VIDEO-UPDATE: 2017-02-15 Havat Ma’on settlers attack Palestinian children

febbraio 16, 2017 at 7:55 pm

UPDATE: Israeli forces raid At Tuwani after women and children’s nonviolent action

febbraio 12, 2017 at 2:03 pm


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This Saturday morning residents of the Palestinian village of At Tuwani were grazing sheep and enjoying a day of outdoor picnics when Israeli soldiers entered the village en masse, turning the peaceful village into a military theatre. The raid appeared to be part of the price paid by residents for their nonviolent resistance to settler violence in the South Hebron Hills:  twice in recent weeks Palestinians have gathered to peacefully plant olive trees on Palestinian land on the outskirts of the village, near the illegal Israeli outpost of Havat Ma’on.

On the morning of February 11 more than a dozen Israeli soldiers entered the village in military vehicles. The heavily armed soldiers forced their way into houses and courtyards and began questioning the inhabitants, demanding to see all of their children between the ages of 13 and 18. They ordered Palestinians who asked for an explanation for the raid to show their ID’s, and forced several young men to spread their arms against buildings and cars while soldiers searched their bodies and clothing at gunpoint. The soldiers showed no official orders for the raid, but moved from house to house throughout the morning, questioning men and women, terrifying the children, and violating the human rights of the Palestinian residents of At Tuwani. Soldiers also demanded to see the passports of Operation Dove volunteers who were filming the raid.

Saturday’s military invasion was the second time in ten days that Israeli soldiers have completely disrupted work and life in the village of At Tuwani, and it will likely not be the last.  Before leaving the village this Saturday the soldiers threatened to return in the night.

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UPDATE: Esercito israeliano irrompe ad At Tuwani dopo azione non violenta di donne e bambini palestinesi.

Un nuovo raid militare israeliano ha occupato le strade del villaggio palestinese di At Tuwani, trasformando un normale sabato in un teatro militare: una probabile ritorsione per le azioni non violente che da giorni animano le colline a Sud di Hebron. La mattina dell’ 11 febbraio decine di soldati sono entrati ad At Tuwani, invadendo numerose case e perquisendo gli abitanti palestinesi senza mostrare ordini ufficiali. I militari hanno bussato alla porta di molte abitazioni, dicendo di essere alla ricerca di ragazzini di eta’ compresa tra i 13 e i 18 anni. Nel frattempo sono stati identificati gli uomini e allontanati, armi alla mano, chi poneva troppe domande. Stesso trattamento riservato ai volontari di Operazione Colomba ai quali inoltre non è stata data alcuna spiegazione sui motivi del raid e più volte sono stati minacciati ed invitati ad andarsene. Ma a farne le spese sono stati gli abitanti di At Tuwani, villaggio invaso da jeep e mezzi blindati delle forze israeliane, per la seconda volta in dieci giorni.

Attaccati ancora una volta nella loro quotidianità. Molti ragazzi sono stati fermati, girati con le mani al muro e perquisiti da un soldato, mentre un collega riprendeva e un altro ancora puntava loro il mitra addosso. Tutta la mattinata è stata segnata da un via vai di mezzi militari e incursioni violente che hanno portato le forze israeliane a violare nuovamente  la dignità e i diritti degli abitanti di At-Tuwani. Prima di lasciare il villaggio i soldati hanno inoltre minacciato le famiglie di tornare, questa volta nel buio della notte.

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VIDEO-UPDATE: Israeli settlers accompanied by Israeli Forces invade the village of At Tuwani after a Palestinian women’s nonviolent action

febbraio 6, 2017 at 9:56 am

UPDATE: Long and dangerous path to school for the children of Tuba and Maghayir al Abeed

gennaio 3, 2017 at 4:25 pm

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Children of Tuba  near the illegal outpost of Havat Ma'on on the morning

Children of Tuba near the illegal outpost of Havat Ma’on on the morning

On January 2 the Israeli army failed to escort Palestinian schoolchildren from the villages of Tuba and Maghayir al Abeed both on the way to reach the school in At Tuwani and on the way back home.

In the morning, after 45 minutes waiting for the soldiers, the schoolchildren decided to walk on a longer and more dangerous path, accompanied by Operation Dove (OD) volunteers. The Israeli army claimed on the phone that the soldiers were engaged in a military training and couldn’t escort the children. The two youngest children of the group had to come back home because the alternative path was too hard and they couldn’t attend school. The children finally reached the school walking more than one hour and changing their path because of the presence on their way of Israeli settlers from the illegal outpost of Havat Ma’on.  Because of the Israeli army negligence, the schoolchildren lost more than one hour of lesson.

Israeli military escort  delay on the afternoon

 Israeli military escort delay on the afternoon

In the afternoon of the same day the Israeli forces didn’t show up at the meeting point, violating their own duty. After one hour and half waiting, the schoolchildren decided to move, accompanied by OD volunteers, through the longer path. On the way the group met an Israeli army jeep meandering around the illegal outpost of Havat Ma’on. As OD volunteers demanded an explanation for their delay, Israeli soldiers replied they were looking for the meeting point with the children. The schoolchildren succeeded to come back to Tuba and Maghayir al Abeed escorted by the Israeli soldiers and accompanied by OD volunteers, through the long path, itself dangerous. On the way back, some Israeli settlers from Havat Ma’on illegal outpost chased OD volunteers, without reaching them. Some of the settlers gathered near the army jeep speaking with the soldiers.

The Israeli army has the duty to protect the children from the Palestinian villages of Tuba and Maghayir al Abeed on their way to school, but many times their misconduct puts the children in danger or forces them to wait hours and to walk in an area where settlers often have attacked them. Once again, Israeli army negligence didn’t guarantee basic and fundamental rights of the children, as the right to education.

The shortest route connecting the villages of Tuba and Maghayir al Abeed to the rest of the area is a main public road that passes between Ma’on settlement and Havat Ma’on illegal outpost. Because of the presence of Israeli settlements and the ongoing violence from Israeli settlers, Palestinians are not able to use that road anymore.

Schoolchildren escorted by Israeli soldiers and OD volunteers

  Schoolchildren accompanied by Israeli soldiers and OD volunteers

On the longer and dangerous path to the village of Tuba and Magayir al Abeed

On the longer and dangerous path to the village of Tuba and Maghayir al Abeed


UPDATE: La lunga e pericolosa strada verso scuola per i bambini dei villaggi di Tuba e Maghayir al Abeed

Il 2 gennaio 2017 l’ esercito israeliano non ha garantito la sicurezza dei bambini palestinesi provenienti dai villaggi di Tuba e Maghayir al Abeed sia durante il percorso verso la scuola di At Tuwani sia durante il tragitto di ritorno.

Alla mattina infatti, dopo aver atteso per 45 minuti i soldati, i bambini hanno deciso di raggiungere la scuola percorrendo la strada più lunga e pericolosa accompagnati dai volontari di Operazione Colomba. L’ esercito israeliano aveva infatti comunicato telefonicamente che i soldati erano impegnati in un’ esercitazione e che quindi non avrebbero potuto accompagnare i bambini. I due più piccoli sono dovuti tornare a casa essendo il percorso troppo arduo per loro e non hanno quindi potuto raggiungere la scuola. Gli altri bambini hanno invece camminato per più di un’ ora per raggiungere At Tuwani allungando maggiormente il tragitto a causa della presenza, lungo il percorso, di alcuni coloni dell’ avamposto illegale di Havat Ma’on. A causa della negligenza dei soldati israeliani i bambini hanno perso più di un’ ora di scuola.

Nel pomeriggio dello stesso giorno la scorta militare non si è presentata al punto d’ incontro; non rispettando ancora una volta il loro compito. Dopo un’ ora e mezza i bambini accompagnati dai volontari di Operazione Colomba hanno di nuovo intrapreso il cammino più lungo. Percorrendo la strada il gruppo ha incontrato una jeep dell’ esercito israeliano che si aggirava nei pressi dell’ avamposto illegale di Havat Ma’on. Alla richiesta di spiegazioni per il ritardo maturato, i soldati hanno risposto ai volontari che stavano cercando il luogo di incontro con i bambini. I bambini sono riusciti a fare ritorno nei loro villaggi di Tuba e Maghayir Al Abeed accompagnati dai soldati israeliani e dai volontari di Operazione Colomba percorrendo il tragitto più lungo, anch’esso pericoloso. Sulla via del ritorno i coloni dell’ avamposto illegale di Havat Ma’on hanno rincorso i volontari di Operazione Colomba non riuscendo tuttavia a raggiungerli. Alcuni di loro si sono poi fermati nei pressi della jeep dell’ esercito per parlare con i soldati.

L’ esercito israeliano ha il compito di proteggere i bambini dei villaggi palestinesi di Tuba e Maghayir al Abeed durante il tragitto verso scuola. Tuttavia molte volte la loro cattiva condotta mette in pericolo gli scolari, li costringe ad aspettare per ore o a camminare in un’ area dove i coloni li hanno spesso attaccati. Ancora una volta le forze israeliane non hanno garantito i diritti fondamentali dei bambini, come il diritto all’ istruzione. La strada più corta che connette i villaggi di Tuba e Maghayir al Abeed al resto dell’ area è una strada pubblica che passa tra la colonia di Ma’on e l’ avamposto illegale di Havat Ma’on. A causa della presenza degli insediamenti israeliani e della continua violenza dei coloni i Palestinesi non possono più percorrerla.

 

Israeli settlers coming out running from Havat Ma'on illegal outpost

 Israeli settlers coming out running from Havat Ma’on illegal outpost

Israeli soldier with the Palestinian schoolchildren

 Israeli soldier with the Palestinian schoolchildren

UPDATE: Settlers’ marathon prevents Palestinian to moving freely in the South Hebron Hills

dicembre 24, 2016 at 7:32 am

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On the afternoon of December 22 the Israeli forces closed the entrance of the Palestinian village of At Tuwani and the road that leads to the Palestinian village of Al Birkeh.  With the excuse of a “Marathon” they prevented Palestinians residents from moving freely for several hours. OD volunteers monitored the closure of At-Tuwani where Israeli Border Police prevented the passage of several Palestinian cars searching also the ID and the documents of the cars. They also searched one Palestinian man that asked to cross the road walking.

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UPDATE:  Maratona dei coloni israeliani nega la libertà di circolazione nelle colline a Sud di Hebron

Nel pomeriggio del 22 Dicembre le forze militari israeliane hanno chiuso l’ entrata del villaggio palestinese di At Tuwani e la strada che conduce al villaggio di Al Birkeh. Con la scusa di una maratona hanno impedito ai residenti Palestinesi dell’area di potersi spostare per diverse ore. I volontari di Operazione Colomba hanno monitorato la chiusura di At Tuwani, dove la Border Police ha impedito il passaggio di diversi veicoli controllando anche i documenti di identità e i permessi delle macchine. Hanno inoltre perquisito un uomo palestinese che chiedeva di poter attraversare semplicemente a piedi la strada.

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UPDATE: Israeli army negligence and settlers violence in South Hebron Hills

dicembre 23, 2016 at 3:43 pm

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On the morning of the 21 of December the schoolchildren from Tuba had to wait 40 minutes the Israeli soldiers, who had to escort them on the path to the school in the Palestinian village of At Tuwani. Also on the morning of the following day the Israeli soldiers put in danger the schoolchildren forcing them to wait in the same dangerous place for 20 minutes.

In the same time Operation Dove volunteers couldn’t succeed to monitor children’s escort because of the presence of Israeli settlers in the area. Six settlers ran out from the illegal outpost of Havat Ma’on and reached the volunteers on the lookout place. The settlers chased the volunteers forcing them to run up to the Palestinian village of Al Mufaqarah preventing them to keep guard the schoolchildren.Furthermore the Israeli settlers entered in the Palestinian village and after a while they came back in the Havat Ma’on illegal outpost.

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UPDATE: Negligenze dei soldati israeliani e violenza dei coloni nelle colline a sud di Hebron

Nella mattinata del 21 dicembre i bambini del villaggio di Tuba hanno dovuto aspettare per 40 minuti i soldati israeliani, che hanno come compito quello di scortarli nel tragitto per raggiungere la scuola situata nel villaggio palestinese di At Tuwani. La stessa cosa è accaduta la mattina del giorno successivo quando i soldati israeliani hanno di nuovo costretto i bambini ad aspettarli nello stesso luogo pericoloso per 20 minuti.

Nello stesso momento i volontari di Operazione Colomba non sono riusciti a monitorare la scorta dei bambini a causa della presenza di coloni nell’area. Sei coloni sono infatti usciti dall’avamposto illegale di Havat Ma’on correndo in direzione dei volontari e provando a raggiungerli sulla collina da cui dovevano controllare lo svolgimento della scorta militare. I coloni hanno costretto i volontari a scappare fino al villaggio Palestinese di Al Mufaqarah. I coloni sono poi entrati nel villaggio, spaventando gli abitanti,prima di tornare nell’avamposto illegale di Havat Ma’on.

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VIDEO UPDATE: Israeli soldiers throw stones with a slingshot during the school patrol

ottobre 27, 2016 at 7:33 pm

UPDATE: Israeli army escort doesn’t show up and settlers block Palestinian children’s way home

ottobre 26, 2016 at 8:56 pm

On October 26 the Israeli escort army (that has to accompany the children from Tuba and Maghayr al Abeed Palestinians villages to school) didn’t show up. After more than one hour waiting, the children decided to walk home without soldiers. Meanwhile, Israeli settlers coming from the illegal outpost of Havat Ma’on were blocking their way home, standing on the road.
Palestinian children and Operation Dove volunteers had to take a longer road to reach the village of Tuba safely.

In the morning of the same day the Israeli army was half an hour late for the children’s escort.

Misconducts of Israeli escort army and violent behaviors of settlers put Palestinian children in danger and deny their right to education, violating Articles 2-3-6-16-19-38 of the International Convention on the Rights of the Child and Article 26 of the Universal Declaration of Human Rights.

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UPDATE: La scorta militare non si presenta e i coloni bloccano la via di casa ai bambini palestinesi

Il 26 ottobre la scorta militare israeliana (che ha il dovere di accompagnare i bambini di Tuba e Maghayr al Abeed a scuola) non si è presentata Dopo più di un’ora di attesa, i ragazzi hanno deciso di tornare a casa senza soldati. Nel frattempo coloni israeliani provenienti dall’avamposto illegale di Havat Ma’on bloccavano il cammino, fermandosi sulla strada.
I bambini palestinesi e i volontari di Operazione Colomba han così dovuto prendere una strada ancora più lunga per raggiungere il villaggio di Tuba in maniera sicura.

La mattina dello stesso giorno l’esercito israeliano ha ritardato mezz’ora prima di scortare i bambini.

Le negligenze dei soldati e i comportamenti violenti dei coloni di Havat Ma’on mettono i bambini palestinesi in pericolo e negano il loro diritto all’educazione, violando gli articoli 2-3-6-16-19-38 della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia e l’articolo 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

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UPDATE: At-Tuwani’s children celebrate the new school year, despite Israeli military occupation prevents their right to education

ottobre 25, 2016 at 3:16 pm

(Italian follows)

On October 25, Palestinians from South Hebron Hills villages gathered in At-Tuwani school, to celebrate the new school year. At-Tuwani school hosts all the 12 classes, primary and secondary, with students who come from seven different villages.

For the Palestinian children of South Hebron Hills area the right to education is still not guarantee because of Israeli military occupation. Children have to pass through checkpoints and roadblock to reach the school and kindergarten that often are under demolition order.

In particular children from Tuba and Magayr Al Abeed Palestinian villages have to come to school every day escorted by Israeli Army, because of the violence of the Israeli settler living in the nearby illegal outpost of Havat Ma’on. 

Since the beginning of this school year the military escort arrived late 7 times, forcing the children to wait in a dangerous place, and 6 times the soldiers didn’t complete the path with the children, exposing them at settler’s violence. Furthermore in the last two months Israeli settlers harassed 3 times Operation Dove volunteers that were monitoring the military escort.

 

UPDATE: I bambini di At-Tuwani celebrano il nuovo anno scolastico nonostante l’occupazione militare israeliana continui a negare i l loro diritto all’educazione

 Il 25 ottobre, palestinesi provenienti dai villaggi delle colline a sud di Hebron si sono riuniti nella scuola di At-Tuwani per festeggiare il nuovo anno scolastico. La scuola di At-Tuwani ospita tutte le 12 classi, dalle elementari alle medie superiori, con studenti che provengono da sette villaggi diversi.

Per i bambini palestinesi delle South Hebron Hills il diritto all’istruzione non è ancora del tutto garantito a causa dell’occupazione militare israeliana. I bambini devono passare attraverso checkpoint e blocchi stradali per raggiungere scuole e asili che spesso sono sotto ordine di demolizione.

In particolare, i bambini del villaggi palestinesi di Tuba e Magayr Al Abeed sono costretti ogni giorno a venire a scuola scortati dall’esercito israeliano, a causa della violenza della coloni israeliani che vivono in l’avamposto illegale di Havat vicina Ma’on.

Dall’inizio di questo anno scolastico i soldati israeliani sono arrivati in ritardo 7 volte, costringendo i bambini ad aspettare in un luogo pericoloso, e per 6 volte i militari non ha completato il percorso con i bambini, esponendoli così alla violenza di coloni. Inoltre, negli ultimi due mesi i coloni israeliani hanno cercato di aggredire per 3 volte i volontari di Operazione Colomba che stavano monitorando la scorta militare.

UPDATE: Israeli army stops the works on a Palestinian road for more than 6 hours and confiscates a bulldozer

agosto 31, 2016 at 6:48 pm

(italian follows)

On August 30 Israeli forces (Army and DCO) stopped the works for the renovation of the road between At-Tuwani and Al-Birkeh Palestinian villages, in South Hebron Hills.

The DCO ( Israeli Civil Administration) also confiscated the identity card and the mobile phone of the driver of the bulldozer, that was working on the road, preventing him to leave the area.

After 6 hours (at 9.00pm) the Israeli soldiers gave back the identity card and cellphone, but confiscated the bulldozer. In the meanwhile they also called the Israeli police in order to confiscate a Palestinian car.

With this actions, Israeli forces deny the right of movement of Palestinians people recognized in Article 13 of the Universal Declaration of Human Rights, and in Article 12 of the International Covenant on Civil and Political Rights. They also deny the exercise of other basic rights set in the International Covenant on Economic, Social and Cultural Rights as the right to work, to an adequate standard of living, to health, to education, and to protection of family life.

UPDATE: L’ESERCITO ISRAELIANO FERMA I LAVORI DI COSTRUZIONE DI UNA STRADA PALESTINESE PER PIU’ DI SEI ORE E CONFISCA UN BULLDOZER

Il 30 agosto le forze militari israeliane,esercito e DCO, hanno bloccato i lavori di costruzione della strada che collega il villaggio palestinese di At-Tuwani con quello di Al-Birkeh, nelle colline a Sud di Hebron.

La DCO ( amministrazione civile israeliana) ha confiscato i documenti d’identità e il telefono dell’autista del bulldozer che stava lavorando la strada, impedendogli di abbandonare l’area.

Dopo sei ore, alle 21.00, l’ufficiale della DCO ha riconsegnato il documento d’identità e il cellulare all’autista, confiscando tuttavia il bulldozer. Contemporaneamente i soldati israeliani hanno chiamato la polizia per confiscare una macchina palestinese, presente sul luogo.

Con queste azioni, le forze militari israeliane negano il diritto di movimento dei palestinesi riconosciuto dall’articolo 13 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, e dall’articolo 12 del Patto Internazionale dei Diritti Civili e Politici. Negano inoltre  l’esercizio degli altri diritti di base enunciati dal Patto Internazionale dei diritti Economici, Sociali e Culturali come il diritto al lavoro, ad un adeguato standard di vita, alla salute, all’educazione e alla protezione della vita famigliare.

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