Passerà anche questa.

giugno 22, 2010 at 8:01 am

Israele, Gaza, la Freedom Flottilla

E’ stato un altro mese di occupazione. Di morti, di arresti, di check-point.
Ma è stato anche il mese dell’assurdo bagno di sangue compiuto dall’esercito israeliano in acque internazionali contro il convoglio di navi della Freedom Flotilla, che si è concluso con l’uccisione di nove attivisti turchi salpati da Cipro con l’idea di rompere l’embargo che costringe un milione e mezzo di palestinesi alla fame. Nella notte del 30 maggio, un commando israeliano ha tentato di fermare la nave Mavi Marmara con un’azione a metà tra un film di Chuck Norris e una storia di antichi pirati. E’ si è trattato proprio di un atto di pirateria dato che la nave è stata attaccata fuori dalle acque territoriali di Gaza (che seppure palestinesi, secondo gli accordi di Oslo restano sotto la “giurisdizione” della forza occupante israeliana). Da quel momento in poi, sono iniziati cori e balletti mediatici, nel tentativo di provare a dare una spiegazione plausibile ad un’altra strage compiuta da Israele, questa volta di moderata entità e non ai danni dei palestinesi, sotto occupazione da più di 60 anni, ma nei confronti di quelli che sono stati definiti “pacifisti col coltello”, che lanciavano “letali” secchi d’acqua e sedie di plastica contro il commando israeliano che tentava di attaccare la nave per “neutralizzarla”.

Tuwani, 25 aprile 2010

aprile 25, 2010 at 10:21 am

IN QUESTA IMPORTANTE GIORNATA, 25 APRILE, ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE DELL’ITALIA DAL NAZI-FASCISMO, OPERAZIONE COLOMBA LANCIA UNA CAMPAGNA DI SUPPORTO PER LE COMUNITÀ PALESTINESI DELL’AREA A SUD DI HEBRON, IN CISGIORDANIA: TUWANI(R)ESISTE.

at-Tuwani è un villaggio palestinese nelle colline a sud di Hebron, dove ogni giorno si consumano violenze di ogni tipo – fisiche, psicologiche, morali – da parte dei coloni israeliani dei vicini insediamenti e avamposti illegali, della polizia e dell’esercito israeliani.

Ma sempre qui, come nei vicini villaggi, i pastori e i contadini palestinesi con le loro famiglie hanno deciso di opporsi all’occupazione militare e alle continue violenze dei coloni, scegliendo la resistenza nonviolenta.

In questo modo, in ogni azione di vita quotidiana, donne uomini e bambini sperimentano la fatica e al tempo stesso la forza della scelta nonviolenta, rivendicando il proprio diritto ad esistere e a poter accedere liberamente alle proprie terre.

Operazione Colomba è presente nel villaggio dal 2004 per accompagnare e sostenere la popolazione dell‘area in questa scelta difficile.

Un’impresa che ha bisogno del sostegno di tutti.

Nel giorno in cui in Italia ricordiamo la Resistenza e la liberazione dal nazi-fascismo, lanciamo questa campagna a supporto della Resistenza Popolare Nonviolenta delle comunità palestinesi dell’area a sud di Hebron contro l’occupazione israeliana dei Territori.