Membri dell nuovo governatorato di Hebron incontrano ad At-Tuwani alcuni esponenti del comitato popolare di resistenza nonviolenta

febbraio 5, 2011 at 10:41 am

Nella giornata di giovedì 27 gennaio, esponenti del nuovo governatorato di Hebron, ed il governatore stesso Kamel Achmeed(l’uomo in giacca e cravatta al centro della foto) hanno incontrano il comitato popolare di resistenza nonviolenta di At-Tuwani. Saber, sindaco del villaggio di At-Tuwani(l’uomo con gli occhiali nella foto a destra),  ha aperto l’incontro, con breve introduzione riguardo alla situazione del villaggio, il perchè della scelta nonviolenta, e le conquiste che tale scelta ha portato. Poche parole, poi si passa subito ai doni che gli esponenti dell’Autorità hanno consegnato in segno di soliderietà con il villaggio, doni importanti: delle coperte. Un rimorchio(per trattori) pieno di coperte. Gli abitanti del villaggio un pò sorrridono guardando quei personaggi vestiti di tutto punto che distribuiscono doni, noi sorridiamo con loro guardando i pastori e gli agricoltori di At-Tuwani. Donne, uomini e bambini senza giacca e cravatta, ma ben più importanti per le sorti politiche di questo paese. Queste riunioni, ci dice Saber sindaco di At-Tuwani, hanno due scopi principali, uno formale e materiale come poter chiedere all’autorità un supporto concreto per la causa di At-Tuwani magari con finanziamenti mirati come è già stato fatto in passato, e l’altro scopo possiamo dire meno pragmatico è quello di prendere le distanze dalla longa mano della politica, può sembrare un paradosso ma è così.

Per comprendere meglio questa dinamica dobbiamo cercare di contestualizzare At-Tuwani a livello politico. Molto brevemente si potrebbe dire che il villaggio negli anni ha creato il proprio comitato popolare distaccandolo volutamente dalla politica. Il comitato è fatto di persone, di abitanti di At-Tuwani e delle aree circostanti che vivono la politica sulla loro pelle. Queste stesse persone riconoscono che parte della grande forza di questo comitato proviene dalla non contaminazione da parte delle varie correnti e rappresentanze politiche palestinesi. Col tempo il comitato di At-Tuwani si è unito ad un rete più ampia di comitati popolari in tutta la West Bank formando l’attuale “Popular Struggle Coordination Committee”. L’unico collante di questo comitato è il credere nella resistenza nonviolenta, resistenza che appartiene di diritto alle persone, guidata e decisa in campo dai propri partecipanti che ogni giorno vivono sulla propria pelle i volti più violenti di questa occupazione.

I governi vivono solo dentro ai governi, per i governi. La politica contamina e divide le persone per questo bisogna stare molto attenti , dice Hafez leader del comitato di At-Tuwani, rappresentante e responsabile del coordinamento dei villaggi nell’area delle colline a sud di Hebron.

Ma starne alla larga non vuol dire rinunciare al dialogo e rifiutare ogni interazione.

Il villaggio ha invitato appositamente alcuni dei membri dell’Autorità Palestinese proprio per esser loro stessi testimoni di cosa il comitato è riuscito a fare in tutti questi anni, ed è riuscito a farlo anche grazie alla distanza ed il rifiuto di qualsiasi appartenenza politico/partitica.

Il villaggio ha dato ai propri “rappresentanti” una grande opportunità di riflessione.

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