UPDATE: Closure and demolition of a road in Bani Na’im

gennaio 12, 2017 at 2:04 pm
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(Italian follow) 

On January 11 Israeli Army and DCO blocked and destroyed part of the agricultural road that links the two Palestinian towns of Bani Na’im and Yatta in the Hebron governorate.

One bulldozer destroyed the road digging holes and building earthmounds along the way.

In the area was present about a dozen between soldiers and DCO officers in order to control the demolition. One Palestinian activist who was monitoring the situation was frisked by Israeli soldiers.

Because of this action the road, completed last summer and funded by Netherland Representative Office, is now impracticable and the farmers can’t move freely in the area.

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UPDATE: Chiusura e distruzione di una strada a Bani Na’im

L’11 Gennaio l’esercito israeliano e la Dco hanno bloccato e distrutto parte di una strada ad uso agricolo che collega le due città palestinesi di Bani Na’im e Yatta, nel distretto di Hebron.

Un bulldozer ha divelto la strada scavando buche e ammassando cumuli di detriti lungo la via di comunicazione.

Nell’area erano presenti una dozzina tra soldati  e funzionari della DCO, arrivati sul posto per controllare i lavori di demolizione. Un attivista palestinese, che stava monitorando la situazione, è stato perquisito da soldati israeliani.

La strada in questione è stata ultimata l’estate scorsa tramite un finanziamento del “Netherland Reprentative Office” e la sua demolizione la rende impraticabile per i contadini. Questi ultimi non potranno più muoversi liberamente nell’area.

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UPDATE: Karmel settlement’s sewer pipe poisons Palestinian farmland in Umm Al Kheir

gennaio 2, 2017 at 1:23 pm
Karmel settlement's sewage system drains in the Palestinian farmland

Karmel settlement’s sewage system drains in the Palestinian farmland

Palestinian olive trees reached by Karmel settlement’s sewage

On the first of January 2017 the new sewer pipe of the Israeli settlement of Karmel started to work, poisoning Palestinian farmlands in Umm Al Kheir village, in the South Hebron hills.

The start up of the sewer pipe entailed the spilling of noxious liquid in the near Palestinian farmland where are planted dozens of olive trees.

The sewage also is poisoning a part of land used every day by the Palestinian shepherds to graze their flocks. For this reason the spilling of liquid is also dangerous for their sheep.

On December 8 the Israeli forces leveled Palestinian lands in order to install the sewer pipe to service the Israeli settlement of Karmel that lies few meters away from Umm al Kheir.

Palestinian sheep cross the poisoned land in Umm Al Kheir village

Palestinian sheep cross the poisoned land in Umm Al Kheir village, in the background Karmel settlement

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Israeli settlers work at the new sewage system

UPDATE:  Il nuovo impianto fognario della colonia di Karmel avvelena le terre palestinesi di Umm Al Kheir

Il 1 Gennaio 2017 il nuovo impianto di scarico fognario della colonia di Karmel ha iniziato a lavorare, inquinando la terre coltivate palestinesi del villaggio di Umm Al Kheir, nelle colline a sud di Hebron.

L’avvio dell’impianto ha comportato la fuoriuscita di liquidi nocivi nei terreni agricoli palestinesi dove sono piantati decine di alberi di ulivo.

La acque di scolo stanno inoltre inquinando le terre che sono utilizzate dai pastori palestinesi per pascolare le greggi, con grave rischio di avvelenamento di queste ultime.

Lo scorso 8 dicembre le forze israeliane hanno livellato le terre palestinesi per installare il muovo impianto fognario che serve la vicina colonia israeliana di Karmel, sita a pochi metri dal villaggio di Umm al Kheir.

UPDATE: Israeli Army raid at night in At-Tuwani village

dicembre 28, 2016 at 5:41 pm
Israeli soldiers in At Tuwani village, South Hebron Hills

Israeli soldiers in At Tuwani village, South Hebron Hills

(Italian follows)

On December 27 a group of ten Israeli soldiers entered in At-Tuwani Palestinian village during the night. They walked inside the village, entered in a private courtyard and pointed their weapons at the door of the house. When International volunteers asked them the reason of the raid the soldiers answered that they were doing a military training.

Israeli Army use this trainings to intimidate Palestinian population in Massafer Yatta area and to deny them dignity and rights.

Israeli military approaches Palestinians during the training

Israeli military approaches Palestinians during the raid

UPDATE: Raid notturno dell’esercito israeliano nel villaggio di At-Tuwani

La sera del 27 dicembre una decina di soldati israeliani sono entrati nel villaggio palestinese di At-Tuwani. I militari hanno camminato nel villaggio, sono entrati in un cortile e hanno puntato le loro armi alla porta di una casa. Alla richiesta di spiegazioni da parte dei volontari internazionali, i soldati hanno affermato che si trattava di un’esercitazione militare.

L’esercito israeliano usa queste esercitazioni per intimidire gli abitanti palestinesi della Massafer Yatta e per negare loro dignità e diritti.

UPDATE: Israeli settler prevent Palestinians to plow taking their donkey in Umm Al Kheir

dicembre 27, 2016 at 2:41 pm
Israeli settler with the donkey

Israeli settler trying to steal the Palestinian donkey

(Italian follows)

On December 27, an Israeli settler coming from the settlement of Carmel prevent some Palestinians to plow their land in Umm Al Kheir village. The settler tried to steal the donkey of the farmers but the Palestinians succeeded to let him escape. Palestinians left the spot, giving up to finish their work.

When Israeli Police reached the village, the policeman spoke only with the settler. After a while they left the area without taking any measure in order to protect the Palestinian farmer and their work in the area.

Once more the Israeli Forces activity in the area is aimed only to protect Israeli settlers, and not to guarantee the basic rights to the Palestinians, as established by International law.

Policeman Speaking with the Israeli settler

Israeli policeman speaks with the Israeli settler

UPDATE: Colono israeliano impedisce ai Palestinesi di Umm Al Kheir di arare sequestrando un asino

Il 27 dicembre un colono israeliano proveniente dalla colonia di Carmel ha impedito ad alcuni palestinesi di arare la loro terra nel villaggio di Umm Al Kheir. Il colono ha provato a rubare l’asino ai contadini che però sono riusciti a farlo scappare. I Palestinesi hanno poi lasciato la zona, rinunciando a finire il lavoro di semina.

Quando la polizia israeliana ha raggiunto il villaggio, i poliziotti hanno parlato solamente con il colono, andandosene senza prendere nessuna misura per tutelare i contadini Palestinesi e il loro lavoro.

Anche questa volta l’attività delle forze dell’ordine israeliane è stata finalizzata solamente a proteggere i coloni, e non a garantire i diritti fondamentali ai palestinesi, come stabilito dal diritto internazionale.

Palestinians plowing their land

UPDATE: Israeli forces threaten to leave more than 100 Palestinians of Massafer Yatta without home

dicembre 26, 2016 at 5:05 pm
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Palestinian inhabitants of Tabban village, in front of their house under stop working order

Tabban Palestinian village, Massafer Yatta

Tabban Palestinian village, Massafer Yatta

(Italian follows)

On December 25, DCO (Israeli Civil Administration) delivered 20 stop working orders and one demolition order in the Palestinian villages of Tabban and Al Majaz, in the Massafer Yatta area (the so called “Firing Zone 918”). These stop working orders concern mostly houses, sheep shelters and other structures like kitchens and bathrooms.

In Al Majaz the DCO delivered 11 stop working orders and 1 demolition order for the mosque of the community. In Tabban they delivered other 9 stop working orders.

These orders leave under demolition’s threat the two Palestinian communities: if they become effective, 133 people, including 65 children, will lose their houses.

Palestinian man in Al Majaz village

Palestinian man in Al Majaz village

Palestinian children under threat of, Al Majaz village

Palestinian children in front of their house under stop working order, Al Majaz village

UPDATE: Forze israeliane minacciano di lasciare senza casa più di un centinaio di palestinesi nelle colline a sud di Hebron

Il 25 dicembre i funzionari dell’Amministrazione Civile Israeliana (DCO) hanno consegnato 20 ordini di stop dei lavori e un ordine di demolizione nei villaggi palestinesi di Tabban e Al Majaz,  nel Massafer Yatta, all’interno della cosiddetta “Firing Zone 918”. Questi ordini riguardano principalmente abitazioni, strutture in mattoni adibite come cucine o bagni e baracche di riparo per animali.

In Al Majaz le forze israeliane hanno consegnato 11 ordini di stop dei lavori e un ordine di demolizione alla moschea del villaggio. Nel villaggio di Tabban sono stati consegnati 9 ordini di fermo dei lavori.

In questo modo le forze israeliane minacciano di lasciare senza casa 133 palestinesi, 65 dei quali sono bambini.

UPDATE: Israeli forces left without electricity part of Susya Palestinian village

dicembre 7, 2016 at 3:55 pm
Israeli forces seize Palestinian solar panel system, in the background Mitzpe Yair Israeli illegal outpost

Israeli forces seize Palestinian solar panels system, in the background Mitzpe Yair Israeli illegal outpost

Israeli soldiers "protects" the destruction of electrical system inside a Palestinian tent

Israeli soldier “protects” the destruction of electrical system inside a Palestinian tent

(Italian follows)

In the morning of December 6 Israeli Army and Civil Administration (DCO) officers burst into Susya Palestinian village in order to dismantle a solar panel system.

Israeli soldiers cut electrical cables, seizing solar panel’s fixing structures and some electrical control boxes, leaving the east side of the village without electricity.

For one hour Israeli forces moved inside Susya, taking pictures and looking for alleged new installations.

Waiting for Israeli government decision about the entire demolition of Susya Palestinian village, day after day the Israeli Civil Administration (pushed by settlers’ movement) continue to deny fundamental human rights to Susya’s community.

Israeli soldiers escort DCO officer in Susya Palestinian village

Israeli soldiers escort DCO officer in Susya Palestinian village

Electrical cables cut by Israeli forces

Electrical cables cut by Israeli forces

UPDATE: Le forze israeliane lasciano senza elettricità una parte del villaggio palestinese di Susya

Nella mattina del 6 Dicembre, forze armate e ufficiali dell’Amministrazione Civile israeliana hanno fatto irruzione nel villaggio palestinese di Susya allo scopo di smantellare dei pannelli solari.

I militari israeliani hanno reso inutilizzabile l’impianto elettrico, tagliandone i cavi e sequestrando la struttura di fissaggio dei pannelli e delle centraline di controllo, lasciando così senza elettricità la parte est del villaggio.

Per un’ora i soldati israeliani si sono mossi tra le abitazioni palestinesi, cercando e fotografando le presunte nuove installazioni.

In attesa che il governo israeliano si pronunci sulla demolizione dell’intero villaggio di Susya, giorno dopo giorno l’Amministrazione Civile israeliana, sotto la pressione dei gruppi che rappresentano i coloni, continua a negare i diritti umani fondamentali agli abitanti di questo villaggio.

Israeli masked worker confiscates electrical control box

Israeli masked worker confiscates electrical control box

Sowing resistance in South Hebron Hills

novembre 25, 2016 at 12:56 pm

Palestinian farmer sows in Massafer Yatta

(Italian follows)

Three months after Israeli forces destroyed about 700 olive trees, cutting the trunks of the trees and poisoning them, inhabitants of Khallet Athaba Palestinian village return to sow their fields. Despite Israeli forces and settlers abuses, the farmers of South Hebron Hills still resist, plowing their own land.

Palestinians at work, in the background Khallet Attabha village

Seminare resistenza nelle colline a sud di Hebron

Tre mesi dopo la distruzione di circa 700 ulivi da parte delle forze israeliane, che hanno tagliato e avvelenato i tronchi degli alberi, gli abitanti del villaggio palestinese di Khallet Athaba ritornano a seminare i propri campi.  Nonostante gli abusi dei soldati e dei coloni israeliani i contadini delle colline a sud di Hebron continuano a resistere coltivando la propria terra.

UPDATE: Israeli forces and settlers raid Jinba Palestinian village

novembre 16, 2016 at 5:58 pm
Israeli settlers in the entrance of Jinba Palestinian village

Israeli settlers in the entrance of Jinba Palestinian village

Israeli Border Police in Jinba Palestinian village

Israeli military forces in Jinba Palestinian village

(Italian follows)

In the early afternoon of November 15, some settlers, coming from Nof Nesher Israeli illegal outpost assaulted a young Palestinian shepherd trying to take some of his sheep inside the outpost.

The shepherd succeeded to go back home safely but in the meanwhile Israeli forces and some settlers burst into Jinba village, moving inside the village looking for someone.

They didn’t give any explanation to the Palestinian inhabitants who claimed to have been victims of the umpteenth harassment by the settlers. A lot of Israeli soldiers, border policemen and special units were present on the spot for two hours, in addition to two civilian security coordinators and one Nof Nesher’s settler who moved freely inside the Palestinian village.

The Israeli forces left the area without arresting anyone but leaving the Palestinian community frightened of new retaliations.

Israeli forces and Civilian security coordinator of Ma'on settlement in Jinba

Israeli forces and Civilian security coordinator of Ma’on settlement in Jinba

Palestinian woman asks the reason of the raid to Israeli Border policemen

Palestinian woman asks the reason of the raid to Israeli Border policemen

UPDATE: Raid nel villaggio Palestinese di Jinba da parte di coloni e forze armate israeliane

Nel primo pomeriggio del 15 Novembre, alcuni coloni, provenienti dall’avamposto illegale israeliano di Nof Nesher, hanno aggredito un giovane pastore palestinese di Jinba cercando di rubare alcune pecore e di portarle dentro l’avamposto.

Il pastore è riuscito a tornare a casa sano e salvo, ma nel frattempo le forze armate israeliane e alcuni coloni hanno fatto irruzione nel villaggio, muovendosi tra le abitazioni alla ricerca di qualcuno.

I militari israeliani non hanno dato nessuna spiegazione agli abitanti palestinesi che hanno invece rivendicato di essere state vittime per l’ennesima volta di abusi da parte dei coloni. Molti tra soldati, poliziotti e unità speciali israeliane sono state presenti nel luogo per circa due ore, oltre a due coordinatori della sicurezza delle colonie e un colono di Nof Nesher, che si spostava liberamente dentro il villaggio palestinese.

Le forze armate israeliane hanno lasciato l’area senza arrestare nessuno ma lasciando la comunità palestinese spaventata per le possibili future ritorsioni.

UPDATE: Israeli forces demolish in Umm Al-Kheir and Deirat

novembre 16, 2016 at 4:38 pm
Umm Al-Kheir community center demolished for the second time,  in the background Carmel Israeli settlement

Umm Al-Kheir community center demolished for the second time, in the background Carmel Israeli settlement

Residential structure destroyed by Israeli Civil Administration DCO in Umm Al-Kheir

Residential structure destroyed by Israeli Civil Administration DCO in Umm Al-Kheir

(Italian follows)

In the morning of November 15, Israeli forces burst into the Palestinian village of Umm Al-Kheir, demolishing the rebuilt community center and another residential structure. During the demolition Israeli Border Police arrested an old Palestinian man.

Umm Al-Kheir inhabitants reported the presence in the area of Regavim settlers NGO’s members who flew a drone on the Palestinian village.

After this operation Israeli bulldozers, escorted by Israeli forces, moved to the Palestinian village of Deirat where they destroyed a water cistern.

Israeli bulldozer demolishes a Palestinian water cistern in Deirat

UPDATE: Forze armate Israeliane demoliscono a Umm Al-Kheir e Deirat

Nella mattinata del 15 novembre, forze armate Israeliane hanno fatto irruzione nel villaggio palestinese di Umm Al-Kheir, demolendo il centro comunitario, ricostruito da poco, e un’altra struttura residenziale. Durante la demolizione la Border Police israeliana ha arrestato un anziano palestinese.

Gli abitanti di Umm Al-Kheir hanno riferito che nell’area erano presenti dei membri dell’organizzazione di coloni Regavim che hanno fatto volare un drone sul villaggio Palestinese.

Dopo questa operazione i bulldozer israeliani, scortati dai militari, si sono spostati nel villaggio palestinese di Deirat dove hanno distrutto un pozzo.

UPDATE: Settlers and Israeli Border Police harassments in South Hebron Hills

novembre 10, 2016 at 10:58 am
Israeli settler from Havat Ma'on who tried to catch Palestinian and Internationals

Israeli settler from Havat Ma’on who tried to catch Palestinian and Internationals

(Italian follows)

In the afternoon of November 9, Operation Dove volunteers were accompanying a Palestinian young woman who was going home from At-Tuwani to Tuba village.  Two Israeli settlers, coming from Havat Ma’on illegal outpost  tried to cut across in front of the group preventing Palestinians and Internationals to use the usual path and forcing them to take another and longer road to reach Tuba village. Since the beginning of September Havat Ma’on settlers are expanding their illegal outpost in direction of Tuba Palestinian village. Every day they prevent the Palestinian inhabitants to use the road attacking and chasing them.

In the meanwhile the security chief of Ma’on Israeli settlement was harassing some minor Palestinian shepherds in Khelly valley, located between Ma’on and At-Tuwani. The settler took pictures of the Palestinians and threatened to call the soldiers in order to arrest them.

Then, one hour later, Israeli Border Police stopped two Operation Dove volunteers who were walking from At Tuwani to Al Mufaqara Palestinian village, near Avigayil Israeli illegal outpost. Policemen forced the volunteers to show them the material collected in their cameras and obliged them to delete it, under the threat of taking them to Kyriat Arba police station. Israeli policemen and two Avigayil’s settlers present on the spot told to the Internationals that is strictly forbidden take pictures of Avigayil outpost and that they will be arrested if the Police will catch them doing it. The settlers left the spot insulting the volunteers and after a while also Border Police went away without giving the Internationals any other explication of their orders.

Once again it seems there is a connivance between settlers and Israeli forces who don’t take legal measure to end settlers’ violence and the expansion of the illegal outposts.

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Operation Dove volunteers accompany a Palestinian young woman under the gaze of Israeli settlers who are used to attack everyone approach the area

UPDATE: Aggressioni da parte dei coloni e della Border Police israeliana nelle colline a sud di Hebron

Nel pomeriggio del 9 Novembre i volontari di Operazione Colomba stavano accompagnando una ragazza palestinese che doveva tornare a casa da At-Tuwani al villaggio palestinese di Tuba. Due coloni israeliani, provenienti dall’avamposto illegale di Havat Ma’on, hanno provato a tagliare la strada al gruppo, impedendo alla giovane e ai volontari di usare l’abituale percorso e obbligandoli a prendere una strada più lunga per raggiungere il villaggio di Tuba. A partire dall’inizio del mese di settembre i coloni di Havat Ma’on stanno espandendo il loro avamposto illegale in direzione del villaggio palestinese di Tuba. Quotidianamente impediscono agli abitanti palestinesi di usare la strada, attaccandoli ed inseguendoli.

Nel frattempo, nella valle di Khelly, situata tra Ma’on e At-Tuwani, il capo della sicurezza della colonia israeliana di Ma’on ha fatto scappare dei pastori Palestinesi minorenni, fotografandoli e minacciando di chiamare i soldati per arrestarli.

Un’ora dopo, la Border Police israeliana ha fermato due volontari di Operazione Colomba che stavano camminando da At-Tuwani al villaggio palestinese di Al Mufaqara, vicino all’avamposto israeliano illegale di Avigayil. I poliziotti hanno obbligato i volontari a mostrare loro il materiale presente nelle fotocamere e poi li hanno obbligati a cancellarlo, sotto la minaccia di portarli presso la centrale di polizia di Kyriat Arba. I poliziotti e due coloni israeliani presenti sul luogo hanno detto agli internazionali che è assolutamente vietato fare foto all’avamposto di Avigayil e che li avrebbero arrestati se li avessero trovati in futuro a fare delle foto. I coloni di Avigayil si sono allontanati dal luogo insultando i volontari e dopo poco anche la polizia se n’è andata via, senza fornire ai volontari ulteriori spiegazioni.

Ancora una volta sembra vi sia connivenza tra coloni e forze israeliane le quali non intraprendono alcuna misura legale per fermare la violenza dei coloni e l’espansione degli avamposti illegali.

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Israeli settler from Havat Ma’on outpost who harassed Palestinian and Internationals