NY Times: The West Bank – What about fairness?

luglio 29, 2010 at 1:25 am

C/S: Coloni israeliani armati rubano pecora a un pastore palestinese

luglio 24, 2010 at 12:20 am


[Note: secondo la IV Convenzione di Ginevra, la II Convenzione dell’Aja, la Corte Internazionale di Giustizia e numerose risoluzioni ONU, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti sono considerati illegali anche secondo la legge israeliana.]

22 Luglio 2010 / At-Tuwani – South Hebron Hills
Nella mattinata di ieri, mercoledì 21 luglio, tre coloni, di cui uno armato, hanno rubato una pecora a un giovane pastore palestinese proveniente dal villaggio di Tuba, mentre si accingeva ad abbeverare il gregge a un pozzo nella valle di Umm Zeitouna, che si trova tra gli insediamenti israeliani di Ma’on e di Karmel.

Il giovane palestinese ha riportato che, verso le 08.00, due auto di coloni israeliani hanno accostato ai bordi della strada. Da uno dei due veicoli è sceso un colono che raggiunto il gregge, dopo aver afferrato una pecora per un orecchio e averla trascinata per qualche metro, se l’è caricata sulle spalle e si è allontanato in direzione della strada dove lo aspettavano altri due coloni, di cui uno armato. L’animale è stata caricato su uno dei veicoli dai coloni, mentre il pastore è rimasto a distanza a filmare il furto. La telecamera utilizzata per le riprese rientra nel progetto dell’Associazione Israeliana B’Tselem che ha fornito attrezzature video ai palestinesi dell’area per documentare le aggressioni da parte dei coloni.

Futuro occupato

luglio 22, 2010 at 8:30 am

di Paolo Vachino

Il futuro dietro a una collina

o all’ombra dell’albero sacro

nella mattina turbinosa di sabbia,

la rabbia di un popolo occupato

a difendersi dall’occupazione

pena l’estinzione dal territorio

nell’illusorio convincimento

che cambierà qualcosa,

che una sposa palestinese

possa un giorno coltivare

pretese di madre e di donna

di mettersi il velo al posto della gonna.

Il futuro dentro a una bambina

sgambettante tra tante altre nuda

sulla cruda terra indurita

dai passi sempre allertosi dei pastori

inseguiti ogni giorno dai signori

coloni israeliani

armati di mitra e di fionde

di ronde militari come fossero

caroselli lunari di astronauti impazziti,

smarriti di fronte a un nemico

lontano da un fronte

e cercato casa per casa

– tutte da demolire – per consentire

al colono insediato per dono divino

di poter educare al mattino i figli

agli artigli delle armi e dell’odio,

innalzato sul podio del fanatismo

religioso, dove l’unico sposo

è il Dio misericordioso solo

verso qualcuno perché nessuno

di altra appartenenza ha diritto

alla residenza su questa terra

collinare che sfocia

nel deserto della speranza.

Il futuro di tutti i violenti

è sul fondo del mare aperto

– aperto apposta per loro –

perché se esistesse mai un popolo eletto

sarebbe solo quello che sa portare

al prossimo suo assoluto rispetto.

NENA News: Cisgiordania, At-Tuwani non si arrende

luglio 22, 2010 at 5:13 am

La resistenza non violenta dei palestinesi di un villaggio poverissimo minacciato da anni dai coloni israeliani di Havat Maon. L’impegno dei volontari di Operazione Colomba

SERVIZIO DI ILARIA DE BONIS

At-Tuwani (Hebron), 19 luglio 2010, Nena News –  Hamze, Sameha, Zeinab e Mohammed giocano con la nonna sul terrazzo di casa. La campagna di Hebron è bruciata dal sole. A pochi metri da loro, oltre la rete, un isolato boschetto di pini che di giorno fa un po’ meno paura. I fratellini Rabai lo tengono d’occhio, sanno che il bosco è pericoloso.

Questa casa araba – 43 persone tra fratelli, mogli, figli e nipoti – è una delle più esposte alla violenza dei coloni nazional-religiosi di Ma’On e del suo avamposto Havat Ma’on, costruito tra i pini. Siamo nel villaggio palestinese di At-Tuwani in West Bank, un pugno di case color della roccia affogate nel sole. Fino a pochi anni fa i pastori vivevano nelle grotte.

L’ultimo attacco violento risale allo scorso 12 giugno, era di shabbat. Una trentina di coloni israeliani dall’avamposto di Havat Ma’on, col viso coperto, armati di fionde e bastoni, raggiunta la casa araba più vicina, hanno aggredito donne e bambini della famiglia Rabai. Gli uomini quel mattino erano a Yatta per un funerale.  L’esercito e la polizia sono arrivati tardi…

Leggi l’articolo su Nena News

Haaretz: Civil Administration told to crack down on illegal Arab structures

luglio 19, 2010 at 1:45 am

Defense Ministry order gives priorities to building that pose a ‘security threat’, applying most to structures close to roads in Jordan valley and Mount Hebron.
By Chaim Levinson – Haaretz – 19.07.10

The Civil Administration has received government orders to increase enforcement against illegal Palestinian construction in Area C of the West Bank, according to a deposition by an administration official to the High Court.
The deposition, by the administration’s infrastructure authority, Colonel Zvika Cohen, came in response to a petition by Regavim.
The group is seeking the destruction of illegal Palestinian construction at six West Bank sites, citing a security threat.
In High Court deliberations a month ago, state representative Nahi Ben-Or said there had been no enforcement against the illegal construction.
At the end of deliberations, the justices ordered the state to provide additional information, and called its response inadequate.

Leggi l’articolo su Haaretz

Rondini travestite da colombe

luglio 18, 2010 at 3:46 pm

di Paolo Vachino

Presidiare impavido e assorto

del piccolo villaggio di pastori

dagli invasori coloni israeliani

come fosse un orto

minacciato dalla grandine

dai ragazzi-rondine

che si fan chiamare colombe

incuranti delle bombe

sorvolanti il cielo, loro

come un velo di fiducia

per il popolo palestinese

che cammina una terra

dove ancora brucia

il fanatismo religioso,

un drappello valoroso e irriducibile

che combatte la violenza

con la semplice presenza nel villaggio

con il coraggio di frapporre

il loro corpo per evitare

che qualche morto possa fare

le veci a qualche vivo,

in questo loro agire schivo

dai clamori massmediatici

così apatici all’ostentazione

quanto eretici all’omologazione occidentale,

una muta incallita di volontari

che non si accontentava di vivere bene

nei santuari imbanditi dal Capitale

ma che ha scelto di mescolarsi

con alcuni deboli della Terra

per coltivare insieme a loro l’amore,

estirpare la clandestinità

di questa sporca guerra.


C/S: Bambini palestinesi al campo estivo sotto scorta militare

luglio 18, 2010 at 1:46 pm

18 luglio 2010 – At-Tuwani – South Hebron Hills

Ieri, 17 luglio 2010, nella scuola di At-Tuwani, un piccolo villaggio nelle colline a sud di Hebron, è iniziato il campo estivo. Per due settimane, tutte le mattine, animatori palestinesi e internazionali organizzeranno giochi e attività ricreative rivolti a bambini di età compresa fra i 6 e i 14 anni. Parte del campo estivo quest’anno si svolgerà anche ad Al Fakheit, un piccolo villaggio nel deserto, a sud di At-Tuwani, dove l’anno scorso, a settembre, è stata aperta una scuola per garantire il diritto all’istruzione anche ai bambini di quell’area.

In coincidenza con il campo estivo è ricominciata anche la scorta militare israeliana per accompagnare ogni giorno nel tragitto da e per la scuola i bambini provenienti dai villaggi di Tuba e di Magayr Al Abeed

Dal 2001 i coloni dell’avamposto di Havat Ma’on hanno attaccato più volte i bambini lungo la strada da e per la scuola, ma solo nel novembre del 2004 l’autorità israeliana ha predisposto una scorta militare quotidiana.

Limes – Viaggio in Palestina: Tuwani

luglio 13, 2010 at 6:13 pm

Limesdi Andrea de Georgio

Un reportage dentro l’Area C. Un viaggio in uno dei villaggi palestinesi dentro il territorio israeliano. Una storia lontana dai riflettori.

“Area C” è il termine tecnico che, secondo la divisione amministrativa decisa dall’”Interim Agreement” degli Accordi di Oslo (1993-1995), designa il territorio della Cisgiordania sotto esclusivo controllo israeliano, militare e civile. Un controllo che sarebbe dovuto durare solo cinque anni e che invece continua tutt’oggi, a discapito del diritto internazionale e degli oltre 150.000 palestinesi che ci vivono. Nonostante insediamenti, avamposti e coloni, impedimenti a costruire, vessazioni e un grande senso di abbandono. Un territorio che rappresenta oltre il 60% dell’intera Cisgiordania. Un non-luogo di cui si parla poco, sui tavoli della diplomazia internazionale come nelle pagine dei giornali. Un non-luogo fatto di villaggi rurali, gente semplice e resistenza nonviolenta. Piccole storie che chiedono di essere raccontate. Storie dall’Area C.

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“E’ facile ridere dell’occupazione quando sei l’oppressore”

luglio 6, 2010 at 6:47 am

Haaretz: IDF soldiers face penalty after uploading Hebron dance video to YouTube
WATCH: Video of soldiers, armed and wearing bulletproof vests, patrolling as a Muslim call to prayer is heard. Then the music changes and they break into a Macarena-like dance.

B’Tselem: By Hook and By Crook: Israel’s Settlement Policy in the West Bank

luglio 6, 2010 at 6:46 am

Scarica il report (pdf / inglese)

Some half a million Israelis are now living over the Green Line: more than 300,000 in 121 settlements and about one hundred outposts, which control 42 percent of the land area of the West Bank, and the rest in twelve neighborhoods that Israel established on land it annexed to the Jerusalem Municipality. The report analyzes the means employed by Israel to gain control of land for building the settlements. In preparing the report, B’Tselem relied on official state data and documents, among them Attorney Talia Sasson’s report on the outposts, the database produced by Brigadier General Baruch Spiegel, reports of the state comptroller, and maps of the Civil Administration.

The settlement enterprise has been characterized, since its inception, by an instrumental, cynical, and even criminal approach to international law, local legislation, Israeli military orders, and Israeli law, which has enabled the continuous pilfering of land from Palestinians in the West Bank.