Hills, approached a Palestinian shepherd from the nearby Palestinian village of Qawawis who was grazing a flock on Palestinian land. The shepherd began filming as the settler called the Israeli army.

Israeli soldiers arrived on foot from the outpost . They told the shepherd they were detaining him because he was in a closed military zone and prevented him from exercising his right to access the land. When a Palestinian human rights worker and two international volunteers arrived the soldiers began to yell at them and ordered them to leave the area as well. The soldiers showed them a map and claimed that the area was a closed military zone.

The soldiers confiscated the shepherd’s camera and deleted the video, then blindfolded the shepherd and took him into the illegal outpost of Avigayil. They then transported him to the military base at Susya,. They released him at about 6:00pm.

Residents of the village of Qawawis have experienced years of intimidation and harassment by Israeli soldiers and settlers from the illegal Israeli outposts of Avigayil and Mitzpe Yair, including assault, serious injury, burning and destruction of crops, vandalism, military demolitions of homes, animal enclosures and agricultural buildings, and arrest and detention of shepherds as they access their land.

The Israeli outposts of Avigayil and Mitzpe Yair are illegal under both International and Israeli law, as are all of the outposts in the West Bank.

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UPDATE: Pastore palestinese detenuto da soldati israeliani vicino all’ avamposto illegale di Avigayil

Nel pomeriggio del 17 marzo mentre un pastore palestinese del villaggio di Qawawis, nelle colline a sud di Hebron, stava pascolando il suo gregge su terreni palestinesi vicino all’ avamposto  illegale di Avigayil, un colono,avvicinatosi, ha immediatamente chiamato l’esercito israeliano.   

Una volta arrivati, i soldati hanno minacciato il pastore di arrestarlo, in quanto quei terreni sarebbero stati area militare chiusa e gli hanno negato il diritto di accedere alla propria terra. L’esercito israeliano ha  ordinato di lasciare l’ area anche ai due volontari internazionali e ad un attivista palestinese presenti durante l’accaduto.

I soldati  hanno inoltre confiscato la videocamera del pastore e cancellato ogni video del fatto. Dopo averlo ammanettato e bendato  l’ hanno portato nell’ avamposto  di Avigayil ed in seguito trasferito nella base militare di Susya. Il pastore palestinese è stato rilasciato all’ incirca alle sei dello stesso giorno.

Gli abitati del villaggio di Qawawis subiscono da anni da parte dell’ esercito israeliano e dei coloni degli avamposti illegali di Avigayil e Mitzpe Yair,   intimidazioni e aggressioni, che comprendono: distruzione delle coltivazioni, atti di vandalismo, demolizioni di case e ripari per gli animali; detenzioni,arresti e attacchi ai danni dei pastori palestinesi, impedendo l’ accesso alle loro terre.

Gli avamposti di Avigayil e Mitzpe Yair sono illegali sia per il diritto internazionale che per la stessa legge israeliana, come tutti gli avamposti in West bank.

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UPDATE: Palestinians and International volunteers attacked by settlers from the illegal Israeli outpost of Havat Ma’on

marzo 5, 2016 at 10:16 pm

UPDATE: Palestinians and International volunteers attacked by settlers from the illegal Israeli outpost of Havat Ma’on

marzo 5, 2016 at 10:00 pm

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On the morning on March 4, at about 8 am, three Israeli settlers, two adults and one child, chased and attacked two International volunteers who were walking from the Palestinian village of At Tuwani to the Palestinian village of Tuba, near the illegal Israeli outpost of Havat Ma’on. The settlers covered their faces and threw stones repeatedly at the volunteers and chased them to Tuba village. The volunteers escaped the settlers by running and arrived safely in the village of Tuba.

Later the same morning, at about 10am, a settler in a car from the illegal outpost of Havat Ma’on, reached a group of five Palestinian children and one young woman, who were gathering herbs. The settler drove off the road towards the group  and the Palestinians immediately left  the valley to a safer area, where they waited with international volunteers.

About one hour later two settler children came from the illegal outpost with slingshots and threw stones towards the group. The same two settler children threw stones at a Palestinian shepherd and his children while they were grazing their sheep near the illegal outpost on February 28, and frequently practice with slingshots near the outpost.

International volunteers in the South Hebron Hills have documented an increase in settler harassment of Palestinians in recent weeks.  Many Palestinian families in the area make their living from grazing sheep and goats, and collecting herbs and raising  crops. Because the spring agricultural season is short it is essential that these families have safe access to their land at this time of year. Settler violence and harassment which limits Palestinian access to land during the spring planting, harvesting and grazing season impacts the families throughout the year.

The Israeli settler outpost of Havat Ma’on is illegal under both Israeli and international law, as are all of the Israeli outposts in the West Bank.

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UPDATE: Palestinesi e  volontari internazionali attaccati dai coloni israeliani dell’avamposto illegale di Havat Ma’on

Durante la mattina del 4 marzo, tre coloni israeliani -due adulti e un bambino- hanno inseguito ed attaccato due volontari internazionali che  stavano raggiungendo a piedi da At Tuwani il villaggio palestinese di Tuba, vicino all’avamposto illegale di Havat Ma’on. I coloni si sono mascherati e hanno lanciato pietre ed inseguito gli internazionali. I volontari hanno corso fino al villaggio di Tuba per portarsi in un luogo sicuro.

Nella stessa mattinata, più tardi, una macchina proveniente dall’avamposto illegale di Havat Ma’on ha raggiunto cinque bambini palestinesi ed una donna, che stavano raccogliendo delle erbe vicino all’avamposto. I Palestinesi sono stati costretti a scappare per mettersi in salvo insieme ai volontari internazionali, che li stavano accompagnando.

Un’ora più tardi due bambini israeliani sono usciti dall’avamposto illegale ed hanno lanciato pietre sempre verso di loro. Nei giorni precedenti, gli stessi bambini sono stati visti  esercitarsi con la “slingshot” (fionda) ed hanno   attaccato un pastore palestinese ed il figlio che stavano pascolando il loro gregge nelle vicinanze dell’avamposto.

I volontari internazionali, presenti nelle colline a sud di Hebron, rilevano nelle ultime settimane un incremento delle aggressioni dei coloni israeliani contro i palestinesi. Molte famiglie palestinesi che vivono nell’area si sostentano grazie alla pastorizia, all’agricoltura ed alla raccolta di erbe; per questo motivo  è  essenziale per i Palestinesi avere un accesso sicuro alla loro terra. La limitazione di questo accesso, dovuto alla violenza ed alle aggressioni dei coloni israeliani in questo periodo dell’anno, fondamentale per la semina, la raccolta e la pastorizia, ha un forte impatto sull’economia dei  palestinesi durante tutto l’anno.

L’avamposto di Havat Ma’on è illegale secondo la legge israeliana e quella internazionale, come tutti gli avamposti presenti nella West Bank.

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UPDATE: Israeli soldiers detain a Palestinian shepherd in South Hebron Hills

febbraio 15, 2016 at 12:43 pm

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On the morning of February 14 Israeli soldiers detained a Palestinian shepherd who was grazing his flock on in a valley on Palestinian land near the illegal Israeli outpost of Havat Ma’on, near the Palestinian village of At Tuwani in the South Hebron Hills.

The soldiers herded the flock and forced the shepherd to move into an area which is Palestinian land but which Israeli Authorities have declared closed to Palestinians. International volunteers observed the soldiers kicking a goat to force the animals to move. The soldiers detained the shepherd there for two hours until Israeli police arrived. Israeli settlers also entered the area from the illegal outpost of Havat Ma’on and international volunteers observed the soldiers acting at the direction of the settlers.

The soldiers showed the shepherd a map which showed a small area of land where they told him he was allowed to graze his flock, however the land they showed him was isolated, with no direct path on which they would allow him to take his flock.

When the Israeli police arrived they released the shepherd and the flock.  Although all of the land surrounding the illegal outpost of Havat Ma’on is Palestinian, settlers and Israeli authorities have outlined a band of land around the outpost and have forbidden the shepherds from using this land to graze their flocks. Settlers frequently call soldiers to harass Palestinian shepherds even when they are grazing their flocks outside that band, on land where their presence is clearly not forbidden. In this way the grazing area has been reduced, and shepherds who do choose to access the land face the possibility of attacks by settlers, detention, arrest, and the interruption of their work day.

All of the Israeli settlements, including the settlement of Ma’on, are illegal under international law. The outposts, including Havat Ma’on, are also illegal under Israeli law.

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UPDATE: Soldati israeliani trattengono un pastore palestinese nelle colline a sud di Hebron

La mattina del 14 febbraio i soldati israeliani hanno trattenuto un pastore palestinese che stava pascolando il suo gregge in una valle palestinese attigua all’avamposto illegale israeliano di Havat Ma’on, vicino al villaggio palestinese di At-Tuwani, nelle colline a sud di Hebron.

I soldati hanno spinto il gregge e il pastore in un’area che, pur essendo terra privata palestinese, le autorità israeliane hanno dichiarato chiusa al pascolo ai proprietari. I volontari internazionali hanno osservato i soldati scalciare una capra per costringere gli animali a muoversi. I soldati hanno trattenuto il ​​pastore per due ore fino a quando la polizia israeliana è arrivata. Nell’area sono poi arrivati dei coloni provenienti dall’avamposto di Havat Ma’on che hanno dato indicazioni ai militari sui movimenti dei pastori palestinesi e nell’area.

I soldati hanno mostrato al pastore una mappa dove era indicata una piccola porzione di terra in cui è permesso il pascolo ai palestinesi. La terra in questione è un piccolo appezzamento isolato, senza alcun accesso diretto per molti pastori.

Quando la polizia israeliana è arrivata il pastore e il suo gregge sono stati rilasciati. Anche se tutti i terreni circostanti l’avamposto illegale di Havat Ma’on sono palestinesi, i coloni e le autorità israeliane hanno preso possesso di una fascia di terreno intorno l’avamposto in cui vietano il pascolo ai proprietari palestinesi. I coloni israeliani  quasi ogni giorno chiamano soldati per scacciare i pastori palestinesi anche quando questi sono al pascolo fuori di tale fascia, su un terreno dove la loro presenza è concessa. In questo modo la zona di pascolo per i palestinesi è stata drasticamente ridotta e pastori che scelgono di accedere alle proprie terre rischiano quotidianamente di subire attacchi da parte dei coloni, detenzioni, arresti e, ben che vada, l’interruzione della loro giornata di lavoro.

Tutti gli insediamenti israeliani, compreso l’insediamento di Ma’on, sono illegali secondo il diritto internazionale. Gli avamposti, tra cui Havat Ma’on, sono ritenuti illegali anche secondo la stessa legge israeliana.

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UPDATE: Israeli army demolished 24 houses in Jinba and Halaweh Palestinian villages

febbraio 2, 2016 at 9:14 pm

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On February 2, after a breakdown in the mediation between Massafer Yatta Palestinian villages and the State of Israel, Israeli forces burst into the Palestinian villages inside the so called Firing Zone 918 in South Hebron Hills area in order to implement the demolition orders delivered in the last months.

The Israeli army, in the early morning, closed all the entrances of Firing Zone 918 with checkpoints near the Palestinian villages of Bir al Idd and Al Fakheit, denying Palestinians and Internationals the freedom of movement.

In the Palestinian village of Jinba, Israeli army, Border Police and DCO demolished 15 houses and fired sonar and gas bombs against Palestinian inhabitants, who tried to defend their homes.

Israeli civil administration confiscated several solar panels used to produce electricity.

In the Palestinian village of Halaweh, the Israeli forces destroyed another 9 houses; for a total of 24 structures, leaving Palestinian men, women and children without shelters.

Israeli Police confiscated International volunteers and Palestinian activists’ car, in order to prevent their human rights monitoring work.

*“Firing Zone 918″ is the Israeli military’ s term for a southern part of the West Bank (oPt), in the South Hebron Hills, where Palestinians have been living there since the 19 thcentury as permanent residents. Although over 1.000 civilians are living in that area, the Israeli army still uses it for military trainings and the state of Israel aims to evict all the Palestinian villages inside.

Background on Firing Zone 918

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UPDATE: L’esercito israeliano demolisce 24 abitazioni nei villaggi palestinesi di Jinba e Halaweh

Il 2 febbraio le forze israeliane hanno fatto irruzione nei villaggi della cosiddetta “Firing zone 918”, nelle colline a sud di Hebron, in seguito alla scadenza dell’arbitrato tra i villaggi palestinesi e lo Stato di Israele, per eseguire gli ordini di demolizione consegnati negli ultimi mesi.

L’esercito israeliano, nelle prime ore del mattino, ha chiuso le entrate alla “Firing zone 918” con dei checkpoint vicino ai villaggi palestinesi di Bir al Idd e Al Fakheit, limitando la libertà di movimento di palestinesi e internazionali nell’area.

Nel villaggio palestinese di Jinba l’esercito israeliano, Border Police e DCO hanno demolito 15 case, e hanno lanciato bombe sonore e lacrimogeni contro gli abitanti che cercavano di difendere le loro abitazioni.

L’amministrazione civile israeliana dei territori occupati ha anche confiscato numerosi pannelli solari, usati per produrre energia elettrica nei villaggi palestinesi della zona.

Nel villaggio palestinese di Halaweh le forze israeliane hanno distrutto altre 9 case, per un totale di 24 strutture, lasciando uomini, donne e bambini palestinesi senza riparo.

La polizia israeliana ha anche confiscato la macchina degli attivisti internazionali e palestinesi, ostacolando il loro lavoro di monitoraggio delle violazioni dei diritti umani.

*“Firing zone 918” è il termine militare israeliano per definire una porzione di territorio, nelle colline a sud di Hebron, in Cisgiordania, dove i palestinesi vivono dal XIX secolo come residenti permanenti. Nonostante più di 1000 civili vivano in quest’area, l’esercito israeliano la usa per esercitazioni militari. Lo stato israeliano ha come obiettivo lo sgombero forzato di tutti i villaggi palestinesi della zona.

Background della Firing Zone 918

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